14/06/2007

Maria Pia Maoloni: manifestazione davanti all’ambasciata Belga



Striscione2Per dare voce alla difesa di due bambine belghe strappate all'affetto di una mamma che sta lottando per loro in cerca di giustizia da ben quattro anni e che spera disperatamente di poterle risentire e riabbracciare, di tanti piccoli amici (compagni di scuola di 7 ed 8 anni) che se le sono viste sparire da un giorno all'altro, di un'insegnante che ha raccolto il suo racconto di un'infanzia distrutta da chi avrebbe dovuto invece proteggerle, di tante mamme che le hanno considerate come loro figlie.

Affinché il governo (nella persona dei ministri degli esteri e della giustizia) e la magistratura, che hanno preferito la tranquillità politica internazionale al rispetto dei diritti delle due bimbe, prendano coscienza di come stanno le cose e comprendano ciò che sia realmente accaduto.

Affinché i cittadini di tutta italia finalmente sappiano perché fino ad ora solo pochi sconosciuti erano a battersi contro un intero sistema.

il comitato “infanzia ferita” organizza
IL 20 GIUGNO 2007
una giornata di manifestazione davanti all’ambasciata Belga
(via dei Monti Parioli n° 49 – ROMA )
dalle 9:00 alle 15:00

Vi preghiamo di partecipare perché non si tratta di una lite per l'affidamento di due bimbe, come erroneamente è stato presentato da molti, ma di qualcosa di molto più importante:
si parla di pedofilia. Si tratta di salvaguardare la vita di due angeli che nessuna colpa hanno tranne quella di essersi trovati con un papà sbagliato in luoghi sbagliati con persone sbagliate: le hanno riportate nella tana dei lupi!

AIUTATECI GRAZIE

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Video:
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http://www.brightcove.com/title.jsp?title=715970717&chann...

Articolo:
http://www.picusonline.it/scheda.php?id=8706
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http://www.giornaledicalabria.it/index.php?categoria=C&id...
http://fainotizia.radioradicale.it/2007/06/20/mastella-ri...

19:03 Scritto da Morkhoven in Général | Link permanente | Commenti (14) |  Facebook |

Commenti

Il caso di San Benedetto: Jacqueline de Croÿ Il caso Maoloni-Antonini: quando l'omertà odora di rete

Fiona et Milla, di quattro e otto, sono belghe di origine italiana. Queste hanno segni di violenza sessuale,e di ciò hanno accusato il papà ed il nonno paterno. La giustizia di Mons (B) decise che loro probabilmente hanno mentito e che bisognava allontanarle dalla loro mamma che era probabilmente disturbata mentale e si dovevano affidarle al papà che è in attesa dell'inizio del suo processo. Unidici mila italiani hanno firmato una petizione per proteggerle, ma la stampa belga ha mantenuto un comportamento di omertà (legge del silenzio) sulla loro storia.

Maria-Pia Maoloni e Rocco Antonini vivevano a Mons, in Belgio, con le loro due piccole bambine. Il matrimonio era in crisi nel 2004, dopo la scoperta di immagini di torture di bambini sul computer di Rocco, spiega Maria-Pia. Non si trattava di pedo- pornografia, aveva stabilito il giudice,che accordò l'affido alla mamma, ed il diritto di visita al papà, senza modalità di controllo. Col risultato,che Fiona e Milla ritornavano dalla mamma piangendo e dicendo che stavano male. Gli esami ginecologici evidenziavano che erano state violentate.

Fiona accusò il papà, educatore in un centro di disabili, come pure il nonno. Lei disse anche che era stata abusata da altri uomini, ciò che sarebbe stato consueto all'interno familiare, se lei non avesse fatto la descrizione di un luogo lussuoso,che lasciava ad intendere la partecipazione di una clientela ricca.

