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Mobilitazione nazionali e internazionali - Ogni bambino è una persona titolare dei diritti riconosciuti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e dalla Dichiarazione dei Diritti del Bambino. La pace assoluta ad ogni costo; la bellezza e la ricchezza della natura che ci circonda e il rispetto della legge buona in essa inscritta; la scienza come potenziamento di vita, medicina alle sue incompiutezze e povertà, arte e capacità di nuove armonie; l'onestà, il silenzio e la preghiera, la familiarità e la solidarietà, invece dell'abbandono, l'attenzione e la responsabilità e la dolcezza imperitura e ferma dell'affetto: questo ci chiedono i bambini del mondo oggi, subito, per il loro domani.
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22-06-2007 - Général

Carlo Giovanardi : ZERO in matematica


Carlo Giovanardi: Intrighi al parlamento italiano e ZERO in matematica

giovanardi_carlo_42264aBruxelles, le 16 juin 2007

Carlo Giovanardi : Intrighi al parlamento italiano e ZERO in matematica

Membro del parlamento italiano, Carlo Giovanardi insorge contro la vasta diffusione data ai riscontri degli esperti europei nei riguardi degli abusi sessuali sui minori, durante il convegno organizzato a Milano da IAD Bambini Ancora. Un bambino su sei in italia, ossia un milione di bambini in dieci anni, è stato vittima di pedofili, affermano le statistiche. Solo un caso su una quantità di 570 abitanti in Italia è riconosciuto, quando è riconosciuto negli USA un caso su 340 abitanti.

La percentuale degli aggressori sessuali americana non è certo superiore a quella degli italiani: la differenza tra le cifre si spiega con la qualità dell'informazione sull'importanza di denunciare i casi e di aver cura dei bambini, piuttosto di preferire la politica dello struzzo in vista di salvare l'onore di famiglia.

La diffusione di tali dati rischia di alimentare una psicosi collettiva moltiplicando i casi di segnalazione dei falsi abusi, ha decretato Giovanardi, che è chiaramento molto scarso in matematica e molto forte nei complotti.

Lui domanda al parlamento se i responsabili del l'associazione che ha organizzato il colloquio sono dei professionisti cui le autorità giudiziarie affidano incarichi di consulenza ; quali sono, a conoscenza del governo,le fonti dei dati citati da questa associazione ; quali sono gli importi sostenuti annualmente per incarichi professionali e per le consulenze affidate a questi dell'associazione e del convegno che si professano esperti in materia."

La parola è stata data ad esperti che sono d'ccordo con quelli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che affermano che 150 milioni di ragazze e 73 milioni di ragazzi minori di 18 anni avrebbero subito un rapporto sessuale imposto o altre forme di violenza sessuale nel 2002. Il rapporto 2006 delle Nazioni Unite afferma che nei 21 paesi, sviluppati per la maggioranza, fino al 36 % di donne e 29 % degli uomini sono stati vittime di violenze sessuali durante l'infanzia.

La violenza è nascosta, non segnalata ed insufficientemente censita ,recita il rapporto. Sovente, i genitori, che dovrebbero proteggere i loro bambini, stanno in silenzio soprattutto se tale atto è commesso da un congiunto o comunque membro della famiglia, un membro influente della società come un impiegato,un poliziotto o un dirigente di comunità.

Le Nazioni Unite denunciano ugualmente "l'invisibilità della violenza", in altre parole che non esiste mezzo sicuro che ispiri pure confidenza per permettere di denunciarla. In molte parti del mondo, le persone non hanno confidenza nella polizia,i servizi sociali o altri responsabili, secondo il rapporto, ciò che è in effetti il caso del Belgio.

Quando i dati sono raccolti, questi non sono sempre raccolti in maniera integrale, coerente e transparente. In particolare,non si è nemmeno a conoscenza che di pochi dati sulla violenza nelle istituzioni della cosiddetta cura o detenzione nella gran parte delle regioni del mondo perchè, anche quando queste violenze che avvengono sono conosciute, la maggior parte delle istituzioni non sono tenute a registrare e di diffondere questi dati – lo stesso vale per i genitori ed i minori di riferimento.

Mr Giovanardi può ora presentare una denuncia contro Kofi Annan, allora Segretario Generale delle Nazioni Unite, per aver domandato un esame approfondito del presente studio e dei meccanismi necessari per seguire l'applicazione delle conclusioni e delle raccomandazioni che il medesimo ente adotterà su questo importante argomento, e dunque, come recita il deputato, prendere il rischio di diffondere tali dati e di alimentare una psicosi collettiva moltiplicando i casi di segnalazione dei falsi abusi.

Rapporto dello studio delle Nazioni Unite sulla violenza nei minorenni
http://www.google.be/search?hl=nl&sa=X&oi=spell&resnum=0&ct=result&cd=1&q=Nations+Unies+rapport+violence+mineurs+&spell=1

----------

http://www.droitfondamental.eu/


22-06-2007, 16:12:26 Morkhoven

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28-01-2008, 18:22:50



CENTRO DI DOCUMENTAZIONEFALSI ABUSI SUI MINORI
www.falsiabusi.it info@falsiabusi.it


