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31/01/2011

Pedofilia: tentativo di sabotaggio del Congresso di Kaunas

pedofilia, congresso Lituania

Pedofilia: tentativo di sabotaggio del Congresso di Kaunas

Jacqueline de Croÿ - 30 janvier 2011

Più di 400 persone hanno assistito alla prima conferenza europea rivolta alle disfunzioni giudiziarie in materia di reti pedocriminali, il 22 gennaio 2011 in Lituania. L'ONG Drasius Kelias ha invitato degli specialisti sull'industria della pedopornografia, degli scienziati, dei politici, dei giornalisti e dei membri del clero, venuti dal Belgio, Italia, Lettonia e dai quattro angoli della Lituania per parlare della situazione e trovare delle soluzioni. La conferenza storica è stata trasmessa in diretta dalla trelvisione dal miglior hôtel di Kaunas: le Park Inn.


Lietuvos rytas: Il giornale e la televisione non sanno leggere, ma sanno calunniare.

Nel momento in cui il brillante giornalista Ivanauskas faceva un ritratto tagliente di certi media lituani che si "prostituiscono" falsificando coscientemente l’informazione per favorire degli interessi politici o finanziari, il Lietuvos rytas pubblicava il suo reportage con il titolo "A Kaunas, i prartigiani di Kedys hanno invitato una falsa principessa belga". Una principessa de Croÿ avrebbe ottenuto un permesso di soggiorno in Lituania usurpando l'identità di una principessa del Belgio, a credere alle parole del giornalista. Loro non avevano intenzione di fare un reportage corretto sul congresso, poichè l'articolo è stato pubblicato alle 14.58 ed invece le domande sono continuate fino alle 17.00.

La calunnia era caratterizzata da due patronimi distinti, Croÿ e Belgio, che non hanno nessuna lettera alfabetica in comune . In più la storia di queste famiglie ha un buon sito su Internet. Un articolo del New York Times nel 1913 spiega che " il duca di Croÿ [...] è diventato sovrano tedesco nel 1801, [...] il duca sovrano di Dulmen in Westphalie. [...] Il casato di Croÿ ha dunque di una legalità indiscutibile con le dinastie regnanti." Questo spiega che nel 1933, il Re Leopoldo III del Belgio ha riconosciuto a tutti i membri belgi della famiglia Croÿ il diritto di portare il titolo di principe e la qualifica di Altezza Serenissima a tutta la loro discendenza.

Questi giornalisti non sono degli ignoranti , ma avevano il fine di squalificare il congresso stesso. Loro mi hanno chiesto se ero un membro della famiglia reale belga. Io ho loro risposto che si trattava di due discendenze differenti, con dei titoli differenti : i membri della famiglia reale sono altezze reali e i membri della mia famiglia sono altezze serenissime. Questi giornalisti hanno potuto seguire i miei articoli sul caso Kedys relazionato dalla stampa lituana per un anno. Il Lietuvos rytas ha coscientemente provocato uno scandalo il giorno del congresso per nascondere l'altro vero scandalo.

Io venivo per aprire gli occhi dei lituani sull'aspetto politico delle reti pedocriminali nell'UE, per evitare loro delle trappole. Il vero problema è la libertà lasciata in mano alle violazioni delle leggi internazionali per falsificare la verità sui dossier che nuocciono all'immagine dell'UE.

E' il caso delle reti pedocriminali, che sono legali. In Olanda, la rete pedocriminale Martijn è libera di promuovere l'abuso del minore sul suo sito Internet, per il motivo della libertà di espressione, fintanto che non pubblica della pedopornografia.

Pertanto, le ONG che lottano per lo sfruttamento sessuale dei minori possono avere il divieto della libertà di espressione quando loro fanno vedere le carenze dell’UE. E' il caso dell'ONG Morkhoven, soggetta al divieto di distribuire dei manifesti ad Anversa negli anni 90, e di cui il loro fondatore, Marcel Vervloesem, ha attualmente il divieto di comunicazione sulle reti pedocriminali. Noi abbiamo il divieto di risposta alle calunnie che ci riguardano. L'avvocato di Marcel Vervloesem deve inviare una denuncia alla giustizia per eliminare una usurpazione di identità su Facebook, ma il mio account è stato eliminato sulla base della calunnia lituana.


I magistrati lituani superano gli standanrd dell'UE in materia di calunnia.

In Belgio come in Lituania, i dossier che denunciano le carenze dell'UE sono archiviate dalle calunnie dei ricorrenti, e questo è legalizzato dai tribunali con una smaccata violazione delle procedure.Ogni volta, il Belgio ci si attacca alla forma più che ai contenuti, contrariamente della Lituania.

La giustizia belga concede l'impunità ai mafiosi e ai media, soprattutto quando inventano delle storie che permette loro di stabilire delle "verità giudiziarie" che deresponsabilizzano totalmente lo Stato. La denuncia dell'ONG Morkhoven sulla rete pedocriminale Zandvoort è stata archiviata in segreto, poi aggiunta a calunnie di mafiosi che accusavano l'inquirente principale di violenze sessuali. Lui è stato condannato a dispetto dell'inettitudine dei magistrati che hanno contestato nove certificati medici che provavano che lo stato di salute dell'accusato non gli permetteva di usare violenza sessuale su nessun bambino.

In Lituania, c'è il medesimo principio, ma senza la formalità delle denunce. Le mafie lituane hanno il diritto di far fuori un giudice per la strada, mentre i loro omologhi belgi sono solo autorizzati a provocare falsi incidenti.

Ci sono volute solo due ore per dichiarare che Drasius Kedys colpevole di assassinio di due persone cui domandava di rispondere alle accuse di sfruttamentio sessuale della figlia minorenne e nipote, alla vigilia del loro processo. Drasius Kedys è stato accusato di aver assassinato un bravo giudice e che sua figlia di quattro anni aveva calunniato dicendo che aveva "un grand zizi(pene) dal quale usciva della crema". Lui è stato ancora accusato di aver assassinato un'onesta ballerina che faceva strip tease ed aveva lasciato l'arma del delitto registrata a suo nome vicino ai corpi. Lui è stato accusato senza avere il tempo materiale di effettuare ricerche scientifiche e criminologiche necessarie a definire se la medesima arma era stata da lui usata perr i due assassini e se quest'arma non gli era, per caso, stata rubata. Lui è stato dichiarato evaso, senza considerare il pensiero della sua famiglia, secondo la quale lui era stato rapito dai veri assassini.

Quello che è più evidente in Lituania, è il numero elevato di cittadini implicati in questi casi penosi, di cui la morte è sempre attribuita ad un eccessivo consumo di alcool. Drasius Kedys sarebbe morto, ubriaco, congelato in una dolce notte di primavera, addormentatosi sulla riva di un corso d'acqua. Lui avrebbe fatto imparare alla figlia di quattroanni ad inscenare una commedia di abuso sessuale di un'ora, quando il tempo di concentrazione dei bambini di quattro anni obbliga i medesimi ad un anno di corso di teratro perchè possano mettere in scena una commedia di cinque minuti. Il padrino di sua figlia sarebbe morto, ubriaco, annegando in un corso d'acqua di 50 centimetri all'antivigilia del processo in cui doveva rispondere di abusi sessuali. In un altro caso angoscioso, un uomo elegante sarebbe morto ubriaco, cadendo da una finestra dello'ottavo piano di un condominio, da dove voleva tentare di fare la pipì in strada.


Chi è la più matura tra una bambina di sei anni ed una mamma di ventitre ?

La figlia di Drasius Kedys ha chiaramente accusato la mamma di prostituirla, ma questa è stata sbianchettata, in assenza di inchieste dovute e reclamate. La mamma ha fatto una curiosa confessione dopo il congresso. Lei spiega di essere stata una innocente ed ingenua creatura, quando poi è stata sedotta da questo giovane e ricco uomo d'affari,un uomo in più sembrerebbe. Lei aveva 17 anni quando è nata la figlioletta da questa unione e 18 anni quando l'ha lasciato con il diritto ad un bel mensile di mantenimento. La giovane donna ora di ventitre anni sembra indifferente all'assassinio di un uomo che lei presume di aver amato. Lei non esita a cercare di infangare la sua memoria. Lei rimprovera alla famiglia Kedys di non averla mai accettata, cio che è molto ben comprensibile. Lei era sotto la tutela di sua sorella, una stripteuse di night-club e suo zio è un mafioso condannato quattordici volte. Lei accusa tutti di mentire, per nuocerle.

Noi abbiamo incontrato la famiglia Kedys e abbiamo avuto a che fare al contrario di lei con gente onesta gentile,razionale e generosa. E' chiaro che Drasius Kedys avrebbe dovuto essere meglio ispirato di mandar via la giovane donna da sua sorella stripteuse e suo zio mafioso. Lui sarebbe ancora in vita se le avesse consigliato, appunto alla partner,di andare a scuola piuttosto che di cercare uomini nei night club. Lui ha commesso un errore credendo di poterla proteggere da un ambiente, da cui nessuno si libera se non pagando un riscatto molto alto. Lui ha assunto le sue responsabilità di padre verso la figlia. La prova dell'onorabilità della famiglia Kedys è che loro stanno proseguendo un combattimento, particolarmente pericoloso in Lituania, per proteggere questa bambina.


Una luce di speranza: utopia o realtà ?

Poco prima del congresso, una luce di speranza è apparsa simultanemante in Belgio e in Lituania, per quanto riguarda il diritto ad un equo processo in patria. La Corte di Cassazione belga stava annullando un giudizioattribuito ad una minaccia di intimidazione, quando un tribunale lituano ha deciso di concedere alla figlia di Drasius Kedys il suo diritto e che era sottinteso cioè di decidere il suo luogo di residenza. La madre reclama la custodia, ma la minore desidera vivere con la sorella di suo papà. Un diritto di visita di quattro ore settimanale le è stato offerto, ciò che potrebbe essere conforme ai diritti dei minori, ma si dovrebbe istituire ciò in un progetto terapeutico. Dopo il congresso, stranamente, la mamma confessa che le sarà difficile di prendersi in carico la figlia, ma sembra che lei voglia perlomeno tentare. Speriamo che il tribunale le spieghi che un bambino non è un giocattolo.


Il combattimento non fa che cominciare in Lituania: noi saremo al loro fianco per evitare le trappole.

Il congresso di Kaunas ha fatto apparire che i lituani sono privilegiati dal numero eccezionale di cittadini responsabili, che conducono i loro sforzi per la protezione del minore. Loro sono anche privilegiati di avere dei giornalisti intelligenti che si battono per il diritto all'informazione, ciò che è diventato quasi inesistente nell'Europa dell'Ovest. loro sono anche privilegiati da un politico, Saliaus Stoma, che cerca una soluzione per non far chiudere gli occhi sull'industria del sesso che vuole dei minori ad ogni costo per la libidine degli adulti. Lui propone delle leggi per allineare la Lituania alla severità invocata dall'UE. Noi abbiamo anche bisogno di leggi che vietano ogni pubblica funzione ai giudici che pretendono di non conoscere il diritto internazionale.

 

28/01/2011

DIRITTI DELL'UOMO: L'IPOCRISIA DELL'UNIONE EUROPEA

diritti dell'Uomo, l'ipocrisiaEGITTO: 
27.1.2011 - L'UE RICHIAMA A RISPETTARE IL DIRITTO DI FARE MANIFESTAZIONI
'La capachef della diplomazia dell'UE, Catherine Ashton, ha di nuovo chiesto, giovedì, alle autorità egiziane di "rispettare" il diritto dei loro cittadini di mainifestare pacificamente per difendere i loro diritti.

"La libertà di espressione e il diritto di riunirsi pacificamente sono dei diritti fondamentali di ogni essere umano. Io mi rivolgo alle autorità egiziane a rispettare pienamente e proteggere i diritti dei loro cittadini e ad esprimere le loro aspirazioni politiche per mezzo di manifestazioni pacifiche", ha detto Mme Ashton in un comunicato.'

http://www.lemonde.fr/proche-orient/article/2011/01/27/eg...

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BELGIO:
27.1.2011 - Marcel Vervloesem, fondattore dell'associazione belga 'Werkgroep Morkhoven', che ha reso pubblica la rete peodcriminale Zandvoort (88.539 vittime), ha dopo il 2006 un divieto di parlare alla stampa. Lui ha anche un divieto di contattare coloro che l'hanno sostenuto di più. Lui ha il divieto di contattare purei membri della sua associazione e del direttivo,tra cui Princesse J. de Croÿ. LUi non può più lavorare con le organizzazioni che lottano contro i crimini avversi i minori. Lui non può andare all'estero senza autorizzazione. Lui ha solamente un diritto limitato alla libertà di pensiero con Facebook. 
Questo è possibile grazie all'Unione europea, una istituzione corrotta che usa belle parole sui diritti dell'uomo. 

 

13/01/2011

IL CASO PEDOCRIMINALE DI AMSTERDAM

IL CASO PEDOCRIMINALE DI AMSTERDAM - LE AUTORITA' NE SONO RESPONSABILI

Le autorità belghe hanno tentato di sminuire l'attivista fiammingo Marcel Vervloesem al silenzio e di soffocare il caso di Zandvoort, con le scappatoie delle seguenti azioni:

1 Spingendo un pedocriminale e amici ad accusarlo di averli violentati durante la sua giovinezza. 
2 Incoraggiando la stampa (e.a. il gruppo Corelio) a metterlo alla gogna senza sosta per più di dieci anni poichè sarebbe stato 'un cacciatore autodichiaratosi di pedopornografia', ' corruttore di bambini' e ' disturbato mentale'.
3 Scompigliando il suo dossier penale ed imponendogli nel 2006 un divieto assoluto di avvicinare la stampa.
4 Facendo sparire ogni testimonianza a suo favore dal suo dossier, così come i  CD del caso Zandvoort, fatto formalmente riconosciuto dal Consiglio Superiore della Giustizia.
5 Rinchiudendolo in prigione e permettendone che lo torturassero e lo maltrattassero in ogni modo possibile ed immaginabile perchè ne morisse, ciò che avrebbe potuto succedere in ogni momento visto il suo stato deplorevole di salute che richiese,del resto, gravi operazioni chirurgiche.
6 In seguito lasciandolo libero con la condizionale che non avvicinasse la stampa, nè alcuna organizzazione che di occupa di lotta contro la pedopornografia, nè i suoi amici dell'asbl Werkgroep Morkhoven.
7 Facendo pubblicare il 3.12.10 un messaggio su Nieuwsblad (appartenente al gruppo Corelio) che annunciava falsamente che Marcel Vervloesem non era stato solamente un 'autodichiaratosi cacciatore di pedopornografia', ma che pure aveva presumibilmente fatto delle estorsioni, e che aveva abbandonato il Werkgroep Morkhoven (mentre la verità era che non aveva mai fatto ed accusato di estorsioni e che la Giustizia gli aveva vietato di parlare in pubblico o di avere dei contatti con noi).

