23/02/2014

La Giustizia belga toglie le madri dai loro figli

http://youtu.be/lNmpPwuUiu0
https://www.youtube.com/watch?v=lNmpPwuUiu0#t=94

La Convenzione internazionale dei diritti del bambino

La Convenzione relativa ai diritti del bambino è stata adottata all'unanimità dall'Assemblea Generale delle Nazioni  Unite il 20 novembre 1989. Composta da cinquanta-quattro articoli, la Convenzione vuole essere uno strumento esaustivo che stabilisce dei diritti difendendo norme e principi universali relativi allo statuto del bambini. La medesima riconosce ai bambini delle libertà e dei diritti fondamentali tenendo in conto le loro necessità e cioè di ricevere un'assistenza ed una protezione specifica in ragione della loro vulnerabilità. La Convenzione fu il primo trattato internazionale relativo ai diritti dell'uomo che riuniva in un solo documento assai bene i diritti civili e politici assieme ai diritti economici,sociali e culturali. Oggi, questa resta il messaggio internazionale relativo ai diritti dell'uomo il più largamente confermato.

La Convenzione delle Nazioni Unite è entrata in vigore in Belgio il 15 gennaio 1992 a seguito dell'adozione di una legge e di decreti di approvazione delle differenti entità confederate. Il decreto di adozione è stato adottato dalla la Comunità francese il 3 luglio 1991.

L'articolo 42 della Convenzione è scritto come segue: Gli Stati partecipanti si impegnano a far largamente conoscere i principi e le disposizioni della presente Convenzione, con mezzi adatti ed appropriati, sia agli adulti che ai bambini.

Come l'Osservatorio dell'Infanzia, della Gioventù e dell'Aiuto alla Giovinezza ha nelle sue mansioni la messa in atto di questo articolo specifico  della Convenzione, noi vi proponiamo di scoprire la Convenzione sotto ler tre forme differenti con cui è stata redatta.

Da scaricare:

Testro integrale della Convenzioine adottato dalle Nazioni Unite.

Testo della Convenzione in un linguaggio adattato ai bambini (childfriendly).

Illustrazione della Convenzione con un cartellone per bambini (childfrienldy)

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Un principio intoccabile : il bambino ha diritto ai suoi due genitori:
http://www.homme-culture-identite.com/article-l-enfant-a-droit-a-ses-deux-parents-note-en-faveur-de-la-residence-alternee-en-cas-de-separation-111928348.html

Tutti i bambini hanno diritto ai loro due genitori, le loro due famiglie parentali e le loro due culture:
http://enfantetsondroitlyon.webnode.fr/

Carta Africana dei diritti e del benessere del bambino - 'Ogni bambino che è separato da uno dei suoi genitori o dei due ha il diritto di mantenere relazioni personali e contatti diretti con i suoi due genitori regolaqrmente':
http://www.achpr.org/fr/instruments/child/

01/12/2013

Marcel Vervloesem – Il caso pedocriminale Zandvoort (1)

Bruxelles, 29.11.2013

Marcel Vervloesem è comparso lunedì scorso sul programma di una radio web olandese per dare un'intervista.

Poco prima della messa in onda, la presentatrice olandese aveva intervistato un accusatore di Marcel, l'olandese Jos Aalders, che si dice un cacciatore di pedocriminali e un ‘ombudsman’ autonominatosi per i bambini

M. Aalders giudicava durante questa intervista che Marcel Vervloesem era colpevole di abuso sul suo nipote piccolino, presunto abuso che è stata la causa della sua nuova condanna della settimana scorsa dalla corte penale di Turnhout. Aalders prétendeva che Marcel era lui stesso un pedocriminale che non cercava altro nel suo lavoro di facilitare la soddisfazione dei suoi desideri criminali.

