15/06/2012

LETTERA APERTA A Jean-Paul PHILIPPOT de la RTBF (radio televisione belga)

VictorHissel.jpgLETTERA APERTA A Jean-Paul PHILIPPOT, Aministratore Generale dellaénéral de la RTBF (restata fino ad oggi senza risposta)

 
EMBOURG, ce 5 juin 2012
 
À Monsieur Jean-Paul PHILIPPOT
Administrateur général de la RTBF
Boulevard Auguste Reyers, 52
1044 Bruxelles

Sognor Amministratore,
 
Concerne : La ridiffusione di una trasmissione da RTBF
 
Tengo a precisarvi la mia preoccupazione  concernente il caso di Maître Victor HISSEL.
 
Le mie inquietudini sono fondate dal fatto che io ho saputo recentemente e da fonte sicura che, nell' impianto del quadro della trasmissione « DOVERE D'INCHIESTA » del 4 luglio prossimo, la RTBF procederà alla ridiffusione del reportage di 50’00 volte diffuso il 6 giugno 2011 intitolato “Il dossier Hissel, il prezzo del silenzio” e il cui contenuto è già comparso, totalmente, partialmente, a pezzettini, e che parla solo,e unicamente, di Victor Hissel, che, un anno prima, fu già oggetto di un altro reportage di 50’00, unilaterale, e senza che si avesse la possibilità di rispondervi, diffuso il 22 settembre 2010, in seguito alla sua condanna in Appello. 

Durante questo lungo periodo l'avvocato Victor Hissel ha dovuto attenersi alle raccomandazioni urgenti, delle autorità dellOrdine medesimo, di non parlare con la stampa, tenuto conto, sebbene,come padre, della sua qualità di avvocato. Lui si è piegato al dovere delle condizioni che gli imponevano ancora procedure pesanti e gli impongono tutt'ora procedure limitanti ancora in corso. Lui stesso non ha desiderato,ansiosamente, di entrare in conflitto aperto con suo figlio per mezzo dei media. Ma questo diritto al silenzio, deve essere rispettato dai giornalisti  che non li dispensa dal loro dovere di analisi e di obbiettività equa. 

C'è un principio, attualmente discusso in modo strenuo in ciò che concerne le informazioni in linea su Internet,  ma la cui applicazione avrebbe dovuto applicarsi già da lungo tempo ai media, tanto è grande il numero di persone che ne hanno sofferto. E' il principio del « diritto all'oblio »  che sembra vietare ogni ridiffusione dopo un tempo ragionevole.

Io sono stato personalmente implicato nella produzione di trasmissioni « Fatti diversi  TV », che fu rispettosamente privo di ogni antagonismo, mentre che fatti discutibili, stati psicologici, reputazioni erano ogni volta in gioco. Mai ho accettato di procedere a una replica senza prima aver avvertito i principali componenti ed ottenuto il loro assenso. Victor Hissel non è stato mai consultato. 

Ma c'è un altro principio enunciato dagli specialisti del diritto penale : « il fine di una condanna e di una pena è di permettere la riabilitazione prevedibile nel tempo » . E dunque esiste un diritto fondamentale a vivere la tregua che deve permettere  di ricostruirsi una vita familiare e sociale dopo la condanna.

Questa ridiffusione, che non fa parte nemmeno della libertà di informare, poichè ormai totalmente ridondante, e che si accompagna a comunicati di stampa e di annunci strombazzati, non produce quindi quella tregua necessaria in un periodo cruciale dove un'istanza disciplinare di appello deve ancora decidere dell'avvenire professionale di Victor Hissel, – la RTBF vorrebbe far pressione    ancora una volta, che la medesima non potrebbe fare !

Ma ci sono altri elementi di preoccupazione.

Questo procedere è più destabilizzante e contestabile e che è stato fonte di numerose riedizioni che la RTBF ha malignamente sottolineato che Romain HISSEL era una personalità fragile e necessitante di cure ad hoc.

IL semplice buon senso dovrebbe considerare che essere di nuovo al centro della mediatizzazione e utilizzato per riproporre la « propria » versione  e la « propria versione » del padre, non darebbe nessun aiuto a Romain HISSEL. E ci si può domandare quale psicologo o psichiatra possa sostenere il contrario.

In conclusione, e e come si sa che i cambiamenti di mentalità, individuali o istituzionali,  sono sovente il movente della resistenza di alcuni, come in certi casi particolari, io mi permetto di formulare una domanda troppo pressante perchè la RTBF mostri quello che può portare avanti come una informazione dignitosa, nella responsabilità e qualità di quello che propone, e in tal modo si faccia promotrice nel rispetto dei principi calpestati,tra l'altro,nella dichiarazione europea dei Diritti dell’ Uomo e la Costituzione belga e che sono 

-        Diritto a condurre una vita conferme alla dignità umana

-        Diritto di non essere esposto a trattamenti inumani e degradanti

-        Diritto ad un processo equo

-        Diritto al rispetto di una vita privata 

Io lascio alla RTBF, al suo amministratore generale, alla Direzione dell'informazione ed alle sue Unità della produzione la cura di mostrare il degrado dell'umanità di cui è capace.