Malgrado tutto questo, il governo belga non è pertanto riuscito in pieno a mettere a segno il suo colpo. E' vero che a seguito del suo imprigionamento, delle sue sei operazioni che ha subito e dei maltrattamenti che ha pure subito in prigione, il suo cuore funziona solo al 70% ed il suo diabete fa sbalzi di ogni genere, e poi ancora oggi non si sa nulla del suo cancro alla prostata se è stato operato o no, e che è in lista di attesa per la sua insufficienza renale- malattia principalmente causata dal rifiuto di dargli le medicine di cui necessitava. Ma, contro ogni aspettativa, Marcel è sopravvissuto a tutto questo, è vivo e vegeto ed il suo cuore è per tutti quelli che come lui sono vittime delle ingiustizie della Giustizia.
Ed il recente caso pedocriminale di Amsterdam ha ancora una volta in più dimostrato che Marcel aveva ragione, e che le autorità hanno rifiutato di intervenire per prevenire che questi ragazzi venissero abusati, sebbene grazie a Marcel, loro avrebbero avuto anche la possibilità di farlo.

Werkgroep Morkhoven


(Photo: Marcel Vervloesem coi suoi nipotini)

 

22/12/2010

Rete pedocriminale Zandvoort ritorna

advandenberg.jpg64 bebè abusati negli asili nido di Amsterdam, di cui uno di questi ad un passo dall'unità "Bebé Porno" della rete pedocriminale Zandvoort, della quale Marc Dutroux parlava prima del suo arresto. La polizia olandese indaga sull'associazione Martijn, venuta alla luce 1998, quando la giustizia portoghese ha smantellato una prima branca di questa rete, sulla base di un quadernetto d'appunti che le era arrivata proprio da Marcel Vervloesem, a nome dell'associazione Morkhoven.

Il dossier era stato avviato in Belgio nel 1988, nel contesto di ricerca di info sugli autori di un rapimento di un giovane assistito dell'ospedale di Anvers, e portato in uno studio fotografico di Berlino. La procura di Termonde ha fatto prendere un blocco di appunti con indirizzi dove c'era anche Martijn, poi però archiviato sulla base di un rapporto della gendarmeria di Beveren, secondo la quale (come al solito) questo indirizzario non aveva nulla di interessante.

Ogni volta le ricerche su persone che erano in quell'indirizzario hanno condotto a quanto trovava Marcel Vervloesem su diverse associazioni di criminali belgi, olandesi, inglesi e portoghesi che trafficavano nell'import/export di minori per la produzione di questi video. Noi l'avevamo chiamata la rete di Temse/Madeira, dopo il titolo di una videocassetta, che con l'indirizzario, aveva avviato i mandati internazionali d'arresto portoghesi. Gli autori erano stati arrestati e condannati, per rendere giustizia a 34 minori.

Nello stesso giugno del 1998, l’identificazione di un minore rapito a Berlin e che era tra le vittime di Temse/Madeira, conduce Marcel Vervloesem in Olanda. Lì scopre la rete mondiale Zandvoort, la quale acquista e rivende foto pedoporno a diverse riviste specializzate. Il padrino di questa rete scappa abbandonando tutto il materiale, con 88.539 foto ed i suoi indirizzari, dove si trovava già più volte il riferimento a Martijn .

Marcel Vervloesem ricerca le foto vendute dalla rete Zandvoort e publicate sulla rivista "OK Magazine", di cui Martijn è l'editore responsabile. Lui trova la produzione controfirmata da Harry Turné degli studi "Pojkart", di Lübecca, in Germania. Lui trova anche le foto controfirmate Jean Manuel Vuillaume della rete Toro Bravo, coproduttrice della rete Coral, che seviziava negli istituti i minori lì residenti. Lui trova in sovrappiù le foto di Palestra, una rivista francese appartenente a Vuillaume, ma il cui studio pedopornografico era situato nella città belga di Berlaar.

Il successo ottenuto dalla giustizia portoghese obbliga l’Europa ad aprire (finalmente) gli occhi e prendere in considerazione un coordinamento delle varie polizie, come fa del resto l'America. Sono necessari sei mesi per lanciare la prima operazione del genere sotto il nome di "Operazione Cathédrale", nel settembre 1998. Le foto di Vuillaume, erano allora egualmente messe in vendita dalla rete di Wonderland.

L'Olanda e il Belgio (come sempre) archiviano il dossier Zandvoort in qualche settimana, ma questi riappare in Germania, in Svizzera, in Francia, in Svezia, in Polonia, Italia ed in quasi tutte le reti internazionali. Tutti i responsabili politici europei si accordano nel chiudere gli occhi su questi errori di procedura che sono volontari (cioè voluti espressamente) dalla giustizia belga, che tentano poi di far uccidere Marcel Vervloesem. Loro possono ridurlo al silenzio, ma non anche la sua associazione cioè l'ONG Morkhoven.

Il caso ritorna ancora allo scoperto di questo mese del novembre 2010 negli USA. I servizi americani "Immigration and Customs Enforcement" (ICE) ed il "Homeland Security Institute" (HSI), analizzano il PC di Robert Didua, un uomo di 46 anni di Milford, nello stato del Massachusetts. Loro vi trovano 10.000 foto e video, di cui alcuni arrivati dai Paesi Bassi, ed uno riguarda un bambino di due anni, denudato per esporre i suoi genitali , e poi abusato sessualmente.

La giustizia olandese sa che questo circuito di produzione di foto di violenze su bebè cerca degli asili nido dopo quanto rivelato da Marcel Vervloesem, nel processo verbale n° 8257/01, registrato il 14 marzo 2001 al tribunale belga di Neufchâteau. Lui attribuisce le rivelazioni di Robert Van Warmerdam, che ha lavorato nello studio situato al n°111 Admiraal de Ruyterweg ad Amsterdam, per il quale la seconda donna del capo della rete Dutroux ha lavorato come segretaria. Van Warmerdam aveva incontrato Marc Dutroux, che aspettava il suo processo per rispondere del rapimento di 6 ragazze e dell'assassinio di quattro di queste. Dutroux ha parlato a Van Warmerdam di un asilo nido senza video di sorveglianza, dove i bambini potevano essere drogati ed "utilizzati".

La giustizia olandese riapre il dossier di Robert Mikelson : un giovane di 18 anni scaraventato da un progetto finanziato dall'Union Europea dalla sua Lettonia natale in Germania, in una scuola materna di Heidelberg. Il contratto di Mikelson è iniziato nel settembre del 2002 e finito nel giugno 2003, quando lui è stato arrestato per possesso e diffusione di pedopornografia. Lui è stato condannato ad un anno di prigione coi benefici della condizionale e mandato ad Amsterdam.

Mikelson riappare essendo stato acquistato dall'associazione Martijn : il capo Richard Van Olffen un guidatore di autobus e che gestiva una trentina di siti Internet. Lui è ingaggiato dalla Comunity School dal 2004 al 2006, poi dall'asilo nido 'Het Hofnarretje', dal febbraio 2007 al giugno 2008. Due mamme gli rimproverano di aver insegnato ai loro bambini di 2,5 anni a giocherellare coi loro genitali. Queste lo denunciano alla polizia nell'agosto 2008, in seguito alla risposta del direttore dell'asilo nido, secondo il quale i bambini di due anni hanno l'immaginazione fertile, tesi ormai comune per tanti "esperti".

Un procuratore allora impone di acquisire la documentazione e mettere in pratica la legge. Il dossier parla chiaro. L’impiegato dell'asilo nido ha nel contempo acquisito la cittadinanza olandese sposando un altro uomo affiliato di Martijn, un cliente della rete Zandvoort, che vendeva delle foto di violenze sessuali sui bebè. Questo procaccia lascia alla svelta Mikelson scappando in Kenia, dove è assunto, dall'autunno del 2008, in un orfanatrofio di Nairobi, che accoglie 17 bimbi fissi e dà da mangiare a 60 bambini di strada. Van Olffen, legalmente sposato (sic) a Mikelson, gestisce un sito www.africafilms.nl e www.boyhood-magazine.org da più di due anni.

L'Olanda ha chiuso il dossier sulla base del solito psicologo (istruito) secondo il quale i racconti dei bambini non sono credibili . Mikelson ritorna ad Amsterdam. Lui è di nuovo assunto dall'ottobre del 2009 al gennaio del 2010 all'asilonido 'Jenno's Knuffelparadijs', che è nella strada al n° 74 Admiraal di Ruyterweg, ad un passo dalla produzione di video di pedopornografia di Zandvoort, al n°111 Admiraal di Ruyterweg. Lui si propone per il suo lavoro in qualità di baby-sitter, per dei prezzi bassissimi.

La richiesta americana ha fatto di più per l'Europa in un mese, che l'UE è arrivata a fare in 22 lunghi anni. L'Olanda ha ordinato l’arresto di Mikelson il 7 dicembre 2010, ma lascia (come al solito) quattro giorni al suo marito per svuotare i PC. I media danno il sopranome a Mikelsons "il mostro di Riga", senza spiegare però che loro stessi hanno impiegato 12 anni ad oscurare le foto di violenza sessuale di bambini degli schedari Zandvoort. I veri mostri sono stati tutti quelli che hanno volutamente chiuso gli occhi su queste violenze accertate da un pezzo. L'Olanda sembrerebbe averlo capito ed ha impiegato 500 poliziotti a lavorare su questo dossier.

http://www.droitfondamental.eu/001-zandvoort_rebomdit_ave...

Jacqueline de Croÿ - 21/12/2010, Fondation Princesses de Croÿ et Massimo Lancellotti 

 

24/11/2010

Festa dedicata ai bambini

In piazza per difendere i nostri bambini

User photo not available By Claudia Antonietti in Cronaca
Published: Thursday, 18 November 2010

Una festa dedicata ai bambini, un appuntamento che ha visto in prima fila le associazioni di volontariato “SOS Antiplagio” e “Gruppo Trecatese Amici 52”. La manifestazione “Scendiamo in piazza per i diritti dei bambini” è stata organizzata a Trecate sabato 13 novembre, in occasione della Giornata Mondiale della carta dei diritti del fanciullo. Un pomeriggio molto freddo e uggioso, che in qualche maniera ha tenuto lontano il grande pubblico. I presenti (una cinquantina in tutto) si sono ritrovati nel cortile interno della scuola elementare “Rodari”. Da qui è partita un’allegra fiaccolata, animata dai clown dell’associazione Dedalo. “L’evento - hanno spiegato gli organizzatori - voleva sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della tutela dei diritti dei bambini. Ci proponevamo inoltre di denunciare gli abusi dell’infanzia tristemente noti: lavoro minorile, schiavitù, prostituzione, pedopornografia, accattonaggio, abbandono”.
Tra gli ospiti presenti, c’erano il presidente dell’associazione “SOS Antiplagio” Giovanni Ristuccia e il presidente dell’associazione “Gruppo trecatese Amici 52”, Giancarlo Antonietti; quindi c’erano il vice commissario prefettizio Elena Mele, l’assessore provinciale ai Servizi sociali Annamaria Mellone, e il collega in Comune a Novara Massimo Contaldo. Molto toccanti le parole di don Stefano, che dal palco del teatro comunale, dove i partecipanti si sono ritrovati, ha letto alcuni brani dal Vangelo in cui i bambini vengono a contatto con Gesù. Al termine è stato dato l’arrivederci all’anno prossimo, per una iniziativa che merita di essere riproposta ad un pubblico sempre maggiore.

festa, bambini, SOS Antiplagio, Gruppo Trecatese Amici 52

http://lapiazzaditrecate.terapad.com/index.cfm?fa=content...

04/05/2010

PARLAMENTO EUROPEO: PETIZIONE SULLA RETE ZANDVOORT


Droit Fondamental Version italienne...
Length: 19:42

Droit Fondamental sur http://www.facebook.com/profile.php?id=100000757324550




Messaggio al ministro della Giustizia belga

To: stefaan.de.clerck@pandora.be ; Sent: Tuesday, May 04, 2010 1:01 AM
Subject: La rete pedocriminale di Zandvoort - Marcel Vervloesem

Bruxelles, 3 maggio 2010

Dossier di Marcel Vervloesem bloccato ancora da un servizio del ministero della giustizia

Marcel Vervloesem mi ha telefonato questa sera. Il suo morale era relativamente buono per il momento.
Io non so se lui ha ora un'insufficienza renale, poichè le sue gambe sono ancora edematose.
Il Servizio dei 'Casi Individuali' del ministero della Giustizia (DIG), fa ancora di tutto per bloccare il suo dossier. Questo servizio gli rifiuta ogni uscita e chiama 'pericolosi' e falsi sistematicamente i dati del suo dossier. Il capo del dipartimento si sentono frustrati perchè il giudice del Tribunale di applicazione delle pene, non è più d'accordo con queste pratiche criminali. Io ho ,come al solito,informato il ministro della giustizia.

Jan Boeykens
Presidente dell'ASBL Werkgroep Morkhoven

Werkgroep Morkhoven asbl, Rue Faider 10, 1060 Bruxelles
Tél.: 02 537 49 97
E-mail: werkgroepmorkhoven@gmail.com
(http://www.facebook.com/profile.php?id=100000757324550&ref=ts)


PARLAMENTO EUROPEO: PETIZIONE SULLA RETE ZANDVOORT
rete pedocriminale di Zandvoort, petizione, Parlamento Europeo, Marcel Vervloesem,
ministro della Giustizia belga


27/02/2010

La prigione di Hasselt: Marcel Vervloesem - privato dalle cure mediche - rifiuto di trasferirlo

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Bruxelles,  25 febbraio 2010
 
Ministro della Giustizia Stefaan de Clerck
Waterloolaan 115
1000 Bruxelles
 
Chiar.mo sig. Ministro,

oggetto : La prigione di Hasselt - Marcel Vervloesem - privato dalle cure mediche - rifiuto di trasferirlo
 
Con la presente le invio ancora una volta un resoconto della situazione nella quale M. Marcel Vervloesem si trova. Come sapete, M. Vervloesem è imprigionato già da tre settimane nel carcere di Hasselt dove è stato trasferito, nonostante che la sua comparsa davanti alla corte per l'esecuzione delle pene di Anversa, che era stato il motivo del trasferimento, non sarebbe durato più di un'ora..
 