Ciò è il mondo alla rovescia, poichè sembrerebbe che questa accusa si applicherebbe piuttosto al signor Aalders lui stesso autonominatosi un cacciatore di pedocriminali , ciò vuol dire che qualunque metodo si usa ,quelli di Marcel sono radicalmente opposti a quelli degli altri suoi "pretesi" colleghi. Ciò che è più smaccato, è che questa accusa coincide molto bene con i metodi usati dalla Giustizia e dalla stampa belga. Con questi sistemi Marcel è già stato condannato nel 2008 per lo stesso genere di fatti, e con lo stesso metodo di indagine, vuol dire montando un caso con l'aiuto di piccoli criminali legati al suo fratellastro che lui stesso è un pedocriminale alla grande. Quest'ultimo ha preso un posto importante nella picdcola politica locale del villaggio dove abitava Marcel , e questo gli permette di infangare il nome del suo fratellastro e di imporre a dei giovani criminali di sporgere false denunce per abusi sessuali che dicono commessi da Marcel su di loro. I media riportano subito fedelmente le odiose calunnie e si limitano a pubblicare le nuove accuse e le relazioni sulle condanne di Marcel da cui ne risulta e lo raffigurano come ‘un autonominatosi cacciatore di pedocriminali ‘mentre lui stesso è un pedocriminale provato’. Loro non hanno nemmeno l'obbligo di dare a Marcel il suo diritto di risposta, poichè il divieto di parlare con la stampa che gli è stato imposto dalla Giustizia belga dispensa la stampa stessa di aver e pubblicare le risposte di Marcel.

Questa campagna di calunnie e di accanimenti dei media e della Giustizia belga concertata, dura ormai dalla fine degli anni 90, quando Marcel ee la sua associazione Morkhoven hanno scoperto l'esistenza delle reti pedocriminali e della pedopornografia, nel corso delle loro ricerche e sulla scia del caso Dutroux. E' stato grazie a questo lavoro che hanno scoperto lo scandalo pedopornografico di Zandvoort, quello che è una delle prove della veradicità delle testimonianze dei testimoni detti ‘testimoni X’ nel caso Dutroux-bis che dicono esattamente dell'esistenza di simili reti che utilizzavano i bambini che loro prelevano durante festini appositi dove erano filmati prima della loro uccisione rituale e barbara nei filmati chiamati ‘snuff-movies’ che sono venduti a prezzo d'oro. Sono stati questi primi testimoni ad essere derisi,condannati,tanto che la stampa pubblica come da parte della giustizia specie belga, trattati come dei fuori di testa e degli allucinati (notoriamente il caso più conosciuto è quella di Régina Louf). Pertanto il caso della manipolazione dei documenti dellautospia di due giovani vittime nel caso Dutroux, Julie e Mélissa, conferma l'esistenza di queste pratiche sui bambini . Ed è esattamente per la stessa ragione che nel caso di quei testimoni fasulli, che la Giustizia ed i media, diretti dalla classe politica e dagli alti dirigenti, per cominciare in  Belgio (ma anche in Olanda, dove si trova la città di Zandvoort dove il gruppo Morkhoven è riuscito alla fine degli anni 90 a trovare i C D-ROM che provano la gravità della delinquenza pedocriminale), hanno inscenato la campagna di diffamazione e di sabotaggio contro Marcel ed il gruppo Morkhoven:  per soffocare questo scandalo di dimensioni internazionali  (concernente quasi 90.000 casi di bambini  -numero confermato dalla polizia federale belga-  abusati ed utilizzati nel'industria pedopornografica ed assassina di ragazzi,diverse e svariate volte.).

Nel quadro di questa campagna per neutralizzare il lavoro di Marcel e del Gruppo Morkhoven, lui era già dal 2006 diventato vittima del divieto da parte della solita Giustizia belga di parlare con i media e la stampa, o di contattare gli altri membri del Gruppo, – e oltre a questo lui non aveva più il diritto di partecipare ai lavori dell'associazione stessa per la lotta contro gli abusi sui bambini, nè di viaggiare all'estero per partecipare a lavori sulla pedocriminalità.

Queste misure restrittive furono mantenute fino all'ultima settimana scorsa e sempre in vigore stretto.