José DESSART
Giornalista.
Autore del blog « Umori e rispetto »
118, voie de Liège
4053 EMBOURG

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Questa lettera è stata mandata a

Monsieur Jean-Pierre JACQMIN, Directeur de l’Information à la RTBF
Monsieur Daniel Brouyère, Directeur de l’Unité de Production Magazines
Messieurs Gérard Rogge et Robert Neys, Co-Editeurs du Magazine Devoir d’Enquête
Monsieur Alain Gerlache, Secrétaire général de la CTF,  Chroniqueur et spécialiste des Médias à la RTBF
Monsieur Marc JANSSEN, Président du CSA
Monsieur André LINARD Secrétaire Général du  CDJ
Monsieur Marc Lits, Directeur de l’Observatoire du récit médiatique, UCL
Monsieur Jean-Jacques Jespers Chercheur en communication et déontologie des médias, ULB
Monsieur Bernard Hennebert, coordinateur de l’ATA, (association des téléspectateurs actifs)
Monsieur Eric LEMMENS, le Bâtonnier de l’ordre des Avocats du Barreau de Liège
Monsieur Patrick HENRY, ancien Bâtonnier de l’ordre des avocats du Barreau de Liège
Monsieur Robert DE BAEDERMAEKER , Président de l’OBFG
Monsieur Jean-François ISTASSE Président de la Commission de la Culture et de l’Audiovisuel
Madame Fadila LAANAN, Ministre de la Culture et de l’Audio-visuel

Publblicata il 14 giugno 2012 da José DESSART

http://jsdessart.wordpress.com/2012/06/14/lettre-ouverte-...

Commenti

Tecniche di manipolazione mentale: l’importanza dell’informazione

Da oggi inizieremo un viaggio sulle tecniche di manipolazioni mentale. La domanda che ci porremo è: siamo realmente liberi di scegliere in questo mondo? Oppure: le influenze esterne limitano il campo delle nostre scelte?
Alla fine di questo percorso avremo una concezione migliore di ciò che accade realmente intorno a noi.
L’importanza dell’informazione è fuori da ogni discussione. La parola deriva dal sostantivo latino informatio(-nis) (dal verbo informare, nel significato di “dare forma alla mente”, “disciplinare”, “istruire”, “insegnare”). Già in latino veniva usata per indicare un “concetto” o un’”idea”, ma non è chiaro se essa possa aver influenzato lo sviluppo della parola “informazione”. Ma a dare forma a cosa, se non alle coscienze? Non a caso, tutte le grandi dittature hanno iniziato sempre con il controllo dei mezzi di comunicazione (mass-media), proprio per plasmare le menti e coscienze delle persone. In Italia ne ha dato il triste esempio Mussolini, che aveva il controllo completo degli organi di stampa, e con i suoi cine-giornali riusciva a descrivere un’Italia presente solo nei suoi sogni.
Oggi, la maggior parte della comunicazione mira non ad informare oggettivamente, ma a influire nella psiche, sui gusti, sulle decisioni delle persone, dei consumatori, dei risparmiatori, degli elettori, ecc. La moda ne è il classico esempio: le tendenze sono dominate dai pochi che, grazie alla loro posizione, riescono ad influire su milioni di persone in tutto il mondo. La totalità delle persone, educata dalla Tv alla passività e pigrizia mentale sin dall’infanzia, non sviluppa la capacità di mantenere l’attenzione autonomamente, se non è emotivamente coinvolta. I manipolatori questo lo sanno bene, e per veicolare le loro informazioni (commerciali, politiche, economiche, ecc.), mantengono viva l’attenzione della gente, agendo direttamente nell’emotività: questo si chiama intrattenimento.
Il paradosso è che sono le persone stesse che esigono di essere intrattenute e non informate, e ovviamente il Sistema le accontenta: informa (a modo loro) attraverso l’intrattenimento.
L’importanza dei mezzi di comunicazione, come detto prima, è enorme. Ai fini della governabilità, soprattutto nelle società basate sul consenso, è indispensabile limitare, ma anche controllare e orientare l’informazione, la costruzione della rappresentazione illusoria del mondo e da cui dipende la produzione e gestione del consenso. L’informazione, proprio per questi motivi, è controllata in modo strettissimo: pochissime agenzia di stampa, di proprietà rigorosamente privata e bancaria, forniscono le informazioni alla quasi totalità dei media (giornali, telegiornali, radio e internet).
Classico modo di informare è mostrare un problema, senza dire chi realmente l’ha originato, e dare una soluzione in cui i risolutari sono gli stessi creatori del problema. E’ a causa di queste cattive informazioni che a volte riusciamo a giustificare notizie a dir poco paradossali: si è parlato di guerra umanitaria o di guerra preventiva, negli ultimi anni, ma riflettendoci, a freddo, si può capire che in un conflitto bellico non c’è nulla di umanitario,e c’è solo distruzione e morte.
Riflettiamo.

Francesco Dimino, 29 febbraio 2012

http://www.nentisapia.it/2012/02/29/tecniche-di-manipolazione-mentale-limportanza-dellinformazione/

Scritto da: Yves | 15/06/2012

Per RTBF si intende Radio télévision belge de la communauté française, ovvero l’Azienda radiotelevisiva di lingua francese che diffonde la propria programmazione nella parte meridionale del Belgio, VRT è invece la corrispettiva nel settentrione in lingua fiamminga. La società gestisce quattro canali televisivi, la Une, La Deux, La Trois, La RTBF Sat (TV satellitare), insieme a una serie di canali radio, La Première, RTBF International, VivaCité, Musiq3, Classic 21 e PureFM.
La sede di RTBF si trova a Bruxelles, dove è conosciuta anche come Reyers, dal nome del Boulevard A. Reyers dove è ubicata.

http://www.cinetivu.com/canali-televisivi/canali-televisivi-esteri/rtbf-la-radiotelevisione-belga-in-lingua-francese/

Scritto da: Yves | 15/06/2012

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