Come voi sapete, essendo già stato ampiamente edotto su questo caso, Marcel Vervloesem sta molto male. Cardiopatico, diabetico grave,con problemi renali, lui soffre di un cancro abbastanza lento. Questi gravi problemi di salute di cui soffre hanno già dato un esito con  20 ospedalizzazioni d'urgenza (cinque di queste ospedalizzazioni sono avvenute durante la vita in carcere.)
Malgrado questa situazione, Marcel non è stato visto da un medico da tre settimane, sebbene soffra di nuovo di disturbi cardiaci e che ha dovuto subire una pesante operazione al cuore giusto tre mesi fa. in questo momento la sua pressione arteriosa non è mai stata controllata.
Dopo qualche settimana lui non può nemmeno fare quegli esercizi fisici che il medico della prigione di Turnhout  gli aveva prescritto per la sua malattia di cuore e diabete.
Lui non può ricevere lettere. Lui non può scrivere lettere, per il fatto che lo spaccio della prigione dimentica spesso i francobolli per lui. Tutto come prima, la prigione di Turnhout aveva dimenticato di mandare il suo dossier medico al personale che effettuava il suo trasferimento,cioè di fatto manca il suo diario continuo del suo stato. Lo stesso, la prigione di Turnhout aveva dimenticato di dare i soldi sul conto personale di Marcel nella prigione di Hasselt, in modo che Marcel non era in grado di comperare alcunchè. Allo stesso modo si è dimenticato a Hasselt per lo meno sei volte di seguito, di riempire i formulari che richiede la procedura amministrativa perchè il suo trasferimento possa essere effettuato. Di conseguenza, Marcel non è mai stato ricondotto alla prigione di Turnhout. Parallelamente, ci si sarebbe dimenticati ad Hasselt che non cè una vettura regolamentare per questo genere di trasferimenti, etc.
M. Vervloesem non ha più ricevuto notizie a proposito del suo trasferimento alla prigione di Turnhout, dopo che questo trasferimento era avvenuto sei volte di cui l'ultima questo 22 febbraio 2010. Ora gli si promette che sarà trasferito il primo giorno di marzo.
Tra l'altro, M. Vervloesem non può contattare il suo avvocato in questo momento.
La corte di esecuzione delle pene aveva dato a Marcel sei mesi per preparare tutte le sue richieste etc., ma questo dossier è ora completamente bloccato. A forza di rimandare il suo trasferimento, si cerca apparentemente di impedirgli di occuparsi dei suoi affari.
 
La sola cosa che è stata fatta per lui è stata quella di applicare sulla sua porta un etichetta incollata che dice 'sorvegliato speciale', perciò  Marcel ha iniziato a diventare disperato, a seguito del suo lungo isolamento ed in assenza totale di cure mediche ed a causa del deterioramento del suo stato di salute che ne è seguito. Tutto ciò lo ha di nuovo spinto a volersi suicidare.
 
Apparentemente, i vostri servizi giudiziari provano un piacere squisitamente sadico a far soffrire fino all'estremo ed a spingere al suicidio i prigionieri gravemente ammalati, che voi avete voluto imprigionare fino alla fine dei loro giorni per poter soffocare certi loschi casi.Dopo aver realizzato le loro sinistre intenzioni, si potrà pertanto affermare che ' il detenuto abbia voluto mettere fine da solo ai suoi giorni'.
 
Io giudico queste pratiche di tortura che voi fate applicare dai vostri servizi, totalmente inammissibili e di conseguenza io vi domando ancora una volta in più e per l'ennesima volta di far cessare queste modalità aguzzine, prima che M. Vervloesem muoia a seguito di una crisi cardiaca od a seguito di un suo atto di disperazione.
 
Io insisto perchè voi normalizziate il suo trasferimento a Turnhout.
 
Se voi non avete la possibilità di un auto per questo trasferimento, noi siamo anche disposti sempre a noleggiarne uno per voi, visto che non costerà i 9.000.000 d'euro che voi spendete per l'affitto della vostra prigione di Tilburg.
 
Io vi farò arrivare ancora una volta copia della lista delle 20 ospedalizzazioni ed operazioni d'urgenza di M.Vervloesem, nella speranza che voi ne vogliate tenerne conto 
 
Contando sul fatto che voi vogliate onorare le vostre stesse promesse riguardanti la giustizia umana, e aspettando una vostra risposta,mi firmo
 
Rispettosamente
 
Jan Boeykens
Presidente dell'ASBL Werkgroep Morkhoven

 

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1060 Sint-Gillis
nr. 443.439.55
Tel: 0032 (0)2 537 49 97

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20/02/2010

Criminalità pedofila: Dr. Angela Merkel

 



janett seemannVideo-lettera aperta ad Angela Merkel

Signora Cancelliere Federale Dr. Angela Merkel
Ufficio del Cancelliere Federale
Willy-Brandt-Straße 1
10557 Berlin
Bad Münder, 20.06.2008

Denuncia di un crimine contro l’umanità, si prega di intervenire.

Egregia Cancelliere Federale, onoratissima signora Dr. Merkel,
Mi permetta di presentarmi velocemente. Mi chiamo Janett Seemann. Ho 29 anni, sono una sport-coach e originaria della Germania dell’Est. 

La protezione, in particolare di contro aggressioni sessuali e contro la criminalità pedofila mi tocca particolarmente, in base ad una personale esperienza drammatica di cui sono stata testimone in Francia. 
In questo contesto ho realizzato un rapporto riguardo agli atti criminali sui minori in Europa. 
Al momento questo rapporto è in elaborazione ed è destinato ad essere divulgato tramite internet e tutti gli altri mezzi di comunicazione. 
Le esperienze fatte tramite questo rapporto, essendomi misurata su legge e morale, sono la ragione per la quale la voglio mettere immediatamente al corrente della serietà della situazione senza aspettare la conclusione dell’elaborazione del filmato. 

Sa che già da dieci anni in Germania spariscono più di 2.100 bambini l’anno che fino ad oggi non sono stati trovati?
Sa che le nostre istituzioni di polizia e di giustizia non stiano cercando seriamente questi bambini spariti?
Sa dove questi bambini finiscono? 
Sa che esistono delle reti in Europa, che riguardano anche la Germania, che rapiscono bambini, li vendono, li fanno prostituire, li danno alle bestie che abusano di loro, li torturano e li uccidono? 

Non credo che sia al corrente di questo'orrore. Personalmente ho scoperto questa spaventosa realtà solo tramite il mio rapporto. Un orrore, che riguarda tutte le persone in Germania ed in Europa. 
Ma perché non ne siamo, noi popolo, al corrente? 

Troppe tra le nostre autorità costruiscono, per ragioni oscure, in tutta Europa un muro chiudendo 
L’accesso a queste informazioni, offuscando a tutti noi, il popolo, la realtà in Europa. 
Troppe tra le nostre autorità usano il loro potere di comunicazione e i media per distrarre la nostra attenzione dalle reti su internet.
Certe autorità sono stati guidati al loro insaputa in questa direzione. 

Eppure non è internet che rapisce, vende, maltratta, tortura e ammazza bambini. 
Non è internet che crea foto e filmati da tutte queste azioni spaventose. 
Questi filmati, i cosiddetti ‘snuff-movies’ sono venduti sotto mano a prezzi astronomici. 
Sono destinati a proiezioni private in cerchi privati e riguardano persone che hanno la possibilità di pagare questi prezzi.

A quale cerchio di persone, a quale categoria sociale sono destinati queste tremende prestazioni? 
Potrebbe trattarsi di personalità di potere, rispettabili ed influenti di nostra compagnia? 

In questo modo ogni bambino abusato, torturato e ammazzato fa pervenire alla Rete una fortuna economica. 
Vogliamo noi, popolo, costruire una connessione tra questa fortuna e il comportamento dei nostri rappresentanti? 

La Rete ha inoltre il potere e il controllo su tutta la situazione, giacché noi non ci poniamo domande al riguardo e che di conseguenza non siamo al corrente della verità. 
Perché esiste solo un unico potente pensiero che trascina tutti e che consiste nel mascherare a noi tutti questa sconvolgente realtà? 
Un pensiero che ci impedisce di ‘vedere’, mentre si parla e si scrive, sempre di nuovo, solo sulle Reti su internet e di pedofilia? 
Si tratta invece dell’abuso più crudele, delle torture più terrificanti e d'omicidio. Internet è virtuale e sta soltanto alla fine della reale catena di sofferenza di questi bambini. 

Da una parte abbiamo nel cuore delle istituzioni giuridiche e politiche persone che hanno interesse di divulgare le false informazioni, questa propaganda, che diventano quindi membri, complici e/o clienti della Rete.
Dall’altra parte abbiamo delle persone all’interno delle nostre istituzioni giuridiche e politiche di cui buona fede viene usata, come la mia, la vostra e quella di tutta la popolazione tedesca. 

E’ tanto semplice perché come potremmo noi, la popolazione tedesca, credere ad una tale orrore?
Come potremmo credere ad un simile olocausto? Non è facile ingannarci e abusarci, noi, popolo tedesco? 

Siamo nuovamente vittime di una terribile propaganda! Questa propaganda parte dalle nostre autorità. Questa propaganda rende la Germania complice di crimini contro l’umanità

Il terrore riguarda i bambini. Agisce di nascosto, è organizzato e sembra avere il consenso dello stato che permette la continuazione e l’esasperazione di questi crimini. 
Rapimenti, abusi, torture e omicidi in massa – si tratta di crimini contro l’umanità. 
E’ il lavoro della criminalità organizzata. 

Marcel Vervloesem, l’attivista belga per i diritti umani, ha fatto delle ricerche per anni,
tra l’altro per ritrovare il bambino Manuel Schadwald. Le sue ricerche hanno scoperchiato infine 
l’incredibile. Questo uomo fornì nel 1998 a tutto il mondo la prova dell’esistenza di una Rete Internazionale. Una Rete che rapisce, fa prostituire, maltratta, tortura ed ammazza bambini. 

Marcel Vervloesem ci ha portato con 21 cd-rom le prove convenzionali dell’incredibile, di cui si era impossessato durante le sue ricerche a Zandvoort (Paesi Bassi). 
Questi cd.rom contengono circa 100.000 documenti. Soprattutto foto, ma anche filmati che mettono in scena addirittura dei bebè. Si tratta della messe in scena di pose suggestive per pedofili fino ad arrivare alla morte, di maltrattamento, violenza, abuso di gruppo, tortura e altre azioni barbariche. 

Anche il bambino Manuel Schadwald si trova sui cd-rom, in mezzo a 83.000 altri bambini. Questi bambini sono per la maggior parte identificabili, come lo sono i criminali. 
Le autorità tedesche vengono informati fino alle istanze più alte. Vengono date le prove in forma di cd-rom. 
Germania disse erroneamente di non aver nulla a che fare con ciò che succede nei Paesi Bassi. 
La Germania non ha intrapreso nulla per identificare questi bambini.
La Germania non ha fatto nulla per identificare i criminali. 
La Germania non ha fatto nulla per neutralizzare la Rete.
La Germania non ha fatto nulla per fermare la violenza contro l’umanità o per condannarla. 

Nemmeno tutti gli altri stati europei, che sono stati messi in discussione in questa occasione e che sono stati confrontati con le prove, hanno reagito. 

Il Belgio è arrivato addirittura a perseguire Marcel Vervloesem giuridicamente. Una persecuzione 
Per aver portato i fatti, queste prove alla Giustizia! Accusato anche per aver creato e divulgato apertamente un manifesto con qualche foto dei cd-rom per allarmare la popolazione. 
La Corte di Cassazione belga avrebbe deciso il 24/06/2008 se egli sarebbe stato condannato incondizionatamente a quattro anni di reclusione o meno. 

E’ stato fatto appello al Consiglio dell’Unione Europea come anche al Parlamento Europeo. 
Fu deciso di organizzare una riunione in ambiente europeo per discutere sul tema. 
Stranamente non venne discusso il reale tema ma solamente solo il tema della pedofilia e della lotta contro le reti presenti in internet. Nessuna parola, nessun documento o testo legale fa alcun riferimento alla tortura o all’omicidio di bambini. Questo da dieci anni!

Dieci anni in cui veniamo trattati da stupidi! 
Dieci anni in cui viene permesso questo comportamento irresponsabile della continuazione e dell’esasperazione di questi terribili crimini contro i nostri bambini. 
Dieci anni in cui la Germania si rende con colpevole ad un crimine contro l’umanità. 

La Germania non può entrare nello scandalo di una possibile discussione, se si tratta di crimini contro l’umanità o meno, che tratta qui l’insieme di elementi fondamentali: 

1. La categoria del crimine: abuso, violenza, tortura, uccisione di bambini, di bebè.
2. Il limite: un crimine di massa.
3. Il carattere d’organizzazione
4. La complicità dello stato.

Nel caso dei cd-rom di Zandvoort vennero messi al sicuro, in un unico luogo, 21 cd-rom contenenti circa 100.000 documenti, in mezzo ad una massa di altri cd-rom, che per un errore della polizia olandese sono andati perso. 

Più di 2.100 bambini spariscono fino ad oggi in Germania l’anno apparentemente senza lasciare traccia. Se in Germania spariscono 2.100 bambini l’anno, quanti saranno in Europa l’anno? 
Quale sarà il numero di bambini spariti se calcolassimo dal 1998, l’anno in cui abbiamo fatto un appello ufficialmente, senza avere una reazione?

Si tratta di crimini di massa, anche se ci basassimo solo sui numeri dei cd-rom di Zandvoort, in cui 
appaiono più di 83.000 bambini diversi. Quella è almeno la parte visibile dell’iceberg. Un iceberg 
in mezzo ad un oceano di iceberg, che si delinea da dieci anni. 

Le indicazioni dei crimini organizzati dietro a questi crimini contro l’umanità sono ugualmente chiari e incontestabili. Credo che nessuno possa prendere il rischio di negare questa realtà. 

Di fronte ai fatti chiari, la Giustizia belga dichiara comunque che i cd-rom di Zandvoort contengono dei documenti poco importanti. Su questa base Marcel Vervloesem sentì la necessità di creare un manifesto che vi ho allegato. Il manifesto mostra alcune foto che appaiono sui cd-rom. Il popolo doveva sapere in che modo scandaloso agisce la giustizia belga, che non porta rispetto in alcuna maniera ai bambini abusati, torturati e ammazzati e che tradisce così ulteriormente questi bambini. 

Mi permetta per favore di descriverle cosa mostrano queste foto:

1. Un bambino incatenato che viene torturato con un ferro da stiro. 
2. Una donna che tiene un piccolo bambino sulle ginocchia e che lo colpisce con un oggetto sul suo sedere denudato.
3. Un bambino nella paglia, del quale è stato tagliato la gola.
4. Un bambino nudo di cui polpacci sono stati legati insieme alle cosce, gli occhi bendati e che è stato attaccati ai polsi. 
5. Un bambino nudo legato di cui polsi e caviglie sono stati legati con delle corde e che è stato imbavagliato. 
6. Un uomo che tiene la testa di un bambino che ha morsicato in faccia. 
7. Un bambino legato al quale viene piazzato in bocca un accessorio sado-maso.
Janett Seemann 2008 

 

18/02/2010

Belgio - tortura: Appello d'emergenza alla Giustizia

justice                                                     Bruxelles 18 febbraio 2010

 

APPELLO D’EMERGENZA ALLA GIUSTIZIA BELGA

 

 

Marcel Vervloesem della nostra associazione è isolato da 10 giorni nel carcere di Hasselt. Non è più seguito da medici (la direzione del carcere di Turnhout si ‘dimenticò’ di dare il dossier medico per il trasferimento un paio di giorni), non ha carta per scrivere né francobolli, ha solo due euro per telefonare (perché non può usufruire dei suoi soldi a Turnhout) e si trova 24 ore su 24 in una cella, senza televisione o altro.

