05/05/2014

Marcel Vervloesem è ospedalizzato

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April 28, 2014
 
Marcel Vervloesem, il fondatore dell'associazione belga 'Werkgroep Morkhoven' che è stata perseguitata e stigmatizzata per una quindicina di anni dalle autorità belghe che volevano soffocare in questo modo il caso pedocriminale di Zandvoort, è di nuovo ospedalizzato
 
Vervloesem che è molto ammalato e che ha rifiutato le medicine in carcere, ha avuto un cancro, e ha grossi problemi cardiorenali.  Lui ha anche un diabete ed ha bisogno di molte medicine.
 
Qualche giorno fa non si sentiva male a casa sua. poi è caduto sul pavimento ,e ha toccato una pentola di acqua bollente che era sul piano di cottura a gas. la sua gamba sinistra è stata ustionata di terzo grado e gli specialisti pensano ad un intervento chirurgico.
 
LUi soffre molto e l'incidente è un problema in più per il suo cuore (un intervento chirurgico al cuore non è più possibile perchè sono aumentati i rischi).
 
Tutto ciò gioca un ruolo importante nella diminuzione della sua salute abituale già compromessa, per Vervloesem sono già circa due anni che la giustizia belga lo ha perseguito di nuovo per "presunti abusi sessuali". La 'prova' di questa nuova accusa è la storia fantasiosa di suo mipote Dimitri che ,come al solito, è stato pubblicato il tutto su l giornale   " Het Nieuwsblad'.  
C'è da dire che questo Dimitri ha dei buoni contatti con Victor V., il fratellastro di Vervloesem. Questi ed alcuni suoi amici gay accusavano Vervloesem «di abusi sessuali» di quindici anni fa. Le accuse erano fondate su dei fatti autoriferiti e che sarebbero avvenuti in passato. Queste storie erano state pubblicate dai soliti giornalisti del 'Het Nieuwsblad'  che hanno buone relazioni con i magistrati.  
Era giusto il momento che la stmpa internazionale, ivi compresi tre giornali principali giapponesi, arrivava al paese Morkhoven per intervistare Vervloesem autore della scoperta della rete Zandvoort che, secondo un rapporto della polizia federale belga, contava 88.539 bambini maltrattati e sessualmente abusati.
 
Come precedentemente c'era stato il caso, che i giudici di Turnhout che avevano soffocato il caso pedocriminale Zandvoort, non hanno nemmeno cosiderato che le dichiarazioni giusdtificative dimostravano l'innocenza di Vervloesem nel caso Dimitri.
 
I giudici di  Turnhout  sono restati spettatori passivi, nel momento che questo, con l'aiuto di Victor V., ha cominciato a terrorizzare la figlia e la nipote di  15 anni di Vervloesem. Grazie al silenzio dei giudici, questo terrore è durato mesi. 
I blogs dell'associazione Werkgroep Morkhoven erano stati egualmente chiusi per diversi mesi per impedire che si trovassero legami di questo scandalo giudiziario con il soffocamento del caso Zandvoort. 
 
La figlia e gli amici di Vervloesem avevano denunciato a più riprese alla polizia della città di d'Herentals e di Turnhout le minacce di Dimitri.  Le denunce erano accompagnate dalle prove del caso. 
 
Victor V. ed il sunnominato Dimitri non sono mai stati perseguiti per questi atti terrroristici. Il comitato P, un organo parlamentare che deve verificare il comportamento della polizia, scriveva recentemente che non era stata fatta nessuna inchiesta 'perchè il ministro degli Interni Joëlle Milquet (cdH, democraticacristiana) aveva già contattato il procuratore della giustizia di Turnhout'. In questo modo il caso è stato di nuovo chiuso e ci si è trovati in un cerchio vizioso.
 
IL ministro della giustizia belga Annemie Turtelboom (Open VLD, Partito liberale) lfaceva rispondere da un suo impiegato che lei non aveva potuto far nulla per la separazione dei poteri, mentre poi nominava il procuratore Jan Poels della Giustizia di Turnhout capo del suo gabinetto. Il soffocamento del caso  Zandvoort et gli atti terroristici sono dunque il risultato della corruzione politica e giudiziaria.
 
L'inchiesta del caso Zandvoort e le minacce dei criminaucoli che però potevano terrorizzare cittadini innocenti e la famiglia del nostro Marcel Vervloesem, sono stati dunque bloccati completamente dalle autorità belghe corrotte.
Il tribunale di Turnhout certamente usa in continuazione ogni sorta di criminali da strapazzo che possono aiutare a distruggere la salute di Vervloesem.
 
Ciò che è grave in questo caso è il fatto che ci sono stati 30 processi verbali contro Victor V. concernenti reati sessuali su ragazzi. Questi non sono mai stati portati in tribunale mentre ogni accusa contro Vervloesem è stata seguita da inchieste e diffamazioni dei media belgi che sostengono la corruzione e non parlano mai del caso pedocriminale di Zandvoort.
Victor V. che sa appena scrivere è sostenuto in pieno dal sindaco di Herentals Jan Peeters,che è come lui, un membrodella direzione del partito socialista fiammingo.
Jan Peeters, a sua volta, è anche membro del Parlamento del partito socialista.
Negli anni 90, lui era segretario di stato e ministro della sicurezza. il premier era Di Rupo che è un gay effettivo ed era  Vice-Premier in quel tempo.
Victor V. è divenmtato consigliere municipale. E' stato nominato: membro della direzione di 'Geelse Huisvesting' (appartamenti sociali), membro della direzione del centro pubblico di aiuto sociale, presidente del Comitato per la sicurezza e della polizia di Herentals e membro della direzione del Consiglio della polizia locale di cui Peeters è il presidente. Lui rappresenta la città di Herentals nei due comuni.
Durante i mesi in cui la nipotina e la figlia (che ha altri due piccoli bambini) di Vervloesem erano terrorizzzate, si è usato uno scanner della polizia. Ci sono dei testimoni che hanno visto questo scanner nell'auto di Victor V.  che era ferma presso la casa della famiglia Vervloesem. Nell'auto si trovava Victor V. ed i suoi degni compari...

23/02/2014

La Giustizia belga toglie le madri dai loro figli

http://youtu.be/lNmpPwuUiu0
https://www.youtube.com/watch?v=lNmpPwuUiu0#t=94

La Convenzione internazionale dei diritti del bambino

La Convenzione relativa ai diritti del bambino è stata adottata all'unanimità dall'Assemblea Generale delle Nazioni  Unite il 20 novembre 1989. Composta da cinquanta-quattro articoli, la Convenzione vuole essere uno strumento esaustivo che stabilisce dei diritti difendendo norme e principi universali relativi allo statuto del bambini. La medesima riconosce ai bambini delle libertà e dei diritti fondamentali tenendo in conto le loro necessità e cioè di ricevere un'assistenza ed una protezione specifica in ragione della loro vulnerabilità. La Convenzione fu il primo trattato internazionale relativo ai diritti dell'uomo che riuniva in un solo documento assai bene i diritti civili e politici assieme ai diritti economici,sociali e culturali. Oggi, questa resta il messaggio internazionale relativo ai diritti dell'uomo il più largamente confermato.

La Convenzione delle Nazioni Unite è entrata in vigore in Belgio il 15 gennaio 1992 a seguito dell'adozione di una legge e di decreti di approvazione delle differenti entità confederate. Il decreto di adozione è stato adottato dalla la Comunità francese il 3 luglio 1991.

L'articolo 42 della Convenzione è scritto come segue: Gli Stati partecipanti si impegnano a far largamente conoscere i principi e le disposizioni della presente Convenzione, con mezzi adatti ed appropriati, sia agli adulti che ai bambini.

Come l'Osservatorio dell'Infanzia, della Gioventù e dell'Aiuto alla Giovinezza ha nelle sue mansioni la messa in atto di questo articolo specifico  della Convenzione, noi vi proponiamo di scoprire la Convenzione sotto ler tre forme differenti con cui è stata redatta.

Da scaricare:

Testro integrale della Convenzioine adottato dalle Nazioni Unite.

Testo della Convenzione in un linguaggio adattato ai bambini (childfriendly).

Illustrazione della Convenzione con un cartellone per bambini (childfrienldy)

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Un principio intoccabile : il bambino ha diritto ai suoi due genitori:
http://www.homme-culture-identite.com/article-l-enfant-a-droit-a-ses-deux-parents-note-en-faveur-de-la-residence-alternee-en-cas-de-separation-111928348.html

Tutti i bambini hanno diritto ai loro due genitori, le loro due famiglie parentali e le loro due culture:
http://enfantetsondroitlyon.webnode.fr/

Carta Africana dei diritti e del benessere del bambino - 'Ogni bambino che è separato da uno dei suoi genitori o dei due ha il diritto di mantenere relazioni personali e contatti diretti con i suoi due genitori regolaqrmente':
http://www.achpr.org/fr/instruments/child/

07/01/2014

I pedocriminali sono protetti dal governo Belga

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La giustizia belga ed i politici hanno deciso di perseguire ancora legalmente ed imprigionare l'attivista Marcel Vervloesem . Dieci anni fa , Marcel Vervloesem rivelò il caso della rete pedocriminale di  Zandvoort alla giustizia belga.

Come è successo nel 1998, l'accusa nei confronti di M. Vervloesem è stata orchestrata dal suo fratellastro Victor ed è stata associata negli ultimi anni , ad una campagna di terrore e minacce di morte nei confronti di sua figlia e della sua nipotina quindicenne. Questo durò per diversi mesi.

Contestualmente le autorità chiusero i blog del gruppo Morkhoven per altrettanti mesi.
Fu una azione ben orchestrata e pianificata.

Le denunce di Marcel Vervloesem e di sua figlia, che fu anche vittima di tentato omicidio, non furono mai oggetto di indagine,neppur superficiale.

Il Group Morkhoven ha verosimilmente l'impressione che il primo ministro  Di Rupo, quello dell'interno J. Milquet e quello della  Giustizia A. Turtelboom stanno bloccando fermamente le indagini.

La polizia e quella giudiziaria non hanno concluso nulla con le loro ispezioni.

Alcuni giorni fa, Jan Boeykens, presidente del Morkhoven Group, ha scritto al ministro Milquet e al capo della polizia federale : questi non rispondono,come loro abitudine.

Dal 2006 a Marcel Vervloesem è vietato parlare con una certa stampa che stava coprendo smaccatamente il caso  Zandvoort, ma alcuni giornalisti hanno ancora qualche domanda da fare.