La bambina è ritenuta bambina con un'immaginazione molto fervida e la loro madre, con formazione professionale psicologica, avrebbe lei stessa procurato quelle lesioni alle figlie, garantivano gli accusati, come se gli abusi sessuali procurati da uomini non lasciassero esiti di lesioni scientificamente significative e differenti.

Il Belgio, secondo le autorità,è il solo paese al mondo senza reti di sfruttamento sessuale dei bambini. Quelli che non hanno paura di testimoniare il contrario, sono vittime di errori giudiziari sistematici, sono messi in prigione, o i loro bambini sono tolti ai genitori e messi in comunità pubbliche. Questo richiede l'immobilismo dei Servizi di aiuto e dei giudizi che contravvengono i diritti fondamentali delle vittime minorenni.

Childfocus ed il suo celebre servizio di "misure preventive con la collaborazione dei genitori, o dello stesso bambino una volta accertato il sospetto di sfruttamento sessuale", inviò Maria-Pia presso SOS-ENFANTS, che a sua volta li mandò al diavolo. Lei portò il dossier medico al celebre servizio di Claude Lelièvre, delegato generale per i diritti dei minori. Lui dirà di non aver ricevuto nulla,e si presume che ciò sia stato perso!

Il 4 ottobre 2006, dopo due anni di immobilismo, Maria-Pia condusse le sue figlie in Italia, ciò che diventò l'inizio di una caccia incrociata di procedure d'urgenza. Non ci vollero che quarant'otto ore alla giustizia belga per emettere un mandato d'arresto internazionale, accusando la madre di rapimento parentale quando la madre aveva l'affido delle sue figlie e che un minimo di cinque giorni è necessario per ritenere che sia avvenuto un fatto del genere.Lei fu imprigionata per quattro giorni, le fu pure accollato un arresto domicilliare di due settimane e le due bambine furono messe in una comunità italiana.

Il tempo che la Corte d'Appello Italiana decretasse che non c'era nessun fatto di rapimento parentale, la Giustizia belga aveva già tolto alla madre i suoi diritti d'affido e deciso di far rientrare le bambine presso i presunti pedocriminali, sotto il pretesto che la corte di prima istanza Italiana aveva ritenuto come vero il rapimento parentale sulla base del giudizio belga.

Le bamine sono state riportate dal loro papà che è in attesa del suo processo per violenza sessuale sulle medesime bambine, cioè senza la notifica di quanto giudicato in Italia. Loro sono dunque state rapite con la complicità di personaggi pubblici e delle autorità dei due paesi.

In Italia, le associazioni manifestavano per le strade:- "Inviare degli agnelli ai lupi peserà sulla coscienza del governo italiano", ha detto p. Fortunato di Noto. Le marce di protesta si sono alternate; UNDICI MILA italiani hanno firmato una petizione per domandare protezione delle bambine. Quando i nomi di Rocco Antonini e Maria Pia Maoloni sono stati diffusi sulla stampa italiana, non c'è stato un solo articolo su Internet per raccontare la storia delle due piccole bimbe belghe, nè in francese, nè in fiammingo (vedere google).

Il senatore Antonio Gentile inoltra una interrogazione parlamentare a Clemente Mastella, Ministro della giustizia italiana, "sul comportamento della sua amministrazione e le eventuali pressioni del Belgio".

Cari membri del Parlamento Belga, la prossima manifestazione si farà il 20 giugno 2007 davanti all'ambasciata Belga a Roma. Potete voi inoltrare la medesima domanda o interrogazione a Laurette Onkelinx, tenuto conto della separazione dei poteri che lei invoca per rifiutare di rispondere dei "dossiers individuali" per cui lei ha archiviato il caso Zandvoort e le sue 90.081 vittime?

segue...

http://www.droitfondamental.eu/

Scritto da: Rudi Claessens | 17/06/2007

Manifestazione davanti all’ambasciata Belga Ambasciata Belga
Bimbe belghe: la madre pronta a incatenarsi