Marcel trovandosi in una situazione critica (e ministro di giustizia De Clerck interverrà solo quando sarà troppo tardi, questo è certo), mi ha chiesto ieri di dirmi a sua figlia di restare assolutamente a casa. Le aveva telefonato ma non era a casa e quindi ha perso un altro euro per le telefonate.

Nella sua lettera del 12 febbraio 2010 ci disse che sarebbe stata l’ultima lettera perché aveva usato il suo ultimo francobollo. Non eravamo in grado di spedirgli dei francobolli, perché si promette da due settimane che Marcel verrebbe riportato a Turnhout, mentre il trasferimento fu organizzato per una sola ora presso la corte esecutivo penale di Anversa.

Si tratta quindi di tortura e omicidio su una persona che

1)      è malato di cuore,

2)      è diabetico

3)      soffre di cancro

4)      ha problemi con i reni

5)      che fu ricoverato con urgenza ed operato per ben 20 volte (di cui 5 volte durante la sua detenzione)

6) che non deve stare in carcere, ma che nuovamente deve essere ricoverato con urgenza in ospedale.

 

Poco fa ho chiamato il carcere di Hasselt con la richiesta di tirarlo al più presto fuori dall’isolamento e di fargli avere i trattamenti medici necessari. La risposta fu: “Se è in isolamento qualcuno dall’alto avrà dato l’ordine di farlo” dopodiché il telefono è stato attaccato. Ho cercato di telefonare al suo avvocato Mter. Raf Jespers, ma lei sarebbe di ritorno in ufficio solo alle 17.00. Ora telefono a tutti i vari servizi, membri della Camera, alla stampa (belga ed estera). Ripeto: E puramente omicidio e ho messo al corrente ripetutamente il ministro De Clerck ma egli non muove un dito. Ho telefonato anche al Cabinetto di Giustizia e lo farò di nuovo e probabilmente non mi ci limiterò e telefonerò tutto il giorno perché mi sento obbligato a salvare la vita a Marcel e perché a posteriori non vorrei sentirmi in colpa per non aver fatto tutto il possibile.

Evidentemente Marcel dovrà essere freddato per insabbiare il caso di pedopornografia di Zandvoort e le sparizioni confermate dalla Corte Suprema di Giustizia dei documenti dal dossier penale che provavano la sua innocenza e dei 7 CD-ROM con materiale pedopornografico appartenenti al caso Zandvoort che il Re del Belgio passò nel 1998, tramite ora l’ex-ministro di Giustizia Tony van Parys, al Procuratore Generale di allora; Christine Dekkers. Preferibilmente un’eliminazione senza testimoni ed ecco il perché dell’isolamento. Perfino le E-mail con traduzioni di un medico italiano che ci dà un supporto, sono completamente bloccati ora! Dov’è la differenza tra giustizia e criminalità quando un ministro di giustizia è perfettamente continuamente informato, permettendo o chissà, perfino dando delle ordine per questo lui stesso?

Con il nostro Gruppo di Lavoro faccio l’appello a tutti e a tutte le organizzazioni di far girare questo grido disperato e di scrivere o di chiamare tutte le autorità, politici, stampa (anche europea).

 

Jan Boeykens,

Presidente vzw Werkgroep Morkhoven

http://spiegel-van-de-nederlandse-politiek.skynetblogs.be/

http://apps.facebook.com/causes/438481/

 

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Ecco la lista delle sue  20 ospedalizzazioni d’urgenza e delle operazioni subite da Marcel Vervloesem e che sono state inviate più di  40 volte al Ministro De Clerck e ed ai suoi sollaboratori.

1) Cancro prostatico – Hopital St H. Hart à Lier – 2 volte
2) Insufficienza renale– 5 voltes – Hôpital St Elisabeth à Herentals
3) Pancreatite – 2 volter – 1X Hopital St H. Hart à Lier, 1X UIA d’Anvers
4) Urgenza in cura intensiva per pancreatite 2 –
5) Nuova urgenza in terapia intensiava pancreatite 1 – UIA d’Anvers
6) Cure intensive – Hôpital Fabiola à Sambreville/Hôpital St Elisabeth à Herentals 11X
7) Insufficienza renale – Gasthuisberg à Louvain – 2 X
8. Malfunzionamento cardiaco ed operazione à l’AZ Imelda Bonheiden – 3X
9) Cure intensive per Iddm – Hopital St H. Hart à Lier 4X
10) Insucfficienza renale – Hopital St H. Hart à Lier – 1X
11) Cardiochirurgia – AZ St Jan Bruges – 1X
12) Dialisi renale – Hopital St H. Hart à Lier- 1X
13) Emorragia interna – AZ St Jan Bruges – 1X
14) Nuova chirurgia – AZ St Jan Bruges – 1X
15) Impianto chirurgico di sonda per dialisi – AZ St Jan Bruges – 1X
16) Cure intensive er il cuore – St Elisabeth Turnhout – 1X
17) Cure urgenti intensive per anemia (da leucemia) – St Elisabeth Turnhout – 1X
18) Cure urgenti intensive – St Elisabeth à Herentals – 1X
19) Operazione al cuore – AZ St Jan Bruges
20) In data 14 maggio 2009 lui ha avuto problemi cardiaci per la mancanza di medicazione ed un trattamento insufficiente di cura,doveva andare all’ospedale di AZ Sint Jan Bruges ma la direzione della prigione con suo divieto è riuscita un giorno prima dell’ammissione e sulla base del fatidico rapporto del PSD a non farlo ricoverare. Ogni ospedalizzaizoni uergente a Bruges e Turnhout, ha avuto luogo tra l’imprigionamento di Marcel Vervloesem alla prigione di Turnhout e la prigione di Bruges. 

clintondegucht

FONTE:

Gruppo Morkhoven
Droit Fondamental (I, F, A)
Le reti pedocriminali: Zandvoort
Le reti pedocriminali – Zandvoort: Video 1 (F, H)
Le reti pedocriminali – Zandvoort: Video 2 Marcel Vervloesem (F,H)
Le reti pedocriminali – Zandvoort
Video 1-2 La scandalosa detenzione di Marcel Vervloesem: Il Caso Zandvoort
Video 2-2 La scandalosa detenzione di Marcel Vervloesem: Il Caso Zandvoort 
Le reti pedocriminali – Zandvoort: Indymedia (A)
Hillary Clinton – De Gucht – Guantanamo (I)
Diritti umani Onu: Belgio (I)
Belgio prigione tortura

DIFFONDETE, PUBBLICATE QUESTO MESSAGGIO. PROTESTATE CONTRO QUESTI TRATTAMENTI INUMANI !

Firmare la petizione ‘Free Marcel Vervloesem!’

 

16/02/2010

Juge Ringot - il caso Zandvoort

chabrol non lieu 4 001

Il giudice parla di associazioni sospette'.

Ripete le parole che i giudici belgi hanno utilizzato per soffocare il caso Zandvoort...

Il caso Zandvoort col giudice della giovinezza Rozentz. che abusava dei bambini nel caso Zandvoort, sta salendo ancora!

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11.2.2010

Cara X, 


Ho sentito. 

E' scandaloso. 

I genitori hanno il diritto di vedere i loro figli. Non c'è nessuna discussione da fare. 

Metti questo caso su facebook. 

Domanda l'aiuto a J. e altri per correggere ivostri sbagli e dare un senso alle vostre emozioni. 

Cominciate con una petizione su facebook ! 

Io firmerò ed io voglio fare pubblicità e cercare persone che firmano. 

Per me è tutto chiaro. Il vostro caso è legato al caso Zandvoort ed a causa di questo caso che il vostro sito è diventato così popolare. 

Nel caso Marcel, si è visto giustamente la stessa cosa. 
si è quindi, con l'ostaggio di Marcel in prigione, potuto fare di tutto per far allontanare l'attenzione del caso Zandvoort con le commedie fornite dalla cara giustizia. 
Da te è la stessa cosa,il medesimo gioco. 
Un gioco sadico che è sempre stato di dare speranza e non speranza per far dimenticare il caso Zandvoort di cui tu sei stata vittima. 

Io ho iniziato un blog 'La protezione dei bambini' (http://la-protection-des-enfants.skynetblogs.be/

Io voglio pubblicare questo caso su questo blog con le referenze di Jacqueline e del tuo blog. 


Jan Boeykens 
Gruppo Morkhoven

08/02/2010

Belgio: prigioni sovrappopolate

‘Sovrappopolazione delle prigioni’

Lundi, février 8, 2010
By Jan Boeykens

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Belgio: prigioni sovrappopolate

I prigionieri belgi sono in gran parte molto ammalati, ma sono liberati solo tre giorni prima della loro morte probabile.

Noi possiamo consigliare il ministro della giustizia belga di nominare Oscar come presidente dei servizi psicosociali in una delle prigioni.

Oscar è un gatto con un dono speciale.

Lui vive in una istituzione per dei vecchi ed ogni volta che qualcuno muore, lui va a trovarlo nella camera in cui l’uomo muore percè sa che nessuno va a trovarlo o preveda che muore.

Oscar sembra essere meglio nel prevedere ciò che i medici specializzati non sanno fare ed ha previsto 50 volte la morte di una persona.

Lui sarebbe un collaboratore efficiente del ministro Stefaan De Clerck.

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Ecco la lista delle sue  20 ospedalizzazioni d’urgenza e delle operazioni subite da Marcel Vervloesem e che sono state inviate più di  40 volte al Ministro De Clerck e ed ai suoi sollaboratori.

1) Cancro prostatico – Hopital St H. Hart à Lier – 2 volte
2) Insufficienza renale– 5 voltes – Hôpital St Elisabeth à Herentals
3) Pancreatite – 2 volter – 1X Hopital St H. Hart à Lier, 1X UIA d’Anvers
4) Urgenza in cura intensiva per pancreatite 2 –
5) Nuova urgenza in terapia intensiava pancreatite 1 – UIA d’Anvers
6) Cure intensive – Hôpital Fabiola à Sambreville/Hôpital St Elisabeth à Herentals 11X
7) Insufficienza renale – Gasthuisberg à Louvain – 2 X
8. Malfunzionamento cardiaco ed operazione à l’AZ Imelda Bonheiden – 3X
9) Cure intensive per Iddm – Hopital St H. Hart à Lier 4X
10) Insucfficienza renale – Hopital St H. Hart à Lier – 1X
11) Cardiochirurgia – AZ St Jan Bruges – 1X
12) Dialisi renale – Hopital St H. Hart à Lier- 1X
13) Emorragia interna – AZ St Jan Bruges – 1X
14) Nuova chirurgia – AZ St Jan Bruges – 1X
15) Impianto chirurgico di sonda per dialisi – AZ St Jan Bruges – 1X
16) Cure intensive er il cuore – St Elisabeth Turnhout – 1X
17) Cure urgenti intensive per anemia (da leucemia) – St Elisabeth Turnhout – 1X
18) Cure urgenti intensive – St Elisabeth à Herentals – 1X
19) Operazione al cuore – AZ St Jan Bruges
20) In data 14 maggio 2009 lui ha avuto problemi cardiaci per la mancanza di medicazione ed un trattamento insufficiente di cura,doveva andare all’ospedale di AZ Sint Jan Bruges ma la direzione della prigione con suo divieto è riuscita un giorno prima dell’ammissione e sulla base del fatidico rapporto del PSD a non farlo ricoverare. Ogni ospedalizzaizoni uergente a Bruges e Turnhout, ha avuto luogo tra l’imprigionamento di Marcel Vervloesem alla prigione di Turnhout e la prigione di Bruges.

 

clintondegucht

FONTE:

Gruppo Morkhoven
Droit Fondamental (I, F, A)
Le reti pedocriminali: Zandvoort
Le reti pedocriminali – Zandvoort: Video 1 (F, H)
Le reti pedocriminali – Zandvoort: Video 2 Marcel Vervloesem (F,H)
Le reti pedocriminali – Zandvoort
Video 1-2 La scandalosa detenzione di Marcel Vervloesem: Il Caso Zandvoort
Video 2-2 La scandalosa detenzione di Marcel Vervloesem: Il Caso Zandvoort 
Le reti pedocriminali – Zandvoort: Indymedia (A)
Hillary Clinton – De Gucht – Guantanamo (I)
Diritti umani Onu: Belgio (I)
Belgio prigione tortura

DIFFONDETE, PUBBLICATE QUESTO MESSAGGIO. PROTESTATE CONTRO QUESTI TRATTAMENTI INUMANI !

Firmare la petizione ‘Free Marcel Vervloesem!’

Photo: Oscar

http://gevangenissen.morkhoven.org/?p=381

04/02/2010

Haiti: tutela dei bambini

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L'ONU costituisce per Haiti una “Unità di crisi” per la tutela dei bambini il 02 febbraio 2010 a Ginevra, il terremoto è stato il 12/01/2010 ad Haiti: l'intervento ufficiale è programmato quindi oltre 22 giorni dopo.

Dall'agenzia dell' Ansa (e da altre) del 03/02/2010 si leggono le lagnanze di Guido Bertolaso alla LA MADDALENA  circa  l'approccio che c'è stato per il terremoto di Haiti sostenendo che fare il G8 all'Aquila non è servito a far capire l'emergenza alle nazioni del mondo.   Guido Bertolaso dice  "Spostare il G8 all'Aquila aveva un obiettivo: far toccare con mano ai grandi della Terra la sofferenza di chi è stato colpito da un terremoto e fargli capire come gestire un'emergenza (che da quando esiste l'ONU ce ne sono state a iosa): un'esperienza ennesima che però non è servita".

Il capo della Protezione Civile Italiana, Guido Bertolaso, torna a criticare la gestione da parte della comunità  internazionale, del terremoto ad Haiti, dopo le polemiche suscitate dalle sue parole nei confronti dell'intervento americano e della comunità internazionale. E prosegue il capo della Protezione Civile, "oggi mi rendo conto che ciò non è servito e il sogno cullato non si è realizzato. Quello che sta accadendo a molti chilometri dall'Aquila, come ripetono anche oggi giornali nazionali e internazionali, lo dimostra.”

Bertolaso ha poi ribadito che da parte sua "non c' é mai stata nessuna polemica su Haiti", anche se ci sono stati attriti con rappresentanti americani,  "Io ho espresso un parere da tecnico - ha detto - non contro un sistema e un intervento di un Paese, ma di una comunità internazionale che ha tutti i mezzi per intervenire e non è stata capace, nell'emergenza e dopo, di farlo".

Bertolaso non accenna ai bambini dispersi perché il suo campo è differente, più vasto, ma ciò non toglie che il problema bambini è sempre affrontato dai summit della nazioni in ritardo e forse in modo inadeguato, mentre immediatamente dopo la catastrofe arrivano gli altri, i cacciatori di bambini. Forse dovremmo imparare ad imitare le loro mosse.

 

E da Ginevra arriva ,dopo 22 giorni. una affermazione di quattro esperti nominati dall'ONU sui trafficanti di bambini; si parla di alto rischio di traffico per i bambini. Rischio di adesso o che già c'era dal primo giorno ? Perché non c'è, in tempo di non catastrofe, un'unità di crisi fissa che si occupa di mettere a punto un servizio che si attiva subito per l'emergenza bambini, che invece le associazioni internazionali come Terres des Hommes e Save the Children , Sos Children's Village ed altre lo gridavano sui media in tutti i modi ? 