A Marcel è ancora vietato di vedere gli altri membri del direttivo del Morkhoven Group che gli hanno fatto visita ogni settimana in prigione e questo per un periodo di due anni.
Gli è vietato lavorare per organizzazioni che combattono gli abusi sui minori e non gli è consentito di viaggiare all'estero.

Tra oltre 130 giorni, ci saranno le elezioni in belgio ed il Morkhoven Group ha deciso di intrapprendere di nuovo azioni a lungo termine.

01/12/2013

Marcel Vervloesem – Il caso pedocriminale Zandvoort (1)

Bruxelles, 29.11.2013

Marcel Vervloesem è comparso lunedì scorso sul programma di una radio web olandese per dare un'intervista.

Poco prima della messa in onda, la presentatrice olandese aveva intervistato un accusatore di Marcel, l'olandese Jos Aalders, che si dice un cacciatore di pedocriminali e un ‘ombudsman’ autonominatosi per i bambini

M. Aalders giudicava durante questa intervista che Marcel Vervloesem era colpevole di abuso sul suo nipote piccolino, presunto abuso che è stata la causa della sua nuova condanna della settimana scorsa dalla corte penale di Turnhout. Aalders prétendeva che Marcel era lui stesso un pedocriminale che non cercava altro nel suo lavoro di facilitare la soddisfazione dei suoi desideri criminali.

Ciò è il mondo alla rovescia, poichè sembrerebbe che questa accusa si applicherebbe piuttosto al signor Aalders lui stesso autonominatosi un cacciatore di pedocriminali , ciò vuol dire che qualunque metodo si usa ,quelli di Marcel sono radicalmente opposti a quelli degli altri suoi "pretesi" colleghi. Ciò che è più smaccato, è che questa accusa coincide molto bene con i metodi usati dalla Giustizia e dalla stampa belga. Con questi sistemi Marcel è già stato condannato nel 2008 per lo stesso genere di fatti, e con lo stesso metodo di indagine, vuol dire montando un caso con l'aiuto di piccoli criminali legati al suo fratellastro che lui stesso è un pedocriminale alla grande. Quest'ultimo ha preso un posto importante nella picdcola politica locale del villaggio dove abitava Marcel , e questo gli permette di infangare il nome del suo fratellastro e di imporre a dei giovani criminali di sporgere false denunce per abusi sessuali che dicono commessi da Marcel su di loro. I media riportano subito fedelmente le odiose calunnie e si limitano a pubblicare le nuove accuse e le relazioni sulle condanne di Marcel da cui ne risulta e lo raffigurano come ‘un autonominatosi cacciatore di pedocriminali ‘mentre lui stesso è un pedocriminale provato’. Loro non hanno nemmeno l'obbligo di dare a Marcel il suo diritto di risposta, poichè il divieto di parlare con la stampa che gli è stato imposto dalla Giustizia belga dispensa la stampa stessa di aver e pubblicare le risposte di Marcel.

Questa campagna di calunnie e di accanimenti dei media e della Giustizia belga concertata, dura ormai dalla fine degli anni 90, quando Marcel ee la sua associazione Morkhoven hanno scoperto l'esistenza delle reti pedocriminali e della pedopornografia, nel corso delle loro ricerche e sulla scia del caso Dutroux. E' stato grazie a questo lavoro che hanno scoperto lo scandalo pedopornografico di Zandvoort, quello che è una delle prove della veradicità delle testimonianze dei testimoni detti ‘testimoni X’ nel caso Dutroux-bis che dicono esattamente dell'esistenza di simili reti che utilizzavano i bambini che loro prelevano durante festini appositi dove erano filmati prima della loro uccisione rituale e barbara nei filmati chiamati ‘snuff-movies’ che sono venduti a prezzo d'oro. Sono stati questi primi testimoni ad essere derisi,condannati,tanto che la stampa pubblica come da parte della giustizia specie belga, trattati come dei fuori di testa e degli allucinati (notoriamente il caso più conosciuto è quella di Régina Louf). Pertanto il caso della manipolazione dei documenti dellautospia di due giovani vittime nel caso Dutroux, Julie e Mélissa, conferma l'esistenza di queste pratiche sui bambini . Ed è esattamente per la stessa ragione che nel caso di quei testimoni fasulli, che la Giustizia ed i media, diretti dalla classe politica e dagli alti dirigenti, per cominciare in  Belgio (ma anche in Olanda, dove si trova la città di Zandvoort dove il gruppo Morkhoven è riuscito alla fine degli anni 90 a trovare i C D-ROM che provano la gravità della delinquenza pedocriminale), hanno inscenato la campagna di diffamazione e di sabotaggio contro Marcel ed il gruppo Morkhoven:  per soffocare questo scandalo di dimensioni internazionali  (concernente quasi 90.000 casi di bambini  -numero confermato dalla polizia federale belga-  abusati ed utilizzati nel'industria pedopornografica ed assassina di ragazzi,diverse e svariate volte.).

Nel quadro di questa campagna per neutralizzare il lavoro di Marcel e del Gruppo Morkhoven, lui era già dal 2006 diventato vittima del divieto da parte della solita Giustizia belga di parlare con i media e la stampa, o di contattare gli altri membri del Gruppo, – e oltre a questo lui non aveva più il diritto di partecipare ai lavori dell'associazione stessa per la lotta contro gli abusi sui bambini, nè di viaggiare all'estero per partecipare a lavori sulla pedocriminalità.

Queste misure restrittive furono mantenute fino all'ultima settimana scorsa e sempre in vigore stretto.

Nel 2008 lui fu condannato a quattro anni di carcere duro a seguito di quella campagna di sabotaggio e di false accuse, cioè la falsa accusa di abuso su minore fabbricata dalla combriccola del suo fratellastro. Lui fu rinchiuso prima nella prigione di Bruges poi di Turnhout, dove ricevette un pessimo trattamento, consistente in ogni sorta di piccoli accanimenti, mentre non riceveva nessun trattamento adeguato per le quattro malattie che incombevano sulla sua salute durante tutto il periodo della prigione.

Nei giorni scorsi un gran tam tam della campagna di sabotaggio contro il lavoro di Marcel e della sua equipe che avevano svolto l'anno scorso, quando la combriccola del suo fratellastro si era incattivita in una vergognosa campagna di terrore contro la figlia e la nipotina di Marcel, minacciandole di morte nel loro messaggi SMS e accanendosi nei mesi successivi anche per strada. La imperturbabile Giustizia belga ha preferito pertanto ignorare le prove inconfutabili di questi delitti.

Frattanto Marcel ed il suo gruppo continuano il loro lavoro senza lasciarsi scoraggiare da ogni contrarietà, andando sempre più profondamente nelle loro ricerche sul caso Zandvoort. Ciò che ne è uscito alla fine dell'anno scorso ha avuto un grande successo: in effetti Marcel e i suoi colleghi sono riusciti a craccare i codici di accesso alle parti dei CD ROM di Zandvoort dove si trovavano tutti i nomi dei clienti di questa rete pedopornografica internazionale. Ciò ha permesso a Marcel e suoi colleghi di condurre delle azioni per trovare molti ragazzi scomparsi e vittime di queste reti nei diversi paesi, con la collaborazione dei servizi di polizia dei singoli paesi. Tra l'altro in germania, Polonia, in Francia e in Canada. Durante queste azioni, dei bordelli di minori e degli studi pedopornografici che erano ad Amsterdam e a Rotterdam in Olanda, hanno avuto un ruolo importante di elementi che hanno permesso di rintracciare i bambini vittime, poichè dopo il loro prelevamento erano passasti di là per entrare così nel giro delle vendite in altri paesi.

fr. Nasus Ovidius

Seguito del testo: Marcel Vervloesem - L'affaire Zandvoort (2)

http://verdwijningen.skynetblogs.be/archive/2013/11/29/marcel-vervloesem-l-affaire-zandvoort-2-8000980.html

28/11/2013

Abuso di bambini: divieto di parlare coi media

Bruxelles, 28 Novembre 2013

Per anni, l'attivista Marcel Vervloesem che ha denunciato il caso di pedocriminalità Zandvoort, è stato oggetto di un divieto da parte della giustizia belga che gli impediva di parlare coi media e la stampa, d'aver contatti con le associazioni che lottano contro gli abusi sui bambini, di condurre ricerche nei casi di abuso, di andare all'estero per partecipare a convegni su questi argomenti, e di avere contatti coi membri della direzione dell'asbl Werkgroep Morkhoven (sebbene questi avevano il diritto di visitarlo ogni settimana durante il suo soggiorno in prigione).

Visto che i suoi divieti sono stati tolti a causa del verdetto della settimana scorsa, Marcel è di nuovo libero di fare quanto gli era stato impedito e ciò provoca l'inquietudine della Giustizia belga a causa della possibilità che l'operazione che questa ha condotto per anni per soffocare il caso Zandvoort venga completamente distrutta  e rivelata come quella che era stata.

E' per questa ragione che la Giustizia dice ed avvisa Marcel di non parlare coi media.

Nel suo messaggio, la Giustizia dichiara che, visto che ogni parte concernata nel  caso giudicato la settimana scorsa ha la possibilità di fare appello dentro di trenta giorni contro il verdetto, Marcel dovrà rispettare questo termine prima di contattare i media.

In tal modo, la Giustizia belga spera di contenere l'indignazione pubblica attorno a questo caso.

Il divieto di parlare col pubblico resterà ancora in vigore, secondo la Giustizia, per tutto il periodo in cui si potrebbe fare ricorso.

Ma questo argomento non ha più luogo, poichè Marcel è in possesso di una decisione firmata da tre giudici diversi dove non si fa menzione di questo divieto.

Nell'ultima decisione della corte di Turnhout (su richiesta del procuratore Flaasch) c'è scritto che la proroga dei divieti termina alla data del verdetto. E questo verdetto è stato dunque nel frattempo pronunciato.

Marcel non si preoccupa più ormai neanche della corte per l'esecuzione delle pene alle cui misure era soggetto a l'época della sua precedente condamnazione, poichè la competenza di questa corte nel caso delle interdizioni prescritte era limitata ad un periodo di quattro anni, cioè che questa corte non può più pronunciarsi, e in conseguenza questa corte ha chiuso il dossier e le restrizioni sono state tolte.

 

Traduzione fr.: Nasus Ovidius, Giorgio

23/11/2013

Abusi sessuali dei bambini: Belgio

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Condannato più volte per aver scoperrto la rete pedocriminale di Zandvoort con 90000 bambini scomparsi

Bruxelles, 23.11.2013

La corte penale di Turnhout ha di nuovo condannato Marcel Vervloesem per aver abusato di un minore sessualmente. Questa condanna è basata su delle intercettazioni ridicolarmente false, che possono essere state fabbricate dai servizi giudiziari stessi della corte stessa che ha pronunciato il verdetto.

