04/02/2010

Haiti: tutela dei bambini

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L'ONU costituisce per Haiti una “Unità di crisi” per la tutela dei bambini il 02 febbraio 2010 a Ginevra, il terremoto è stato il 12/01/2010 ad Haiti: l'intervento ufficiale è programmato quindi oltre 22 giorni dopo.

Dall'agenzia dell' Ansa (e da altre) del 03/02/2010 si leggono le lagnanze di Guido Bertolaso alla LA MADDALENA  circa  l'approccio che c'è stato per il terremoto di Haiti sostenendo che fare il G8 all'Aquila non è servito a far capire l'emergenza alle nazioni del mondo.   Guido Bertolaso dice  "Spostare il G8 all'Aquila aveva un obiettivo: far toccare con mano ai grandi della Terra la sofferenza di chi è stato colpito da un terremoto e fargli capire come gestire un'emergenza (che da quando esiste l'ONU ce ne sono state a iosa): un'esperienza ennesima che però non è servita".

Il capo della Protezione Civile Italiana, Guido Bertolaso, torna a criticare la gestione da parte della comunità  internazionale, del terremoto ad Haiti, dopo le polemiche suscitate dalle sue parole nei confronti dell'intervento americano e della comunità internazionale. E prosegue il capo della Protezione Civile, "oggi mi rendo conto che ciò non è servito e il sogno cullato non si è realizzato. Quello che sta accadendo a molti chilometri dall'Aquila, come ripetono anche oggi giornali nazionali e internazionali, lo dimostra.”

Bertolaso ha poi ribadito che da parte sua "non c' é mai stata nessuna polemica su Haiti", anche se ci sono stati attriti con rappresentanti americani,  "Io ho espresso un parere da tecnico - ha detto - non contro un sistema e un intervento di un Paese, ma di una comunità internazionale che ha tutti i mezzi per intervenire e non è stata capace, nell'emergenza e dopo, di farlo".

Bertolaso non accenna ai bambini dispersi perché il suo campo è differente, più vasto, ma ciò non toglie che il problema bambini è sempre affrontato dai summit della nazioni in ritardo e forse in modo inadeguato, mentre immediatamente dopo la catastrofe arrivano gli altri, i cacciatori di bambini. Forse dovremmo imparare ad imitare le loro mosse.

 

E da Ginevra arriva ,dopo 22 giorni. una affermazione di quattro esperti nominati dall'ONU sui trafficanti di bambini; si parla di alto rischio di traffico per i bambini. Rischio di adesso o che già c'era dal primo giorno ? Perché non c'è, in tempo di non catastrofe, un'unità di crisi fissa che si occupa di mettere a punto un servizio che si attiva subito per l'emergenza bambini, che invece le associazioni internazionali come Terres des Hommes e Save the Children , Sos Children's Village ed altre lo gridavano sui media in tutti i modi ? 

Ma non c'era un organismo ufficiale mondiale ovvero “unità di crisi immediata” a salvaguardia dei bambini abbandonati non dai genitori, ma resi tali dalla catastrofe?

“22 giorni dopo i quattro esperti dell' ONU sui diritti dell'uomo dicono quello che già si leggeva su tutti i giornali del mondo intero: gli esperti non citano le cifre dei bambini scomparsi, in via di espatrio ed altro; grazie, grazie delle notizie che sapevamo già.        Ma perché non sono partiti i soccorsi mirati per lo scopo di salvaguardare i bambini dispersi e lo hanno fatto invece volontari o residui di polizia locale, ma non con le direttive precise dell'ONU? 

Si resta sconcertati di questo ritardo o meglio attivazione in extremis e non preventiva. Possibile che le catastrofi precedenti non hanno dato il tempo di creare proprio all'ONU questa unità di crisi che compare solo ora “per la Protezione dei bambini - aggiungiamo -rimasti dopo la non bufala delle sparizioni dei bambini già puntualizzata da più fonti e da organismi di volontariato e dall'Unicef sul posto ad Haiti,  non certo comodo come a Ginevra. 

L'ONU ha nomitato queste quattro persone: Gulnara Shahinian (forme contemporanee di schiavitù), Najat M'jid Maalla (vendita di bambini, prostituzione e pornografia infantile), Joy Ngozi Ezeilo (tratta di esseri umani) e Marta Santos Pais (violenza contro i bambini), ma dove risiederanno a  Ginevra o dove e ci possono dire che cosa stanno attivando o miracolosamente hanno già attivato da tempo e non messo in atto? 
 

Riguardo all'associazione americana New Life Children Refuge, che era stata fermata la settimana scorsa alla frontiera con la Repubblica Dominicana per un banale controllo, sostenendo che i 33 bambini a bordo erano orfani e dovevano essere adottati: ma non avevano con sé alcun documento che comprovasse la regolarità delle adozioni? 

Le autorità di Haiti li hanno arrestati con l'accusa di traffico illegale. Sono in corso trattative con le autorità  Usa e quelle di Haiti per un eventuale trasferimento dei dieci in territorio americano, "ma solo a patto che vengano sottoposti a processo" ha detto alla CNN il ministro haitiano delle Comunicazioni, Marie-Laurence Jocelin Lassegue.  

 "E' del tutto fuori dal mondo che i nostri bambini possano essere presi per strada e portati fuori dal Paese - ha aggiunto -. Queste persone saranno processate.”  

Non saranno processati invece quelli che hanno portato via i bambini dagli ospedali oppure quei 140 bambini deportati non si sa dove, perché nessuno lo dice ancora.                          

E nemmeno, per ora, si ipotizza un processo a chi doveva intervenire per tempo e con una preventiva organizzazione non solo sulla carta, ma attiva sul campo.

 

15:57 Scritto da Morkhoven in Actualité | Link permanente | Commenti (0) | Tag: haiti, tutela dei bambini |  Facebook |

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