Spett. le





Addì, 28 gennaio 2008


OGGETTO: Le correnti del pensiero psicologico e psichiatrico sui veri e falsi abusi
Dagli innumerevoli casi di presunta pedofilia pervenuti alla ns. attenzione e dall’esame dei relativi fascicoli, abbiamo potuto constatare quanta poca contezza vi sia nella maggioranza di coloro che operano in difesa dei minori.
Sostanzialmente perché, da un lato, godono ancora oggi di credito presso la magistratura italiana le linee guida elaborate alla fine degli anni Novanta, dove risulta evidente il trasferimento in modo acritico della pseudoscientificità delle discipline umanistiche (fondata su impressioni, interpretazioni, associazioni…) nella ns. giurisprudenza; dall’altro, perché la scarsa conoscenza dello sviluppo psicofisico e mnestico dei bambini, dalla nascita all’adolescenza, permette a ciascuno di far valere i propri postulati antiscientifici, quando in realtà altro non sono che assiomi. Per di più si deve considerare che nel 1996, a seguito di un dettato legislativo, furono iscritti all’albo dei psicologi anche soggetti laureati in letteratura, filosofia… per il solo fatto di aver partecipato a corsi in psicoterapia, con la possibilità di essere inseriti nell’elenco dei periti presso i Tribunali. Ovviamente le intenzioni dei magistrati e degli operatori della salute mentale sono (in teoria) quelle di tutelare la persona e la personalità sia del minore, affinché non subisca ulteriori e inutili traumi, sia dell’adulto che potrebbe essere stato accusato falsamente di un reato così infamante.
Purtroppo i principi costituzionali che prescrivono di difendere i diritti del più debole senza danneggiare una persona innocente in molti casi non trovano riscontro nella pratica, in quanto:
1. la denuncia, indipendentemente dal contesto di provenienza, è sempre ritenuta fondata, secondo l’insano pregiudizio che chiunque si rivolga per primo all’Autorità giudiziaria è al di sopra di ogni sospetto;
2. le indagini si ispirano al metodo verificazionista e cioè alla ricerca di inferenze che confermino l’accusa;
3. la perizia psicologica sulla presunta vittima è pienamente ammessa e di fatto risulta un elemento probante;
4. l’esigenza di una preparazione professionale adeguata da parte di tutti coloro che si occupano a vario titolo della realtà familiare (comprendente alcune fondamentali cognizioni in materia psicologica e soprattutto una corretta metodologia della “verità”) è auspicata, nelle aule del Tribunale, proprio da chi si dichiara fautore delle discipline umanistiche e quindi sostenitore delle pseuodoscienze;
5. il parere dell’”esperto” sulle sedute con il minore sotto il profilo terapeutico è trasformato in una testimonianza per eccellenza ed è cristallizzato come prova epidittica del presunto abuso subito dall’infante, anche quando quest’ultimo sia stato in grado di affrontare più audizioni e mai abbia riferito i racconti a lui attribuiti.
Per non considerare che in un caso di abusi legalizzati (perpetrati nel disperato tentativo di affermare eventuali responsabilità penali sostenendo o pur di sostenere presunti abusi, così da giustificare l’avventatezza di clamorose inchieste), in cui i bambini sono stati incitati a denudarsi (non per vista medica), di fronte a una dettagliata denuncia contro le pratiche coercitive poste in essere o comunque tollerate dagli inquirenti e non solo, il Tribunale di Torino arriva a scrivere che:
«non sussistono ipotesi di reato, in quanto difetta del tutto l’elemento soggettivo del dolo, che necessariamente deve sussistere nelle fattispecie di reato astrattamente ipotizzabili e indicate dall’esponente (abuso d’ufficio, falsa perizia, istigazione a delinquere, violenza privata, circonvenzione di persona incapace, calunnia, frode processuale…), poiché è evidente la BUONA FEDE delle persone che reputarono sincere e allarmanti le dichiarazioni rese dai bambini e di conseguenza sollecitarono gli stessi a ripetere il racconto [se mai vi è stato] del fatto di abuso sessuale [che mai è avvenuto], oggetto del processo conclusosi… » (PM G. FERRANDO e GIP S. PERELLI).
Stante quanto premesso e la poca trasparenza da parte delle Istituzioni preposte a intervenire nei casi di presunto abuso sessuale in danno di minori (anche per spirito di corporativismo), il libretto allegato consente di rilevare le notevoli disfunzioni generate dalle correnti di pensiero psicologico e psichiatrico che maggiormente condizionano l’operatore del diritto. Tutto ciò favorisce inevitabilmente condanne di innocenti e grossi traumi ai bambini non abusati, sottrae preziose risorse alla lotta alla pedofilia, non permette di pervenire a conoscenze certe in materia e di prendere coscienza dell’origine delle difficoltà nel combattere i veri abusi.
Ci auguriamo non solo che i risultati della ricerca scientifica possano dissipare l’ottenebramento che permea i ns. Tribunali, evidenziare la pochezza dei contributi offerti dalla psicologia e dalla psichiatria, inibire le derive insite nel ns. sistema giudiziario, rappresentare un punto di partenza per correggere i numerosi pregiudizi e stereotipi presenti in questo campo, ma che nel contempo le Istituzioni facciano tesoro delle conquiste faticosamente raggiunte e dei principi espressi dalla Suprema Corte di Cassazione nelle sentenze più recenti.
Ringraziando vivamente per l’attenzione dedicata alla presente e al libretto allegato, confidiamo di poterVi annoverare un giorno tra i ns. sostenitori per un’autentica tutela dell’infanzia, tra i ns. volontari impegnati in una quotidiana battaglia civile per la Verità e la Giustizia: la ns. unica aspirazione è quella alla legalità, contro le storture che danneggiano il tessuto sociale e ledono la speranza riposta in ciò che abbiamo di più caro, i nostri figli e nipoti.
Vittorio APOLLONI

*****

Il libretto può essere scaricato gratuitamente da Internet in formato PDF all’indirizzo:
www.falsiabusi.it/area_scient/studi/pensiero.htm



P.S.
È gradita una risposta sull’argomento.
I contributi scientifici ricevuti saranno pubblicate sul sito www.falsiabusi.it.


Vittorio
info@falsiabusi.it

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