I giudici della corte continuano ad essere frustrati dal fatto che dopo dieci anni  loro non riescono nei loro sforzi a soffocare del tutto il caso pedopornografico di Zandvoort, che secondo la polizia federale stessa ha prodotto circa 90.000 vittime.

E' un anno, e ciò è dichiarato dal Werkgroep Morkhoven ,che la polizia non cerca di intervenire contro una banda di giovani che da molti mesi continuano a molestare pesantemente la figlia e la nipote di 15 anni di Marcel Vervloesem, esercitando una vera campagna di terrore contro loro.

L'autoproclamatasi vittima di Marcel Vervloesem participava a questa campagna di sms e di mails contenente minacce di morte alla giovane nipote. La mamma della nipote aveva stampato queste lettere per aiutare così la denuncia che aveva depositato presso la polizia di Herentals.

Siccome la corte non si augurava ancora di fare inchieste su questi e lettere scritte, noi pubblicheremo tra poco il loro contenuto sul Web.

Noi faremo di tutto con queste lettere che noi abbiamo anche inviato al ministro Elio de Rupo, al Consiglio Superiore, alla Commissione P, ed ai ministri,ai ministri degli Interni e della giustizia (Milquet, del partito cdH., -e Turtelboom del VDL),c ioè a tutti quelli che hanno firmato il progetto nazionale per la sicurezza,ma che hanno rifiutato di prendersi delle responsabilità in questi casi,.

Durante la loro lunga campagna di terrore di circa un anno, la banda di giovani aveva, per giunta, potuto utilizzare uno scanner della polizia per sorvegliare la famiglia Vervloesem.

Le minacce contro questa famiglia hanno lo stesso favorito un attentato per strada alla vita della figlia di Marcel Vervloesem. Si utilizzavano egualmente dei piccoli cocktail Molotov per terrorizzare la famiglia.

Durante tutto questo periodo, i blogs Skynet del Gruppo Morkhoven erano inaccessibili dai membri del gruppo medesimo. Ma ciò non ebbe l'effetto desiderato, poichè il Groupe Morkhoven era riuscito a dare sufficiente pubblicità al caso affinchè Skynet fosse finalmente forzato ad ammettere i suoi difetti ed errori e di riaprire i blog del Groupe.

Per la ministra Turtelboom, questo caso avviene proprio in un momento delicato, poichè il Werkgroep Morkhoven è in grado di provare che lei è corresponsabile di questa manovra di soffocamento del caso, e che non è stato un caso che il procuratore Jan Poels de Turnhout è stato nominato al posto del direttore del suo gabinetto.
Il Werkgroep Morkhoven può dunque ancora annunciare che farà del suo meglio per evitare la rielezione di Mme Turtelboom nel nuovo governo federale che sarà scelto l'anno prossimo.

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Sulla foto: Premier-Ministre Elio di Rupo, la Ministra Turtelboom (a sinistra) e la ministra Milquet alla presentazione del 'Project National per la sicurezza' che annunciava che la sicurezzza di tutti i cittadini era la priorità assoluta del governo'.

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Marcel Vervloesem è diabetico, soffre di malattia renale e cardiaca, ed ha un cancro della prostata. Di quest'ultimo è stato operato. Le sue malattie hanno avuto necessità di più di venti ricoveri d'urgenza all'ospedale. Nelle prigioni di Bruges e Turnhout, dopo la sua precedente condanna, non riceveva nessuna cura e medicine di cui aveva bisogno. Per l'operazione a cuore aperto che lui dovette subire in quel periodo, si è pensato essere necessario legarlo con delle catene al letto operatorio. I giudici della corte di Turnhout gli avevano imposto nel 2006 un divieto di non parlare con la stampa ed i media, - divieto che è sempre in vigore. Benchè membro della direzione del Werkgroep Morkhoven, gli è stato vietato di partecipare alle riunioni della direzione del gruppo, come a quelle degli altri membri. Lui non ha il diritto di collaborare con le organizzazioni che lottano contro gli abusi sessuali dei bambini, nè il diritto di incontrare i suoi amici del Werkgroep, o di scrivere o di telefonare, benchè loro,ogni settimana, lo abbiano vi sitato fedelmente durante il suo precedente soggiorno di due anni di prigione. Poi,a lui è stato vietato di lasciare il paese,per impedire di partecipare a conferenze sulla pedocriminalità,e per paura che parli ancora del caso Zandvoort.

07/05/2013

Giustizia belga: Caso Maoloni

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DIMISSIONI DEI MIEI DUE AVVOCATI BELGI DAL 29/04/2013

QUESTO 29/04/2013, I MIEI DUE AVVOCATI BELGI HANNO DECISO DI NON PIU' DIFENDERMI NELLE PROCEDURE CHE SONO IN CORSO IN BELGIO IN QUESTI TEMPI!!!

EMAIL INVIATA ALL'AVV B  E C
ItaliA, IL 1er MAGGIO 2013


AVVOCATI,

Io ho ricevuto la vostra comunicazione che mi avete inviato questo 29/04/2013, giorno della nascita di mia figlia Fiona che mi è stata tolta, ILLEGALMENTE ED INUMANAMENTE,  DA OGNI CONTATTO,dalla giustizia belga di Mons, dopo 6 lunghi anni.

Nella vostra lettera, voi mi informate delle vostre dimissioni per quanto concerne l'insieme di procedure in corso del mio caso, a causa di certe pubblicazioni diffuse sul net.

Io tengo a trasmettervi tutti i i miei auguri per questa decisione sottilmente scelta alla vigilia delle udienze fissate per le procedure di una estrema importanza per quanto mi riguarda : exequatur dell’arresto della Cassazione italiana, mandato d'arresto per prelevamento dei bambini e miei diritti per le relazioni interpersonali colle mie figlie !!!

Voi  dovete già sentirvi sollevati attualmente per esservi sbarazzati di questo dossier così intricato nella giurisdizione di Mons,e ciò prendendo per scusa le mie pubblicazioni sul net !

Era già da lungo tempo che voi cercavate cavilli per abbandonarmi,ma l'occasione non si presentava mai…

Nell'insieme del mio caso, non c'era nessun bisogno di competenze professionali,ma piuttosto di coraggio a non lasciarsi corrompere da un sistema che protegge la pedocriminalità.

Il potere della VERITA' PER IL BENESSERE E LA PROTEZIONE DEI BAMBINI dovrebbe essere superiore al potere criminale messo in atto dal MALE !

La vostra decisione non mi stupisce,sappiatelo !
Io sono convinta che voi siate dei "buoni" avvocati cioè siete perfettamente a conoscenza teorica delle leggi belghe,ma ahimè, nel mio caso, ciò non è sufficiente !

Credetemi, io non ho nessun risentimento verso di voi e la vostra decisione.

Per ciò che mi riguarda, io continuerò a seguire il cammino della VERITA' (e NON DI UN POTERE COMPLICE CHE PROTEGGE I CRIMINALI DEI BAMBINI).  
QUESTO PER AMORE DELLE MIE DUE FIGLIE e per rispetto della promessa che ho fatto loro : CHE NON LE ABBANDONERO' MAI !

Che Dio mi dia la forza, la salute in questa guerra impietosa e mi sostengano gli Angeli per combattere questi demoni che uccidono i nostri figli fisicamente e psicologicamente !

Vi prego,cari Avvocati, di ricevere i miei più distinti saluti.

MAOLONI Maria-Pia
MAMMA di FIONA e MILLA ANTONINI
http://fionaetmilla.blogspot.com/

17/02/2013

Governo belga: la sicurezza del cittadino

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February 17, 2013

Caro Giovanni,

Bisogna che il Piano Nazionale delle Sicurezza (e per la sicurezza del cittadino)’ del governo Di Rupo che è stato approvato dai ministri Turtelboom (Justice) e Milquet (Affari interni) sia immediatamente applicato senza alcuna incertezza!

Non si può parlare di ‘ sicurezza dei cittadini come una priorità assoluta del governo’ mentre la Giustizia i cui procuratori sono nominati ‘capi di gabinetto’ presso il ministro della giustizia e degli Affari Interni, protegge ogni sorta di criminali (come Victorreke e la sua banda) che terrorizzano dei cittadini.

Il governo belga utilizza dei metodi mafiosi se utilizza dei criminali di piccolo calibro per terrorizzare ed attaccare i bambini ed i piccoli bambini di un attivista per farlo tacere.

L’attentato sulla figlia di  Marcel di cui il capo della polizia di Herentals non voleva redigere il rapporto, forse considerato come un tentarivo di assassinio ed è stato soffocato.

Ciò che sembra chiaro , è che ad un livello più alto, Il caso è stato coperto se no i ministri della giustizia e degli affari interni avrebbero immediatamente reagito alle nostre denunce.

Se le più alte autorità del Belgio, che sono tutte ben informate qui ,e non muovono un dito, queste non danno unicamente un fuoco fumoso per commettere dei nuovi attentati, ma saranno anche complici di un assassinio.

Noi abbiamo visto nel caso della giornalista Gina Bernard-Pardaens, cosa può succedere quando le autorità giudiziarie non vogliono far nulla contro le minacce di morte ed attentati.

Questo è il risultato del fatto che le autorità giudiziarie hanno sempre ricevuto autorizzazioni dai ministri responsabili di proteggere gli autori delle minacce di morte fino al momento della liberazione dell’attivista  Marcel Vervloesem nel 2010, quando il presidente ed il vice presidente dell ‘asbl Werkgroep Morkhoven hanno anche loro ricevuto minacce di morte per delle settimane, per le quali hanno sporto denuncia alla polizia di Saint-Gilles (Bruxelles).

Nel rapporto della polizia, i membri della direzione dell’associazione Werkgroep Morkhoven, dichiaravano che le minacce di morte arrivavano probabilmente dalla cerchia di Victor V. e dalla sua banda di criminali che hanno sempre ostacolato la liberazione di Marcel.

Durante le minacce di morte nel corso di queste ultime settimane, un membro di questa banda ha anche inviato una circolare alla stampa ed ai ministri, dove si diceva che,secondo lui, Marcel Vervloesem aveva violato le condizioni per la sua liberazione’.

Lui inviava anche una email al Werkgroep Morkhoven nella quale pretendeva che tutto quanto dopo la sua domanda, aveva  fatto chiudere i blog di Werkgroep Morkhoven durante queste settimane.

 
Jan
 
Note: Un attentato è un’azione destinata a nuocere (ad attentare) ai beni o alla vita altrui. Si parla genralmente di attentato in un contesto politico.

