02/06/2009

Prigione di Bruges: lettera del attivista Marcel Vervloesem


wanted.marcBelgio, Bruges, giovedì 21 maggio 2009

Cari Claudia, Giorgio e Giovanni,

Dal profondo del mio cuore vi ringrazio per il vostro impegno, la tua lettera del 18 maggio e il tuo intervento col ministro Stefaan de Clerck il 15 maggio. So che sta crescendo un gran dissenso per la maniera in cui è stato trattato il mio caso qui, nelle mia condizioni, dal PSD e i responsabili. Infatti come essere umano ho subito molto dal 5 settembre quando di spontanea volontà mi sono presentato presso il carcere, dopo essere stato in libertà nella mia casa a Morkhoven sotto le condizioni poste dall’accusa dopo il mio pre-arresto. Dopo quella data del 5 settembre è diventato per me una questione di sofferenze disumane, una vita senza alcun futuro. Per mesi ho percorso la strada di operazioni, ricupero, di nuovo operazioni e ricupero etc. sotto pesante pressione psichica, che venne e viene sempre nutrita da promesse di sviluppi e speranza, da possibilità di permessi, controllo elettronico e dalla possibilità di parziale messa in libertà per ragioni mediche.
Una grande promessa e speranza che è risultato essere priva di contenuto e che dev’essere stato solo adoperato per deviare e per tenere buono me e tutte le persone che si sono attivate per me.

Se faccio i conti in maniera razionale, i danni per me a livello fisico sono diventati irrecuperabilmente grandi e la mia fiducia nei responsabili ridotta a zero. Facendo i conti mi rendo conto che sono stato operato chirurgicamente 5 volte, che ho subito 5 dialisi per ore e ore. Ho avuto 5 trasfusioni di sangue e mesi di recupero, periodi di ospedalizzazione etc., con ben 591 ore attaccato con manette e catene alle mie gambe al letto d’ospedale, alla barella e così via, con la sensazione che la dignità umana fosse scesa a zero.

Tutto ciò è stato ancora rinforzato dalla lunga attesa inutile per il rapporto del PSD, che non arrivava mai, secondo loro perché la Corte di Appello di Anversa non gli mandava un documento richiesto. Il trasferimento ad un altro carcere con un sistema più umano, non fu possibile perché non si riusciva a concludere il rapporto del PSD. Infatti i permessi mi vennero sempre negati dalla direzione qui con delle scuse sempre diverse. Questa volta sarebbe Wendy a soffrire troppo ai danni della sua famiglia da me causati, se fosse distante di solo 7 chilometri delle cosiddette vittime. I suoi figli ora non farebbero parte della categoria a rischio secondo il rapporto del PSD. Un permesso presso Jan e Jacqueline ebbe sempre un giudizio negativo dalla direzione, perché l’assistente sociale che dovrebbe indagare sulla questione, sarebbe potuto venire da loro solo il 26 di maggio. La richiesta di permesso doveva essere stata fatta già l’8 maggio. Ciò significherebbe che potrei fare una nuova richiesta non prima di agosto – settembre, dopodiché la direzione impiegherebbe due mesi per dare il suo giudizio, il quale poi verrà esaminato per un altro mese presso il Servizio Casi Individuali per un giudizio finale. Quindi si tratterebbe minimo di fine novembre. Forse a dicembre 2009 potrei ottenere un permesso. Dico forse perché anche questo non è sicuro.

Nel frattempo rimango a Bruges, lontano da chi amo, Wendy, Peter, i nipotini e tanti altri che, vista la distanza, hanno grossi problemi per venire a trovarmi etc.

Ho portato tutto sulle mie spalle, stretti i denti per i dolori, e ho subito e sopportato sofferenze insopportabili. Ora, dopo mesi di questi orrori, è arrivato il rapporto del PSD, pieno di critiche e giudizi nei miei riguardi, riempito da una montagna di incertezze, la vergognosa descrizione di Wendy e così via. Un rapporto in cui il PSD ora scrive che ha forti dubbi se ‘Marcel’ sia effettivamente un pedofilo. Secondo le loro conclusioni non sarebbe attratto da bambini ma da gli adulti sì. Non sanno se esista un trattamento psichiatrico per ‘Marcel’, e se sì, dovrà essere di natura ‘residenziale’ o di natura ‘ambulante’? Addirittura non sanno se esista una terapia per ‘Marcel’. Non sanno se metterlo sotto osservazione psichiatrica o dargli una cura magari senza nessun risultato.
Dubitano perfino che ci siano delle possibilità terapeutiche nelle nostre Fiandre per seguire o trattare ‘Marcel’, e nel caso che ci fossero, sarebbe una grande sfida per le possibilità terapeutiche presenti nelle Fiandre.