Ma non c'era un organismo ufficiale mondiale ovvero “unità di crisi immediata” a salvaguardia dei bambini abbandonati non dai genitori, ma resi tali dalla catastrofe?

“22 giorni dopo i quattro esperti dell' ONU sui diritti dell'uomo dicono quello che già si leggeva su tutti i giornali del mondo intero: gli esperti non citano le cifre dei bambini scomparsi, in via di espatrio ed altro; grazie, grazie delle notizie che sapevamo già.        Ma perché non sono partiti i soccorsi mirati per lo scopo di salvaguardare i bambini dispersi e lo hanno fatto invece volontari o residui di polizia locale, ma non con le direttive precise dell'ONU? 

Si resta sconcertati di questo ritardo o meglio attivazione in extremis e non preventiva. Possibile che le catastrofi precedenti non hanno dato il tempo di creare proprio all'ONU questa unità di crisi che compare solo ora “per la Protezione dei bambini - aggiungiamo -rimasti dopo la non bufala delle sparizioni dei bambini già puntualizzata da più fonti e da organismi di volontariato e dall'Unicef sul posto ad Haiti,  non certo comodo come a Ginevra. 

L'ONU ha nomitato queste quattro persone: Gulnara Shahinian (forme contemporanee di schiavitù), Najat M'jid Maalla (vendita di bambini, prostituzione e pornografia infantile), Joy Ngozi Ezeilo (tratta di esseri umani) e Marta Santos Pais (violenza contro i bambini), ma dove risiederanno a  Ginevra o dove e ci possono dire che cosa stanno attivando o miracolosamente hanno già attivato da tempo e non messo in atto? 
 

Riguardo all'associazione americana New Life Children Refuge, che era stata fermata la settimana scorsa alla frontiera con la Repubblica Dominicana per un banale controllo, sostenendo che i 33 bambini a bordo erano orfani e dovevano essere adottati: ma non avevano con sé alcun documento che comprovasse la regolarità delle adozioni? 

Le autorità di Haiti li hanno arrestati con l'accusa di traffico illegale. Sono in corso trattative con le autorità  Usa e quelle di Haiti per un eventuale trasferimento dei dieci in territorio americano, "ma solo a patto che vengano sottoposti a processo" ha detto alla CNN il ministro haitiano delle Comunicazioni, Marie-Laurence Jocelin Lassegue.  

 "E' del tutto fuori dal mondo che i nostri bambini possano essere presi per strada e portati fuori dal Paese - ha aggiunto -. Queste persone saranno processate.”  

Non saranno processati invece quelli che hanno portato via i bambini dagli ospedali oppure quei 140 bambini deportati non si sa dove, perché nessuno lo dice ancora.                          

E nemmeno, per ora, si ipotizza un processo a chi doveva intervenire per tempo e con una preventiva organizzazione non solo sulla carta, ma attiva sul campo.

 

15:57 Scritto da: Morkhoven in Actualité | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: haiti, tutela dei bambini |  Facebook |

27/12/2009

Prigioni belghe - prigionieri ammalati: lettera al Parlamentari



PRIGIONI BELGHE - PRIGIONIERI AMMALATI: LETTERA AI PARLAMENTARI


TraliesimagesBruxelles, 22.12.2009

Signora, Signor Deputato

Noi vi domandiamo solennemente di intervenire presso il Ministro della Giustizia alfine di chiedergli l'ospedalizzazione urgente del signor Marcel Vervloesem, che è richiesta dal medico della prigione di Turnhout per il suo stato di pre-coma iperglicemico con picchi della glicemia che non sono più misurabili e d anche per una rivalutazione delle sue cure attuali, tutto ciò deve essere fatto imperativamente in un luogo ospedaliero,con un eventuale passaggio dalla rianimazione.

Il governo belga, il ministro della giustizia, l’ammministrazione penitenziaria, i deputati belgi ed europei sono informati regolarmente da diverse associazioni, tra cui anche la nostra, del trattamento indegno ed inumano assimilabile ad una tortura alla quale è sottoposto questo prigioniero eccezionale. Sono stati tutti avvisati,dopo il 5 settembre 2008, del rifiuto sistematico di concedere delle cure per la salute a Marcel Vervloesem, assicurandosi così di tenerlo continuamente in pericolo di vita. Marcel Vervloesem ha perso 8 kili in tre settimane, ciò che è segno di una ripresa del suo cancro, che non è mai stato curato, a dispetto della domanda del medico della prigione di un protocollo di cura dal 10 settembre 2008. Lui attualmente non riesce più a tener testa ai suoi dolori. Soffre anche di nausee, vomiti , vertigini permanenti ed è diventato cieco : questi sono verosimilmente i segni del  pre-coma.

Nel 2005 già, dopo un'incarcerazione illegale (sottoposta al giudizio della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo), una funzionaria del Ministero della Giustizia aveva risposto alla domanda se era normale svegliare un paziente cardiaco ogni quarto d'ora:
"Ma no, non si deve svegliare,ma solo constatare se è  morto o no.". Dopo, il Ministro della Giustizia, per mezzo degli intermediari dei suoi servizi, rimprovera ufficialmente a Marcel Vervloesem i suoi contatti con le ONG della protezione dei diritti dell'uomo, per le pubblicazioni via media sui loro siti internet. I funzionari non rispondono più nè alle lettere,nè al telefono, se non ripetendo sistematicamente le medesime parole e frasi come una cantilena continua.

La settimana scorsa, Jan Boeykens, il Presidente dell'ONG Werkgroep Morkhoven, ha contattato per mail e telfono la direzione generale delle istituzioni penitenziarie ed il gabinetto del Ministro della Giustizia per ricordargli l'urgenza dell'ospedalizzazione. Lui ha ancora chiamato questo 21 dicembre 2009, ma prima di mezzogiorno, tutti erano ,come sempre,in riunione. Lui ha parlato con Luc Stas, un consigliere fiammingo del ministro della Giustizia Stefaan De Clerck, che ha dichiarato, che lui' non rispondeva alle questioni inerenti i rpiugionieri per telefono" ed ha troncato la conversazione. Lui allora ha parlato con Lieselot Bleyenberg, porta voce aggiunta del Ministro, che ha risposto che lei contatterà il servizio medico. Lui ha anche parlato con una collaboratrice della direzione generale delle istituzioni penintenziarie a Bruxelles, Vanessa Bury, che sembrerebbe che segue il dossier, ma anche lei ,come tutti e come sempre era ancora "nelle solite riunioni interminabili".

Un altro funzionario ha risposto di contattare il medico o il direttore della prigione. Ora ,il responsabile della direzione della prigione di Turnhout, Eric Geudens, ha risposto a Maître Raf Jespers, l'avvocato di Marcel Vervloesem, che non c'era alcun problema'. Nell' ottobre 2008, questo stesso Geudens aveva risposto al telefono "che lo stato di salute di Marcel Vervloesem non giustificava l'ospedalizzazione". L'indomani, lui non aveva più di 24 battiti cardiaci al minuto ed era condotto con un'ambulanza attrezzata all'ospedale di Turnhout, dove i medici impiegarono 13 ore a rianimarlo.

Sembrava chiaro che il Ministero vuole prevenire le cavolate dei suoi funzionari, tali da spiegare alle ONG che i secondini dovevano controllare ogni quarto d'ora se i prigionieri ammalati erano morti o no. Dopo, i funzionari riportavano sistematicamente gli sbagli dell' avvocato (sottintendendo cioè quello di Marcel Vervloesem che sarebbe stato un buono a nulla), circa il direttore ed il medico della prigione. Ora, un articolo apparso sul giornale "Het Nieuwsblad" pubblicato il 10 2008, dimostra che sono stati i servizi del Ministero della giustizia di Bruxelles che si erano opposti ad una ospedalizzazione di Marcel Vervloesem, peraltro ordinata dal medico della prigione di Turnhout.
Questo divieto di ospedalizzazione aveva obbligato a mandare indietro l'ambulanza chiamata dal medico.

Nel marzo 2009, il Ministro della Giustizia ha proposto a Mr Vervloesem una pillola per provocare un arresto cardiaco.

Il 26 giugno 2009, il giudice del tribunale delle pene ha detto del suo arresto che 'Solo il ministro può decidere su una libertà con condizionale per ragioni mediche', ciò che è stato confermato dalla Corte di Cassazione.

Il 13 luglio 2009, nella lettera a Paul Van Buitenen, Membro del Parlamento Europeo, Il Ministro della giustizia ha assicurato che anche a lui non è stato permesso di intervenire, in virtù della legge del 17 maggio 2006 concernente (…) l’attribuzione di un controllo elettronico che è di competenza esclusiva del tribunale dell'applicazione delle pene.

Il 4 settembre 2009, in risposta alla domanda parlamentare n° 4-3231, il Ministro del la giustizia ha assicurato che il comma undici di questa legge votata, che attribuisce a questo tribunale di giudicare le libertà com condizionale per ragioni di salute, non sarebbe applicabile se non in ragione del "lo stato di esubero della popolazione carceraria", ma che nel caso specifico " potrebbe causare un pregiudizio ai detenuti".

La nostra associazione ha inviato una lettera raccomandata a Mr Stefaan De Clerck per informarlo personalmente delle gravi patologie di Marcel Vervloesem e della necessità di potergli accordare una libertà sotto condizionale per ragioni di salute. Noi non abbiamo avuto alcuna risposta fino ad oggi.

La responsabilità del governo belga, perfettamente al corrente della situazione, è dunque in piena colpevolezza di :

1°) non-assistenza a persona in pericolo di morte a più riprese.
2°) blocco dell'applicazione della legge sulla liberazione sotto condizionale per ragioni di salute e sui diritti dei detenuti alle cure per la salute di qualità identica a quelle che sono accessibili alle persone del mondo libero.

Noi insistiamo presso di voi, poichè il momento è troppo grave per noi democratici, poichè l'uomo sta morendo, senza che nessuna delle istanze inoltrate ai cosidetti competenti sia stata presa in considerazione per risparmiargli sofferenze troppo gravi. Ogni giorno ha importanza nella situazione della salute di Marcel Vervloesem ed inoltre lui sta avviandosi verso una fine a breve scadenza e dolorosa.

Rispettosamente,

 

Martine Mangione

Presidente dell’associazione Marcel Vervloesem-Tevirepedo
Tevirpedo@droitfondamental.eu

http://tevirepedo.droitfondamental.eu/

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Van Tevirepedo Tevirepedo@droitfondamental.eu
Aan meyrem almacidekamer, gerolf annemansdekamer, marie.arena lachambre, josy.arens lachambre, yolande.avontroodt dekamer, daniel.bacquelaine lachambre,xavier.baeselen lachambre, ronny.balcaen lachambre, sonja.becq dekamer, francois.bellot lachambre, philippe.blanchart lachambre, hendrik.bogaert dekamer, hans.bonte dekamer,juliette.boulet lachambre, christian.brotcorne lachambre, koen.bultinck dekamer,colette.burgeon lachambre, ingrid.claes dekamer, david.clarinval lachambre, guy.coeme lachambre, patrick.cocriamon lachambre, alexandra.colen dekamer, francoise.colinia lachambre, philippe.collard lachambre, jean.cornil lachambre, valerie.deom lachambre,guy.dhaeseleer dekamer, hendrik.daems dekamer, georges.dallemagne lachambre,maggie.deblock dekamer, rita.debont dekamer, valerie.debue lachambre, mathias.declercq dekamer, herman.decroo dekamer, francois.dedonnea lachambre, patrick.degroote dekamer, martine.demaght dekamer, filip.deman dekamer, corinne.depermentier lachambre, jenne.depotter dekamer, els.de.rammelaere dekamer, mia.deschamphelaere dekamer, wouter.de.vriendt dekamer, jeanmarie.dedecker dekamer, roland.defreyne dekamer, katia.dellafaille dekamer, roel.deseyn dekamer, olivier.destrebecq lachambre,maya.detiege dekamer, patrick.dewael dekamer, leen.dierick dekamer, camille.dieu lachambre, michel.doomst dekamer, dalila.douifi dekamer, daniel.ducarme lachambre,denis.ducarme lachambre, andre.flahaut lachambre, jean-jacques.flahaux lachambre,catherine.fonck lachambre, andre.frederic lachambre, jacqueline.galant lachambre,david.geerts dekamer, zoe.genot lachambre, joseph.george lachambre, muriel.gerkens lachambre, thierry.giet lachambre, georges.gilkinet lachambre, luc.goutry dekamer,hagen.goyvaerts dekamer, luc.gustin lachambre, olivier.hamal lachambre, kattrin.jadin lachambre, eric.jadot lachambre, jan.jambon dekamer, gerald.kindermans dekamer,meryame.kitir dekamer, bart.laeremans dekamer, sabien.lahaye-battheu dekamer, fouad.lahssaini lachambre, karine.lalieux lachambre, marie.claire.lambert lachambre, renaat.landuyt dekamer, david.lavaux lachambre, carine.lecomte lachambre, josee.lejeune lachambre, eric.libert lachambre, peter.logghe dekamer, peter.luykx dekamer, olivier.maingain lachambre, mariechristine.marghem lachambre, alain.mathot lachambre, yvan.mayeur lachambre, guy.milcamps lachambre, patrick.moriau lachambre, jan.mortelmans dekamer, linda.musin lachambre, nathalie.muylle dekamer,clotilde.nyssens lachambre, jacques.otlet lachambre, katrien.partyka dekamer,barbara.pas dekamer, jan.peeters dekamer, andre.perpete lachambre, cathy.plasman dekamer, annick.ponthier dekamer,magda.raemaekers dekamer, willem-frederik.schiltz dekamer, bert.schoofs dekamer, marie-martine.schyns lachambre, luc.sevenhans dekamer, sarah.smeyers dekamer, therese.snoyetdoppuers lachambre, bart.somers dekamer, ine.somers dekamer, sofie.staelraeve dekamer, bruno.stevenheydens dekamer, isabelle.tasiaux lachambre, raf.terwingen dekamer, eric.thiebaut lachambre, bruno.tobback dekamer,bruno.tuybens dekamer, ilse.uyttersprot dekamer, bruno.valkeniers dekamer, Luk.Van.Biesen dekamer, christine.vanbroeckhoven dekamer, ludo.vancampenhout dekamer, carina.vancauter dekamer, lieve.vandaele dekamer, robert.vandevelde dekamer, jef.vandenbergh dekamer, francis.v.d.eynde dekamer, liesbeth.vanderauwera dekamer, dirk.vandermaelen dekamer, tinne.vanderstraeten dekamer, bruno.vangrootenbrulle lachambre, stefaan.van.hecke dekamer, flor.vannoppen dekamer, ludwig.vandenhove dekamer, paul.vanhie dekamer, hilde.vautmans dekamer, stefaan.vercamer dekamer, mark.verhaegen dekamer, s.verherstraeten dekamer, geert.versnick dekamer, dirk.vijnck dekamer, kristof.waterschoot dekamer, ben.weyts dekamer, brigitte.wiaux lachambre, hilal.yalcin dekamer
cc: antwerp progresslaw.net, Jan Boeykens werkgroepmorkhoven, oip oipbelgique
Datum: 22 december 2009
Onderwerp: Marcel Vervloesem en pré coma a besoin d'une hospitalisation immédiate

 

clintondeguchtFONTE:

 

Gruppo Morkhoven
Droit Fondamental (I, F, A)
Le reti pedocriminali: Zandvoort
Website - http://www.morkhoven.droitfondamental.eu/ (I, A, F, H)
Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video 1 Marcel Vervloesem BFM-TV - http://www.youtube.com/watch?v=-eFnm5Eov8g (F, H)
Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video 2 Marcel Vervloesem BFM-TV - http://www.youtube.com/watch?v=r3nzjJj9GGo (F,H)
Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video Marcel Vervloesem BFM-TV - Dailymotion (F)
Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video Marcel Vervloesem BFM-TV - Blog Claudia Vinck
Video 1-2 La scandalosa detenzione di Marcel Vervloesem: Il Caso Zandvoort 
Video 2-2 La scandalosa detenzione di Marcel Vervloesem: Il Caso Zandvoort 
Le reti pedocriminali - Zandvoort: Indymedia (A)
Hillary Clinton - De Gucht - Guantanamo (I)
Diritti umani Onu: Belgio (I)
Belgio prigione tortura 

25/12/2009

Caso pedocriminale di Zandvoort: Marcel Vervloesem in pericolo di morte


dehydration.grandeBruxelles, il 24 dicembre 2009 - Mentre il Primo Ministro belga reclama uno "sforzo continuo" di lotta contro la corruzione e per l'applicazione dei Diritti dell'Uomo del nuovo governo AFGHAN e lui conduce la missione del suo ministro della giustizia, per assassinare Marcel Vervloesem, incarcerato per aver portato le prove della corruzione che copre lo sfruttamento sessuale dei bambini e dei grandi imbrogli. I medici hanno l'ordine di evitare l'ospedalizzazione...cio che ora significa, di assicurargli un coma diabetico irreversibile per disidratazione e di distruggergli i reni, se sopravvive allo scompenso cardiaco.