Caso Zandvoort: Primo Ministro Elio Di Rupo

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February 16, 2013

Caro Giovanni,

Subject: Re: dalla croce non si scende

Mi sono dimenticato di dirvi che qualche giorno fa un uomo responsabile del Ministero della Giustizia mi ha risposto finalmente (dopo un mese) ad una delle mie lettere che concerneva le minacce di morte della figlia e nipote di Marcel che sono durate 2 mesi e che sono iniziate con Victorreke.

Il Ministro degli Interni Milquet del Partito democratico-cristiano, nnon mi voleva rispondere fino a quando un commissario capo della Polizia di Herentals che è implicata in questo caso non è intervenuto ( un amico di Victorreke che non voleva far conoscere le minacce alla figlia di Marcel).
E, come io vi ho detto, c'è stato lo stesso Victorreke che ha certamente aiutato suo cugino ancora minore Dimitri all'inizio dello scorso anno per accusare Marcel e suo vicino di 'abusi sessuali' e di sporgere denuncia contro Marcel.
Come Victorreke aveva fatto nel 1998, poco dopo la rivelazione del caso Zandvoort, Dimitri andava raccontando la sua storia ad un giornalista del Nieuwsblad.
Già da quel momento Dimitri aveva inviato minacce di morte a Sanne perchè lei aveva interrotto i contatti con lui su Facebook.
La figlia di Marcel ha sporto denuncia presso la Polizia di Herentals in quel momento là ed io avevo scritto al Ministro Turtelboom che non mi ha mai risposto. 
A causa del fatto che il Ministro Milquet, che era responsabile per il buon funzionamento del servizio di polizia e per la sicurezza dei cittadini, non mi voleva rispondere, io ho scritto ieri all'ufficio del Primo Ministro Elio Di Rupo perchè era da qualche mese che lui aveva dichiarato in un comunicato di stampa che la sicurezza dei cittadini è 'il primo intento del governo belga'.
Allora e solo allora io ho avuto una risposta dell'ufficio del Primo Ministro.
Io vi farò avere le mie lettere tradotte in francese. Allora voi potrete tradurle in italiano. I genitori e la famiglia di Elio Di Rupo sono di origine italiana.
Si parla sempre del principio di separazione del potere in Belgio. Ma il capogabinetto del ministro della giustizia Turtelboom è il procuratore Jan Poels che è stato sempre un persecutore di Marcel e che ha aiutato a soffocare il caso Zandvoort ( e da cui Victorreke e la sua banda di criminali sono sempre protetti grazie alle accuse e denunce che inviano in continuazione contro Marcel).

Il capo gabinetto del ministro Milquet è il procuratore generale di Liegi, Cédric Visart di Bocarmé. Qualche anno fa quando Dutroux era stato liberato quando i magistrati erano in possesso di una cassetta video filmata dalla sua sposa dove una bambina era violentata . Lei filmava ugualmente per fare pubblicità di un nascondiglio nella cantina della coppia, dove erano state rinchiuse due bambine.All'improvviso, il dossier Dutroux, sarà sempre in istruttoria e non proseguirà mai», secondo Mr Visart de Bocarmé.

16/02/2013

Caso Zandvoort: Sicurezza di Stato belga

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14.2.2013

Caro Giovanni,

Le minacce sono arrivate nel momento che si parlava molto di  Marcel sul sito web olandese 'Argusoog' dove il libro di Marcel è stato presentato.

Un certo Ladi Kiekens, un amico di Victor, fratellastro di Marcel come voi sapete, cominciava, come è sua abitudine, a pubblicare direttamente ogni sorta di disinformazione e di accuse.
Argusoog mi voleva invitare a partecipare a questa discussione ,ma io ho rifiutato ed io ho chiesto di bloccare questo Kiekens che voleva unicamente mettere in dubbio ancora una volta Marcel (ed il Werkgroep).
Nel momento che si parlava della scomparsa di Manuel Schadwald che sarebbe il caso di Joris Demminck, un funzionario della giustizia molto in alto della giustizia olandese che è accusato di abuso di minori, c'è stata tutta una sorta di azioni della giustizia olandese (arresti, ricatti,) sugli olandesi che lavorano su questo caso e sulla redazione di Argusoog.
Fino a quel momento Victorreke ha inviato un messaggio dal suo GSM alla nipotina di Marcel dove le chiedeva di diventare un'amica più vicina alla famiglia (di lui ed altri e lui che era il farabutto della famiglia Vervloesem). Lui stesso diceva che le avrebbe dato dei soldi per un nuovo PC e di darle un lavoro mentre che lei ha ancora 15 anni e va ancora a scuola. Victorreke aggiungeva una minaccia di morte perchè la ragazzina non voleva nè rispondere, nè toglierre dal cellulare il suo messaggio criminale.
Si è sporta denuncia presso la polizia, ma la polizia è lui ed i suoi amici (Victorreke resta ancora il presidente della commissione della polizia della Sicurezza e della Polizia di d'Herentals).  E' difficile da credere, ma lui è stato nominato direttamente dal borgomastro d'Herentals che fa parte dello stesso partito politico (i socialisti) e che era segretaria di stato ed al tempo stesso ministro della Sicurezza. 
E' chiaro allora, ciò che noi abbiamo saputo sempre, che la sicurezza si Stato è implicata in questo caso. E' anche per questa ragione che Victorreke con i suoi 30 processi verbali concernenti gli abusi di ragazzini non hanno mai avuto seguito durante la campagna contro Marcel per soffocare il caso Zandvoort.
E' anche per questa ragione che i compari di Victorreke che hanno accusato Marcel e che sono stati quasi tutti condannati, anche per furto a mano armata, sono sempre protetti dalla Giustizia.
 
Dopo le minacce di Victorreke, il loro nipote Dimitri Vervloesem, il figlio farabutto minore di Maaike, la sorella di Marcel che Marcel ha salvato dalle grinfie della psichiatria, cominciava, come all'inizio dell'anno scorso, ad inviare messaggi con minaccia di morte a Sanne.
La Giustizia di Turnhout non faceva nulla perchè loro sono protetti.
 
Victorreke e questo Dimitri hanno contatti molto stretti.  E' per questa ragiione che all'inizio dell'anno scorso, questo Dimitri andava, come Victorreke ed i membri della sua banda si davano da fare come hanno fatto nel 1998 e d in tre minori criminali hanno fatto nel 2005, all'inizio dell'anno scorso con una storia circa 'abusi sessuali' dalla parte di Marcel e loro vicino, al giornale Het Nieuwsblad. Marcel era di nuovo accusato ed era incarcerato per 6 mesi di nuovo.
(SE non l'ha ancora capito ora lui dovrebbe tagliare i ponti definitivamente con la famiglia criminale,ma lui non lo capirà mai)  
Tre giorni dopo che Victorreke e Dimitri avevano cominciato a minacciare la nipote di Marcel, tutti i siti  web del Werkgroep Morkhoven erano bloccati.
Dopo 5 mesi di minacce e la nostra protesta ovunque, li hanno riaperti ma il 6 febbraio, la ragazzina di Marcel ha ancora ricevuto una minaccia da parte di Dimitri che ha il permesso di fare quello che vuole.
Noi stiamo scrivendo ogni cosa su questo caso, ma questi criminali continuano imperterriti.
Noi abbiamo avuto una risposta dalla FOD Giustizia (Ministero della Giustizia), ma la nostra lettera al presidente del Consiglio Superiore della Giustizia(l'ex-ministro della Giustizia Van Parys, il compare dell'ex-ministro della Giustizia De Clerck che ha soffocato il caso Zandvoort) non si è degnato di rispondere.
Anche la nostra lettera al ministro Milquet degli affari interni (che è dello stesso partito politico di De Clerck e Van Parys) non ha avuto alcuna risposta.
C'è attualmente una discussione attorno alla Sicurezza di Stato Belga perchè i politici non sono contenti con il fatto che esistono fascicoli segreti di loro stessi.
Io ho letto oggi che Milquet e De Clerck vogliono tutelare la Sicurezza di Stato...
Noi sappiamo perchè.
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Nel contempo i nostri  blog sono criptati ma le minacce di morte della nipotina di Marcel continuano.  Noi ci prepariamo a delle azioni. E ieri noi abbiamo manifestato davanti al cabinetto del ministro Turtelboom a Bruxelles.Qualcuno dei servizi della Giustizia che ci ha risposto che la nostra lettera è stata inviata al Procuratore generale di Anversa. Ma è tuto quello che è stato fatto per questo caso.  Cosi lungo che i criminali come Victor e la sua banda sono protetti dalla Giustizia, e non c'è nessun cambiamento.  E' necessario che questo gioco coi criminali abbia fine. Io penso che volevano provocarci con le minacce di morte e la chiusura dei nostri blog per lasciarci fare delle cose che avrebbero prolungato le condizioni di libertà di Marcel.

30/01/2013

Lettera: Minacce di morte – Polizia di Saint-Gilles - Charles Picqué

Caro Signor Picqué,

Oggetto: Minacce di morte – Polizia di Saint-Gilles

Era già qualche settimana che io volevo sporgere denuncia presso la Polizia Zona Midi 5341 a Saint-Gilles.

Ma la Polizia non voleva annotare la mia denuncia concernente Belgacom/Skynet e la scomparsa di tutte le mie pagine dal web di internet il giorno 20.12.2012, proprio due giorni dopo le minacce di morte fatte alla nipotina di 14 anni di Marcel Vervloesem, membro della nostra associazione Werkgroep Morkhoven di cui l’ufficio si trova a Saint-Gilles, Rue Faider n° 10.

Io ho sporto denuncia allora presso il municipio di Saint-Gilles e io ho chiesto un incontro con voi perchè, nella vostra funzione di borgomastro di St Gilles, voi siete presumibilmente il capo della polizia comunale.

I messaggi con le minacce di morte arrivavano dal GSM di un tale Victor Vervloesem, membro del partito socialista (sp.a) a Herentals ( vicino a Turnhout) che fa anche parte del consiglio municipale della cittadella di Herentals. Victor Vervloesem, che è il fratellastro di Marcel Vervloesem, è stato al tempo stesso nominato presidente della Commissione della Police e della Sicurezzza di Herentals ed è attualmente anche membro della direzione del Consiglio di Polizia della zona ‘Neteland’.

