05/05/2014

Marcel Vervloesem è ospedalizzato

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April 28, 2014
 
Marcel Vervloesem, il fondatore dell'associazione belga 'Werkgroep Morkhoven' che è stata perseguitata e stigmatizzata per una quindicina di anni dalle autorità belghe che volevano soffocare in questo modo il caso pedocriminale di Zandvoort, è di nuovo ospedalizzato
 
Vervloesem che è molto ammalato e che ha rifiutato le medicine in carcere, ha avuto un cancro, e ha grossi problemi cardiorenali.  Lui ha anche un diabete ed ha bisogno di molte medicine.
 
Qualche giorno fa non si sentiva male a casa sua. poi è caduto sul pavimento ,e ha toccato una pentola di acqua bollente che era sul piano di cottura a gas. la sua gamba sinistra è stata ustionata di terzo grado e gli specialisti pensano ad un intervento chirurgico.
 
LUi soffre molto e l'incidente è un problema in più per il suo cuore (un intervento chirurgico al cuore non è più possibile perchè sono aumentati i rischi).
 
Tutto ciò gioca un ruolo importante nella diminuzione della sua salute abituale già compromessa, per Vervloesem sono già circa due anni che la giustizia belga lo ha perseguito di nuovo per "presunti abusi sessuali". La 'prova' di questa nuova accusa è la storia fantasiosa di suo mipote Dimitri che ,come al solito, è stato pubblicato il tutto su l giornale   " Het Nieuwsblad'.  
C'è da dire che questo Dimitri ha dei buoni contatti con Victor V., il fratellastro di Vervloesem. Questi ed alcuni suoi amici gay accusavano Vervloesem «di abusi sessuali» di quindici anni fa. Le accuse erano fondate su dei fatti autoriferiti e che sarebbero avvenuti in passato. Queste storie erano state pubblicate dai soliti giornalisti del 'Het Nieuwsblad'  che hanno buone relazioni con i magistrati.  
Era giusto il momento che la stmpa internazionale, ivi compresi tre giornali principali giapponesi, arrivava al paese Morkhoven per intervistare Vervloesem autore della scoperta della rete Zandvoort che, secondo un rapporto della polizia federale belga, contava 88.539 bambini maltrattati e sessualmente abusati.
 
Come precedentemente c'era stato il caso, che i giudici di Turnhout che avevano soffocato il caso pedocriminale Zandvoort, non hanno nemmeno cosiderato che le dichiarazioni giusdtificative dimostravano l'innocenza di Vervloesem nel caso Dimitri.
 
I giudici di  Turnhout  sono restati spettatori passivi, nel momento che questo, con l'aiuto di Victor V., ha cominciato a terrorizzare la figlia e la nipote di  15 anni di Vervloesem. Grazie al silenzio dei giudici, questo terrore è durato mesi. 
I blogs dell'associazione Werkgroep Morkhoven erano stati egualmente chiusi per diversi mesi per impedire che si trovassero legami di questo scandalo giudiziario con il soffocamento del caso Zandvoort. 
 
La figlia e gli amici di Vervloesem avevano denunciato a più riprese alla polizia della città di d'Herentals e di Turnhout le minacce di Dimitri.  Le denunce erano accompagnate dalle prove del caso. 
 
Victor V. ed il sunnominato Dimitri non sono mai stati perseguiti per questi atti terrroristici. Il comitato P, un organo parlamentare che deve verificare il comportamento della polizia, scriveva recentemente che non era stata fatta nessuna inchiesta 'perchè il ministro degli Interni Joëlle Milquet (cdH, democraticacristiana) aveva già contattato il procuratore della giustizia di Turnhout'. In questo modo il caso è stato di nuovo chiuso e ci si è trovati in un cerchio vizioso.
 
IL ministro della giustizia belga Annemie Turtelboom (Open VLD, Partito liberale) lfaceva rispondere da un suo impiegato che lei non aveva potuto far nulla per la separazione dei poteri, mentre poi nominava il procuratore Jan Poels della Giustizia di Turnhout capo del suo gabinetto. Il soffocamento del caso  Zandvoort et gli atti terroristici sono dunque il risultato della corruzione politica e giudiziaria.
 
L'inchiesta del caso Zandvoort e le minacce dei criminaucoli che però potevano terrorizzare cittadini innocenti e la famiglia del nostro Marcel Vervloesem, sono stati dunque bloccati completamente dalle autorità belghe corrotte.
Il tribunale di Turnhout certamente usa in continuazione ogni sorta di criminali da strapazzo che possono aiutare a distruggere la salute di Vervloesem.
 
