17/04/2009

Operazione Koala : Victor Hissel incolpato per suo figlio ?

EN NW PKG BELGIUM LAWYER 22H


Bruxelles, le 16 avril 2009

Romain Hissel (20 anni), che ha pugnalato suo padre, simbolo della lotta francofona belga contro le reti pedocriminali,ha confessato di aver frequentato siti pedopornografici, "senza sapere il perchè". Il segreto istruttorio è venuto meno al primo processo verbale, come nel 2008, quando suo papà è stato accusato nel dossier Koala di aver consultato dei siti pedopornografici.

Il giovane dice di aver scoperto una rivista di pedo porno nell'ufficio di suo padre, a piano terra della casa della famiglia, quando aveva sette anni 7 anni, dunque nel 1997. Il carattere doppio di queste riviste permetteva di essere venduto nelle librerie, fino al 2003, quando l'Europa le vieterà includendo nella definizione di pedopornografia "l'esibizione lasciva dei genitali o della regione pubica dei minori".

Queste riviste facevano una pubblicità in codice, conosciuta dagli amatori di quel genere, per comperare video pedocriminali. Per esempio, un tratto nero, apparentemente un difetto di stampa, ma visto con una lente di ingrandimento, faceva vedere un numero di telefono in Olanda, dove si acquistava un film pornografico con il minore desiderato. Si può dunque concludere che Romain Hissel era sessualmente avanzato per la sua età avendo scoperto quell'odioso sistema.

La stampa ha annunciato che Victor Hissel posseva materiale pedopornografico fin dal tempo in cui difendeva i genitori delle vittime di Dutroux, senza considerare la normalità per un avvocato, di avere i suoi dossier con corpi dei reati, e che queste riviste saranno proibite cinque anni più tardi. Victor Hissel è quindi stato presentato come un membro di una rete ed al tempo stesso d'aver "sovente lanciato anatemi contro le reti pedoporno, spesso immaginarie…" La dichiarazione di Romain Hissel solleva pertanto una domanda molto pertinente : se lui aveva accesso all'ufficio del papà, non ha lui consultato questi siti, "senza sapere il perchè", contribuendo così all'accusa del padre nel caso Koala ?

Romain Hissel parla di "fatti gravi" che si sarebbero svolti all'interno della sua famiglia, ma dei quali lui non era stato vittima. Forse è successo che suo padre abbia preso la colpa di lui per proteggerlo ? Romain ha giustificato il suo gesto dicendo : "Sia che io lo denunciavo alla polizia, sia che lo uccidessi". Come avrebbe potuto credere che uccidendo suo padre,sarebbe stato giustificato di non andare dalla polizia?

Gli esperti stanno esaminando il caso Hissel. In modo generale e senza,beninteso, pronunciarsi nel caso specifico,su certi disturbi mentali gravi, o violenze intrafamiliari importanti,che spiegherebbero la maggior parte dei parricidi, ha detto lo psichiatra Maurice Korn. Lui forse dimentica Œdipo, che non ha mai avuto da lamentarsi di suo padre, il Re di Tebe, che è stato poi allevato dal Re di Corinto.

L'operazione Koala è stata impostata a seguito dell'identificazione di Pascal Taveirne, un giovane macellaio di Bruges. Le inchieste sono state condotte sulla base delle transazioni bancarie scoperte nelle operazioni precedenti Zandvoort, Hamlet e Achille. Queste operazioni hanno portato a 220 arrestati, il salvataggio di 166 minori, e la raccolta di 3.5 milioni di schedari pedopornografici. Taveirne è stato giudicato nell'anomimato più stretto in quanto "padre di famiglia implicato in un caso di pedopornografia", senza ricordarsi delle operazioni Hamlet e Achille,che solo per mezzo di quelle hanno permesso di acquisire de 1.4 milioni di pornografia infantile. Ciò non è insignificante.