IL problema,in questo caso,è che Victor V. è strenuamente sostenuto da sp.a e dal borgomastro Jan Peeters de Herentals. Quest’ultimo è anche senatore per lsp.a e negli anni 90, è stato il Segretario di Stato e Ministro della Sicurezza. Jan Peeters ha certamente avuto dei buoni contatti con i servizi di sicurezza belgi a Bruxelles.
Per caso, Peeters era ministro nel momento che il vostro collega del partito socialista, Signor Elio Di Rupo, era vice-premier. Io non posso pretendere che il signor Di Rupo, che era anche ministro delle telecomunicazioni, fosse anche lui implicato in questo caso. Ma io so che Elio Di Rupo ha firmato un contratto con i fornitori di internet (Belgacom/Skynet) e la giustizia che permette di chiudere dei siti web o dei blog senza alcuna discussione, ciò che facilita ogni forma di censura di internet senza che sia necessario fare leggi ipocrite ‘per la protezione degli internauti d’internet’, come è attualmente il caso in America.

Nel 2005, Victor V. faceva circolare una petizione nella quale si domandava di togliere la nostra associazione da internet. La petizione che era firmata da una dozzina di persone, era stata presentata al consiglio comunale di Herentals e Peeters sosteneva appassionatamente i propositi di questa petizione.

Io suppongo che la domanda del 2007, di Els Van Eeckhaut, una avvocatessa legata al carro di Gand, per togliere i nostri blog dal motore di ricerca ‘Metatele’ e che la chiusura dei nostri 3 blogs, di cui ’Doofpot Giustizia, al tempo stesso, sono stati il risultato di questa decisione di Peeters che ha una relazione molto strana con Victor V. che sa appena scrivere.

Els Van Eeckhaut, figlia di un avvocato ben conosciuto Piet Van Eeckhaut , ha lavorato al gabinetto del Ministro Freya Van den Bossche (sp.a) che non voleva mandare avanti le nostre denunce circa la frode sulle case sociali di ‘Geelse Huisvesting’ di cui Victor V. è anche membro della direzione. Io personalmente ho trovato non giusto che un ex-direttore di una fabbrica ha ottenuto un appartamento sociale nel quartiere dove Victor V. stesso affitta una casa di Geelse Huisvesting mentre ci sono 1500 candidati iscritti prima di lui che aspettano invano. Lui aveva egualmente sufficienti risorse finanziarie ed arrivava da un’altro municipio.
Io mi sono anche chiesto come fosse stato possibile che Marcel Vervloesem ed i suoi amici, tra cui una donna ammalata di 82 anni, sono stati cacciati dalle loro case di Geelse Huisvesting dopo la diffusione di ogni sorta di petizione con delle querele. E non è stata affatto una coincidenza che Victor V. avesse già chiesto in una sua petizione di 2005 indirizzari al borgomastro Peeters, di togliere a Marcel Vervloesem il suo appartamento.
E’ per questa ragione che io considero Victor V. e Peeters, così come i deputati di sp.ai quali ho scritto e non mi hanno mai risposto, ancor più che sembrano dei membri di un sindacato comune del crimine. Io non ho altra dichiarazione da fare.

Victor V. è, come presidente della Commissione della Polizia e della Sicurezza di Herentals, molto appoggiato da un certo Ronny Geens, il Commissario in carica della Polizia di Herentals. Quest’ultimo rifiutava di recepire la denuncia della figlia di Marcel Vervloesem ‘ perchè non poteva farci nulla poichè non aveva il numero della vettura che era arrivata a tutta velocità’ ( ciò che era poi stata seguita da un altra nuova minaccia di morte).
Io ho sporto denuncia presso il Ministro degli Interni, J. Milquet (cdH), per questo caso e sono sempre in attesa di una risposta che non arriva.

Victor V., è stato , grazie al suo ruolo attivo nel soffocare il caso pedocriminale di Zandvoort che è stato fatto affiorare dall’inquisitore privato Marcel Vervloesem della nostra associazione, anche molto protetto dalla Giustizia di Turnhout.
E così lui non è stato mai convocato ed interrogato dopo la sua prima minaccia di morte.

Io ho di nuovo sporto denuncia in questo caso presso il ministro della giustizia A. Turtelboom (VLD), sebbene in ministro poi non si degna di rispondere mai. Il problema in questo caso è che Turtelboom che predica ‘una magistratura imparziale’ e ‘la punizione della più piccola criminalità’, ha nominato il procuratore Jan Poels di Turnhout come suo capo di gabinetto e verrà di certo il momento che Poels sarà obbligato a riprendere le sue funzioni di procuratore a Turnhout. Il procuratore Herman Dams che era stato nominato come capogabinetto dall’ex-ministro della Giustizia S. De Clerck (CD&V), si trovava nella stessa situazione. Ed è per questa ragione che certi dossier nel cabinetto dei Ministri della Giustizia restano fermi.

Poco dopo la liberazione con condizionale di Marcel Vervloesem che, durante più di 10 anni, è stato vittima di un vero processo dei media, noi abbiamo anche avuto minacce di morte per più settimane.
Come le minacce di morte dirette alla nipotina e figlia di Marcel Vervloesem, le minacce arrivavano durante la notte. Arrivavano anche lettere di minacce di morte.
Noi abbiamo anche sporto denuncia per queste minacce alla Polizia di Saint-Gilles…

All’inizio dell’anno scorso, la nipotina di Marcel Vervloesem ha ricevuto egualmente minacce di morte. Le minacce arrivavano dopo che il giornale Het Nieuwsblad pubblicava la storia di tale Dimitri, il nipote, guardacaso di Victor V., ed in questo caso Marcel Vervloesem era stato di nuovo accusato ‘di abusi sessuali’ e di nuovo imprigionato come un ‘recidivo incorreggibile’.
Era molto lampante che Victor V. era di nuovo dietro questa accusa perchè era talmente scemo di dichiarare lui stesso al giornale ‘Het Nieuwsblad’ che in quelo momento là, quel povero Marcel Vervloesem ‘era di nuvo caduto nella loro trappola’.

Non è una coincidenza, che circa 10 anni fa Victor V. ha iniziato la sua campagna e la sua carriera politica nel sp.a, da una pubblicazione sul ‘Het Nieuwsblad’ dove dichiarava che 30 anni fa lui era stato abusato dal suo fratellastro’. Dopo questa dichiarazione, Victor V. contattava la televisione commerciale VTM che dava una trasmissione in diretta dove i suoi giovani amici raccontavano davanti alla videocamera, che ‘ciascuno di loro era stato, circa 20 anni fa, vittima degli abusi sessuali di Marcel Vervloesem’. La trasmissione ebbe luogo in un bar-dancing ‘Berkenmus’ dove Victor V. lavorava durante la notte.
Questa storia è stata soppressa dopo degli anni dalla stampa stessa ed è, come la mia pubblicazione di centinaia di lettere ai ministri della giustizia ed ai parlamentari, senza alcun dubbio, una delle ragioni della chiusura dei blog di Belgacom/Skynet d’internet, senza che, come amministratore dei blog stessi, io abbia avuto una risposta alle mie denunce.
Aspettando senza fine risposte che non arrivano mai, l’Ombudsman della Telecomunicazione ha riconosciuto come vera la mia denuncia. Belgacom/Skynet ha durante questi 2 mesi il tempo per fornire il suo punto di vista. Ma non si può impedire che ogni pagina del web e dell’informazione spariscano di colpo da internet.
E’ per evitare le infrazioni già descritte e per evitare un altra censura di questo caso da parte delle autorità belghe, che io volevo sporgere denuncia presso la polizia di Saint-Gilles.
Se si fa scomparire l’informazione per coprire i crimini di corruzione, si può parlare di un crimine o di un complice nei crimini e si deve segnalare il tutto alla Polizia. In questo modo il nostro sistema sarebbe funzionante

Un piccolo dettaglio: ci sono 30 processi verbali di V. per crimini sessuali su bambini piccoli che non sono mai stati esaminati dalla Polizia.

Io ho sentito che Mme Rodriguez del vostro gabinetto mi ha telefonato. Io andrò a contattarla.

Cordialemente,

Jan Boeykens
Faiderstraat 10
1060 Saint-Gilles

Photo: Charles Picqué

Copia alla sig.ra Joëlle Milquet, Belgio

http://sosbambini.wordpress.com/

23/06/2012

Caso Dutroux: Expertise psichiatrico per deputato Laurent Louis...

LouisLaurent4.jpgLa democrazia in Belgio: expertise psichiatrico di un membro del parlamento

In Belgio la psichiatria è sempre usata pretestuosamente per soffocare i casi.

Anche i deputati che fanno troppe domande sono dichiarati 'pazzi'.

Lo psichiatra belga, il professor Cosyns, già conosciuto per il caso evidenziato dall'associazione Morkhoven all'ospedale psichiatrico Good Engels d’Anversa dove i bambini erano in isolamento ed abusati sessualmente.

Il caso Good Engels ha portato alla scoperta del caso di pornografia infantile di Zandvoort in Olanda.

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Expertise psichiatrico per Laurent Louis

BELGA

22.6.2012 - Il suo ufficio è stato perquisito il 25 aprile.

Il giudice istruttore di bruxelles Olivier Anciaux ha ordinato l'expertise psichiatrico del deputato Laurent Louis, ha annunciato ultimamente la rete Twitter. Il parlamentare è accusato di occultamento di pezze accluse circa il dossier Dutroux e per calunnia durante un incontro con un giornalista di Soir. M. Louis ha già annunciato che rifiuterà si sottomettersi a ciò che stigmmatizza una carnevalata da quattro soldi e che avrebbe il solo scopo di sporcare socialmente l'individuo e renderlo non credibile.

" Da poco programmato, io sono certo che questo expertise sarà pubblicato sui media alla faccia della privacy e visto l'affido di incarico unicamente al giudice istruttore, io sono già certo del risultato di questa "presa in giro", ha aggiunto.

L'unico deputato del Movimento Liberale Democratico (MLD) aveva sollevato un polverone generale nel mese di aprile dopo che aveva fatto una conferenza stampa sul caso Dutroux e pubblicato sul suo sito internet il rapporto dell'autopsia di due vittime del serial killer, Julie et Melissa. Il suo ufficio era stato perquisito il 25 aprile.

La procura di Bruxelles non è stata raggiunta venerdì nel pomeriggio per confermare l'info relativa all'expertise psichiatrico.

http://www.lalibre.be/actu/belgique/article/745677/expert... 

15/06/2012

LETTERA APERTA A Jean-Paul PHILIPPOT de la RTBF (radio televisione belga)

VictorHissel.jpgLETTERA APERTA A Jean-Paul PHILIPPOT, Aministratore Generale dellaénéral de la RTBF (restata fino ad oggi senza risposta)

 
EMBOURG, ce 5 juin 2012
 
À Monsieur Jean-Paul PHILIPPOT
Administrateur général de la RTBF
Boulevard Auguste Reyers, 52
1044 Bruxelles

Sognor Amministratore,
 
Concerne : La ridiffusione di una trasmissione da RTBF
 
Tengo a precisarvi la mia preoccupazione  concernente il caso di Maître Victor HISSEL.
 