COSENZA. “Il prossimo 20 giugno mi incatenerò davanti all’ambasciata del Belgio in Italia per ricordare a tutti che da quasi un mese le mie bambine sono state rimpatriate e non le sento e che quello che è stato fatto loro non interessa l’opinione pubblica” Lo scrive in una lettera a don Fortunato Di Noto ed al giornalista Mario Campanella, Maria Pia Maoloni, la mamma delle due bambine rimpatriate in Belgio lo scorso 19 maggio nonostante un’accusa di abusi sessuali nei loro confronti ad opera del padre e del nonno. “Ho fatto denuncia nel dolore e nella solitudine - scrive Maria Pia Maoloni - ma le mie denunce sono state confermate dalla maestra della mia bimba più grande: eppure le mie figlie sono tornate lì, dove ci sono i loro carnefici. Ho riacquisito la cittadinanza italiana e ne sono fiera, ma sono stata abbandonata dall’Italia”. “Con l’apporto del mio legale, l’avv. Gabriella Ceneri, e di un gruppo di mamme coraggiose delle Marche - conclude la lettera la donna - non demordo ed il 20 mi incatenerò davanti all’ambasciata del Belgio per chiedere giustizia ed una vita serena per le mie figlie”.

16.6.07
http://www.giornaledicalabria.it/index.php?categoria=C&id=54099&action=mostra_primopiano

Scritto da: Jan Boeykens | 17/06/2007

Manifestazione davanti all’ambasciata Belga BIMBE CONTESE

La madre minaccia "Mi incateno davanti all’ambasciata belga"
Andrà a Roma con le madri coraggio.
L'avvocato: "La decisione fa seguito al tentativo bonario di sentire, almeno per telefono, le proprie figlie"


San Benedetto, 15 giugno 2007 - UN GESTO DISPERATO ma più che giustificato che Maria Pia Maoloni, la mamma delle ‘bimbe contese’, ha preannunciato di mettere in atto mercoledì 20 giugno. Si incatenerà alle inferriate dell’Ambasciata del Belgio, in via dei Monti Parioli, a Roma. Il perché è scontato. Dopo la battaglia intrapresa a fine ottobre – primi di novembre in difesa delle figlie di 8 e 4 anni, considerando l’accusa di abusi sessuali imputata al marito e al suocero, il Tribunale dei Minori di Ancona ha dato seguito alla sentenza del Tribunale di Mons (Belgio) concedendo il rimpatrio delle innocenti vittime di una giustizia burocratica e neppure stoppata dal ministro Mastella.

LE OLTRE 11.000 firme di cittadini, sponsor della causa di Maria Pia, non sono bastate. Probabilmente non sono state neppure prese in considerazione. Come del resto la goccia che ha colmato la pazienza della mamma delle ‘bimbe contese’. Lo ricorda il legale della signora Maria Pia, l’avvocato Gabriella Ceneri. "La decisione di incatenarsi davanti all’Ambasciata del Belgio a Roma e, con le ‘mamme coraggio’, di inscenare una manifestazione di protesta il 20 giugno a Roma, fa seguito al tentativo bonario di sentire, almeno per telefono, le proprie figlie.

QUESTO CONTATTO è stato ingiustificatamente impedito – continua l’avv. Ceneri – nonostante non sia scritto in nessuna parte poiché solo una sentenza che, oltretutto, chiama in causa la bimba più piccola, parla di allontanamento che significa non vivere insieme e no di non avere contatti telefonici con le figlie".

DI QUI, LA DECISIONE dell’avv. Ceneri di "chiedere l’applicazione delle convenzioni internazionali per la violazione, grave, dei diritti delle bambine che si sono viste negare il rapporto con la mamma, insomma il ‘diritto di visita’". Non è tutto. Oggi pomeriggio, a Roma, al seminario della Fidapa sul tema ‘La violenza contro le donne e i soggetti deboli’, l’avv. Ceneri sarà tra le relatrici doc: dall’onorevole Marilina Intrieri dei Ds (membro della Commissione per l’Infanzia) alla senatrice Maria Burani Procaccino di Forza Italia.

