05/05/2014

Marcel Vervloesem è ospedalizzato

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April 28, 2014
 
Marcel Vervloesem, il fondatore dell'associazione belga 'Werkgroep Morkhoven' che è stata perseguitata e stigmatizzata per una quindicina di anni dalle autorità belghe che volevano soffocare in questo modo il caso pedocriminale di Zandvoort, è di nuovo ospedalizzato
 
Vervloesem che è molto ammalato e che ha rifiutato le medicine in carcere, ha avuto un cancro, e ha grossi problemi cardiorenali.  Lui ha anche un diabete ed ha bisogno di molte medicine.
 
Qualche giorno fa non si sentiva male a casa sua. poi è caduto sul pavimento ,e ha toccato una pentola di acqua bollente che era sul piano di cottura a gas. la sua gamba sinistra è stata ustionata di terzo grado e gli specialisti pensano ad un intervento chirurgico.
 
LUi soffre molto e l'incidente è un problema in più per il suo cuore (un intervento chirurgico al cuore non è più possibile perchè sono aumentati i rischi).
 
Tutto ciò gioca un ruolo importante nella diminuzione della sua salute abituale già compromessa, per Vervloesem sono già circa due anni che la giustizia belga lo ha perseguito di nuovo per "presunti abusi sessuali". La 'prova' di questa nuova accusa è la storia fantasiosa di suo mipote Dimitri che ,come al solito, è stato pubblicato il tutto su l giornale   " Het Nieuwsblad'.  
C'è da dire che questo Dimitri ha dei buoni contatti con Victor V., il fratellastro di Vervloesem. Questi ed alcuni suoi amici gay accusavano Vervloesem «di abusi sessuali» di quindici anni fa. Le accuse erano fondate su dei fatti autoriferiti e che sarebbero avvenuti in passato. Queste storie erano state pubblicate dai soliti giornalisti del 'Het Nieuwsblad'  che hanno buone relazioni con i magistrati.  
Era giusto il momento che la stmpa internazionale, ivi compresi tre giornali principali giapponesi, arrivava al paese Morkhoven per intervistare Vervloesem autore della scoperta della rete Zandvoort che, secondo un rapporto della polizia federale belga, contava 88.539 bambini maltrattati e sessualmente abusati.
 
Come precedentemente c'era stato il caso, che i giudici di Turnhout che avevano soffocato il caso pedocriminale Zandvoort, non hanno nemmeno cosiderato che le dichiarazioni giusdtificative dimostravano l'innocenza di Vervloesem nel caso Dimitri.
 
I giudici di  Turnhout  sono restati spettatori passivi, nel momento che questo, con l'aiuto di Victor V., ha cominciato a terrorizzare la figlia e la nipote di  15 anni di Vervloesem. Grazie al silenzio dei giudici, questo terrore è durato mesi. 
I blogs dell'associazione Werkgroep Morkhoven erano stati egualmente chiusi per diversi mesi per impedire che si trovassero legami di questo scandalo giudiziario con il soffocamento del caso Zandvoort. 
 
La figlia e gli amici di Vervloesem avevano denunciato a più riprese alla polizia della città di d'Herentals e di Turnhout le minacce di Dimitri.  Le denunce erano accompagnate dalle prove del caso. 
 
Victor V. ed il sunnominato Dimitri non sono mai stati perseguiti per questi atti terrroristici. Il comitato P, un organo parlamentare che deve verificare il comportamento della polizia, scriveva recentemente che non era stata fatta nessuna inchiesta 'perchè il ministro degli Interni Joëlle Milquet (cdH, democraticacristiana) aveva già contattato il procuratore della giustizia di Turnhout'. In questo modo il caso è stato di nuovo chiuso e ci si è trovati in un cerchio vizioso.
 
IL ministro della giustizia belga Annemie Turtelboom (Open VLD, Partito liberale) lfaceva rispondere da un suo impiegato che lei non aveva potuto far nulla per la separazione dei poteri, mentre poi nominava il procuratore Jan Poels della Giustizia di Turnhout capo del suo gabinetto. Il soffocamento del caso  Zandvoort et gli atti terroristici sono dunque il risultato della corruzione politica e giudiziaria.
 
L'inchiesta del caso Zandvoort e le minacce dei criminaucoli che però potevano terrorizzare cittadini innocenti e la famiglia del nostro Marcel Vervloesem, sono stati dunque bloccati completamente dalle autorità belghe corrotte.
Il tribunale di Turnhout certamente usa in continuazione ogni sorta di criminali da strapazzo che possono aiutare a distruggere la salute di Vervloesem.
 