Le mie inquietudini sono fondate dal fatto che io ho saputo recentemente e da fonte sicura che, nell' impianto del quadro della trasmissione « DOVERE D'INCHIESTA » del 4 luglio prossimo, la RTBF procederà alla ridiffusione del reportage di 50’00 volte diffuso il 6 giugno 2011 intitolato “Il dossier Hissel, il prezzo del silenzio” e il cui contenuto è già comparso, totalmente, partialmente, a pezzettini, e che parla solo,e unicamente, di Victor Hissel, che, un anno prima, fu già oggetto di un altro reportage di 50’00, unilaterale, e senza che si avesse la possibilità di rispondervi, diffuso il 22 settembre 2010, in seguito alla sua condanna in Appello. 

Durante questo lungo periodo l'avvocato Victor Hissel ha dovuto attenersi alle raccomandazioni urgenti, delle autorità dellOrdine medesimo, di non parlare con la stampa, tenuto conto, sebbene,come padre, della sua qualità di avvocato. Lui si è piegato al dovere delle condizioni che gli imponevano ancora procedure pesanti e gli impongono tutt'ora procedure limitanti ancora in corso. Lui stesso non ha desiderato,ansiosamente, di entrare in conflitto aperto con suo figlio per mezzo dei media. Ma questo diritto al silenzio, deve essere rispettato dai giornalisti  che non li dispensa dal loro dovere di analisi e di obbiettività equa. 

C'è un principio, attualmente discusso in modo strenuo in ciò che concerne le informazioni in linea su Internet,  ma la cui applicazione avrebbe dovuto applicarsi già da lungo tempo ai media, tanto è grande il numero di persone che ne hanno sofferto. E' il principio del « diritto all'oblio »  che sembra vietare ogni ridiffusione dopo un tempo ragionevole.

Io sono stato personalmente implicato nella produzione di trasmissioni « Fatti diversi  TV », che fu rispettosamente privo di ogni antagonismo, mentre che fatti discutibili, stati psicologici, reputazioni erano ogni volta in gioco. Mai ho accettato di procedere a una replica senza prima aver avvertito i principali componenti ed ottenuto il loro assenso. Victor Hissel non è stato mai consultato. 

Ma c'è un altro principio enunciato dagli specialisti del diritto penale : « il fine di una condanna e di una pena è di permettere la riabilitazione prevedibile nel tempo » . E dunque esiste un diritto fondamentale a vivere la tregua che deve permettere  di ricostruirsi una vita familiare e sociale dopo la condanna.

Questa ridiffusione, che non fa parte nemmeno della libertà di informare, poichè ormai totalmente ridondante, e che si accompagna a comunicati di stampa e di annunci strombazzati, non produce quindi quella tregua necessaria in un periodo cruciale dove un'istanza disciplinare di appello deve ancora decidere dell'avvenire professionale di Victor Hissel, – la RTBF vorrebbe far pressione    ancora una volta, che la medesima non potrebbe fare !

Ma ci sono altri elementi di preoccupazione.

Questo procedere è più destabilizzante e contestabile e che è stato fonte di numerose riedizioni che la RTBF ha malignamente sottolineato che Romain HISSEL era una personalità fragile e necessitante di cure ad hoc.

IL semplice buon senso dovrebbe considerare che essere di nuovo al centro della mediatizzazione e utilizzato per riproporre la « propria » versione  e la « propria versione » del padre, non darebbe nessun aiuto a Romain HISSEL. E ci si può domandare quale psicologo o psichiatra possa sostenere il contrario.

In conclusione, e e come si sa che i cambiamenti di mentalità, individuali o istituzionali,  sono sovente il movente della resistenza di alcuni, come in certi casi particolari, io mi permetto di formulare una domanda troppo pressante perchè la RTBF mostri quello che può portare avanti come una informazione dignitosa, nella responsabilità e qualità di quello che propone, e in tal modo si faccia promotrice nel rispetto dei principi calpestati,tra l'altro,nella dichiarazione europea dei Diritti dell’ Uomo e la Costituzione belga e che sono 

-        Diritto a condurre una vita conferme alla dignità umana

-        Diritto di non essere esposto a trattamenti inumani e degradanti

-        Diritto ad un processo equo

-        Diritto al rispetto di una vita privata 

Io lascio alla RTBF, al suo amministratore generale, alla Direzione dell'informazione ed alle sue Unità della produzione la cura di mostrare il degrado dell'umanità di cui è capace.

José DESSART
Giornalista.
Autore del blog « Umori e rispetto »
118, voie de Liège
4053 EMBOURG

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Questa lettera è stata mandata a

Monsieur Jean-Pierre JACQMIN, Directeur de l’Information à la RTBF
Monsieur Daniel Brouyère, Directeur de l’Unité de Production Magazines
Messieurs Gérard Rogge et Robert Neys, Co-Editeurs du Magazine Devoir d’Enquête
Monsieur Alain Gerlache, Secrétaire général de la CTF,  Chroniqueur et spécialiste des Médias à la RTBF
Monsieur Marc JANSSEN, Président du CSA
Monsieur André LINARD Secrétaire Général du  CDJ
Monsieur Marc Lits, Directeur de l’Observatoire du récit médiatique, UCL
Monsieur Jean-Jacques Jespers Chercheur en communication et déontologie des médias, ULB
Monsieur Bernard Hennebert, coordinateur de l’ATA, (association des téléspectateurs actifs)
Monsieur Eric LEMMENS, le Bâtonnier de l’ordre des Avocats du Barreau de Liège
Monsieur Patrick HENRY, ancien Bâtonnier de l’ordre des avocats du Barreau de Liège
Monsieur Robert DE BAEDERMAEKER , Président de l’OBFG
Monsieur Jean-François ISTASSE Président de la Commission de la Culture et de l’Audiovisuel
Madame Fadila LAANAN, Ministre de la Culture et de l’Audio-visuel

Publblicata il 14 giugno 2012 da José DESSART

http://jsdessart.wordpress.com/2012/06/14/lettre-ouverte-...

Reti pedocriminali: caso Dutroux

Julie@Melisaa.jpgSi allunga la lista dei morti o scomparsi del caso Dutroux, siamo vicini alla trentina. E non è finita,ogni tanto compare qualcuno che era del caso.

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B 1040 Etterbeek, Generaal Jacqueslaan 222,                     Stazione di servizio Station
Conrad Bosmans (20) (job)
6.10.1988 scomparso

about B 1050 Ixelles, Rue du Conseil 35,                        Indirizzo residenziale Address
Brigitte Jenart
5.04.1998 (Omicidio camuffato)

dopo B 1080 Sint Jans Molenbeek, Rue Ransfort 29,           Indirizzo residenziale
Gevrije Cavas (6)
                                            6.02.1985 scomparso

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La dentista Brigitte Jenart di Bruxelles era un' importante testimone nel caso Dutroux . Un anno dopo l'inizio della procedura legale è stata trovata morta in casa.
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1050 Ixelles, Rue du Conseil 35 - Nihoul a Son Cabinet
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25/05/2012

Maltrattamento dei bambini: Il caso pedocriminale di Zandvoort

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La Giustizia di Turnhout e i suoi compari di stampa, danno, durante 14 anni, già l'impressione che le accuse sporte contro Marcel Vervloesem erano un caso intrafamiliare (il suo fratellastro, il figlio di sua sorella) e basta.

Ma le loro intenzioni vere erano di criminalizzare Marcel Vervloesem e il Werkgroep Morkhoven per imbellettare il caso pedocriminale di Zandvoort di cui non è mai stata fatta un'inchiesta seria. 

E' per questa ragione che Marcel Vervloesem ha, dopo quasi tre anni, il divieto di contattare il Werkgroep Morkhoven e le associazioni che lottano contro il maltrattamento dei bambini.

Il fratellastro di Marcel Vervloesem e il figlio di sua sorella che l'accusavano già da 5 mesi di aggressioni sessuali, hanno tutti e due un casellario giudiziario presso la Polizia,ma questo non è detto dalla stampa.  il Werkgroep pensa che loro si sono sottomessi ad un ricatto per fare le denunce che hanno fatto.  

Come i tre minorenni che erano stati rinchiusi in un istituto per una rapina a mano armata e che accusavano Marcel Vervloesem nel 2005, loro sono andati subito con la loro storia alla stampa fiamminga (Het Nieuwsblad) che non ha mai verificato le loro fonti, e poi loro hanno sporto denuncia alla polizia.  Allora il rappresentante del tribunale di Turnhout ha diffuso un comunicato per mezzo dall'agenzia di stampa nazionale Belga e questo messaggio è stato copiato da tutti gli altri gruppi di stampa.

In tutte le accuse hanno utilizzato lo stesso sistema.

Tutto era ben calcolato.


Jan Boeykens, presidente del Werkgroep Morkhoven

19/05/2012

Caso Zandvoort: Marcel Vervloesem liberato dopo 5 mesi di prigione

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Bruxelles, 18 maggio 2012


Cari(e) amici(e),

Soggetto: Marcel è di fatto libero

Mercoledì, 16 maggio 2012, dopo 5 mesi di prigione preventiva', Marcel è stato liberato e lui ha potuto ritornare a casa sua. E' stato ricondotto a casa su una piccola camionetta.

Come sempre, la notizia era anche diffusa dall'agenzia di stampa Belga (dello Stato belgo) ed è stata copiata dagli altri giornali pari pari, senza il minimo commento sotto il titolo 'Marcel Vervloesem in libertà condizionale'. Ma sono le solite condizioni che lui aveva già ,con una sola differenza in più: la polizia di Turnhout deve controllare che non abbia contatti con noi dell'associazione sua, nè con l'attore fiammingo Jo Reymen, nè con la Fondazione delle principesse de Croÿ e Lancelotti, ciò che è completamente ridicolo.  
Marcel ha anche il divieto di avere dei contatti con associazioni che lottano contro l'abuso sessuale dei bambini.

La decisione di liberare Marcel è arrivata dopo la riunione del tribunale di Turnhout dove l'avvocato di  Marcel ha difeso per circa mezz'ora Marcel, che per la prima volta dopo il suo arresto, ha potuto parlare anche lui.

I giudici pretendevano che loro non sapevano nulla dell'arresto inferto dalla corte dell'applicazione delle pene di Anversa, già in febbraio, quando dichiaravano Marcel innocente sulla base dei risultati dell'inchiesta giudiziaria.