Ciò che è grave in questo caso è il fatto che ci sono stati 30 processi verbali contro Victor V. concernenti reati sessuali su ragazzi. Questi non sono mai stati portati in tribunale mentre ogni accusa contro Vervloesem è stata seguita da inchieste e diffamazioni dei media belgi che sostengono la corruzione e non parlano mai del caso pedocriminale di Zandvoort.
Victor V. che sa appena scrivere è sostenuto in pieno dal sindaco di Herentals Jan Peeters,che è come lui, un membrodella direzione del partito socialista fiammingo.
Jan Peeters, a sua volta, è anche membro del Parlamento del partito socialista.
Negli anni 90, lui era segretario di stato e ministro della sicurezza. il premier era Di Rupo che è un gay effettivo ed era  Vice-Premier in quel tempo.
Victor V. è divenmtato consigliere municipale. E' stato nominato: membro della direzione di 'Geelse Huisvesting' (appartamenti sociali), membro della direzione del centro pubblico di aiuto sociale, presidente del Comitato per la sicurezza e della polizia di Herentals e membro della direzione del Consiglio della polizia locale di cui Peeters è il presidente. Lui rappresenta la città di Herentals nei due comuni.
Durante i mesi in cui la nipotina e la figlia (che ha altri due piccoli bambini) di Vervloesem erano terrorizzzate, si è usato uno scanner della polizia. Ci sono dei testimoni che hanno visto questo scanner nell'auto di Victor V.  che era ferma presso la casa della famiglia Vervloesem. Nell'auto si trovava Victor V. ed i suoi degni compari...

07/01/2014

I pedocriminali sono protetti dal governo Belga

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La giustizia belga ed i politici hanno deciso di perseguire ancora legalmente ed imprigionare l'attivista Marcel Vervloesem . Dieci anni fa , Marcel Vervloesem rivelò il caso della rete pedocriminale di  Zandvoort alla giustizia belga.

Come è successo nel 1998, l'accusa nei confronti di M. Vervloesem è stata orchestrata dal suo fratellastro Victor ed è stata associata negli ultimi anni , ad una campagna di terrore e minacce di morte nei confronti di sua figlia e della sua nipotina quindicenne. Questo durò per diversi mesi.

Contestualmente le autorità chiusero i blog del gruppo Morkhoven per altrettanti mesi.
Fu una azione ben orchestrata e pianificata.

Le denunce di Marcel Vervloesem e di sua figlia, che fu anche vittima di tentato omicidio, non furono mai oggetto di indagine,neppur superficiale.

Il Group Morkhoven ha verosimilmente l'impressione che il primo ministro  Di Rupo, quello dell'interno J. Milquet e quello della  Giustizia A. Turtelboom stanno bloccando fermamente le indagini.

La polizia e quella giudiziaria non hanno concluso nulla con le loro ispezioni.

Alcuni giorni fa, Jan Boeykens, presidente del Morkhoven Group, ha scritto al ministro Milquet e al capo della polizia federale : questi non rispondono,come loro abitudine.

Dal 2006 a Marcel Vervloesem è vietato parlare con una certa stampa che stava coprendo smaccatamente il caso  Zandvoort, ma alcuni giornalisti hanno ancora qualche domanda da fare.

A Marcel è ancora vietato di vedere gli altri membri del direttivo del Morkhoven Group che gli hanno fatto visita ogni settimana in prigione e questo per un periodo di due anni.
Gli è vietato lavorare per organizzazioni che combattono gli abusi sui minori e non gli è consentito di viaggiare all'estero.

Tra oltre 130 giorni, ci saranno le elezioni in belgio ed il Morkhoven Group ha deciso di intrapprendere di nuovo azioni a lungo termine.

01/12/2013

Marcel Vervloesem – Il caso pedocriminale Zandvoort (1)

Bruxelles, 29.11.2013

Marcel Vervloesem è comparso lunedì scorso sul programma di una radio web olandese per dare un'intervista.

Poco prima della messa in onda, la presentatrice olandese aveva intervistato un accusatore di Marcel, l'olandese Jos Aalders, che si dice un cacciatore di pedocriminali e un ‘ombudsman’ autonominatosi per i bambini

M. Aalders giudicava durante questa intervista che Marcel Vervloesem era colpevole di abuso sul suo nipote piccolino, presunto abuso che è stata la causa della sua nuova condanna della settimana scorsa dalla corte penale di Turnhout. Aalders prétendeva che Marcel era lui stesso un pedocriminale che non cercava altro nel suo lavoro di facilitare la soddisfazione dei suoi desideri criminali.