Forse avrebbe successo un accompagnamento ‘ambulante’ per ‘Marcel’ se collegato alle richieste e al controllo per eventuali ricadute. Ed ecco cosa ho aspettato per 8 mesi di grandi sofferenze. Questo mentre nel mio paese centinaia di condannati con una pena identica alla mia, potevano rimanere a casa semplicemente con controllo elettronico senza passare nemmeno una sola giornata in carcere, potendo ricevere illimitatamente i loro amici e i loro familiari, potendo scontare la loro pena in circostanze più umane.

Ciò, mentre gli stessi responsabili non mi augurano nemmeno un solo permesso o controllo elettronico, nonostante le mie malattie pesanti.

Sapete cari amici, ancora soffro per tutto ciò. Effettivamente tutte le nuove ricerche mediche hanno mostrato che il mio stato di salute non vada bene. L’anticamera cardiaca sinistra non ne vuole più sapere, con forti aritmie come risultato. Battiti fino a 150 al minuto. A volte trasborda e poi si ferma un attimo improvvisamente. La mia pressione ha dei picchi alti di 21/9 – 20/9 etc. La situazione richiedeva l’assunzione di forti diluenti sanguinei. Una medicina non senza pericoli e che richiede un controllo continuo. Si suppone che si siano create delle solidificazioni nelle mie vene. Il mio diabete si alza a valori molto alti, 400 – 500 – 570 etc. Questo anche a causa di tutte quelle situazioni e per il fatto che io, come diabetico grave, posso andare solo un’oretta a passeggiare fuori dalla mia cella e sabato e domenica un poco di più. Questa è una pessima situazione per me. Un paziente diabetico ha bisogno di molto movimento. In un altro carcere mi sarebbe stato permesso di andare a passeggiare un paio di volte al giorno. Tutto questo fa sì che mi ammalo sempre di più.

Il venerdì scorso, 15 maggio, sarei dovuto andare all’ospedale St-Jan, dove volevano fare il medesimo intervento sul mio corpo esausto, dandomi electroshock da addormentato, nell’intento di migliorare l’aritmia cardiaca etc. Il mio corpo non regge più a queste cose.
Ho rifiutato l’intervento e ho deciso e da giovedì 14 maggio ho fermato tutte le cure mediche, ricerche, interventi, medicazioni e con ciò anche l’indispensabile pompa d’insulina. Così tutto si è fermato e la pace, tranquillità potrà tornare in me.

Secondo i medici rischierò la presenza di trombosi, coma diabetico, insufficienza cardiaca. Vorrebbero che tornassi sulla mia decisione. Ora andrebbero a discutere la mia situazione con i medici responsabili vari a Bruxelles. Martedì 19 si è chiesto l’aiuto di un esperto psichiatra del policlinico. Con lui sono riuscito a fare un buon discorso, un dialogo. Mi ha saputo dire che sia lui che il Dr. Proot, capo medico qui, si impegneranno intensamente per una soluzione per me. Intanto il mio punto di vista rimane lo stesso, quindi mi distanzio da ogni cura medica medicazioni e così via.

Mercoledì mi volevano misurare il livello del diabete, ma essendo anche quella un'azione medica l’ho rifiutata. Sui documenti a me presentati per il rifiuto delle cure mediche gli ho scritto come ragione: trattamento disumano considerato il mio stato medico, senza favori e altro in detenzione.

Si dovranno accontentare così da ora in poi. Ho chiesto alla direzione di lasciarmi in pace, e così fanno.

La domanda ora è cosa dovranno fare i responsabili. La PSD ha inviato il suo rapporto agli specialisti dell’Ospedale Universitario ad Anversa (U.I.A.), per vedere se da lì mi potrebbero seguire. Mi hanno chiesto il 18 maggio, se voglio tornare nel carcere di Turnhout, più vicino a casa. Il PSD lo proporrebbe a questa direzione. Ma l’ostacolo sarà nuovamente che non è possibile a causa della mia situazione medica, e così via…

Per il PSD non servirei più a Bruges ora, loro hanno finito con me, e il loro rapporto conterebbe anche per gli altri carceri secondo loro. Come ragione perché non è stato scritto nulla dei miei problemi medici e pesanti malattie, dichiarano che ciò è dovuto ai medici responsabili qui e in Bruxelles, perché questi non li nominerebbero non ne darebbero un resoconto al loro servizio del PSD. E a loro come PSD non gli sarebbe permesso di prendere visione del contenuto del dossier medico per il ‘segreto medico’. Quindi non se ne parla nel loro rapporto alle autorità autorizzate.

