13/01/2011

IL CASO PEDOCRIMINALE DI AMSTERDAM

IL CASO PEDOCRIMINALE DI AMSTERDAM - LE AUTORITA' NE SONO RESPONSABILI

Le autorità belghe hanno tentato di sminuire l'attivista fiammingo Marcel Vervloesem al silenzio e di soffocare il caso di Zandvoort, con le scappatoie delle seguenti azioni:

1 Spingendo un pedocriminale e amici ad accusarlo di averli violentati durante la sua giovinezza. 
2 Incoraggiando la stampa (e.a. il gruppo Corelio) a metterlo alla gogna senza sosta per più di dieci anni poichè sarebbe stato 'un cacciatore autodichiaratosi di pedopornografia', ' corruttore di bambini' e ' disturbato mentale'.
3 Scompigliando il suo dossier penale ed imponendogli nel 2006 un divieto assoluto di avvicinare la stampa.
4 Facendo sparire ogni testimonianza a suo favore dal suo dossier, così come i  CD del caso Zandvoort, fatto formalmente riconosciuto dal Consiglio Superiore della Giustizia.
5 Rinchiudendolo in prigione e permettendone che lo torturassero e lo maltrattassero in ogni modo possibile ed immaginabile perchè ne morisse, ciò che avrebbe potuto succedere in ogni momento visto il suo stato deplorevole di salute che richiese,del resto, gravi operazioni chirurgiche.
6 In seguito lasciandolo libero con la condizionale che non avvicinasse la stampa, nè alcuna organizzazione che di occupa di lotta contro la pedopornografia, nè i suoi amici dell'asbl Werkgroep Morkhoven.
7 Facendo pubblicare il 3.12.10 un messaggio su Nieuwsblad (appartenente al gruppo Corelio) che annunciava falsamente che Marcel Vervloesem non era stato solamente un 'autodichiaratosi cacciatore di pedopornografia', ma che pure aveva presumibilmente fatto delle estorsioni, e che aveva abbandonato il Werkgroep Morkhoven (mentre la verità era che non aveva mai fatto ed accusato di estorsioni e che la Giustizia gli aveva vietato di parlare in pubblico o di avere dei contatti con noi).

Malgrado tutto questo, il governo belga non è pertanto riuscito in pieno a mettere a segno il suo colpo. E' vero che a seguito del suo imprigionamento, delle sue sei operazioni che ha subito e dei maltrattamenti che ha pure subito in prigione, il suo cuore funziona solo al 70% ed il suo diabete fa sbalzi di ogni genere, e poi ancora oggi non si sa nulla del suo cancro alla prostata se è stato operato o no, e che è in lista di attesa per la sua insufficienza renale- malattia principalmente causata dal rifiuto di dargli le medicine di cui necessitava. Ma, contro ogni aspettativa, Marcel è sopravvissuto a tutto questo, è vivo e vegeto ed il suo cuore è per tutti quelli che come lui sono vittime delle ingiustizie della Giustizia.
Ed il recente caso pedocriminale di Amsterdam ha ancora una volta in più dimostrato che Marcel aveva ragione, e che le autorità hanno rifiutato di intervenire per prevenire che questi ragazzi venissero abusati, sebbene grazie a Marcel, loro avrebbero avuto anche la possibilità di farlo.

Werkgroep Morkhoven


(Photo: Marcel Vervloesem coi suoi nipotini)

 

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