Nel 2008 lui fu condannato a quattro anni di carcere duro a seguito di quella campagna di sabotaggio e di false accuse, cioè la falsa accusa di abuso su minore fabbricata dalla combriccola del suo fratellastro. Lui fu rinchiuso prima nella prigione di Bruges poi di Turnhout, dove ricevette un pessimo trattamento, consistente in ogni sorta di piccoli accanimenti, mentre non riceveva nessun trattamento adeguato per le quattro malattie che incombevano sulla sua salute durante tutto il periodo della prigione.

Nei giorni scorsi un gran tam tam della campagna di sabotaggio contro il lavoro di Marcel e della sua equipe che avevano svolto l'anno scorso, quando la combriccola del suo fratellastro si era incattivita in una vergognosa campagna di terrore contro la figlia e la nipotina di Marcel, minacciandole di morte nel loro messaggi SMS e accanendosi nei mesi successivi anche per strada. La imperturbabile Giustizia belga ha preferito pertanto ignorare le prove inconfutabili di questi delitti.

Frattanto Marcel ed il suo gruppo continuano il loro lavoro senza lasciarsi scoraggiare da ogni contrarietà, andando sempre più profondamente nelle loro ricerche sul caso Zandvoort. Ciò che ne è uscito alla fine dell'anno scorso ha avuto un grande successo: in effetti Marcel e i suoi colleghi sono riusciti a craccare i codici di accesso alle parti dei CD ROM di Zandvoort dove si trovavano tutti i nomi dei clienti di questa rete pedopornografica internazionale. Ciò ha permesso a Marcel e suoi colleghi di condurre delle azioni per trovare molti ragazzi scomparsi e vittime di queste reti nei diversi paesi, con la collaborazione dei servizi di polizia dei singoli paesi. Tra l'altro in germania, Polonia, in Francia e in Canada. Durante queste azioni, dei bordelli di minori e degli studi pedopornografici che erano ad Amsterdam e a Rotterdam in Olanda, hanno avuto un ruolo importante di elementi che hanno permesso di rintracciare i bambini vittime, poichè dopo il loro prelevamento erano passasti di là per entrare così nel giro delle vendite in altri paesi.

fr. Nasus Ovidius

Seguito del testo: Marcel Vervloesem - L'affaire Zandvoort (2)

http://verdwijningen.skynetblogs.be/archive/2013/11/29/marcel-vervloesem-l-affaire-zandvoort-2-8000980.html

28/11/2013

Abuso di bambini: divieto di parlare coi media

Bruxelles, 28 Novembre 2013

Per anni, l'attivista Marcel Vervloesem che ha denunciato il caso di pedocriminalità Zandvoort, è stato oggetto di un divieto da parte della giustizia belga che gli impediva di parlare coi media e la stampa, d'aver contatti con le associazioni che lottano contro gli abusi sui bambini, di condurre ricerche nei casi di abuso, di andare all'estero per partecipare a convegni su questi argomenti, e di avere contatti coi membri della direzione dell'asbl Werkgroep Morkhoven (sebbene questi avevano il diritto di visitarlo ogni settimana durante il suo soggiorno in prigione).

Visto che i suoi divieti sono stati tolti a causa del verdetto della settimana scorsa, Marcel è di nuovo libero di fare quanto gli era stato impedito e ciò provoca l'inquietudine della Giustizia belga a causa della possibilità che l'operazione che questa ha condotto per anni per soffocare il caso Zandvoort venga completamente distrutta  e rivelata come quella che era stata.

E' per questa ragione che la Giustizia dice ed avvisa Marcel di non parlare coi media.

Nel suo messaggio, la Giustizia dichiara che, visto che ogni parte concernata nel  caso giudicato la settimana scorsa ha la possibilità di fare appello dentro di trenta giorni contro il verdetto, Marcel dovrà rispettare questo termine prima di contattare i media.

In tal modo, la Giustizia belga spera di contenere l'indignazione pubblica attorno a questo caso.

Il divieto di parlare col pubblico resterà ancora in vigore, secondo la Giustizia, per tutto il periodo in cui si potrebbe fare ricorso.