Ciò è il mondo alla rovescia, poichè sembrerebbe che questa accusa si applicherebbe piuttosto al signor Aalders lui stesso autonominatosi un cacciatore di pedocriminali , ciò vuol dire che qualunque metodo si usa ,quelli di Marcel sono radicalmente opposti a quelli degli altri suoi "pretesi" colleghi. Ciò che è più smaccato, è che questa accusa coincide molto bene con i metodi usati dalla Giustizia e dalla stampa belga. Con questi sistemi Marcel è già stato condannato nel 2008 per lo stesso genere di fatti, e con lo stesso metodo di indagine, vuol dire montando un caso con l'aiuto di piccoli criminali legati al suo fratellastro che lui stesso è un pedocriminale alla grande. Quest'ultimo ha preso un posto importante nella picdcola politica locale del villaggio dove abitava Marcel , e questo gli permette di infangare il nome del suo fratellastro e di imporre a dei giovani criminali di sporgere false denunce per abusi sessuali che dicono commessi da Marcel su di loro. I media riportano subito fedelmente le odiose calunnie e si limitano a pubblicare le nuove accuse e le relazioni sulle condanne di Marcel da cui ne risulta e lo raffigurano come ‘un autonominatosi cacciatore di pedocriminali ‘mentre lui stesso è un pedocriminale provato’. Loro non hanno nemmeno l'obbligo di dare a Marcel il suo diritto di risposta, poichè il divieto di parlare con la stampa che gli è stato imposto dalla Giustizia belga dispensa la stampa stessa di aver e pubblicare le risposte di Marcel.

Questa campagna di calunnie e di accanimenti dei media e della Giustizia belga concertata, dura ormai dalla fine degli anni 90, quando Marcel ee la sua associazione Morkhoven hanno scoperto l'esistenza delle reti pedocriminali e della pedopornografia, nel corso delle loro ricerche e sulla scia del caso Dutroux. E' stato grazie a questo lavoro che hanno scoperto lo scandalo pedopornografico di Zandvoort, quello che è una delle prove della veradicità delle testimonianze dei testimoni detti ‘testimoni X’ nel caso Dutroux-bis che dicono esattamente dell'esistenza di simili reti che utilizzavano i bambini che loro prelevano durante festini appositi dove erano filmati prima della loro uccisione rituale e barbara nei filmati chiamati ‘snuff-movies’ che sono venduti a prezzo d'oro. Sono stati questi primi testimoni ad essere derisi,condannati,tanto che la stampa pubblica come da parte della giustizia specie belga, trattati come dei fuori di testa e degli allucinati (notoriamente il caso più conosciuto è quella di Régina Louf). Pertanto il caso della manipolazione dei documenti dellautospia di due giovani vittime nel caso Dutroux, Julie e Mélissa, conferma l'esistenza di queste pratiche sui bambini . Ed è esattamente per la stessa ragione che nel caso di quei testimoni fasulli, che la Giustizia ed i media, diretti dalla classe politica e dagli alti dirigenti, per cominciare in  Belgio (ma anche in Olanda, dove si trova la città di Zandvoort dove il gruppo Morkhoven è riuscito alla fine degli anni 90 a trovare i C D-ROM che provano la gravità della delinquenza pedocriminale), hanno inscenato la campagna di diffamazione e di sabotaggio contro Marcel ed il gruppo Morkhoven:  per soffocare questo scandalo di dimensioni internazionali  (concernente quasi 90.000 casi di bambini  -numero confermato dalla polizia federale belga-  abusati ed utilizzati nel'industria pedopornografica ed assassina di ragazzi,diverse e svariate volte.).

Nel quadro di questa campagna per neutralizzare il lavoro di Marcel e del Gruppo Morkhoven, lui era già dal 2006 diventato vittima del divieto da parte della solita Giustizia belga di parlare con i media e la stampa, o di contattare gli altri membri del Gruppo, – e oltre a questo lui non aveva più il diritto di partecipare ai lavori dell'associazione stessa per la lotta contro gli abusi sui bambini, nè di viaggiare all'estero per partecipare a lavori sulla pedocriminalità.

Queste misure restrittive furono mantenute fino all'ultima settimana scorsa e sempre in vigore stretto.

Nel 2008 lui fu condannato a quattro anni di carcere duro a seguito di quella campagna di sabotaggio e di false accuse, cioè la falsa accusa di abuso su minore fabbricata dalla combriccola del suo fratellastro. Lui fu rinchiuso prima nella prigione di Bruges poi di Turnhout, dove ricevette un pessimo trattamento, consistente in ogni sorta di piccoli accanimenti, mentre non riceveva nessun trattamento adeguato per le quattro malattie che incombevano sulla sua salute durante tutto il periodo della prigione.