Marcel Vervloesem presenta attualmente i segni clinici di una disidratazione che necessita di urgenti trattamenti medici: quando il soggetto perde la vista e la sua pelle perde l'elasticità, al punto che un pizzicotto molto forte forma delle pliche sottopelle che non si spianano nemmeno quando si lascia. Lui ha perso otto kili in tre settimane. Il suo tasso glicemico ha superato la soglia del coma diabetico dopo 12 giorni. Lui vomita sempre e non tiene giù nulla.

Il controllo dei media è arrivato ad una lobotomia psicoeconomica massiccia. Più i funzionari hanno mansioni di responsabilità, e più aumenta la distanza che li separa dai prigionieri,ed ancor più diventano inumani. Il lavaggio del cervello compare nelle frasi ripetitive automatizzate, che loro ripetono uno dopo l'altro,da un ufficio all'altro. Solo i guardiani e gli infermieri della prigione sono infuriati. La loro professione è di assicurare una vita comunitaria giusta ed umana ai prigionieri, e non di sorvegliare un uomo che si sta assassinando perdisidratazione.

Nel 2005, Laurette Onkelinx, allora Ministro della Giustizia e dopo ministro della sanità, aveva cannato un primo tentativo di assassinio interdicendo di ospedalizzare Marcel Vervloesem. Alla domanda se era normale svegliare un soggetto cardiaco ogni quarto d'ora, una funzionaria aveva risposto: "Ma non è possibile, no si può svegliare uno ogni quarto d'ora : si va solo a vedere se è morto o no.".

Nel 2008, è Jo Vandeurzen, il ministro della giustizia susseguente, che riprese la missione umanitaria di assassinare Marcel Vervloesem, era stato pregato di evitare le stesse gaffe.
Dopo ciò, tutti i funzionari ripetevano le stesse frasi come degli automi, di cui una delle gaffe leggendarie del 2005 era :- " E' che voi dite che Marcel si trova in uno stato critico. Ma non c'è nessuna prova".

De Clerck ha creduto di potersi sbarazzare di Marcel Vervloesem offrendogli una pastiglia che provocava l'arresto cardiaco, ma è proprio lui, il ministro, che non riuscì a mettere a segno un attacco del genere, quando BFM-TV tagliò la censura sulle modalità dell'assassinio. De Clerck decise allora di applicare delle "condizioni di detenzione più umane" a Turnhout. Poi dopo l'assicurazione che la stampa non avrebbe criticato negativamente la sua immagine, lui diede carta bianca ai suoi servizi psicosociali per vietare le cure della salute a Marcel Vervloesem, tanto che Marcel rifiutava duramente di tornare al campo di sterminio di Bruges. Ma il paziente non ha trovato alcun vantaggio di ritornare nella zona di non diritto all'ospedale di St Jean de Bruges, dove è stato ammanettato 591 ore "per ragioni di salute" ed impedito di dormire con una luce elettrica 24 ore su 24.

Attualmente, le dosi d'insulina di Marcel Vervloesem sono state triplicate per ritardare al massimo l'inevitabile ospedalizzazione, perchè una tale reidratazione non può essere fatta che in un reparto di cure intensive.

Il suo sangue, (normalmente composto dal 75% di acqua) è diventato così spesso che gli infermieri non riescono a prelevare delle quantità sufficienti per le analisi. Lui è pure diventato cieco perchè anche gli occhi hanno bisogno di molta acqua,mentre nel suo corpo ce ne è molto poca. Lui beve il più possibile, ma come la disidratazione ha aumentato il suo tasso glicemico ed è salito oltre la soglia del coma iperglicemico, lui vomita spesso, e ciò aggrava la situazione di disidratazione. Lui ha ricevuto eccezionalmente l'autorizzazione a spiegarsi per questa sua lenta agonia col caposervizio dell'ospedale St Joseph... che sarà incaricato di salvargli la vita quando cadrà in coma irreversibile.

Il ministro della Giustizia, come i suoi predecessori, blocca l'ospedalizzazione nella speranza di assicurarsi l'estinzione delle procedure, prima che la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo condanni il Belgio per la pena e la detenzione illegale più imbarazzante che sia stata mai messa in atto.

Questo sforzo di bloccare non ha nulla a che vedere con i servizi psicosociali, come loro tentano di far credere, ma solo per la decisione del governo. Tre ministri della giustizia di due partiti politici differenti hanno tentato di assassinare Marcel Vervloesem alla stessa maniera. Tutti i senatori coprono questo accanimento di assassinio, perchè nessun partito politico vuole assumersi la responsabilità e le conseguenze della lotta contro la corruzione.

Alla partenza, Marcel Vervloesem pubblicava la rete pedocriminale Zandvoort con 88 539 foto di bambini abusati, ma all'arrivo, si scopre che gli alti funzionari stessi coprono ogni imbroglio grosso e la distruzione delle vittime della pedocriminalità con le stesse modalità. I soldi e la perversione non sono proprietà di un solo partito politico.

Delle vittime algerine domandavano protezione alla Corte Internazionale del La Haie durante lo svolgimento giudiziario del loro dossier in ragione delle minacce su Marcel Vervloesem, per il divieto di ospedalizzazione quando era in pericolo di morte imminente.
La richiesta era giustificata perchè le minacce sulla vita di Marcel Vervloesem erano state messe in atto giusto poco dopo la pubblicazione di un articolo sul loro caso, dove interveniva,come al solito, la branca (questa volta) francese della stessa rete pedocriminale.

Jacqueline de Croÿ
Fond. Pcesses de Croÿ & M. Lancellotti

Versione originale:
http://droitfondamental.eu/001-De_Clerck_tente_de_deshydrater_Marcel_Vervloesem_a_mort__fr.htm/


Il ministro della giustizia De Clerck è perfettamente al corrente di questa situazione.

Ecco la lista delle sue  20 ospedalizzazioni d’urgenza e delle operazioni subite da Marcel Vervloesem e che sono state inviate più di  40 volte al Ministro De Clerck e ed ai suoi sollaboratori.

Il Ministre che spinge per una giustizia « umana e giusta » stima che un prigioniero non può uscire di prigione che 3 giorni prima di morire beninteso che lui non autorizzi di volta in volta delle eccezioni per ragioni che solo lui sa.

1) Cancro prostatico – Hopital St H. Hart à Lier – 2 volte
2) Insufficienza renale– 5 voltes – Hôpital St Elisabeth à Herentals
3) Pancreatite – 2 volter – 1X Hopital St H. Hart à Lier, 1X UIA d’Anvers
4) Urgenza in cura intensiva per pancreatite 2 –
5) Nuova urgenza in terapia intensiava pancreatite 1 – UIA d’Anvers
6) Cure intensive – Hôpital Fabiola à Sambreville/Hôpital St Elisabeth à Herentals 11X
7) Insufficienza renale – Gasthuisberg à Louvain – 2 X
8. Malfunzionamento cardiaco ed operazione à l’AZ Imelda Bonheiden – 3X
9) Cure intensive per Iddm – Hopital St H. Hart à Lier 4X
10) Insucfficienza renale – Hopital St H. Hart à Lier – 1X
11) Cardiochirurgia – AZ St Jan Bruges – 1X
12) Dialisi renale – Hopital St H. Hart à Lier- 1X
13) Emorragia interna – AZ St Jan Bruges – 1X
14) Nuova chirurgia – AZ St Jan Bruges – 1X
15) Impianto chirurgico di sonda per dialisi – AZ St Jan Bruges – 1X
16) Cure intensive er il cuore – St Elisabeth Turnhout – 1X
17) Cure urgenti intensive per anemia (da leucemia) – St Elisabeth Turnhout – 1X
18) Cure urgenti intensive – St Elisabeth à Herentals – 1X
19) Operazione al cuore – AZ St Jan Bruges
20) In data 14 maggio 2009 lui ha avuto problemi cardiaci per la mancanza di medicazione ed un trattamento insufficiente di cura,doveva andare all’ospedale di AZ Sint Jan Bruges ma la direzione della prigione con suo divieto è riuscita un giorno prima dell’ammissione e sulla base del fatidico rapporto del PSD a non farlo ricoverare. Ogni ospedalizzaizoni uergente a Bruges e Turnhout, ha avuto luogo tra l’imprigionamento di Marcel Vervloesem alla prigione di Turnhout e la prigione di Bruges.

DIFFONDETE, PUBBLICATE QUESTO MESSAGGIO. PROTESTATE CONTRO QUESTI TRATTAMENTI INUMANI !


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- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video 1 Marcel Vervloesem BFM-TV - http://www.youtube.com/watch?v=-eFnm5Eov8g (F, H)
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video 2 Marcel Vervloesem BFM-TV - http://www.youtube.com/watch?v=r3nzjJj9GGo (F,H)
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video Marcel Vervloesem BFM-TV - Dailymotion (F)
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video Marcel Vervloesem BFM-TV - Blog Claudia Vinck
- Video 1-2 La scandalosa detenzione di Marcel Vervloesem: Il Caso Zandvoort
- Video 2-2 La scandalosa detenzione di Marcel Vervloesem: Il Caso Zandvoort
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Indymedia (A)
- Hillary Clinton - De Gucht - Guantanamo (I)
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- Belgio prigione tortura 

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CONTATTI:

Non esitate ad inviare a Marcel Vervloesem una cartolina, poiché gli darà sollevo sapere che la sua vita non è stata accorciata invano:

Gevangenis (Prigione) Turnhout
Sectie 4 - K 86
t.a.v. Marcel Vervloesem
Wezenstraat 1,
2300 Turnhout (Belgio)

Werkgroep Morkhoven vzw-asbl
Faiderstraat 10
1060 Sint-Gillis (Belgio)
Tel: 0032 (0)2 537 49 97
WerkgroepMorkhoven@gmail.com
postmaster@droitfondamental.eu
 

Caso pedocriminale di Zandvoort: Marcel Vervloesem in pericolo di morte


tralies.imagesHabbiamo appena ricevuto questo mail da Jan Boeykens del Werkgroep Morkhoven che è molto allarmante sul deterioramento della salute del prigioniero belga Marcel Vervloesem che è ovviamente in pre coma acidocetosico ed il cui trattamento all'insulina deve essere rivalutato in ambiente ospedaliero in rianimazione con estrema urgenza visto il suo stato.

Mangione Martine
Presidente dell'associazione Marcel Vervloesem-Tevirepedo

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Bruxelles, 21.12.2009 - "Marcel mi ha telefonato poco fa. Aveva molto una brutta voce.
Era molto stanco, ha costantemente l'impressione di dovere vomitare. Ha vertigini. Non vede quasi nulla. Non è più capace di andare alle passeggiate. Resta tutto il tempo sul suo letto perché non ha più nulla da fare . Mi ha molto rapidamente detto, che doveva immediatamente andare a letto.

Il suo diabete è completamente fuori controllo. La nuova insulina che gli è stata prescritta non funziona. Ieri sera, come la settimana precedente, il suo livello di zucchero era troppo elevato perché l' apparecchio della glicemia potesse misurarlo. Questa mattina, il suo tasso di glicemia è sceso a 570/590: più della soglia del coma che comincia a 550. Può essere mortale nel suo caso (con i suoi problemi di cuore, cancro, reni e dopo 20 interventi chirurgici, ecc.). Può cadere in qualsiasi momento nel coma e nessuno se ne accorgerà perché non c'è nessun'osservazione medica alla prigione, né anche un infermiere assente dalle 8 di sera fino alle 7 della mattina.

Deve essere trattato come tutti i pazienti al di fuori delle prigioni, immediatamente ospedalizzato, certamente dopo che il medico ha constatato che ha perso 8 chili in 3 settimane… mentre ha il cancro.
Deve immediatamente fare altri esami medici, senza nuovamente essere chiuso in una cellula d'isolamento o essere ammanettato giorno e notte ad un letto d'ospedale. I 3.000 milligrammi d'antibiotico al giorno sembrano avere diminuire la bronchite di Marcel, ma è il solo effetto positivo.

La settimana scorsa, avevo già preso di contatto per mail e telefono con la direzione generale delle istituzioni penitenziare e con il gabinetto del ministro della giustizia Stefaan de Clerck, tutti sono al corrente di questa situazione. Ma non ci fu nessuna reazione.

L'avvocato di Marcel ha telefonato ad uno degli addetti alla direzione della prigione di Turnhout Eric Geudens, che gli ha risposto che là “non c'è nessun problema con Marcel Vervloesem„. Anche un anno fa questo Geudens ha risposto la stessa cosa per telefono. Il giorno dopo, Marcel era quasi morto, con 24 battiti al minuto ed i medici dell'ospedale di Turnhout sono passati 13 ore dopo a rianimarlo.

Ho nuovamente telefonato alla direzione generale delle istituzioni penitenziare a Bruxelles. Il responsabile Vanessa Bury (che segue la cartella di Marcel) era “in riunione„.Ho lasciato il messaggio ad un collaboratore.

