20/02/2010

Criminalità pedofila: Dr. Angela Merkel

 



janett seemannVideo-lettera aperta ad Angela Merkel

Signora Cancelliere Federale Dr. Angela Merkel
Ufficio del Cancelliere Federale
Willy-Brandt-Straße 1
10557 Berlin
Bad Münder, 20.06.2008

Denuncia di un crimine contro l’umanità, si prega di intervenire.

Egregia Cancelliere Federale, onoratissima signora Dr. Merkel,
Mi permetta di presentarmi velocemente. Mi chiamo Janett Seemann. Ho 29 anni, sono una sport-coach e originaria della Germania dell’Est. 

La protezione, in particolare di contro aggressioni sessuali e contro la criminalità pedofila mi tocca particolarmente, in base ad una personale esperienza drammatica di cui sono stata testimone in Francia. 
In questo contesto ho realizzato un rapporto riguardo agli atti criminali sui minori in Europa. 
Al momento questo rapporto è in elaborazione ed è destinato ad essere divulgato tramite internet e tutti gli altri mezzi di comunicazione. 
Le esperienze fatte tramite questo rapporto, essendomi misurata su legge e morale, sono la ragione per la quale la voglio mettere immediatamente al corrente della serietà della situazione senza aspettare la conclusione dell’elaborazione del filmato. 

Sa che già da dieci anni in Germania spariscono più di 2.100 bambini l’anno che fino ad oggi non sono stati trovati?
Sa che le nostre istituzioni di polizia e di giustizia non stiano cercando seriamente questi bambini spariti?
Sa dove questi bambini finiscono? 
Sa che esistono delle reti in Europa, che riguardano anche la Germania, che rapiscono bambini, li vendono, li fanno prostituire, li danno alle bestie che abusano di loro, li torturano e li uccidono? 

Non credo che sia al corrente di questo'orrore. Personalmente ho scoperto questa spaventosa realtà solo tramite il mio rapporto. Un orrore, che riguarda tutte le persone in Germania ed in Europa. 
Ma perché non ne siamo, noi popolo, al corrente? 

Troppe tra le nostre autorità costruiscono, per ragioni oscure, in tutta Europa un muro chiudendo 
L’accesso a queste informazioni, offuscando a tutti noi, il popolo, la realtà in Europa. 
Troppe tra le nostre autorità usano il loro potere di comunicazione e i media per distrarre la nostra attenzione dalle reti su internet.
Certe autorità sono stati guidati al loro insaputa in questa direzione. 

Eppure non è internet che rapisce, vende, maltratta, tortura e ammazza bambini. 
Non è internet che crea foto e filmati da tutte queste azioni spaventose. 
Questi filmati, i cosiddetti ‘snuff-movies’ sono venduti sotto mano a prezzi astronomici. 
Sono destinati a proiezioni private in cerchi privati e riguardano persone che hanno la possibilità di pagare questi prezzi.

A quale cerchio di persone, a quale categoria sociale sono destinati queste tremende prestazioni? 
Potrebbe trattarsi di personalità di potere, rispettabili ed influenti di nostra compagnia? 

In questo modo ogni bambino abusato, torturato e ammazzato fa pervenire alla Rete una fortuna economica. 
Vogliamo noi, popolo, costruire una connessione tra questa fortuna e il comportamento dei nostri rappresentanti? 

La Rete ha inoltre il potere e il controllo su tutta la situazione, giacché noi non ci poniamo domande al riguardo e che di conseguenza non siamo al corrente della verità. 
Perché esiste solo un unico potente pensiero che trascina tutti e che consiste nel mascherare a noi tutti questa sconvolgente realtà? 
Un pensiero che ci impedisce di ‘vedere’, mentre si parla e si scrive, sempre di nuovo, solo sulle Reti su internet e di pedofilia? 
Si tratta invece dell’abuso più crudele, delle torture più terrificanti e d'omicidio. Internet è virtuale e sta soltanto alla fine della reale catena di sofferenza di questi bambini. 

Da una parte abbiamo nel cuore delle istituzioni giuridiche e politiche persone che hanno interesse di divulgare le false informazioni, questa propaganda, che diventano quindi membri, complici e/o clienti della Rete.
Dall’altra parte abbiamo delle persone all’interno delle nostre istituzioni giuridiche e politiche di cui buona fede viene usata, come la mia, la vostra e quella di tutta la popolazione tedesca. 

E’ tanto semplice perché come potremmo noi, la popolazione tedesca, credere ad una tale orrore?
Come potremmo credere ad un simile olocausto? Non è facile ingannarci e abusarci, noi, popolo tedesco? 

Siamo nuovamente vittime di una terribile propaganda! Questa propaganda parte dalle nostre autorità. Questa propaganda rende la Germania complice di crimini contro l’umanità

Il terrore riguarda i bambini. Agisce di nascosto, è organizzato e sembra avere il consenso dello stato che permette la continuazione e l’esasperazione di questi crimini. 
Rapimenti, abusi, torture e omicidi in massa – si tratta di crimini contro l’umanità. 
E’ il lavoro della criminalità organizzata. 

Marcel Vervloesem, l’attivista belga per i diritti umani, ha fatto delle ricerche per anni,
tra l’altro per ritrovare il bambino Manuel Schadwald. Le sue ricerche hanno scoperchiato infine 
l’incredibile. Questo uomo fornì nel 1998 a tutto il mondo la prova dell’esistenza di una Rete Internazionale. Una Rete che rapisce, fa prostituire, maltratta, tortura ed ammazza bambini. 