Nei giorni scorsi un gran tam tam della campagna di sabotaggio contro il lavoro di Marcel e della sua equipe che avevano svolto l'anno scorso, quando la combriccola del suo fratellastro si era incattivita in una vergognosa campagna di terrore contro la figlia e la nipotina di Marcel, minacciandole di morte nel loro messaggi SMS e accanendosi nei mesi successivi anche per strada. La imperturbabile Giustizia belga ha preferito pertanto ignorare le prove inconfutabili di questi delitti.

Frattanto Marcel ed il suo gruppo continuano il loro lavoro senza lasciarsi scoraggiare da ogni contrarietà, andando sempre più profondamente nelle loro ricerche sul caso Zandvoort. Ciò che ne è uscito alla fine dell'anno scorso ha avuto un grande successo: in effetti Marcel e i suoi colleghi sono riusciti a craccare i codici di accesso alle parti dei CD ROM di Zandvoort dove si trovavano tutti i nomi dei clienti di questa rete pedopornografica internazionale. Ciò ha permesso a Marcel e suoi colleghi di condurre delle azioni per trovare molti ragazzi scomparsi e vittime di queste reti nei diversi paesi, con la collaborazione dei servizi di polizia dei singoli paesi. Tra l'altro in germania, Polonia, in Francia e in Canada. Durante queste azioni, dei bordelli di minori e degli studi pedopornografici che erano ad Amsterdam e a Rotterdam in Olanda, hanno avuto un ruolo importante di elementi che hanno permesso di rintracciare i bambini vittime, poichè dopo il loro prelevamento erano passasti di là per entrare così nel giro delle vendite in altri paesi.

fr. Nasus Ovidius

Seguito del testo: Marcel Vervloesem - L'affaire Zandvoort (2)

http://verdwijningen.skynetblogs.be/archive/2013/11/29/marcel-vervloesem-l-affaire-zandvoort-2-8000980.html

28/11/2013

Abuso di bambini: divieto di parlare coi media

Bruxelles, 28 Novembre 2013

Per anni, l'attivista Marcel Vervloesem che ha denunciato il caso di pedocriminalità Zandvoort, è stato oggetto di un divieto da parte della giustizia belga che gli impediva di parlare coi media e la stampa, d'aver contatti con le associazioni che lottano contro gli abusi sui bambini, di condurre ricerche nei casi di abuso, di andare all'estero per partecipare a convegni su questi argomenti, e di avere contatti coi membri della direzione dell'asbl Werkgroep Morkhoven (sebbene questi avevano il diritto di visitarlo ogni settimana durante il suo soggiorno in prigione).

Visto che i suoi divieti sono stati tolti a causa del verdetto della settimana scorsa, Marcel è di nuovo libero di fare quanto gli era stato impedito e ciò provoca l'inquietudine della Giustizia belga a causa della possibilità che l'operazione che questa ha condotto per anni per soffocare il caso Zandvoort venga completamente distrutta  e rivelata come quella che era stata.

E' per questa ragione che la Giustizia dice ed avvisa Marcel di non parlare coi media.

Nel suo messaggio, la Giustizia dichiara che, visto che ogni parte concernata nel  caso giudicato la settimana scorsa ha la possibilità di fare appello dentro di trenta giorni contro il verdetto, Marcel dovrà rispettare questo termine prima di contattare i media.

In tal modo, la Giustizia belga spera di contenere l'indignazione pubblica attorno a questo caso.

Il divieto di parlare col pubblico resterà ancora in vigore, secondo la Giustizia, per tutto il periodo in cui si potrebbe fare ricorso.

Ma questo argomento non ha più luogo, poichè Marcel è in possesso di una decisione firmata da tre giudici diversi dove non si fa menzione di questo divieto.

Nell'ultima decisione della corte di Turnhout (su richiesta del procuratore Flaasch) c'è scritto che la proroga dei divieti termina alla data del verdetto. E questo verdetto è stato dunque nel frattempo pronunciato.

Marcel non si preoccupa più ormai neanche della corte per l'esecuzione delle pene alle cui misure era soggetto a l'época della sua precedente condamnazione, poichè la competenza di questa corte nel caso delle interdizioni prescritte era limitata ad un periodo di quattro anni, cioè che questa corte non può più pronunciarsi, e in conseguenza questa corte ha chiuso il dossier e le restrizioni sono state tolte.

 

Traduzione fr.: Nasus Ovidius, Giorgio

23/11/2013

Abusi sessuali dei bambini: Belgio

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Condannato più volte per aver scoperrto la rete pedocriminale di Zandvoort con 90000 bambini scomparsi

Bruxelles, 23.11.2013

La corte penale di Turnhout ha di nuovo condannato Marcel Vervloesem per aver abusato di un minore sessualmente. Questa condanna è basata su delle intercettazioni ridicolarmente false, che possono essere state fabbricate dai servizi giudiziari stessi della corte stessa che ha pronunciato il verdetto.

