07/01/2014

I pedocriminali sono protetti dal governo Belga

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La giustizia belga ed i politici hanno deciso di perseguire ancora legalmente ed imprigionare l'attivista Marcel Vervloesem . Dieci anni fa , Marcel Vervloesem rivelò il caso della rete pedocriminale di  Zandvoort alla giustizia belga.

Come è successo nel 1998, l'accusa nei confronti di M. Vervloesem è stata orchestrata dal suo fratellastro Victor ed è stata associata negli ultimi anni , ad una campagna di terrore e minacce di morte nei confronti di sua figlia e della sua nipotina quindicenne. Questo durò per diversi mesi.

Contestualmente le autorità chiusero i blog del gruppo Morkhoven per altrettanti mesi.
Fu una azione ben orchestrata e pianificata.

Le denunce di Marcel Vervloesem e di sua figlia, che fu anche vittima di tentato omicidio, non furono mai oggetto di indagine,neppur superficiale.

Il Group Morkhoven ha verosimilmente l'impressione che il primo ministro  Di Rupo, quello dell'interno J. Milquet e quello della  Giustizia A. Turtelboom stanno bloccando fermamente le indagini.

La polizia e quella giudiziaria non hanno concluso nulla con le loro ispezioni.

Alcuni giorni fa, Jan Boeykens, presidente del Morkhoven Group, ha scritto al ministro Milquet e al capo della polizia federale : questi non rispondono,come loro abitudine.

Dal 2006 a Marcel Vervloesem è vietato parlare con una certa stampa che stava coprendo smaccatamente il caso  Zandvoort, ma alcuni giornalisti hanno ancora qualche domanda da fare.

A Marcel è ancora vietato di vedere gli altri membri del direttivo del Morkhoven Group che gli hanno fatto visita ogni settimana in prigione e questo per un periodo di due anni.
Gli è vietato lavorare per organizzazioni che combattono gli abusi sui minori e non gli è consentito di viaggiare all'estero.

Tra oltre 130 giorni, ci saranno le elezioni in belgio ed il Morkhoven Group ha deciso di intrapprendere di nuovo azioni a lungo termine.