Il ministro della Giustizia belga, Anne-Marie Turtelboom (Open VLD, i liberali fiamminghi) è stata durante 5 mesi al corrente del dossier di Marcel e di tutto ciò che è successo nella prigione di Turnhout dove c'era un numero tale di prigionieri (210 al posto di 120 per i quali è preposta), che una parte dei detenuti era obbligata a dormire su un materasso steso al suolo.
Il suo ministero ha risposto una sola volta alle nostre lettere. Era per rispondere a la denuncia per il furto dei nostri documenti e materiale vario davanti al ministero della Giustizia a Bruxelles, dove c'è anche il suo ufficio.

Turtelboom non ha avuto il minimo cenno di reazione alle nostre denunce che le lettere di Marcel (anche quelle di sua figlia e della sua nipotina)  erano ferme per più mesi e tutto questo in violazione della legge e dei diritti dei prigionieriE come noi sappiamo, il ministro ed i suoi servizi permettevano che Marcel fosse rinchiuso con un malato mentale nella medesima cella per circa una settimana, ciò che di fatto ha peggioratoMarcel che ha avuto infezioni e problemi cardiaci per i quali è dovuto andare con urgenza all'ospedale St. Elizabeth a Turnhout. Là, durante 5 giorni, Marcel è stato incatenato al suo letto di ospedale
Ciò prova ancora una volta che Turtelboom vede le persone che sono rinchiusi senza la minima ragione giustificiativa in detenzione preventiva, come criminali veri e propri.

E poi c'è anche tutta la storia sul rapporto psichiatrico di V., il giovane che ha accusato Marcel, e che i giudici della Camera di Consiglio (camera correzionale) di Turnhout hanno utilizzato come pretesto per mantenereMarcel ancora 5 mesi in prigione. Questi giudici sono gli stessi che hanno perseguitato Marcel per 11 anni nel caso di Zandvoort.  
Il fine di questo rapporto era anche di dare a V. lo status di 'vittima credibile' e di poter accusare di  nuovo Marcel. Il ministro Turtelboom era informato sempre durante questi mesi di questo caso e sviluppi, ma lei si guardava bene dal rispondere.

Il ministro ha nominato il procuratore di Turnhout come capo del suo cabinetto...

Qualche mese fa, la nostra associazione ha inviato dei documenti importanti sul caso Zandvoort a Turtelboom. Il contenuto di questi documenti era direttamente legato all'abuso e violenze su minorenni negli asili nido di Amsterdam. Ma Turtelboom non rispondeva alla domanda della nostra associazione di inviare queste informazioni ai colleghi olandesi.

Da qualche giorno, io ho presentato denuncia alla procura federale a Bruxelles per le numerose irregolarità nel processo penale contro Marcel a Turnhout.
Il procuratore federale mi ha risposto subito con una dichiarazione breve ''che lui non trovava la prova che fosse davvero io che gli aveva spedito l'email''.

Poi io ho inviato alla procura federale più ampi ragguagli sulla falsificiazione del rapporto psichiatrico nel quale V. era dichiarato come un «bravo ragazzo» mentre lo psicologo sapeva che V. aveva un fascicolo giudiziario al tribunale della gioventù di Turnhout.
IL procuratore federale mi rispondeva allora che la mia lettera era stata trasmessa al procuratore di Anversa dove io potevo inviare tutte le mie informazioni di questo caso.

GRAZIE PER IL VOSTRO AIUTO !

Jan Boeykens, presidente dell'Associazione Werkgroep Morkhoven

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PS. Voi potete pubblicare questa mia lettera.

14/05/2012

L'indirizzo del sito web della principessa Jacqueline de Croÿ è cambiato

Marcel_nieuwsblad_001.jpg

L'indirizzo del sito web della principessa Jacqueline de Croÿ è cambiato.

http://fondationprincessedecroy.morkhoven.org/

08/05/2012

Il dossier Dutroux inviato al cardinale da una rivista inglese

7 luglio 2010 - Le foto dell'autopsia di Julie e Mélissa, scoperete durante le perquisizioni condotte nell'arcivescovado, sono state inviate al cardinal Danneels nel 2004 dagli editori di una rivista satireica inglese, rapporta il quotidiano De Morgen.

Le cardinal Danneels a été entendu hier par la police judiciaire de Bruxelles.

Le cardinal Danneels a été entendu hier par la police judiciaire de Bruxelles. © Belga

IL mensile "The Sprout" sperava ottenere una reazione del cardinale. Gli autori della rivista pensano in effetti che Monseigneur Danneels e unidici notabili belgi potrebbero aver ucciso le due ragazzine. 

Il quotidiano De Morgen ricorda che all'inizio del processi di assise contro Marc Dutroux, inizio 2004, tre DVD contenenti tutta la documentazione del  dossier giudiziario contro Dutroux e consorte erano arrivati nelle mani dei giornalisti giudiziari belgi. Gli editori della rivista inglese ne avevano ricevuto una copia nell'aprilel 2004. Tutta la documentazione di allora era stata presa dalla giustizia belga solo dopo cinque ore la sua uscita.

La rivista mensile, principalmente destinata alla comunità straniera di Bruxelles, aveva pubblicato le foto dell'autopsia come prove per illustrare una storia inventata tutta intera secondo la quale Julie e Mélissa non sarebbero morte nella cantina di Marc Dutroux, ma durante una ripresa di un "snuffmovie" al quale avevano partecipato 12 notabili belgi. Secondo "The Sprout", Il borgomastro di lenbeek Philippe Moureaux ed il  cardinale Godfried Danneels vi avevano avuto notoriamente un ruolo. 

Gli autori della rivista avevano egualmente inviato più foto in Vaticano nella speranza di ottenere una reazione. Il Vaticano aveva rinviato i documenti all'arcivescovo di Malines, dove erano verosimilmente scomparsi dagli archivi, prima di essere scoperti dagli inquirenti, secondo De Morgen. 

Belga 

http://www.levif.be/info/actualite/belgique/le-dossier-du...

06/05/2012

Caso Dutroux - Rapporto dell'autopsia - Riunione pubblica, 6 Maggio 2012

 

Julie en Mélissa.jpgRiunione pubblica di Laurent Louis - Domenica  6 Maggio 2012 - 15:00, Kapellelaan 85, 1860 Meise
 
Il rapporto dell'autopsia rimette in questione la versione ufficiale che le bambine e Mélissa (caso Dutroux) sono morte di fame e di sete...
 
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Messaggio di Laurent Louis su Facebook - 27 Aprile 2012:
 
"io so che voi siete numerosi a voler continuare e condurre azioni concrete per un pò più di etica e di giustizia nel nostro paese. E' per questo che io vi invito ad una riunione molto importante domenica 6 maggio 2012 alle 15h a 1860 Meise, Kapellelaan, 85. Io terrò un discorso e subito noi potremo tutti conoscerci e programmare le nostre azioni future. Il Belgio ha bisogno di uomini e di donne coraggiose, siate quelli che libereranno il paese dai corrotti e criminali. Non dimenticate,che assieme, tutto diventa possibile ! Io conto su di voi per essere presenti numerosi ! Fate circolare il messaggio. Grazie in anticipo."
 
"Cari amici, anche sui siti del MLD sono stati censurati, Vi è possibile di raggiungere il movimento e di diventare membri. Per far questo nulla di più semplice ! Basta che voi versiate la quota sul conto BE12 0016 3766 9992 con la dizione "Quota membro MLD". io vi domanderò di più di inviarmi una mail su laurent.louis@live.be con le vostre coordinate complete. La quota è di 20 euro e di 12 euro per i minori di 35 anni. Io ho bisogno di voi per cambiare questo potere corrotto in Belgio. Siate gli eletti del domani !"
 
 
 
foto: Julie e Mélissa (caso Dutroux). Il rapporto dell'autopsia rimette in questione la versione ufficiale che le bambine sono morte di fame e di sete...

 

Julie en Mélissa.jpg
 

22/04/2012

Caso Dutroux: Il deputato belga Laurent Louis è censura

Julie en Mélissa.jpg

Bruxelles, 20 aprile 2012 - Il deputato belga Laurent Louis è censurato, linciato mediaticamente, agredito fisicamente per aver pubblicato il rapporto sull'autopsia delle piccole Julie e Melissa, vittime di Marc Dutroux.

Contrariamente alla versione ufficiale, le piccole non sarebbero morte edi fame, loro sarebbero state violentate e sarebbero morte per le sevizie ricevute.

Marc Dutroux, in prigione da tre anni le avrebbe lasciate morire di fame nella sua cantina,nella versione ufficiale. Ma l'autopsia proverà che è falso, le piccole sarebbero state torturate, violentate e assassinate. Il caso sarebbe stato soffocato dalla giustizia belga.

Oggi la quasi totalità della classe politica belga grida allo scandalo perchè il govane deputato ha fatto pubblicare il rapporto dell'autopsia, il suo sito non risponde. Anche il papà di una delle ragazzine gli ha intentato causa. In effetti, il papà di Julie Lejeune, oggi riciclato in politicaa, dice che Louis dovrebbe dimettersi.

Il ministro degli interni, Joëlle Milquet (cdH), ha chiesto per esaminare "come l'immunità parlamentare di Laurent Louis possa essere tolta, dopo che il deputato ha suscitato indignazione generale diffondendo le foto dell'autopsia di Julie e Mélissa".

I parlamentari federali Ecolo-Groen chiedono l'imposizione di un cordone sanitario con il deputato.

19/04/2012

Il giornale 'Le Vif/L'Express' attacca il Werkgroep Morkhoven

lavementCerveau.jpgCari amici,
 
Grazie della vostra info.
 
Qualche giorno fa noi abbiamo reagito per un articolo olandese dello stesso gruppo di stampa del Vif, dove si attaccava il deputato Louis Laurent pper quello che lui avrebbe detto e cioè che un certo attivista l'aveva informato che il Premier e il Re erano dei pedofili (ciò che io trovo un pò strano).
 
Il giornalista diceva che Laurent non aveva alcuna prova che il Premier e il Re 'avevano negato' le sue dichiarazioni.
 
Ciò che rendeva il piccolo articolo interessanteera il fatto che il giornalista diceva che Laurent si trovava sulla lista del Partito politico dell'avvocato Modrikamen, luomo che difendeva una gran parte di vittime dello scandalo del caso Fortis per il quale il governo Leterme si era dimesso.
 
Il caso Fortis è molto attuale in olanda perchè l'ex-ministro della Finanza olandese Wouter Bos era coinvolto in questo caso.  C'è anche una commissione belga ed olandese in questo caso.
 