Ma questo argomento non ha più luogo, poichè Marcel è in possesso di una decisione firmata da tre giudici diversi dove non si fa menzione di questo divieto.

Nell'ultima decisione della corte di Turnhout (su richiesta del procuratore Flaasch) c'è scritto che la proroga dei divieti termina alla data del verdetto. E questo verdetto è stato dunque nel frattempo pronunciato.

Marcel non si preoccupa più ormai neanche della corte per l'esecuzione delle pene alle cui misure era soggetto a l'época della sua precedente condamnazione, poichè la competenza di questa corte nel caso delle interdizioni prescritte era limitata ad un periodo di quattro anni, cioè che questa corte non può più pronunciarsi, e in conseguenza questa corte ha chiuso il dossier e le restrizioni sono state tolte.

 

Traduzione fr.: Nasus Ovidius, Giorgio

07/05/2013

Giustizia belga: Caso Maoloni

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DIMISSIONI DEI MIEI DUE AVVOCATI BELGI DAL 29/04/2013

QUESTO 29/04/2013, I MIEI DUE AVVOCATI BELGI HANNO DECISO DI NON PIU' DIFENDERMI NELLE PROCEDURE CHE SONO IN CORSO IN BELGIO IN QUESTI TEMPI!!!

EMAIL INVIATA ALL'AVV B  E C
ItaliA, IL 1er MAGGIO 2013


AVVOCATI,

Io ho ricevuto la vostra comunicazione che mi avete inviato questo 29/04/2013, giorno della nascita di mia figlia Fiona che mi è stata tolta, ILLEGALMENTE ED INUMANAMENTE,  DA OGNI CONTATTO,dalla giustizia belga di Mons, dopo 6 lunghi anni.

Nella vostra lettera, voi mi informate delle vostre dimissioni per quanto concerne l'insieme di procedure in corso del mio caso, a causa di certe pubblicazioni diffuse sul net.

Io tengo a trasmettervi tutti i i miei auguri per questa decisione sottilmente scelta alla vigilia delle udienze fissate per le procedure di una estrema importanza per quanto mi riguarda : exequatur dell’arresto della Cassazione italiana, mandato d'arresto per prelevamento dei bambini e miei diritti per le relazioni interpersonali colle mie figlie !!!

Voi  dovete già sentirvi sollevati attualmente per esservi sbarazzati di questo dossier così intricato nella giurisdizione di Mons,e ciò prendendo per scusa le mie pubblicazioni sul net !

Era già da lungo tempo che voi cercavate cavilli per abbandonarmi,ma l'occasione non si presentava mai…

Nell'insieme del mio caso, non c'era nessun bisogno di competenze professionali,ma piuttosto di coraggio a non lasciarsi corrompere da un sistema che protegge la pedocriminalità.

Il potere della VERITA' PER IL BENESSERE E LA PROTEZIONE DEI BAMBINI dovrebbe essere superiore al potere criminale messo in atto dal MALE !

La vostra decisione non mi stupisce,sappiatelo !
Io sono convinta che voi siate dei "buoni" avvocati cioè siete perfettamente a conoscenza teorica delle leggi belghe,ma ahimè, nel mio caso, ciò non è sufficiente !

Credetemi, io non ho nessun risentimento verso di voi e la vostra decisione.

Per ciò che mi riguarda, io continuerò a seguire il cammino della VERITA' (e NON DI UN POTERE COMPLICE CHE PROTEGGE I CRIMINALI DEI BAMBINI).  
QUESTO PER AMORE DELLE MIE DUE FIGLIE e per rispetto della promessa che ho fatto loro : CHE NON LE ABBANDONERO' MAI !

Che Dio mi dia la forza, la salute in questa guerra impietosa e mi sostengano gli Angeli per combattere questi demoni che uccidono i nostri figli fisicamente e psicologicamente !

Vi prego,cari Avvocati, di ricevere i miei più distinti saluti.

MAOLONI Maria-Pia
MAMMA di FIONA e MILLA ANTONINI
http://fionaetmilla.blogspot.com/