Marcel Vervloesem ci ha portato con 21 cd-rom le prove convenzionali dell’incredibile, di cui si era impossessato durante le sue ricerche a Zandvoort (Paesi Bassi). 
Questi cd.rom contengono circa 100.000 documenti. Soprattutto foto, ma anche filmati che mettono in scena addirittura dei bebè. Si tratta della messe in scena di pose suggestive per pedofili fino ad arrivare alla morte, di maltrattamento, violenza, abuso di gruppo, tortura e altre azioni barbariche. 

Anche il bambino Manuel Schadwald si trova sui cd-rom, in mezzo a 83.000 altri bambini. Questi bambini sono per la maggior parte identificabili, come lo sono i criminali. 
Le autorità tedesche vengono informati fino alle istanze più alte. Vengono date le prove in forma di cd-rom. 
Germania disse erroneamente di non aver nulla a che fare con ciò che succede nei Paesi Bassi. 
La Germania non ha intrapreso nulla per identificare questi bambini.
La Germania non ha fatto nulla per identificare i criminali. 
La Germania non ha fatto nulla per neutralizzare la Rete.
La Germania non ha fatto nulla per fermare la violenza contro l’umanità o per condannarla. 

Nemmeno tutti gli altri stati europei, che sono stati messi in discussione in questa occasione e che sono stati confrontati con le prove, hanno reagito. 

Il Belgio è arrivato addirittura a perseguire Marcel Vervloesem giuridicamente. Una persecuzione 
Per aver portato i fatti, queste prove alla Giustizia! Accusato anche per aver creato e divulgato apertamente un manifesto con qualche foto dei cd-rom per allarmare la popolazione. 
La Corte di Cassazione belga avrebbe deciso il 24/06/2008 se egli sarebbe stato condannato incondizionatamente a quattro anni di reclusione o meno. 

E’ stato fatto appello al Consiglio dell’Unione Europea come anche al Parlamento Europeo. 
Fu deciso di organizzare una riunione in ambiente europeo per discutere sul tema. 
Stranamente non venne discusso il reale tema ma solamente solo il tema della pedofilia e della lotta contro le reti presenti in internet. Nessuna parola, nessun documento o testo legale fa alcun riferimento alla tortura o all’omicidio di bambini. Questo da dieci anni!

Dieci anni in cui veniamo trattati da stupidi! 
Dieci anni in cui viene permesso questo comportamento irresponsabile della continuazione e dell’esasperazione di questi terribili crimini contro i nostri bambini. 
Dieci anni in cui la Germania si rende con colpevole ad un crimine contro l’umanità. 

La Germania non può entrare nello scandalo di una possibile discussione, se si tratta di crimini contro l’umanità o meno, che tratta qui l’insieme di elementi fondamentali: 

1. La categoria del crimine: abuso, violenza, tortura, uccisione di bambini, di bebè.
2. Il limite: un crimine di massa.
3. Il carattere d’organizzazione
4. La complicità dello stato.

Nel caso dei cd-rom di Zandvoort vennero messi al sicuro, in un unico luogo, 21 cd-rom contenenti circa 100.000 documenti, in mezzo ad una massa di altri cd-rom, che per un errore della polizia olandese sono andati perso. 

Più di 2.100 bambini spariscono fino ad oggi in Germania l’anno apparentemente senza lasciare traccia. Se in Germania spariscono 2.100 bambini l’anno, quanti saranno in Europa l’anno? 
Quale sarà il numero di bambini spariti se calcolassimo dal 1998, l’anno in cui abbiamo fatto un appello ufficialmente, senza avere una reazione?

Si tratta di crimini di massa, anche se ci basassimo solo sui numeri dei cd-rom di Zandvoort, in cui 
appaiono più di 83.000 bambini diversi. Quella è almeno la parte visibile dell’iceberg. Un iceberg 
in mezzo ad un oceano di iceberg, che si delinea da dieci anni. 

Le indicazioni dei crimini organizzati dietro a questi crimini contro l’umanità sono ugualmente chiari e incontestabili. Credo che nessuno possa prendere il rischio di negare questa realtà. 

Di fronte ai fatti chiari, la Giustizia belga dichiara comunque che i cd-rom di Zandvoort contengono dei documenti poco importanti. Su questa base Marcel Vervloesem sentì la necessità di creare un manifesto che vi ho allegato. Il manifesto mostra alcune foto che appaiono sui cd-rom. Il popolo doveva sapere in che modo scandaloso agisce la giustizia belga, che non porta rispetto in alcuna maniera ai bambini abusati, torturati e ammazzati e che tradisce così ulteriormente questi bambini. 

Mi permetta per favore di descriverle cosa mostrano queste foto:

1. Un bambino incatenato che viene torturato con un ferro da stiro. 
2. Una donna che tiene un piccolo bambino sulle ginocchia e che lo colpisce con un oggetto sul suo sedere denudato.
3. Un bambino nella paglia, del quale è stato tagliato la gola.
4. Un bambino nudo di cui polpacci sono stati legati insieme alle cosce, gli occhi bendati e che è stato attaccati ai polsi. 
5. Un bambino nudo legato di cui polsi e caviglie sono stati legati con delle corde e che è stato imbavagliato. 
6. Un uomo che tiene la testa di un bambino che ha morsicato in faccia. 
7. Un bambino legato al quale viene piazzato in bocca un accessorio sado-maso.
Janett Seemann 2008 

 

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