"QUANDO SARÀ il mio turno – la conclusione del legale della signora Maria Pia Maoloni – considerando inoltre l’argomento che presenterò, ‘la tutela dei minori nella separazione dei genitori’, ne approfitterò riprendendo il discorso delle ‘bimbe contese’".

Pasquale Bergamaschi
16.6.2007 - 16.10
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/ascoli/2007/06/15/18206-madre_minaccia.shtml

Scritto da: Jan Boeykens | 17/06/2007

Senato: Interrogazioni orali con carattere d'urgenza SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XV LEGISLATURA ------

156a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

MARTEDÌ 29 MAGGIO 2007
_________________

Presidenza del presidente MARINI,
indi del vice presidente BACCINI

Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

-------------------------------------------------
GENTILE - Ai Ministri degli affari esteri e della giustizia - Premesso che:

nel mese di febbraio 2007 perveniva all'attenzione del Ministro della giustizia una notitia criminis da parte del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Fermo per ottenere l'autorizzazione di cui all'art. 406 del codice penale per indagare sul cittadino belga Rocco Antonini, nato a Frameries (Belgio) padre delle minori F. e M. a seguito di denuncia della signora Maoloni Maria Pia, madre delle piccole, per abusi sessuali commessi su di loro da parte del padre e del nonno delle bambine dal 2004 al 2006, fatti peraltro denunciati anche in Belgio;

all'epoca della formulazione della denuncia in Italia le bambine si trovavano sul suolo italiano;

il nonno delle bambine, Roberto Antonini, nato a San Demetrio (L'Aquila) il 19 ottobre 1947, è cittadino italiano;

le fattispecie di reato, per le quali gli Antonini risultano iscritti nel Registro degli indagati presso la Procura della Repubblica di Fermo, proc. n. 3577/06 in fase di indagini preliminari, sono p.e p. dall'art. 609-bis e quater, 600 quater e sexies, 600 quater.1 e sexies del codice penale, pertanto rientrano tra quelle previste dall'art. 7, n. 5), del codice penale;

alla luce di quanto appena rilevato il cittadino straniero Rocco Antonini, presunto responsabile di tali reati in concorso con il cittadino italiano Roberto Antonini, anche se detti reati si assumono commessi all'estero, risulta perseguibile dall'autorità giudiziaria italiana, previa richiesta del Ministro della giustizia;

in Belgio è tuttora aperto il procedimento penale a carico degli Antonini,


si chiede di sapere:

se non si ritenga il caso di rendere noto il numero di protocollo e la data di arrivo presso la segreteria del Ministro della giustizia della comunicazione del Procuratore della Repubblica di Fermo ed il responsabile del procedimento amministrativo, nonché il nome del dirigente del settore di riferimento;

se il Ministro in indirizzo abbia intenzione di concedere la richiesta ovvero per quali motivi non abbia concesso la richiesta;

se la questione sia stata oggetto di trattazione intercorsa tra il Belgio e l'Italia a livello ministeriale ovvero a livello politico o a livello diplomatico;

se vi siano state pressioni dal Belgio per non concedere la richiesta;

se sia stato accertato se Rocco Antonini non abbia anche la cittadinanza italiana, dato che è figlio di cittadino italiano.