I giudici della corte continuano ad essere frustrati dal fatto che dopo dieci anni  loro non riescono nei loro sforzi a soffocare del tutto il caso pedopornografico di Zandvoort, che secondo la polizia federale stessa ha prodotto circa 90.000 vittime.

E' un anno, e ciò è dichiarato dal Werkgroep Morkhoven ,che la polizia non cerca di intervenire contro una banda di giovani che da molti mesi continuano a molestare pesantemente la figlia e la nipote di 15 anni di Marcel Vervloesem, esercitando una vera campagna di terrore contro loro.

L'autoproclamatasi vittima di Marcel Vervloesem participava a questa campagna di sms e di mails contenente minacce di morte alla giovane nipote. La mamma della nipote aveva stampato queste lettere per aiutare così la denuncia che aveva depositato presso la polizia di Herentals.

Siccome la corte non si augurava ancora di fare inchieste su questi e lettere scritte, noi pubblicheremo tra poco il loro contenuto sul Web.

Noi faremo di tutto con queste lettere che noi abbiamo anche inviato al ministro Elio de Rupo, al Consiglio Superiore, alla Commissione P, ed ai ministri,ai ministri degli Interni e della giustizia (Milquet, del partito cdH., -e Turtelboom del VDL),c ioè a tutti quelli che hanno firmato il progetto nazionale per la sicurezza,ma che hanno rifiutato di prendersi delle responsabilità in questi casi,.

Durante la loro lunga campagna di terrore di circa un anno, la banda di giovani aveva, per giunta, potuto utilizzare uno scanner della polizia per sorvegliare la famiglia Vervloesem.

Le minacce contro questa famiglia hanno lo stesso favorito un attentato per strada alla vita della figlia di Marcel Vervloesem. Si utilizzavano egualmente dei piccoli cocktail Molotov per terrorizzare la famiglia.

Durante tutto questo periodo, i blogs Skynet del Gruppo Morkhoven erano inaccessibili dai membri del gruppo medesimo. Ma ciò non ebbe l'effetto desiderato, poichè il Groupe Morkhoven era riuscito a dare sufficiente pubblicità al caso affinchè Skynet fosse finalmente forzato ad ammettere i suoi difetti ed errori e di riaprire i blog del Groupe.

Per la ministra Turtelboom, questo caso avviene proprio in un momento delicato, poichè il Werkgroep Morkhoven è in grado di provare che lei è corresponsabile di questa manovra di soffocamento del caso, e che non è stato un caso che il procuratore Jan Poels de Turnhout è stato nominato al posto del direttore del suo gabinetto.
Il Werkgroep Morkhoven può dunque ancora annunciare che farà del suo meglio per evitare la rielezione di Mme Turtelboom nel nuovo governo federale che sarà scelto l'anno prossimo.

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Sulla foto: Premier-Ministre Elio di Rupo, la Ministra Turtelboom (a sinistra) e la ministra Milquet alla presentazione del 'Project National per la sicurezza' che annunciava che la sicurezzza di tutti i cittadini era la priorità assoluta del governo'.

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Marcel Vervloesem è diabetico, soffre di malattia renale e cardiaca, ed ha un cancro della prostata. Di quest'ultimo è stato operato. Le sue malattie hanno avuto necessità di più di venti ricoveri d'urgenza all'ospedale. Nelle prigioni di Bruges e Turnhout, dopo la sua precedente condanna, non riceveva nessuna cura e medicine di cui aveva bisogno. Per l'operazione a cuore aperto che lui dovette subire in quel periodo, si è pensato essere necessario legarlo con delle catene al letto operatorio. I giudici della corte di Turnhout gli avevano imposto nel 2006 un divieto di non parlare con la stampa ed i media, - divieto che è sempre in vigore. Benchè membro della direzione del Werkgroep Morkhoven, gli è stato vietato di partecipare alle riunioni della direzione del gruppo, come a quelle degli altri membri. Lui non ha il diritto di collaborare con le organizzazioni che lottano contro gli abusi sessuali dei bambini, nè il diritto di incontrare i suoi amici del Werkgroep, o di scrivere o di telefonare, benchè loro,ogni settimana, lo abbiano vi sitato fedelmente durante il suo precedente soggiorno di due anni di prigione. Poi,a lui è stato vietato di lasciare il paese,per impedire di partecipare a conferenze sulla pedocriminalità,e per paura che parli ancora del caso Zandvoort.