Ciò che è grave in questo caso è il fatto che ci sono stati 30 processi verbali contro Victor V. concernenti reati sessuali su ragazzi. Questi non sono mai stati portati in tribunale mentre ogni accusa contro Vervloesem è stata seguita da inchieste e diffamazioni dei media belgi che sostengono la corruzione e non parlano mai del caso pedocriminale di Zandvoort.
Victor V. che sa appena scrivere è sostenuto in pieno dal sindaco di Herentals Jan Peeters,che è come lui, un membrodella direzione del partito socialista fiammingo.
Jan Peeters, a sua volta, è anche membro del Parlamento del partito socialista.
Negli anni 90, lui era segretario di stato e ministro della sicurezza. il premier era Di Rupo che è un gay effettivo ed era  Vice-Premier in quel tempo.
Victor V. è divenmtato consigliere municipale. E' stato nominato: membro della direzione di 'Geelse Huisvesting' (appartamenti sociali), membro della direzione del centro pubblico di aiuto sociale, presidente del Comitato per la sicurezza e della polizia di Herentals e membro della direzione del Consiglio della polizia locale di cui Peeters è il presidente. Lui rappresenta la città di Herentals nei due comuni.
Durante i mesi in cui la nipotina e la figlia (che ha altri due piccoli bambini) di Vervloesem erano terrorizzzate, si è usato uno scanner della polizia. Ci sono dei testimoni che hanno visto questo scanner nell'auto di Victor V.  che era ferma presso la casa della famiglia Vervloesem. Nell'auto si trovava Victor V. ed i suoi degni compari...

01/12/2013

Marcel Vervloesem – Il caso pedocriminale Zandvoort (1)

Bruxelles, 29.11.2013

Marcel Vervloesem è comparso lunedì scorso sul programma di una radio web olandese per dare un'intervista.

Poco prima della messa in onda, la presentatrice olandese aveva intervistato un accusatore di Marcel, l'olandese Jos Aalders, che si dice un cacciatore di pedocriminali e un ‘ombudsman’ autonominatosi per i bambini

M. Aalders giudicava durante questa intervista che Marcel Vervloesem era colpevole di abuso sul suo nipote piccolino, presunto abuso che è stata la causa della sua nuova condanna della settimana scorsa dalla corte penale di Turnhout. Aalders prétendeva che Marcel era lui stesso un pedocriminale che non cercava altro nel suo lavoro di facilitare la soddisfazione dei suoi desideri criminali.

Ciò è il mondo alla rovescia, poichè sembrerebbe che questa accusa si applicherebbe piuttosto al signor Aalders lui stesso autonominatosi un cacciatore di pedocriminali , ciò vuol dire che qualunque metodo si usa ,quelli di Marcel sono radicalmente opposti a quelli degli altri suoi "pretesi" colleghi. Ciò che è più smaccato, è che questa accusa coincide molto bene con i metodi usati dalla Giustizia e dalla stampa belga. Con questi sistemi Marcel è già stato condannato nel 2008 per lo stesso genere di fatti, e con lo stesso metodo di indagine, vuol dire montando un caso con l'aiuto di piccoli criminali legati al suo fratellastro che lui stesso è un pedocriminale alla grande. Quest'ultimo ha preso un posto importante nella picdcola politica locale del villaggio dove abitava Marcel , e questo gli permette di infangare il nome del suo fratellastro e di imporre a dei giovani criminali di sporgere false denunce per abusi sessuali che dicono commessi da Marcel su di loro. I media riportano subito fedelmente le odiose calunnie e si limitano a pubblicare le nuove accuse e le relazioni sulle condanne di Marcel da cui ne risulta e lo raffigurano come ‘un autonominatosi cacciatore di pedocriminali ‘mentre lui stesso è un pedocriminale provato’. Loro non hanno nemmeno l'obbligo di dare a Marcel il suo diritto di risposta, poichè il divieto di parlare con la stampa che gli è stato imposto dalla Giustizia belga dispensa la stampa stessa di aver e pubblicare le risposte di Marcel.