(4-02024)

http://216.239.59.104/search?q=cache:YjYLn2bbAvAJ:www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText%3Ftipodoc%3DResaula%26leg%3D15%26id%3D00267658%26offset%3D541%26length%3D517818%26parse%3Dno+Maoloni+Manifestazione+ambasciata+Belga&hl=nl&ct=clnk&cd=9&gl=be

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Resaula&leg=15&id=00267658&offset=541&length=517818&parse=no

Scritto da: Jan Boeykens | 17/06/2007

Europa: diritte umani, diritti fondamentali Agenzia europea per i diritti fondamentali

Il 1 marzo è stata inaugurata a Vienna l’Agenzia europea per i diritti fondamentali, che riunirà i vari organismi di difesa dei diritti umani, effettuerà ricerche e raccoglierà informazioni. Un altro compito fondamentale dell’agenzia è garantire la salvaguardia dei diritti come dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà e giustizia e rendere i cittadini europei più consapevoli dei propri diritti.

http://europa.eu/agencies/community_agencies/ index_it.htm

Scritto da: Jan Boeykens | 18/06/2007

stampa fiamminga - Vlaamse pers De: jan.boeykens@droitfondamental.eu
Objet: Actie voor Belgische ambassade te Rome
Date: 20 juin 2007 10:14:04 GMT+02:00
À: radionieuws@vrt.be, redactie@spitsnet.nl, redactie@nu.nl, redactie@webwereld.nl, radio@alkmaarlokaal.nl, redactieantwerpen@radio2.be, redactie@gazetvanturnhout.be, redactie@antwerpen1.be, redactie@parool.nl, radio@tos.be, redliege.lameuse@sudpresse.be, ravage@antenna.nl, redactie@netkwesties.nl, redactie@rtv.be, post.roelie@skynet.be, rolf.falter@standaard.be, redactie.secretariaat@bndestem.nl, redactie@creatieve-pers.be, redactie@vt4.be, republica@studiobrussel.be, redactie.dng@persgroep.be, redactie@antwerpenapart.be, rbaeten@europarl.eu.int, rudi.van.holderbeke@nieuwsblad.be, redactie@belga.be, redactie@onderox.be, redactie@atv.be, redactie-i@telegraaf.nl, redactie@volkskrant.nl

De Belgische Justitie als kinderontvoerder


Vandaag houdt Maria Pia Maoloni, een Belgische moeder van twee kinderen, een actie voor de Belgische ambassade te Italië.

Zij besloot met haar beide kinderen op een bepaald moment naar Italië te gaan waarop haar man zich wegens 'ouderontvoering' tot de Belgische Justitie richtte.

Maria Pia werd aangehouden en werd gedurende 4 dagen in een Italiaanse gevangenis opgesloten. Haar beide kinderen werden in een Italiaanse jeugdinstelling ondergebracht.

Alhoewel de Italiaanse minister beloofde om de kinderen niet aan België uit te leveren, gebeurde dit wel nadat de procureur van Mons zich naar Rome spoedde en druk uitoefende op de Italiaanse minister van Justitie.


Info:
http://www.droitfondamental.eu/
http://sos-bambini.skynetblogs.be/
02 537 49 97
issakaba@skynet.be

Scritto da: Jan Boeykens | 20/06/2007

la stampa internazionale De: jan.boeykens@droitfondamental.eu
Objet: Enlèvement d'enfants par les autorités belges - Childabduction by belgian autorities
Date: 20 juin 2007 10:43:12 GMT+02:00
À: raymond.langendries@tubize.be, Rome@diplobel.org, ricard@lemonde.fr, redaction@planete-jeunes.org, rivais@lemonde.fr, iscemgdwfhh@hotmail.com, richard.fournaux@lachambre.be, redaction@nouvelobs.com, redaction@echonet.be, Reactie@usa.net, redazione.internet@avvenire.it, redliege.lameuse@sudpresse.be, redazione@diario.it, rood@sp.nl, resistanceeuropeenne@online.fr, redaktion@tageblatt.lu, redcharleroi.nouvellegazette@sudpresse.be, radical.party@radicalparty.org, redaction@artenews.be, redaction@lactualite.com, republica@studiobrussel.be, redaction@rtl.be, robert.denis@lachambre.be, Roelantsduvivier@senators.senate.be, rbaeten@europarl.eu.int, reacties@gva.be, redactionweb@jeuneafrique.com, remi.debrandt@e-gov.be, redtournai.nordeclair@sudpresse.be, redactie@trouw.nl, redaction@appdz.com, epdenhaag@europarl.eu.int