12/09/2013

Abusi sessuali sui bambini: Polizia Nazionale Francese

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2013.9.11

Saluti Jan ,
 
Tu sai , io sono profondamente segnato dai genocidi ; la siria , la SHOAH , l'étiopia...
 
Io prendo dunque posizione contro il FN perchè la pedocriminalità non è un PB del partito politico ma una presa di posizione morale , etica e sociale.
 
La religione deve anche giocare il suo ruolo nella denuncia dei pedofili.
 
Ieri, io mi sono presentato alla CASA , una catastrofe , non mi hanno proposto nulla di concreto , si conteggiano i miei soldi quando io ho dichiarato che non ho nulla per un imponibile.
 
Io ho RDV al CC di CANNES invece che alla Posta della BOCCA per una denuncia in più oggi stesso alle 10.00.
 
Finalmente , mi si rimprovera di dar retta alle pressioni, alle ingiustizie , a tutte queste illegalità sociali che non lasciano alcuno spazio a mia moglie ed ai miei due bambini da un gran tempo.
 
Loro negano di vedere che questo sistema è corrotto anche se è necessario alla Nazione perchè senza sistema ci sarebbe la tirannia assicurata.
 
io agggiungo alla presente lettera il fax inviato ieiri al nuovo prefetto degli AM della promozione SOLIDARIETA' (ENA) , questa parola dovrebbe confortare le scelte difficili contro il dogmatismo messo in atto dal Sindaco di CANNES sull'insieme delle istituzioni al fine di favorire ogni radicalità prima di finire il suo mandato.
 
Io vi abbraccio come un amico , molto tristemente perchè io so cosa fanno i miei familiari contro la mia persona perchè io faccio da contrafforte per la sopravvivenza dei miei più stretti familiari, finalmente , così comprendo meglio il mio combattimento.

Patrice VERDI
 
PS : Abbracci a Tutti e Tutte per il grande coraggio.
 

 

17/02/2013

Caso Zandvoort: Primo Ministro Elio Di Rupo

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February 16, 2013

Caro Giovanni,

Subject: Re: dalla croce non si scende

Mi sono dimenticato di dirvi che qualche giorno fa un uomo responsabile del Ministero della Giustizia mi ha risposto finalmente (dopo un mese) ad una delle mie lettere che concerneva le minacce di morte della figlia e nipote di Marcel che sono durate 2 mesi e che sono iniziate con Victorreke.

Il Ministro degli Interni Milquet del Partito democratico-cristiano, nnon mi voleva rispondere fino a quando un commissario capo della Polizia di Herentals che è implicata in questo caso non è intervenuto ( un amico di Victorreke che non voleva far conoscere le minacce alla figlia di Marcel).
E, come io vi ho detto, c'è stato lo stesso Victorreke che ha certamente aiutato suo cugino ancora minore Dimitri all'inizio dello scorso anno per accusare Marcel e suo vicino di 'abusi sessuali' e di sporgere denuncia contro Marcel.
Come Victorreke aveva fatto nel 1998, poco dopo la rivelazione del caso Zandvoort, Dimitri andava raccontando la sua storia ad un giornalista del Nieuwsblad.
Già da quel momento Dimitri aveva inviato minacce di morte a Sanne perchè lei aveva interrotto i contatti con lui su Facebook.
La figlia di Marcel ha sporto denuncia presso la Polizia di Herentals in quel momento là ed io avevo scritto al Ministro Turtelboom che non mi ha mai risposto. 
A causa del fatto che il Ministro Milquet, che era responsabile per il buon funzionamento del servizio di polizia e per la sicurezza dei cittadini, non mi voleva rispondere, io ho scritto ieri all'ufficio del Primo Ministro Elio Di Rupo perchè era da qualche mese che lui aveva dichiarato in un comunicato di stampa che la sicurezza dei cittadini è 'il primo intento del governo belga'.
Allora e solo allora io ho avuto una risposta dell'ufficio del Primo Ministro.
Io vi farò avere le mie lettere tradotte in francese. Allora voi potrete tradurle in italiano. I genitori e la famiglia di Elio Di Rupo sono di origine italiana.
Si parla sempre del principio di separazione del potere in Belgio. Ma il capogabinetto del ministro della giustizia Turtelboom è il procuratore Jan Poels che è stato sempre un persecutore di Marcel e che ha aiutato a soffocare il caso Zandvoort ( e da cui Victorreke e la sua banda di criminali sono sempre protetti grazie alle accuse e denunce che inviano in continuazione contro Marcel).