Questa campagna di calunnie e di accanimenti dei media e della Giustizia belga concertata, dura ormai dalla fine degli anni 90, quando Marcel ee la sua associazione Morkhoven hanno scoperto l'esistenza delle reti pedocriminali e della pedopornografia, nel corso delle loro ricerche e sulla scia del caso Dutroux. E' stato grazie a questo lavoro che hanno scoperto lo scandalo pedopornografico di Zandvoort, quello che è una delle prove della veradicità delle testimonianze dei testimoni detti ‘testimoni X’ nel caso Dutroux-bis che dicono esattamente dell'esistenza di simili reti che utilizzavano i bambini che loro prelevano durante festini appositi dove erano filmati prima della loro uccisione rituale e barbara nei filmati chiamati ‘snuff-movies’ che sono venduti a prezzo d'oro. Sono stati questi primi testimoni ad essere derisi,condannati,tanto che la stampa pubblica come da parte della giustizia specie belga, trattati come dei fuori di testa e degli allucinati (notoriamente il caso più conosciuto è quella di Régina Louf). Pertanto il caso della manipolazione dei documenti dellautospia di due giovani vittime nel caso Dutroux, Julie e Mélissa, conferma l'esistenza di queste pratiche sui bambini . Ed è esattamente per la stessa ragione che nel caso di quei testimoni fasulli, che la Giustizia ed i media, diretti dalla classe politica e dagli alti dirigenti, per cominciare in  Belgio (ma anche in Olanda, dove si trova la città di Zandvoort dove il gruppo Morkhoven è riuscito alla fine degli anni 90 a trovare i C D-ROM che provano la gravità della delinquenza pedocriminale), hanno inscenato la campagna di diffamazione e di sabotaggio contro Marcel ed il gruppo Morkhoven:  per soffocare questo scandalo di dimensioni internazionali  (concernente quasi 90.000 casi di bambini  -numero confermato dalla polizia federale belga-  abusati ed utilizzati nel'industria pedopornografica ed assassina di ragazzi,diverse e svariate volte.).

Nel quadro di questa campagna per neutralizzare il lavoro di Marcel e del Gruppo Morkhoven, lui era già dal 2006 diventato vittima del divieto da parte della solita Giustizia belga di parlare con i media e la stampa, o di contattare gli altri membri del Gruppo, – e oltre a questo lui non aveva più il diritto di partecipare ai lavori dell'associazione stessa per la lotta contro gli abusi sui bambini, nè di viaggiare all'estero per partecipare a lavori sulla pedocriminalità.

Queste misure restrittive furono mantenute fino all'ultima settimana scorsa e sempre in vigore stretto.

Nel 2008 lui fu condannato a quattro anni di carcere duro a seguito di quella campagna di sabotaggio e di false accuse, cioè la falsa accusa di abuso su minore fabbricata dalla combriccola del suo fratellastro. Lui fu rinchiuso prima nella prigione di Bruges poi di Turnhout, dove ricevette un pessimo trattamento, consistente in ogni sorta di piccoli accanimenti, mentre non riceveva nessun trattamento adeguato per le quattro malattie che incombevano sulla sua salute durante tutto il periodo della prigione.

Nei giorni scorsi un gran tam tam della campagna di sabotaggio contro il lavoro di Marcel e della sua equipe che avevano svolto l'anno scorso, quando la combriccola del suo fratellastro si era incattivita in una vergognosa campagna di terrore contro la figlia e la nipotina di Marcel, minacciandole di morte nel loro messaggi SMS e accanendosi nei mesi successivi anche per strada. La imperturbabile Giustizia belga ha preferito pertanto ignorare le prove inconfutabili di questi delitti.

Frattanto Marcel ed il suo gruppo continuano il loro lavoro senza lasciarsi scoraggiare da ogni contrarietà, andando sempre più profondamente nelle loro ricerche sul caso Zandvoort. Ciò che ne è uscito alla fine dell'anno scorso ha avuto un grande successo: in effetti Marcel e i suoi colleghi sono riusciti a craccare i codici di accesso alle parti dei CD ROM di Zandvoort dove si trovavano tutti i nomi dei clienti di questa rete pedopornografica internazionale. Ciò ha permesso a Marcel e suoi colleghi di condurre delle azioni per trovare molti ragazzi scomparsi e vittime di queste reti nei diversi paesi, con la collaborazione dei servizi di polizia dei singoli paesi. Tra l'altro in germania, Polonia, in Francia e in Canada. Durante queste azioni, dei bordelli di minori e degli studi pedopornografici che erano ad Amsterdam e a Rotterdam in Olanda, hanno avuto un ruolo importante di elementi che hanno permesso di rintracciare i bambini vittime, poichè dopo il loro prelevamento erano passasti di là per entrare così nel giro delle vendite in altri paesi.

fr. Nasus Ovidius

Seguito del testo: Marcel Vervloesem - L'affaire Zandvoort (2)

http://verdwijningen.skynetblogs.be/archive/2013/11/29/marcel-vervloesem-l-affaire-zandvoort-2-8000980.html

19/05/2012

Caso Zandvoort: Marcel Vervloesem liberato dopo 5 mesi di prigione

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Bruxelles, 18 maggio 2012


Cari(e) amici(e),

Soggetto: Marcel è di fatto libero

Mercoledì, 16 maggio 2012, dopo 5 mesi di prigione preventiva', Marcel è stato liberato e lui ha potuto ritornare a casa sua. E' stato ricondotto a casa su una piccola camionetta.