Enlèvement d'enfants par les autorités belges - Childabduction by belgian autorities

Affaire/Case Maoloni

Comité Infanzia Ferita

vous invite le 20 juin 2007, de 9h00 à 15h00 à une

Manifestation devant l'ambassade de Belgique à Rome, pour la protection de Fiona & Milla



Committee Infanzia Ferita

invites you on June 20, 2007, from 9 to 3 hours for a

Demonstration in front of Belgium's embassy in Rome, for the Fiona & Milla' protection

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Info: Princesse de Croÿ
0032 (0)2 537 49 97
issakaba@skynet.be

http://www.droitfondamental.eu/
http://sos-bambini.skynetblogs.be

Scritto da: Jan Boeykens | 20/06/2007

il Giornale.it
n. 145 del 2007-06-21 pagina 17

Altre due bimbe contese L’Italia dice no al Belgio
di Teodora Poeta

La mamma fugge da Mons e accusa il padre di violenze. Sfida a colpi di sentenze tra i tribunali dei due Paesi
Teodora Poeta

da San Benedetto del Tronto (AP)

È una storia di litigi e accuse. Sulla scena ci sono un padre e una madre, un matrimonio finite e due sorelline di 3 e 7 anni contese dai genitori. È un dramma che si ripete sempre più spesso nelle aule dei tribunali. Ma questa volta fa notizia il grado e la profondità delle accuse. La madre è Maria Pia Maoloni, 38 anni, di origini marchigiane. Il padre di 36 anni, vive in Belgio, è accusato dalla moglie di aver abusato sessualmente della figlia maggiore. La vicenda risale al 2004. All’epoca la più grande delle due sorelline ha 4 anni. La bambina riferisce alla madre, nel suo «linguaggio», di essere stata oggetto di abusi sessuali da parte del padre e del nonno paterno.
Il marito della donna nega tutto, denunciandola per alienazione parentale. Il 5 febbraio 2004 la Maoloni presenta una querela per stupro ed attentato al pudore. Nel dicembre 2004 le sorelline vengono affidate ad un istituto, dove vivono separate e possono vedersi solo un’ora a settimana. Il 3 ottobre scorso, però, la vicenda si complica perchè il tribunale dei minori belga decide di allontanare le bambine dalla madre. In un rapporto di una delegata dell’Spj la Maoloni viene descritta «isterica, ingiuriosa e paranoica».
Il giorno seguente, quindi, la donna si rifugia nelle Marche con entrambe le bambine, ma il 6 ottobre il Belgio spicca mandato di cattura nei suoi confronti, che viene eseguito il giorno seguente, con arresti domiciliari. A quel punto le due sorelline vengono affidate ad una struttura protetta, la casa famiglia Santa Gemma di San Benedetto del Tronto, ma l’11 ottobre il tribunale minorile belga decide di assegnarle al padre. Ma l’omologa corte di Ancona ne decreta il rimpatrio. È lo scontro tra due tribunali di due Stati diversi.
La storia delle due bambine, però, non passa in sordina. E così, le mamme della cittadina marchigiana decidono di scendere in prima linea e difendere le piccole, «in attesa, almeno, che sia fatta completa chiarezza sull’intera vicenda». Ed arrivano addirittura al punto di bloccare le forze dell’ordine e le assistenti sociali che, da un’uscita secondaria tentano di portar via le sorelline per rimpatriarle. Accanto alle mamme, che, ormai da giorni, piantonano la casa famiglia, ci sono anche il vescovo, il sindaco e lei, Maria Pia Maoloni, che dice: «Non pretendo che vengano affidate a me, ma che le mie bimbe restino a Santa Gemma finchè la giustizia italiana non si sia pronunciata».
Nel frattempo, l’avvocato della Maoloni, Gabriella Ceneri, chiede, ed ottiene, ieri, dal tribunale dei minori di Ancona, sulla base di una sentenza del tribunale di Mons (Belgio) la sospensiva del provvedimento di esecuzione dell’affidamento al padre delle due bambine contese. La Corte d’Appello ha fissato per il 12 dicembre l’udienza di merito, che confermerà o meno la sospensiva anche sulla base delle memorie che i difensori dei due genitori (Vittorio Micucci è l’avvocato del padre delle bambine), entrambi figli di emigrati italiani in Belgio, presenteranno. Si muove anche la diplomazia giudiziaria. Ieri Sandrine Dehalu, procuratore del re del Belgio presso il tribunale di Mons, è arrivato a Roma. Ha incontrato il direttore del Dipartimento di giustizia minorile. È previsto anche un incontro con lo staff di Clemente Mastella, ministro della Giustizia. Ma l’unica certezza è che, per ora, le sorelline restano a San Benedetto, nella casa famiglia Santa Gemma. Il Belgio non è la Bielorussia.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=137251&PRINT=S