Il capo gabinetto del ministro Milquet è il procuratore generale di Liegi, Cédric Visart di Bocarmé. Qualche anno fa quando Dutroux era stato liberato quando i magistrati erano in possesso di una cassetta video filmata dalla sua sposa dove una bambina era violentata . Lei filmava ugualmente per fare pubblicità di un nascondiglio nella cantina della coppia, dove erano state rinchiuse due bambine.All'improvviso, il dossier Dutroux, sarà sempre in istruttoria e non proseguirà mai», secondo Mr Visart de Bocarmé.

16/02/2013

Caso Zandvoort: Sicurezza di Stato belga

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14.2.2013

Caro Giovanni,

Le minacce sono arrivate nel momento che si parlava molto di  Marcel sul sito web olandese 'Argusoog' dove il libro di Marcel è stato presentato.

Un certo Ladi Kiekens, un amico di Victor, fratellastro di Marcel come voi sapete, cominciava, come è sua abitudine, a pubblicare direttamente ogni sorta di disinformazione e di accuse.
Argusoog mi voleva invitare a partecipare a questa discussione ,ma io ho rifiutato ed io ho chiesto di bloccare questo Kiekens che voleva unicamente mettere in dubbio ancora una volta Marcel (ed il Werkgroep).
Nel momento che si parlava della scomparsa di Manuel Schadwald che sarebbe il caso di Joris Demminck, un funzionario della giustizia molto in alto della giustizia olandese che è accusato di abuso di minori, c'è stata tutta una sorta di azioni della giustizia olandese (arresti, ricatti,) sugli olandesi che lavorano su questo caso e sulla redazione di Argusoog.
Fino a quel momento Victorreke ha inviato un messaggio dal suo GSM alla nipotina di Marcel dove le chiedeva di diventare un'amica più vicina alla famiglia (di lui ed altri e lui che era il farabutto della famiglia Vervloesem). Lui stesso diceva che le avrebbe dato dei soldi per un nuovo PC e di darle un lavoro mentre che lei ha ancora 15 anni e va ancora a scuola. Victorreke aggiungeva una minaccia di morte perchè la ragazzina non voleva nè rispondere, nè toglierre dal cellulare il suo messaggio criminale.
Si è sporta denuncia presso la polizia, ma la polizia è lui ed i suoi amici (Victorreke resta ancora il presidente della commissione della polizia della Sicurezza e della Polizia di d'Herentals).  E' difficile da credere, ma lui è stato nominato direttamente dal borgomastro d'Herentals che fa parte dello stesso partito politico (i socialisti) e che era segretaria di stato ed al tempo stesso ministro della Sicurezza. 
E' chiaro allora, ciò che noi abbiamo saputo sempre, che la sicurezza si Stato è implicata in questo caso. E' anche per questa ragione che Victorreke con i suoi 30 processi verbali concernenti gli abusi di ragazzini non hanno mai avuto seguito durante la campagna contro Marcel per soffocare il caso Zandvoort.
E' anche per questa ragione che i compari di Victorreke che hanno accusato Marcel e che sono stati quasi tutti condannati, anche per furto a mano armata, sono sempre protetti dalla Giustizia.
 
Dopo le minacce di Victorreke, il loro nipote Dimitri Vervloesem, il figlio farabutto minore di Maaike, la sorella di Marcel che Marcel ha salvato dalle grinfie della psichiatria, cominciava, come all'inizio dell'anno scorso, ad inviare messaggi con minaccia di morte a Sanne.
La Giustizia di Turnhout non faceva nulla perchè loro sono protetti.
 