Dopo l'appello di Marcel, ho nuovamente telefonato al gabinetto del ministro della giustizia. Un uomo mi rispondeva di contattare i medici o il direttore della prigione. Gli rispondevo che i medici non possono decidere nulla senza il permesso delle autorità e che l'addetto della direzione Eric Geudens rispondeva all'avvocato di Marcel (come unanno fa) che non c'era “nessun problema„.L'uomo passava il telefono ad un certo Luc Stas, un consigliere di lingua olandese del ministro di Clerck. Piuttosto che di trasferirlo ad una persona responsabile dopo che gli avevo riassunto la situazione, Luc Stas mi ha risposto, che “non rispondeva alle domande che riguardano prigionieri per telefono„ ed lui mi ha lasciato interdetto interrompendo la comunicazione.

Ma cosa è cche si può fare?

Il gabinetto, che ha classificato Marcel “in una cartella speciale„ è costantemente informato da me, mi rispondeva, come 6 o 7 mesi (era l'ultima volta che ho avuto una risposta), che “sistemavano le cause soltanto con il prigioniero ed il suo avvocato con cui avevano contatti„. Ma egli là senza alcun contatto. Anche in una simile situazione, il responsabile della cartella Vervloesem del gabinetto è introvabile!

Inoltre, il giudice del tribunale della pena ha detto nella sua sentenza del 26 giugno 2009 che “SOLO il MINISTRO PUÒ DECIDERE una LIBERTÀ CONDIZIONALE PER RAGIONI MEDICHE„. Questo vuole dire che il ministro della giustizia è personalmente responsabile per questa situazione che dura già quasi 1.5 anni.

Ho anche telefonato a Lieselot Bleyenberg, portavoce aggiunta al ministro di Clerck. Gli ho fatto molto rapidamente un riassunto della situazione. Gli ho spiegato l'urgenza dell'ospedalizzazione di Marcel.
La Sig.ra Bleyenberg ha risposto che contatterà “il servizio medico„.

Ho realmente l'impressione che quella brutta situazione anche burocratica ricadrà inevitabilmente su Marcel e che alcuni vogliono la sua morte per farlo tacere definitivamente circa il caso pedocriminale di Zandvoort che (con le sue 89.539 vittime) sarà soffocato.

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Il ministro della giustizia De Clerck è perfettamente al corrente di questa situazione.

Ecco la lista delle sue  20 ospedalizzazioni d’urgenza e delle operazioni subite da Marcel Vervloesem e che sono state inviate più di  40 volte al Ministro De Clerck e ed ai suoi sollaboratori.

Il Ministre che spinge per una giustizia « umana e giusta » stima che un prigioniero non può uscire di prigione che 3 giorni prima di morire beninteso che lui non autorizzi di volta in volta delle eccezioni per ragioni che solo lui sa.

1) Cancro prostatico – Hopital St H. Hart à Lier – 2 volte
2) Insufficienza renale– 5 voltes – Hôpital St Elisabeth à Herentals
3) Pancreatite – 2 volter – 1X Hopital St H. Hart à Lier, 1X UIA d’Anvers
4) Urgenza in cura intensiva per pancreatite 2 –
5) Nuova urgenza in terapia intensiava pancreatite 1 – UIA d’Anvers
6) Cure intensive – Hôpital Fabiola à Sambreville/Hôpital St Elisabeth à Herentals 11X
7) Insufficienza renale – Gasthuisberg à Louvain – 2 X
8. Malfunzionamento cardiaco ed operazione à l’AZ Imelda Bonheiden – 3X
9) Cure intensive per Iddm – Hopital St H. Hart à Lier 4X
10) Insucfficienza renale – Hopital St H. Hart à Lier – 1X
11) Cardiochirurgia – AZ St Jan Bruges – 1X
12) Dialisi renale – Hopital St H. Hart à Lier- 1X
13) Emorragia interna – AZ St Jan Bruges – 1X
14) Nuova chirurgia – AZ St Jan Bruges – 1X
15) Impianto chirurgico di sonda per dialisi – AZ St Jan Bruges – 1X
16) Cure intensive er il cuore – St Elisabeth Turnhout – 1X
17) Cure urgenti intensive per anemia (da leucemia) – St Elisabeth Turnhout – 1X
18) Cure urgenti intensive – St Elisabeth à Herentals – 1X
19) Operazione al cuore – AZ St Jan Bruges
20) In data 14 maggio 2009 lui ha avuto problemi cardiaci per la mancanza di medicazione ed un trattamento insufficiente di cura,doveva andare all’ospedale di AZ Sint Jan Bruges ma la direzione della prigione con suo divieto è riuscita un giorno prima dell’ammissione e sulla base del fatidico rapporto del PSD a non farlo ricoverare. Ogni ospedalizzaizoni uergente a Bruges e Turnhout, ha avuto luogo tra l’imprigionamento di Marcel Vervloesem alla prigione di Turnhout e la prigione di Bruges.

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clintondeguchtFONTE:

- Gruppo Morkhoven
- Droit Fondamental (I, F, A)
- Le reti pedocriminali: Zandvoort
- Website - http://www.morkhoven.droitfondamental.eu/ (I, A, F, H)
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video 1 Marcel Vervloesem BFM-TV - http://www.youtube.com/watch?v=-eFnm5Eov8g (F, H)
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video 2 Marcel Vervloesem BFM-TV - http://www.youtube.com/watch?v=r3nzjJj9GGo (F,H)
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video Marcel Vervloesem BFM-TV - Dailymotion (F)
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video Marcel Vervloesem BFM-TV - Blog Claudia Vinck
- Video 1-2 La scandalosa detenzione di Marcel Vervloesem: Il Caso Zandvoort
- Video 2-2 La scandalosa detenzione di Marcel Vervloesem: Il Caso Zandvoort
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Indymedia (A)
- Hillary Clinton - De Gucht - Guantanamo (I)
- Diritti umani Onu: Belgio (I)
- Belgio prigione tortura 

 --------

CONTATTI:

Non esitate ad inviare a Marcel Vervloesem una cartolina, poiché gli darà sollevo sapere che la sua vita non è stata accorciata invano:

Gevangenis (Prigione) Turnhout
Sectie 4 - K 86
t.a.v. Marcel Vervloesem
Wezenstraat 1,
2300 Turnhout (Belgio)

Werkgroep Morkhoven vzw-asbl
Faiderstraat 10
1060 Sint-Gillis (Belgio)
Tel: 0032 (0)2 537 49 97
WerkgroepMorkhoven@gmail.com
postmaster@droitfondamental.eu
issakaba@skynet.be
 

17/12/2009

Rete di Zandvoort - SITUAZIONE DI MARCEL: URGENTISSIMA !!!!


tralies.images

Martedì, Dicembre 15, 2009 

Soggetto: Rete di Zandvoort - SITUAZIONE DI MARCEL: URGENTISSIMA !!!! 

Cari amici, 

La sua glicemia è così alta che l'apparecchio non la legge più. 
Questo dura già da 5 giorni. 
Normalmente, un uomo con un tasso glicemico oltre 500 deve essere immediatamente ricoverato ! 
Marcel può entrare in coma iperglicemico da un momento all'altro 
Io ho ascoltato ieri la sua voce e non era più quella di sempre. 

Lui certamente sta peggiorando, non fanno nulla in prigione per fermare ciò. 
In quella prigione gl infermieri non ci sono mai durante la notte. 


Ieri io ho scritto per la centesima volte al ministro De Clerck. 
Ma come al solito silenzioe e menefreghismo il più assoluto,stanno aspettando il peggio! 

Sto aspettando che il suo avvocato faccia qualcosa Mtre Jespers. 

Nella sua ultima lettera, il cabinetto del Ministro della Giustizia De Clerck, scriveva che 
non voleva più avere relazione con noi e che era in contatto con Marcel ed il suo avvocato. 

NOn si sa quale contatto possa avere,ma dicono così ?????????????? 

Per piacere fate tutto quello che potete : fate dei fax,telefonate,lettere ormai siamo agli sgoccioli 
e la prigione aspetta solo la sua agonia. !!!!!!! 
Marcel necessita di un ricovero ospedaliero immediato che non vogliono fare. 
Può essere l'ultima lettera che vi scrivo per lui. 
Non aspettate anche voi! 

grazie del vostro aiuto! 


Jan Boeykens 
Presidente del Werkhoep group Morkoven 

---------------------------------------------------------- 


Prison Turnhout: (0032 14 40 89 30) 

------------------------------- 

Cabinet De Clerck: 
fax: 0032 2 542 70 39 
tel: 0032 2 542 65 11 
info@just.fgov.be 
(général) 

fax: 0032 2 542 82 85 
tel:0032 2 542 82 48 
vanessa.bury@just.fgov.be 
(Vanessa Bury, diectoriat-général institutions pénals) 

tel: 0032 2 542 80 62 
els.baart@just.fgov.be 
(Els Baart qui 'traite' son dossier) 

Minister Stefaan De Clerck 
stefaan.declerck@just.fgov.be 
www.stefaandeclerck.be 
0032 2 542 80 11 
fax: 0032 2 542 80 00 

Mevr. Hayat Ait Chaoura 
0032 2 542 69 10 
fax: 0032 2 542 70 39 

nancy.thienpont@just.fgov.be 
0032 2 542 69 86 
fax: 0032 2 542 70 39 

---------------------- 

avocat Raf Jespers 
antwerp@progresslaw.net 
0032 3 320 85 30 
fax 0032 3 366 10 75 

---------------------- 

Tribunal de la peine de Gand 
0032 9 234 59 12 
fax: 0032 9 234 59 1 


grazie di ogni vostro aiuto.


04/12/2009

Belgio: prigionieri tenuti in ostaggio


Belgio: prigionieri tenuti in ostaggio

Mercredi, décembre 2, 2009
By Jan Boeykens
ziekenbed.ketensMercoledì, dicembre 2, 2009
- Tekst uit oorspronkelijke bericht niet weergeven -

 

By Jan Boeykens

Ieri la vicepresidente dell’associazione Morkhoven, la Principessa Jacqueline De Croÿ ed il sottoscritto, siamo andati alla prigione di Turnhout per visitare di nuovo il nostro socio Marcel Vervloesem.
Marcel è sopravissuto 7 giorni alla cella di isolamento senza nessun sollievo ai suoi dolori, per aver criticato in modo ingiustificato il funzionamento dei servizi psicosociali (PSD) della prigione di Bruges e di Turnhout.

E’ strano che il ministro della giustizia belga, Stefaan De Clerck, ed il suo cabinetto, pertanto molte volte avvisato degli sbagli maccheronici professionali del PSD, lasci che la situazione arrivi fino al massimo.

E come al solito sperano tutti che Marcel tiri le cuoia al più presto possibile.

Noi sappiamo che, Marcel Vervloesem ha subito più di venti operazioni. Soffre di una grave malattia cardiaca, diabete insulinodipente, e ha subito due interventi per il suo cancro con metastasi ed i suoi reni funzionano al  50%.

Il Ministro De Clerck dice sul suo sito Web che c’è «giustizia umana e d equa in Belgio » ma nasconde che i detenuti malati non sono trasferiti che tre giorni prima di morire nel dipartimento delle cure palliative dell’ospedale. E’ appunto in questo infernale contesto che De Clerck si lamentava presso il governo olandese della sovrappopolazione nelle prigioni belghe.

La distribuzione della posta a Marcel (in particolare quella della figlia) è fatta male e scorrettamente. Le frequenti sospesnsioni al diritto alla corrispondenza in entrata data ormai dall’ingresso in prigione,cioè dal 5 settembre 2008.
La prigione di Bruges ha utilizzato il fermo della sua posta per abbatterlo ancora di più, fisicamente e moralmente e per isolarlo dalle persone più care.

Il Werkgroep Morkhoven ha scritto una dozzina di volte per denunciare questa chiara violazione dei diritti ai Ministri della Giustizia Vandeurzen e De Clerck

Ma come  Marcel, anche altri detenuti sono sistematicamente sottoposti a queste pratiche.
L’associazione aaspetta sempre la lettera di un detenuto della prigione di Anversa che ha iniziato una procedura presso la Corte di Strasbourg. Lo stesso si attendono le risposte dei deputati a Marcel che sono state gettate nelle fognature. 
La sola speranza è che i deputati del parlamento belga non accettino più queste situazioni …

Durante questo tempo, il dossier di Marcel è bloccato dai servizi psicosociali (PSD) della prigione di Turnhout.
Erwin Boosten, le Psychologue du PSD ha detto che «si occuperà personalmente affinchè le visite e la corrispondenza di Marcel siano sottoal limite minimo».

Dopo  7 giorni di isolamento, Marcel è stato obbligato a leggere e firmare una lettera della Direzione Generale Pnitenziaria, secondo la quale ci sarebbe stata un’inchiesta « approfondita »che sarebbe stata condotto per arrivare alle conclusioni di avere100% di fiducia verso Erwin Boosten ed il PSD della prigione di Turnhout.

Questa inchiesta « approfondita » è stata condotta senza ascoltare Marcel o il suo avvocato, ma unicamente il PSD e Erwin Boosten, in modo di coprire delle minacce pazzesche, peraltro senza il permesso di un contradditorio.

Il Werkgroep Morkhoven ha nuovamente scritto al Ministro della Giustizia ed al suo cabinetto ma , come al solito, ma sempre la solita non risposta.

Il Ministro De Clerck ha detto, sono passati sei mesi, nella sua unica risposta al Werkgroep Morkhoven, che lui « non vedeva alcuna ragione per intervenire per i contatti adeguati che c’erano tra il PSD e Mr Vervloesem », e non è disposto ad alcuna verifica o commento.

Dopo essere scomparso dalla circolazione, Erwin Boosten ha di soppiatto fatto scivolare un biglietto sotto la porta della cella di Marcel, per invitarlo ad un incontro. Marcel ha risposto all’invito ma Boosten è scomparso di nuovo.
Chiaramente, il bigliettino doveva semplicemente continuare a coprirsi da eventuali domande fastidiose.

La situazioe è tale che la fede incrollabile nella sincerità della Giustizia del ministro De Clerck e dei suoi servizi è chiaramente commovente.
Marcel ci ha informati ieri che lui «non si aspetta più nulla dalla giustizia».

Lui ha chiesto esplicitamente alla direzione della prigione di Turnhout di prendere nota che lui farà fino in fondo il carcere che gli hanno assegnato. Visto il costante aggravamento della sua salute, non c’è nulla di certo della sua sopravvivenza.

Dopo la nostra partenza, Marcel è stato convocato dal Direttore della Prigione Eric Geudens, che gli ha consegnato una lunga lettera che annunciava che tutte le sue richieste (congedo penitenziario, giornate di svago, trattamento ambulatoriale) erano state rifiutate.
Uno dei motivi della decisione è che lui “ha dei contatti con associazioni che lottano contro la pedocriminalità e che manipolano facilmente i media « .