Scritto da: Rudi Claessens | 21/06/2007

Mastella riaffida le figlie al padre pedofilo Dal blog di dimitribuffa (1324) - Mercoledì, 20 Giugno 2007 - 10:00am

Mastella riaffida le figlie al padre pedofilo

Di lotta alla pedofilia è facile riempirsi la bocca quando si può fare un po’ di propaganda a buon mercato. O quando si tenta di scalare l’audience con la morbosa curiosità che provocano episodi controversi come quello di Rignano Flaminio. O magari quando si può mettere sotto accusa il Vaticano per le coperture date a preti accusati e spesso condannati per tali odiosi reati. Quando però entra in gioco la burocrazia ministeriale di via Arenula, può accadere di tutto. Anche che due piccole bambine belghe vengano riaffidate alla famiglia del padre e del nonno paterno accusati di averne abusato ripetutamente. E questo con l’imprimatur ministeriale di Clemente Mastella che non si è di fatto opposto a un’assurda decisione in materia del tribunale dei minori di Ancona. Leggere per credere una nota ansa dello scorso 7 giugno passata del tutto inosservata tra le intercettazioni Unipol e i verbali di Ricucci: “Il Governo italiano dovrebbe vergognarsi per come sta lasciando al loro destino due bambine di 8 e 5 anni, figlie di una cittadina italiana, Maria Pia Maoloni, che non viene tutelata in nessun modo”. Tale affermazione è del senatore di Forza Italia e segretario della commissione parlamentare antimafia, Antonio Gentile.
“Le bambine com’è noto – scrive il senatore azzurro - sono ritornate in Belgio nonostante le pesanti accuse di abusi sessuali contestate al papà ed al nonno da una denuncia della madre, da esami peritali, dalla testimonianza di una maestra. Non solo la madre vive un dramma che i genitori normali ed affettuosi capiranno ma le viene negata persino la possibilità di parlare con le bimbe al telefono. Ho inviato due settimane fa un’interrogazione urgente ai ministri degli esteri e della giustizia, ma probabilmente i destini di due bambine ed i diritti di una cittadina italiana per loro non sono preminenti”.
“Si tratta – sostiene ancora Gentile - di un comportamento
omissivo che fa paura ed inorridisce, con una cittadina lasciata solo al suo destino e due bambine rimandate a casa con persone che potrebbero essere i loro carnefici”.
Così ieri i parenti della donna hanno inscenato un sit in davanti all’ambasciata del Belgio Roma in via dei Monti Parioli 49, paese che negli anni scorsi è stato spesso alla ribalta della cronaca per episodi di pedofilia legati al caso di Marcel Dutroux, con complicità che hanno sfiorato persino il sovrano regnante. E ora c’è possibilità che questo caso sfoci in altra clamorosa protesta stavolta a via Arenula davanti agli uffici dei burocrati di Mastella che nulla hanno avuto da eccepire a riconsegnare le due bambine al genitore in Belgio nonostante l’accusa di pedofilia che pende sul suo capo.
Per ora l’avvocato Maria Grazia Ceneri che rappresenta la madre di Fiona e Milla (nomi di fantasia) ha presentato ricorso in Cassazione contro il provvedimento.
Inoltre è stato messo un appello e una petizione
da firmare su internet nel sito http://superepilepsy.altervista.org/superepilepsy/ e le parole sono inequivocabili: “L’ingiustizia più grande è quella di “immolare” la loro vita per tornaconti politici: le hanno rimandate a vivere in un vero e proprio inferno facendo finta di non conoscere, di non sapere. Un ministro di grazia e giustizia (un tal Mastella!!) che avendo la possibilità di far proseguire le indagini sulla questione con una semplice firma (si chiedeva solo di far fare alla giustizia il proprio corso!!) ha preferito girare la testa dall’altra parte perchè pressato dai ministri belgi interessati solo a non far scoppiare l’ennesimo scandalo internazionale. Parliamo con cognizione di causa! La bimba ha raccontato anche alla maestra italiana ciò che ha subito non solo dal padre e dal nonno ma da altri con altri bambini: nonostante ciò, il giudice del tribunale dei minori di Ancona, ha deciso che dovessero essere comunque riportate in Belgio dal padre.”