L'avvocato Hissel era francofono belga e presente nel caso Dutroux, quello che Marcel Vervloesem, attivista dell’ONG Werkgroep Morkhoven, era nelle Fiandre e nel caso Zandvoort. I signori Hissel e Vervloesem sono i soli belgi nominato in questi due casi, che sono per le loro connessioni, che un solo caso.

L'istruttoria giudiziaria del dossier Hissel non ha acquisito che un indirizzo email per incolpare l'avvocato, poi requisire i computer, quando tutti gli altri dossier avevano acquisito transazioni finanziarie per l'acquisto di fotopedocriminali. Lo stesso, l'istruttoria del dossier Vervloesem non ha richiesto che d'aver avuto per le mani lo schedario Zandvoort, per il tempo di consegnarlo alle autorità da parte della sua NGO, per incriminarlo.

Non si può non fare un parallelismo tra Romain Hissel e i giovani di Morkhoven che nel 2005, erano stati invitati, con minacce varie, a consultare dei siti pedoporno sul computer di Marcel Vervloesem e quindi accusarlo di abusi sessuali.

C'erano i figli di tre simparizzanti del Werkgroep Morkhoven. Loro era stati aggrediti sessualmente,fisicamente e verbalmente dai partecipanti di un imbroglio precedente che si stava preparando, uno dei denuncianti aveva testimoniato per iscritto che tutti erano stati pagati per sporgere denuncia.

I giovani non avevano avuto pace da quando avevano accettato di andare in Olanda a cercare la droga per i loro per i loro aggressori e di consultare i siti pedopornografici dal computer di Marcel Vervloesem. Loro avevano ricevuto l'assicurazione di uscirne illesi in caso di arresto, provvedendo ad accusarlo di di abuso sessuale.

E' stata sufficiente una telefonata, ma uno dei giovani ritrattò la sua denuncia, fin dalla notizia dell'incarcerazione immediata di Marcel Vervloesem. Lui ha allora scritto alla figlia per dirle che i suoi amici e lui erano stati obbligati per andare a casa di Marcel alla sera, quando guardava la televisione,chiedendogli di fare delle fotocopie ed invece accedere a dei siti pedopornografici sul suo computer, con la scusa di giocare a dei giochi video.

Il giudice istruttore ha ordinato l'acquisizione del computer e del modem di Marcel Vervloesem, basandosi solo sulle dichiarazioni di colui che aveva tramato l'imbroglio, di cui pertanto la denuncia manca nel dossier giudiziario. Il "Computer Crime Unit", incaricato di trovare le tracce di consultazione dei siti pedoporno, non trovò che dei videogiochi. Il computer giace ancora,dopo quattro anni, nelle cantine del Palazzo di Giustizia per far credere ad un assillo in più da evitare, ma in realtà per coprire il pensatore dell'imbrogli, ed autore di una dichiarazione menzognera al fine di nuocere a Marcel.

Tutti i ministri della Giustizia che si sono succeduti durante gli anni, hanno coperto la simulazione di un errore giudiziario, che doveva condannare Marcel Vervloesem, per aver " acquisito lo schedario Zandvoort per perversione". Siccome loro non hanno trovato alcun sito pedopornografico, loro non hanno potuto fare a meno di condannarlo che per dei crimini di cui era fisicamente incapace di compiere per le sue malattie, ivi compresa quindi anche la violenza sessuale dui quel giovane che non era mai stato violentato da lui.

Ora che si scopre l'infondatezza che è stata usata per incolpare Victor Hissel e Marcel Vervloesem, ma poi si accerta che è mantenuto il segreto su Pascal Taveirne, allora non si resterà sorpresi che i giovani di Morkhoven siano stati invitati a consultare gli stessi siti come Romain Hissel. Tutta la montatura è perfetta. La rete si sbarazzerà facilmente di due uomini i meglio conoscitori delle loro organizzazioni criminali, con una verità giudiziaria per fermare i dossier che la mette a repentaglio in Belgio.


http://www.droitfondamental.eu/
http://werkgroep-morkhoven.skynetblogs.be/

13:40 Scritto da Morkhoven in Général | Link permanente | Commenti (0) |  Facebook |

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