Victorreke e questo Dimitri hanno contatti molto stretti.  E' per questa ragiione che all'inizio dell'anno scorso, questo Dimitri andava, come Victorreke ed i membri della sua banda si davano da fare come hanno fatto nel 1998 e d in tre minori criminali hanno fatto nel 2005, all'inizio dell'anno scorso con una storia circa 'abusi sessuali' dalla parte di Marcel e loro vicino, al giornale Het Nieuwsblad. Marcel era di nuovo accusato ed era incarcerato per 6 mesi di nuovo.
(SE non l'ha ancora capito ora lui dovrebbe tagliare i ponti definitivamente con la famiglia criminale,ma lui non lo capirà mai)  
Tre giorni dopo che Victorreke e Dimitri avevano cominciato a minacciare la nipote di Marcel, tutti i siti  web del Werkgroep Morkhoven erano bloccati.
Dopo 5 mesi di minacce e la nostra protesta ovunque, li hanno riaperti ma il 6 febbraio, la ragazzina di Marcel ha ancora ricevuto una minaccia da parte di Dimitri che ha il permesso di fare quello che vuole.
Noi stiamo scrivendo ogni cosa su questo caso, ma questi criminali continuano imperterriti.
Noi abbiamo avuto una risposta dalla FOD Giustizia (Ministero della Giustizia), ma la nostra lettera al presidente del Consiglio Superiore della Giustizia(l'ex-ministro della Giustizia Van Parys, il compare dell'ex-ministro della Giustizia De Clerck che ha soffocato il caso Zandvoort) non si è degnato di rispondere.
Anche la nostra lettera al ministro Milquet degli affari interni (che è dello stesso partito politico di De Clerck e Van Parys) non ha avuto alcuna risposta.
C'è attualmente una discussione attorno alla Sicurezza di Stato Belga perchè i politici non sono contenti con il fatto che esistono fascicoli segreti di loro stessi.
Io ho letto oggi che Milquet e De Clerck vogliono tutelare la Sicurezza di Stato...
Noi sappiamo perchè.
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Nel contempo i nostri  blog sono criptati ma le minacce di morte della nipotina di Marcel continuano.  Noi ci prepariamo a delle azioni. E ieri noi abbiamo manifestato davanti al cabinetto del ministro Turtelboom a Bruxelles.Qualcuno dei servizi della Giustizia che ci ha risposto che la nostra lettera è stata inviata al Procuratore generale di Anversa. Ma è tuto quello che è stato fatto per questo caso.  Cosi lungo che i criminali come Victor e la sua banda sono protetti dalla Giustizia, e non c'è nessun cambiamento.  E' necessario che questo gioco coi criminali abbia fine. Io penso che volevano provocarci con le minacce di morte e la chiusura dei nostri blog per lasciarci fare delle cose che avrebbero prolungato le condizioni di libertà di Marcel.

01/12/2012

Abusi sessuali dei bambini: le reti

1140727680.JPGFoto: Il giudice francese Jean Pierre Rosenczveig nel 1999 sulla copertina del suo libro " Giustizia per i bambini" e nel 1983 sul giornale "CRAPOUILLOT" uscito nel gennaio 1984 Numero 73.

Nella primavera 2008, Stan Maillaud che ha lavorato sulla rete pedocriminale di Zandvoort (90.000 vittime) ha affermato che questo giudice era il pedocriminalie sulla foto n. N° 9 di Zandvoort anche se la morfologia dei visi sono differenti. Il suo sito lepeededamocles.info è stato soppresso il 31 luglio 2008 'perchè la diffamazione pubblica è vietata...

Qualche settimana fa circolava la notizia che Maillaud era misteriosamente scomparso e che sarebbe stato ricercato dalla polizia.

Sarebbe interessante sapere se le autorità francesi avvierebbero un'inchiesta nel caso della foto N° 9 di Zandvoort perchè la dichiarazione dell'ispettore Georges Zicot belga alla gendarmeria di Geel (giurisdizione di Turnhout) diceva che la foto n. 9 sarebbe un'immagine di un certo Marcel Danze, un uomo della vita notturna di Charleroi, ma ciò non sembrerebbe esatto. 

Zicot era in discredito nel caso Dutroux. Lui è stato accusato, ma poi rilasciato e trasferito in un'altra circoscrizione giudiziaria.

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La pubblicazione di questo articolo sul blog http://sos-bambini.skynetblogs.be/ è stato bloccato

Abusi sessuali dei bambini: le reti

1140727680.JPGFoto: Il giudice francese Jean Pierre Rosenczveig nel 1999 sulla copertina del suo libro " Giustizia per i bambini" e nel 1983 sul giornale "CRAPOUILLOT" uscito nel gennaio 1984 Numero 73.

Nella primavera 2008, Stan Maillaud che ha lavorato sulla rete pedocriminale di Zandvoort (90.000 vittime) ha affermato che questo giudice era il pedocriminalie sulla foto n. N° 9 di Zandvoort anche se la morfologia dei visi sono differenti. Il suo sito lepeededamocles.info è stato soppresso il 31 luglio 2008 'perchè la diffamazione pubblica è vietata...

Qualche settimana fa circolava la notizia che Maillaud era misteriosamente scomparso e che sarebbe stato ricercato dalla polizia.

Sarebbe interessante sapere se le autorità francesi avvierebbero un'inchiesta nel caso della foto N° 9 di Zandvoort perchè la dichiarazione dell'ispettore Georges Zicot belga alla gendarmeria di Geel (giurisdizione di Turnhout) diceva che la foto n. 9 sarebbe un'immagine di un certo Marcel Danze, un uomo della vita notturna di Charleroi, ma ciò non sembrerebbe esatto. 

Zicot era in discredito nel caso Dutroux. Lui è stato accusato, ma poi rilasciato e trasferito in un'altra circoscrizione giudiziaria.

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