Radio Radicale
http://fainotizia.radioradicale.it/2007/06/20/mastella-riaffida-le-figlie-al-padre-pedofilo

Scritto da: Rudi Claessens | 22/06/2007

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Scritto da: allenlisakings | 13/07/2010

Hallo webgemeinde!
helft mir mal, ich suche florian grotehans, hab gehört das seine firmen pleite sein sollen.

Habe vor x jahren ein handy bei einer firma von florian grotehans aus bad hersfeld gekauft. Hab grosse probleme damit und versuche den zu erreichen.

Nun habe ich gesehen dass die pleite sein sollen:

Geschäfts-Nr.: 11 IN 23/07 Am 26.10.2007 um 10:15 Uhr ist das Insolvenzverfahren eröffnet worden über das Vermögen der T-C-H Service GmbH & Co. KG mit Sitz in Dresden und dem Mittelpunkt der wirtschaftlichen Tätigkeit in Bad Hersfeld, Breitenstraße 37, 36251 Bad Hersfeld (AG Dresden, HRA 5714), vertr. d.: 1. TCH Vermögensverwaltungs GmbH, (persönlich haftende Gesellschafterin), vertr. d.: 1.1. Florian Grotehans, geboren 1982, Am Baumgarten 12, 36251 Bad Hersfeld, (Geschäftsführer). Insolvenzverwalter ist: Rechtsanwalt Dr. Frank Kreuznacht, Untermarkt 23, 99974 Mühlhausen, Tel.: 03601/88920, Fax: 03601/889211, E-Mail: Rechtsanwaelte@dr-wiengarten.de. Anmeldefrist: 17.12.2007.

Erreiche da niemanden, ans Handy geht der nicht. Habe nun auch gehört das gegen den wegen Betrug ermittelt wird.

Kann mir jemand helfen? Wie erreiche ich den?

Danke schonmal!!

Scritto da: ifrogmolan | 06/12/2011

Wiskitno to jedno z najpikniejszych dzkich osiedli, na ktre warto czsto zagldac, z uwagi na jego niepowtarzalne walory turystyczne.

Scritto da: Andrijew_W | 23/06/2013

bonjour à tous

j'espere poster mon sujet au bon endroit meme si je souhaite apporter ma contribution
sur les sujets discutés sur ce site.

Scritto da: comment grandir | 31/08/2014

Thanks for sharing the info, keep up the good work going

Scritto da: hair loss cure | 06/03/2015

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