E così le cose vanno sempre avanti senza che nessuno sembra sentirsi responsabile.

Eppure tutte le autorità e anche i responsabili sono fin troppo al corrente di queste situazioni drammatiche.

Il Ministro di Giustizia Stefaan de Clerck scrisse al mio avvocato Raf Jespers il 25 marzo, che se ‘Marcel’ dovesse rimanere sulla sua decisione riguardante l’eutanasia, i suoi collaboratori avrebbero nominato Professor Distelmans della Libera Università a Bruxelles per indagare sul caso.

Ma.. così scrive… la situazione di ‘Marcel’ viene seguita accuratamente dai servizi medici..!

A me iI Ministro ha scritto ancora la stessa giornata, che lui avrebbe incaricato il suo Consiglio Centrale dei carceri, Waterloolaan 115 a Bruxelles, di indagare sul regime in carcere. Fino ad oggi che vi scrivo, non ho percepito nulla di questa indagine..! E la situazione è tale e quale dei quella dei mesi scorsi.

Dal giorno in cui sono stato incarcerato sono rimasto fedele alla mia convinzione. Ne vale la pena per quelle decine di migliaia di bambini sulle immagini, anche se il mio destino è reso insopportabilmente pesante. Ora mi trovo ancora nella mia cella 62. Ieri sera, mercoledì 20 maggio, mi ha visitato il mio avvocato. Il rapporto del PSD è in suo possesso quindi. Loro sono stupefatti per tutte le strane azioni del PSD, per i permessi rifiutati, le ricerche sociali troppo ritardate e così via.. Bene, il rapporto non potrà più andar perso qui.

Personalmente non mi sento troppo bene. Ma so in onore e coscienza che un giorno tutto questo vedrà la luce del giorno. Succede già anche ora, rendendoli molto scontenti.

Sulla mia sezione 35 il personale e gli altri detenuti mi trattano bene. Su ciò non ho nulla da ridire, anzi. La direzione non la vedo e non la sento, neanche riguardo le mie lettere e rapporti che gli ho inviato, il ché si commenta da se.

Io stesso so ora davanti a quale situazione mi trovo nella mia cella e che morirò lentamente per mancanza di trattamenti, medicinali e insulina, ma non ne ho più paura.

So che Wendy e gli altri mi amano moltissimo e che di ciò non mi devo preoccupare minimamente.

Li ho trattati sempre bene. Tantissima gente segue dettagliatamente la mia situazione nazionalmente ed internazionalmente. La mia sofferenza ha avuto perfino risposta da una principessa inglese che segue i websites che mi riguardano. Anche un’organizzazione per i diritti umani ha cercato contatto e segue da settimane gli eventi e le mie sofferenze qui. Hanno già chiesto cosa potrebbero fare per me. Vedete amici, qualunque cosa succeda e per quanto lo si tenta, questo non verrà taciuto a morte. Il piccolo attivista non è stato dimenticato.

Lascio ora spazio al mio destino. E’ come mi scrisse un tedesco ancora questa settimana: “Hanno esagerato Marcel, molto, ti hanno rinchiuso in modo bestiale tutti quei mesi, io e tanti altri lo sappiamo, la tua voce è stata letta, sentita, e diffusa, quindi i tuoi nemici saranno molto inquieti, preoccupati se non verrà risolto o se avrà una fine fatale.”

E così è, in fin dei conti. Ora la parola sta a loro, mi scrisse una signora da Ieper, ma la sofferenza che ti hanno indotto ‘Marcel’, si vendicherà a sua volta su di loro.

Dei giornalisti tedeschi vogliono venirmi a trovare, anche un giornalista olandese. Tutto questo non rimmarrà di certo inpercepito. I combattimenti di tutti gli anni passati si premiano ora da soli.

Bene cari Claudia, Giovanni e Giorgio, ora chiudo ringraziandovi.

Di cuore,

tante belle cose,

Marcel


- Droit Fondamental
- Werkgroep Morkhoven
- Rete criminale di Zandvoort

Gevangenis Brugge (Prizione di Bruges)
Sectie 35 - K 62
t.a.v. Marcel Vervloesem
Legeweg 200
8200 Sint-Andries - Brugge (Belgio)

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