Come sempre, la notizia era anche diffusa dall'agenzia di stampa Belga (dello Stato belgo) ed è stata copiata dagli altri giornali pari pari, senza il minimo commento sotto il titolo 'Marcel Vervloesem in libertà condizionale'. Ma sono le solite condizioni che lui aveva già ,con una sola differenza in più: la polizia di Turnhout deve controllare che non abbia contatti con noi dell'associazione sua, nè con l'attore fiammingo Jo Reymen, nè con la Fondazione delle principesse de Croÿ e Lancelotti, ciò che è completamente ridicolo.  
Marcel ha anche il divieto di avere dei contatti con associazioni che lottano contro l'abuso sessuale dei bambini.

La decisione di liberare Marcel è arrivata dopo la riunione del tribunale di Turnhout dove l'avvocato di  Marcel ha difeso per circa mezz'ora Marcel, che per la prima volta dopo il suo arresto, ha potuto parlare anche lui.

I giudici pretendevano che loro non sapevano nulla dell'arresto inferto dalla corte dell'applicazione delle pene di Anversa, già in febbraio, quando dichiaravano Marcel innocente sulla base dei risultati dell'inchiesta giudiziaria.

Il ministro della Giustizia belga, Anne-Marie Turtelboom (Open VLD, i liberali fiamminghi) è stata durante 5 mesi al corrente del dossier di Marcel e di tutto ciò che è successo nella prigione di Turnhout dove c'era un numero tale di prigionieri (210 al posto di 120 per i quali è preposta), che una parte dei detenuti era obbligata a dormire su un materasso steso al suolo.
Il suo ministero ha risposto una sola volta alle nostre lettere. Era per rispondere a la denuncia per il furto dei nostri documenti e materiale vario davanti al ministero della Giustizia a Bruxelles, dove c'è anche il suo ufficio.

Turtelboom non ha avuto il minimo cenno di reazione alle nostre denunce che le lettere di Marcel (anche quelle di sua figlia e della sua nipotina)  erano ferme per più mesi e tutto questo in violazione della legge e dei diritti dei prigionieriE come noi sappiamo, il ministro ed i suoi servizi permettevano che Marcel fosse rinchiuso con un malato mentale nella medesima cella per circa una settimana, ciò che di fatto ha peggioratoMarcel che ha avuto infezioni e problemi cardiaci per i quali è dovuto andare con urgenza all'ospedale St. Elizabeth a Turnhout. Là, durante 5 giorni, Marcel è stato incatenato al suo letto di ospedale
Ciò prova ancora una volta che Turtelboom vede le persone che sono rinchiusi senza la minima ragione giustificiativa in detenzione preventiva, come criminali veri e propri.

E poi c'è anche tutta la storia sul rapporto psichiatrico di V., il giovane che ha accusato Marcel, e che i giudici della Camera di Consiglio (camera correzionale) di Turnhout hanno utilizzato come pretesto per mantenereMarcel ancora 5 mesi in prigione. Questi giudici sono gli stessi che hanno perseguitato Marcel per 11 anni nel caso di Zandvoort.  
Il fine di questo rapporto era anche di dare a V. lo status di 'vittima credibile' e di poter accusare di  nuovo Marcel. Il ministro Turtelboom era informato sempre durante questi mesi di questo caso e sviluppi, ma lei si guardava bene dal rispondere.

Il ministro ha nominato il procuratore di Turnhout come capo del suo cabinetto...

Qualche mese fa, la nostra associazione ha inviato dei documenti importanti sul caso Zandvoort a Turtelboom. Il contenuto di questi documenti era direttamente legato all'abuso e violenze su minorenni negli asili nido di Amsterdam. Ma Turtelboom non rispondeva alla domanda della nostra associazione di inviare queste informazioni ai colleghi olandesi.

Da qualche giorno, io ho presentato denuncia alla procura federale a Bruxelles per le numerose irregolarità nel processo penale contro Marcel a Turnhout.
Il procuratore federale mi ha risposto subito con una dichiarazione breve ''che lui non trovava la prova che fosse davvero io che gli aveva spedito l'email''.

Poi io ho inviato alla procura federale più ampi ragguagli sulla falsificiazione del rapporto psichiatrico nel quale V. era dichiarato come un «bravo ragazzo» mentre lo psicologo sapeva che V. aveva un fascicolo giudiziario al tribunale della gioventù di Turnhout.
IL procuratore federale mi rispondeva allora che la mia lettera era stata trasmessa al procuratore di Anversa dove io potevo inviare tutte le mie informazioni di questo caso.

GRAZIE PER IL VOSTRO AIUTO !

Jan Boeykens, presidente dell'Associazione Werkgroep Morkhoven

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PS. Voi potete pubblicare questa mia lettera.