28/11/2013

Abuso di bambini: divieto di parlare coi media

Bruxelles, 28 Novembre 2013

Per anni, l'attivista Marcel Vervloesem che ha denunciato il caso di pedocriminalità Zandvoort, è stato oggetto di un divieto da parte della giustizia belga che gli impediva di parlare coi media e la stampa, d'aver contatti con le associazioni che lottano contro gli abusi sui bambini, di condurre ricerche nei casi di abuso, di andare all'estero per partecipare a convegni su questi argomenti, e di avere contatti coi membri della direzione dell'asbl Werkgroep Morkhoven (sebbene questi avevano il diritto di visitarlo ogni settimana durante il suo soggiorno in prigione).

Visto che i suoi divieti sono stati tolti a causa del verdetto della settimana scorsa, Marcel è di nuovo libero di fare quanto gli era stato impedito e ciò provoca l'inquietudine della Giustizia belga a causa della possibilità che l'operazione che questa ha condotto per anni per soffocare il caso Zandvoort venga completamente distrutta  e rivelata come quella che era stata.

E' per questa ragione che la Giustizia dice ed avvisa Marcel di non parlare coi media.

Nel suo messaggio, la Giustizia dichiara che, visto che ogni parte concernata nel  caso giudicato la settimana scorsa ha la possibilità di fare appello dentro di trenta giorni contro il verdetto, Marcel dovrà rispettare questo termine prima di contattare i media.

In tal modo, la Giustizia belga spera di contenere l'indignazione pubblica attorno a questo caso.

Il divieto di parlare col pubblico resterà ancora in vigore, secondo la Giustizia, per tutto il periodo in cui si potrebbe fare ricorso.

Ma questo argomento non ha più luogo, poichè Marcel è in possesso di una decisione firmata da tre giudici diversi dove non si fa menzione di questo divieto.

Nell'ultima decisione della corte di Turnhout (su richiesta del procuratore Flaasch) c'è scritto che la proroga dei divieti termina alla data del verdetto. E questo verdetto è stato dunque nel frattempo pronunciato.

Marcel non si preoccupa più ormai neanche della corte per l'esecuzione delle pene alle cui misure era soggetto a l'época della sua precedente condamnazione, poichè la competenza di questa corte nel caso delle interdizioni prescritte era limitata ad un periodo di quattro anni, cioè che questa corte non può più pronunciarsi, e in conseguenza questa corte ha chiuso il dossier e le restrizioni sono state tolte.

 

Traduzione fr.: Nasus Ovidius, Giorgio

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