Io scrivevo (con pubblicazioni e mail) che l'articolo rsi riferiva probabilmente al Werkgroep Morkhoven ma io aggiungevo che nessuna persona del Werkgroep Morkhoven aveva contattato Louis Laurent.
 
Noi abbiamo anche pubblicato articoli differenti su questo brutto affare Fortis ( dopo i contatti tra il governo belga con governo olandese, Fortis è stato parzialmente venduto al gruppo finanziario Paribas che aveva nel 2011 un profitto di 6 miliardi di euro).
 
Noi abbiamo detto nel nostro articolo che certi membri della direzione Fortis erano nominati a più riprese nei casi di pedocriminalità.
 
E' per questa ragione (la nostra info circa lo scandalo Fortis, e la nostra denuncia circa la pedocriminalità,) che Vif è stato obbligato a scrivere questo articolo nel quale si fa pubblicamente riferimento al pedocriminale Marcel Vervloesem di Anversa.
 
Io ho l'impressione che l'articolo è una sorta di provocazione. Il partito liberale fiammingo (Open VLD) del ministro Turtelboom e de Guy Verhofstadt e il Movimento riformatore (MR) di Louis Michel e suoi compari, non sono contenti delle nostre pubblicazioni circa l'imprigionamento di Marcel e la politica disastrosa dell'Open VLD sul piano della Justice e delle prigioni.
 

15/04/2012

Il caso pedocriminale di Zandvoort: l'Attivista Marcel Vervloesem è torturato a morte

Turtelboom1.jpgBrussel, 11.4.2012
 
Il caso pedocriminale di Zandvoort: l'Attivista Marcel Vervloesem è torturato a morte
 
La situazione di Marcel è drammatica.
 
Come sapete,  il Open VLD (partito dei liberali fiamminghi) vuole ad ogni costo soffocare il caso di pedopornografia dei bambini die Zandvoort e ed il caso dei bambini abusati e maltrattati nelgi asili nido di Amsterdam (conosciuto csotto il nome di 'Robert M.' e ' il mostro di Riga')
Dopo le nostre lettere inviate ripetutamente al ministro della giustizia Annemie Turtelboom e tutti gli emergenti di Open-VLD-, tra cui l'anziano Primo ministro Guy Verhofstadt che ci scriveva qualche anno fa che era choccato per l'abuso di bambini, noi ieri abbiamo ricevuto le seguenti notizie:
 
Nella prigione di Turnhout, dove non c'è posto per 120 persone e dove ci sono 210 carcerati tra cui una gran parte dorme su un materasso sul pavimento, Marcel è stato obbligato ad uscire dalla sua cella, perchè pensavano che volesse impiccarsi.  La decisione scaturirebbe dopo numerose minacce e maltrattamenti.
Così, lui è stato rinchiuso con un musulman che non parla che un francese incomprensibile (Marcel è fiammingo e parla poco francese), in una cella. 
La cella è piena di fumo giorno e notte perchè il suo compagno fuma in continuazione senza fermarsi e non vuole aprire la finestra.
In ragione della mancanza di spazio, i vestiti di Marcel si trovano in terra e lui è obbligato a scrivere sul letto.
Nel momento che Marcel vuole cuocere un pezzetto di maiale il suo compagno glielo vieta.
Il muoversi nella cella è difficile perchè il suo compagno ha messo un tappeto in terra sul quale prega. 
frattanto, le lettere della figlia di Marcel, della sua nipotina, e dei suoi amici olandesi che lo sostengono, sono, a dispetto delle proteste inviate al Turtelboom, a lui date con dieci giorni di ritardo.
Dopo si è visto obbligato a inviare le sue lettere con la busta aperta, ciò che lui non accetta, ma è stato detto a Marcel che 'tutte le sue lettere saranno gettate nel cesso se non le consegna aperte'.  
Io penso che hanno messo  Marcel in un'altra cella per isolarlo e di prevenire d'aver dei contatti con gli altri detenuti. Ciò è possibile, l'hanno già fatto in passato ed è che vogliono in ogni modo vietare che scriva lettere.
Marcel ha pagato 20 euro per avere la tv, ma lui non può vederla perchè il suo compagno di cella considera sua la tv. 
Il 13 Marzo, un'amica di Marcel depositava dei soldi sul conto di Marcel.  Il 28 Marzo, i soldi erano messi sul suo conto. 
Il direttore della prigione gli ha detto che i suoi amici olandesi di Klokkenluider online gli potrebbero inviare un piccolo tappeto sul quale sedersi. 
Come sapete, Marcel che è, in base ad una semplice accusa, richiuso già da due mesi 'per prevenzione' nella prigione di Turnhout, è molto malato. 
Lui ha un cancro attualmente stabilizzato.  Lui soffre di cuore ed è stato operato a più riprese.  Lui è pure ammalato di reni ed ha un grave diabete. La sua salute (o quello che gli resta della sua salute) si deteriora ogni giorno di più.  Ed il ministro della giustizia A. Turtelboom che pretende di lottare contro il sovraffollamento delle carceri', ed i giudici che vogliono che non si parli del caso  Zandvoort e del suo imprigionamento scandaloso, lo sanno molto bene.  E' dunque un omicidio voluto.
I giudici Vander Flaas et Jacobs del tribunale di Turnhout che tengono attualmente Marcel in carcere, sono gli stessi giudici che hanno perseguitato Marcel per  11 anni per soffocare il caso Zandvoort.  Come il Consiglio Superiore della Giustizia riconosceva qualche giorno prima della sua condanna, che tutti gli elementi a favore di Marcel e le testimonianze erano spariti dal dossier penale di Marcel durante il corso del processo dove  Marcel era costantemente chiamato 'un eédofilo'.
Vander Flaas et Jacobs che negano i risultati dell'inchiesta giudiziaria che prova che Marcel è innocente e che negano al tempo stesso il giudizio della corte dell'applicazione della Pena d'Anversa che voleva la liberazione di Marcel, aspettano i risultati dell'esame psichiatrico di Dimitri V., il giovane che accusava Marcel.  Per continuare a ritardare l'esame loro custodiscono Marcel 'per prevenzione' in prigione nella speranza che vi muoia.
E' da rimarcare che questi giudici utilizzano le pratiche criminali medesime che hanno utilizzato nel precedente processo contro Marcel.
E come è attualmente il caso col ministro Turteboom che predica'una magistratura insospsetttabile' mentre lei nomina il procuratore Jan Poels del tribunale di Turnhout come capo del suo cabinetto, il ministro della giustizia precedente Stefaan De Clerk (CD&V, partito dei democratici fiamminghi) chiudeva tutti e due gli occchi per queste abitudini criminali.
I giudici di  Turnhout.
Un breve riassunto delle pratiche di cui  Marcel è vittima: sanzioni arbitrarie; lee sue lettere non passano; minacce e maltrattamenti; le sue medicine ed il regime dietetico del diabete è sospeso per dieci giorni; il divieto di parlare con la stampa o ai deputati; i dossier a suo favore che scompaiono nel nulla;  il diniego sistematico di produrre prove e testimonianze a suo favore; il diniego sistematico di sapere i risultati dell'inchiesta giudiziaria; il diniego sistematico di dichiarare gli argomenti prodotti dall'avvocato; il diniego delle legge per i diritti dei prigionieri; la violazione continua della Convenzione Europea dei diritti dell'uomo, la tortura; il divieto di contattare associazioni che lottano contro gli abusi sui bambini; l'isolamento; l'impossibilità di parlare con gli altri detenuti; l'utilizzo della sua cattiva salute per ricattare la sua famiglia, i suoi amici(e) coloro che lo sostengono.
Ciò resta impunito perchè il ministro della giustizia che, malgrado sia sempre informato, chiude gli occhi e partecipa così a quel delitto.
Non c'è nessun organismo di controllo. La stessa legge sui diritti dei prigionieri non è  minimamente applicata. 
C'è un autonominatosi direttore generale delle prigione belghe un certo Hans Meurisse, ma questa amministrazione goverrnativa non sembra interessata ai diritti dei prigionieri. Il risultato di tutto questo, è che c'è un clima di terrore nelle prigioni e che le sanzioni arbitrarie e l'abuso di potere sono diventati la regola nelle prigioni. 
In Belgio, ci sono più di 10.000 carcerati, e quel numero aumenta ancora.
 
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Nous faisons un appel à écrire Marcel: Gevangenis Turnhout, t.a.v. Marcel Vervloesem, Wezenstraat 1, 2300 Turnhout (Belgique)
Noi siamo pronti a pubblicare le vostre lettere.  Se la vostra lettera è respinta dallap rigione di Turnhout, voi potete contattarci: Jan Boeykens, Rue de Faider 10, 1060 Saint-Gilles (Bruxelles), Belgique
 
 
Noi troviamo che se si rinchiude un uomo gravemente ammalato in prigione finchè l'inchiesta giudiziaria non ha provato che è innocente, ciò è una vera tortura.
E' inaccettabile che dei giudici che hanno soffocato il caso pedocriminale di Zandvoort, abbiano il permesso del ministro della giustizia belga che predica 'una magistratura senza il minimo sospetto di corruzione', di torturare e rinchiudere Marcel fino alla sua morte in prigione.
Qualche anno fa il Belgio è stato condannato dal Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura per le torture effettuate in prigione. Lo stato belga aveva promesso di organizzare un convegno europeo su questo tema, ma le torture e le pratiche criminali non sono mai cessate.
Noi vi chiediamo di protestare presso il comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti degradanti inumani (CPT) del Consiglio Europeo e di inviarci una copia della lettera.
 
Segretariato del CPT
 
Conseil de l'Europe 
F-67075 Strasbourg Cedex 
France
 
Tél.: France: 03 88 41 39 39, Int.: +33 3 88 41 39 39
Fax: France: 03 88 41 27 72, Int.: +33 3 88 41 27 72 
Courriel: cptdoc@coe.int
Internet: www.cpt.coe.int
 
 
Photo: Ministro della Giustizia A. Turtelboom

Belgio - Reti pedocriminale: lettera a un membro del Parlamento

 

zandvoortphotos.jpgTo: Genot Zoe
Sent: Thursday, April 5, 2012 4:14 PM
Subject: Rete pedocriminale di Zandvoort
 
OK.  Noi vi aspettiamo.
Noi vi chiediamo di fare una domanda parlamentare al ministro Turtelboom circa la carcerazione di Marcel Vervloesem alla prigione di Turnhout e il soffocamento del caos Zandvoort.
Al tempo stesso,cè il momento di mettere in causa la politica del partito liberale sul piano della giustizia.
I piani di Turtelboom sembrano molto accattivanti,ma sono puramente neo liberali.
 
Salutati,
 
Jan Boeykens, Presidente del Werkgroep Morkoven