Il ministro della Giustizia ed i suoi servizi ritengono ancora la speranza che il caso pedocriminale di Zandvoort e la scomparsa delle prove a carico del dossier giudiziario di Marcel (+ la scomparsa dei 7 CD- del caso  Zandvoort alla Corte d’Appello d’Anversa), potranno essere facilmente soffocati.

Con la «guerra al terrorismo» loro hanno imparato ad ottenere dei buoni risultati: prendere degli innocenti e delle persone gravemente malate in ostaggio, poi ricorrere all’isolamento, alla tortura fino a che loro raggiungono i loro sporchi fini. L’ostaggio muore ed il problema è risolto. Questi non sono che degli oggetti da buttare nella spazzatura.

Ma si possono ancora fermare le forze incontrollate del Ministro della Giustizia De Clerck (CD & V – fiammighi democratico cristiani) ?

Gli organi dei diritti umani dell’Unione europea non danno nessun aiuto. L’Unione europea è una fortezza della potenza dei democratici cristiani.
La nomina di Herman Van Rompuy (CD & V) alla Presidenza dell’UE h rinforzato ancora di più i cosiddetti democratico-cristiani.

La Commissione dei diritti dell’uomo dell’ONU coprirà ancora una volta il Belgio, che è diventato membro attivo dei flirts dell’anziano ministro belga degli  Affari esteri Karel De Gucht (VDL – liberale fiammimgo), con la segretaria dello stato americano, Hillary Clinton. I democratico cristiani fiamminghi hanno sostenuto De Gucht recentemente per un posto molto importante nell’Europa.

La Lega dei diritti dell’uomo ed  Amnesty International che sono state sollecitate più volte dal Werkgroep Morkhoven, ma sempre silenzio per paura se no tagliano loro le sovvenzioni …

Per aver più informazioni su questo sporco secchio di sordi che devono mantenersi al coperto, guardate i nostri  blogs e siti Internet.

Jan Boeykens
Président de l’asbl Werkgroep Morkhoven

Tags: 

http://gevangenissen.morkhoven.org/?p=249


14/11/2009

Belgio: Attivista in cella di isolamento


Samedi, novembre 14, 2009
By Jan Boeykens

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Mercoledi, novembre 11, 2009

Quando l’attivista Marcel Vervloesem, gravemente ammalato, è stato trasferito dalla prigione di Bruges verso la prigione di Turnhout, tutti del suo ambiente hanno creduto che il suo calvario fosse finito a causa del Le PSD (centro psico sociale) della prigione di Bruges dal quale era stato preso in giro per mesi. Ci sono volute tre settimane per trasferire il suo dossier al PSD della prigione di Turnhout.

Il dottor Van Mol, direttore generale del servizio della salute penitenziaria del Ministero della giustizia di Bruxelle, ha impiegato due mesi per trasferire il dossier chirurgico di Marcel Vervloesem ddal centro medico della prigione di Bruges a quello di Turnhout.

Una volta che tutti i dossier e rapporti sono arrivati in porto, ecco che le cose si complicano di nuovo.

Poichè Marcel Vervloesem cominciava ad entrare in un ottica per un accompagnamento ambulatoriale con l’équipe del professore-psichiatra Cosyns delle cliniche universitarie di Anversa, e che il PSD della prigione di Turnhout era già in possesso l’ 8 agosto 2009 di tutti gli incartamenti necessari, il caso continuava a trascinarsi senza soluzione.

Persino lo stesso collegio del personale della prigione di Turnhout aveva detto che non c’era nessun ostacolo con quanto si potesse fare con l’équipe del dottor Cosyns,in accordo col PSD che stabilisse il piano di accompagnamento, ma nulla progrediva.

Il PSD della prigione di Turnhout si giustificava dicendo che il dottor Cosyns non aveva ancora risposto alle sue lettere visto che il medesimo dottor Cosyns era in vacanza, ecc, ecc.

Tutto procedeva come i gamberi tra cui  il dossier del PSD in materia di domanda di congedo penitenziario, o giorno di uscita, sorveglianza elettronica, libertà provvisoria per ragioni mediche, c’era solo un grande nulla di fatto.

Marcel Vervloesem temeva con ragione che le azioni intrapprese dal PSD della prigione di Bruges, rischiavano di ripetersi a Turnhout.

Qualche settimana prima della data fatidica, sembrava che il PSD non avesse ancora terminato il suo rapporto.

Il ministro della giustizia De Clerck fu avvertito più volte delle difficoltà riscontrate col PSD, questi avvertimenti caddero nel solito vuoto.

Marcel Vervloesem spiegò i problemi incontrati col PSD in una lettera indirizzata all’asbl Werkgroep Morkhoven, pubblicata sul sito stesso dell’asbl.

Da ciò risultava che un certo Erwin Boosten, psicologo del PSD di Turnhout, furiosamente aveva convocato Marcel Vervloesem nel suo ufficio e l’aveva insultato in modo osceno.

Boosten gli disse che l’accompagnamento ambulatoriale che Marcel Vervloesem apettava da più mesi poteva scordarselo, e che lui avrebbe vigilato personalmente su ogni sua relazione con l’esterno come le visite e la posta. Lui esigeva da Marcel una confessione sui « fatti » per cui era stato condannato e che dichiarava non veri.

In una frazione di secondo ogni speranza di Marcel Vervloesem fu frantumata, ciò che lo condusse ad un peggioramento della sua salute. Lui non vedeva più come uscirne da questa situazione, e pensò inevitabilmente al suicidio.

Il Werkgroep Morkhoven avvertiva di nuovo il Ministro De Clerck.

Da qualche settimana le lettere della figlia di Marcel Vervloesem e dell’activista Yvonne van Hertum una collaboratrice Olandese sono state trattenute come previsto e dichiarato.

Una volta in più il Ministro De Clerck ne fu avvertito, ma il silenzio più assoluto.

Ieri tre giorni prima la data fatidica Marcel Vervloesem riceve infine il rapporto del consiglio della direzione della prigione di Turnhout stabilito dal PSD.

Il rapporto è negativo su tutto. Il servizio psicosociale da per certo che un congedo penitenziario è impossibile, « perchè questo rimetterebbe Marcel Vervloesem in mezzo alla lotta contro la pedocriminalità, cioè riprenderebbe l’attività di prima dove i fatti si sono svolti. »

Lo stesso, secondo quel rapporto, l’attore Jo Reymen, che sostiene Marcel Vervloesem in modo indipendente dall’asbl Werkgroep Morkhoven, sarebbe una persona « che fa parte dell’ambiente della lotta contro la pedocriminalità« , ambiente nel quale si sono svolti i fatti ».

Il rapporto rifiuta di prendere in considerazione che Marcel Vervloesem possa andare a trovare sua figlia ed i suoi nipotini, « perchè questo potrebbe inquietare le ‘vittime’ dell’ambiente ».

A lui sono stati revocati anche i possibili contatti con i media che potrebbero inquietare le vittime (ma in verità è soprattutto la rivelazione della politica del sotterrare circa il caso della pedopornografia infantile di Zandvoort che inquieta una certa parte di politici.

Tutto questo spinge Marcel Vervloesem alla disperazione.

Per una certa misura di sicurezza contro lui stesso Marcel Vervloesem è stato messo in cella di isolamento, senza televisione, nè radio, nè aereazione, con un letto clegato al suolo con anche un secchio per l’igiene.
In cella lui non riceveva già nulla da bere o frutta.

Si è quindi deciso di metterlo 7 notte in isolamento ( presumendo quindi che possa passare al suicidio o soccombere a qualche infarto).

Nessun rapporto sanitario sarà fatto, gli ha detto la direzione sanitaria della prigione di Turnhout, durante questo isolamento inumano e frustrante che non sarà di alcun beneficio alla sua salute ed ai numerosi dolori che sente.
Non verranno aboliti nè il diritto ad essere visitato, il suo diritto alla corrispondenza, il suo diritto a telefonare, alle passeggiate gornaliere ( se la sua salute lo permetterà).

Il ministro della giustizia De Clerck è perfettamente al corrente di questa situazione.

Ecco la lista delle sue  20 ospedalizzazioni d’urgenza e delle operazioni subite da Marcel Vervloesem e che sono state inviate più di  40 volte al Ministro De Clerck e ed ai suoi sollaboratori.

Il Ministre che spinge per una giustizia « umana e giusta » stima che un prigioniero non può uscire di prigione che 3 giorni prima di morire beninteso che lui non autorizzi di volta in volta delle eccezioni per ragioni che solo lui sa.

1) Cancro prostatico – Hopital St H. Hart à Lier – 2 volte
2) Insufficienza renale– 5 voltes – Hôpital St Elisabeth à Herentals
3) Pancreatite – 2 volter – 1X Hopital St H. Hart à Lier, 1X UIA d’Anvers
4) Urgenza in cura intensiva per pancreatite 2 –
5) Nuova urgenza in terapia intensiava pancreatite 1 – UIA d’Anvers
6) Cure intensive – Hôpital Fabiola à Sambreville/Hôpital St Elisabeth à Herentals 11X
7) Insufficienza renale – Gasthuisberg à Louvain – 2 X
8. Malfunzionamento cardiaco ed operazione à l’AZ Imelda Bonheiden – 3X
9) Cure intensive per Iddm – Hopital St H. Hart à Lier 4X
10) Insucfficienza renale – Hopital St H. Hart à Lier – 1X
11) Cardiochirurgia – AZ St Jan Bruges – 1X
12) Dialisi renale – Hopital St H. Hart à Lier- 1X
13) Emorragia interna – AZ St Jan Bruges – 1X
14) Nuova chirurgia – AZ St Jan Bruges – 1X
15) Impianto chirurgico di sonda per dialisi – AZ St Jan Bruges – 1X
16) Cure intensive er il cuore – St Elisabeth Turnhout – 1X
17) Cure urgenti intensive per anemia (da leucemia) – St Elisabeth Turnhout – 1X
18) Cure urgenti intensive – St Elisabeth à Herentals – 1X
19) Operazione al cuore – AZ St Jan Bruges
20) In data 14 maggio 2009 lui ha avuto problemi cardiaci per la mancanza di medicazione ed un trattamento insufficiente di cura,doveva andare all’ospedale di AZ Sint Jan Bruges ma la direzione della prigione con suo divieto è riuscita un giorno prima dell’ammissione e sulla base del fatidico rapporto del PSD a non farlo ricoverare. Ogni ospedalizzaizoni uergente a Bruges e Turnhout, ha avuto luogo tra l’imprigionamento di Marcel Vervloesem alla prigione di Turnhout e la prigione di Bruges.

DIFFONDETE, PUBBLICATE QUESTO MESSAGGIO. PROTESTATE CONTRO QUESTI TRATTAMENTI INUMANI !



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22/09/2009

Belgio: il attivista Marcel Vervloesem


milan 013

Confirma :io ho ricevuto il vostro messaggio,grazie mille.
Sono molto desolato di quesa notizia che è un attentato alla libertà individuale, gli ufficiali belgi attuali affondano sempre più nei traffici di ogni genere, aggravando sempre di più i loro casi !
------------------
Mille grazie. 
 
Io ho sentito da Marcel che la prigione di Bruges ha tolto i nomi di Giorgio, Giovanni, Roelie (già amministratrice della commissione europea), Paul Van Buitenen (ex-parlamentare europeo), Tamara, Ruf, Danny, An, Nick, Alain et Lilian Riksen dal loro computer.
 
Tutti loro avevano un permesso di visita.
 
La prigione di Turnhout ha proposto che tutte queste persone facciano una nuova domanda a Marcel di visita (con una copia della loro carta di identità recto-verso).

Nello stesso momento noi andremo a protestare per questa nuova sanzione presso il Ministero della Giustizia che si sente 'personalmente attaccato ' dai nostri blogs.

Noi andiamo a chiedere anche al Ministro perchè il dossier chirurgico di Marcel è restato, dopo tre mesi ad aspettare al Centro medico di Bruges.
E' il medico Van Mol, direttore generale della Sezione Sanità Penitenziaria del ministero della giustizia che è il responsabile di questo.
E' sotto la responsabilità di questo medico che il dossier medico di Marcel era stato falsificato (i rapporti medici ed i rapporti medicoanamnestici delle pregresse malattie di Marcel erano nascosti e
Van Mol pretendeva che Marcel era caduto ammalato per il suo sciopero della fame. Lui pretendeva ancha che Marcel era 'un fumatore' perchè era obbligato ad andare nella sala apposita per fumare quando usciva dalla cella...


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13/08/2009

Prigione belga - domanda parlamentare: Christine Defraigne

Sent: Thursday, August 13, 2009 3:02 PM
Subject: Prigione belga : domanda parlamentare


Domanda scritta n° 4-3863
di Christine Defraigne (MR) del 4 agosto 2009
al ministro della Giustizia

Prigioni - Stabilimenti di difesa sociale - Delinquenti sessuali - Cure - Progetto pilota - Numero di detenuti curati - Budget - Ripartizione tra i progetti - Conclusioni quanto all'efficacia

Cronologia
4/8/2009 Invio domanda ( Fine del termine di risposta: 3/9/2009 )

Domanda n° 4-3863 del 4 agosto 2009 : (Domanda posta in francese)

Nel 2005, Mme Onkelinx, ministro della Giustizia, faceva partire un progetto pilota globale che avrebbe dovuto curare i detenuti sessuali in prigione. Così, quattro progetti pilota (due in prigione e due negli stabilimenti di difesa sociale ) concernevano cento persone che sono ancora in vita. Il budget globale allegato a questi progetti pilota erano di 200 000 euro, cioè 50 000 euro per stabilimento.

1. Potete voi indicarmi dove si trovano questi progetti pilota ?
2. Quanti delinquenti sessuali, detenuti o presi in carico dalla difesa sociale, sono attualmente curati nel quadro di questi progetti pilota ?
3. Come è ripartito il budget preso in carico da questo progetto, che peraltro concerne l'ingaggio di equipe multidisciplinari ?
4. Avete voi già impostato delle conclusioni quanto all'efficacia di questi progetti?

26/07/2009

Geelse Bouwmaatschappij


OK.geelseBmij.image002From: Jan Boeykens
Sent: Wednesday, July 22, 2009 10:06 AM
Subject: Fwd: Marcel Vervloesem - Geelse Bouwmaatschappij

Caro signor Verreyt,

Io vi ringrazio per la vostra risposta appositamente ritardata.

Io ne parlo coi membri dell'asbl niente meno perchè non ero stato informato che Geelse Bouwmaatschappij ha già deciso di sfrattare il signor Vervloesem da casa sua e di mettere il contenuto di casa sua in un container per venderlo o per metterlo in una discarica.

Io ho sentito anche che Geelse Bouwmaatschappij darà la casa di Marcel ad un donna del giro di Victor Vervloesem, il fratellastro accusatore di Marcel Vervloesem che aveva organizzato nel 2005 una petizione per espellere Marcel Vervloesem da casa sua e di far chiudere il sito della asbl Werkgroep Morkhoven.

Per mezzo del membro del Centro Pubblico di Aiuto Sociale (CPAS) Marleen Diels (Partito democratico Cristiano fiammingo) del Morkoven Group, ho saputo che la petizione era firmata da un numero impressionante di persone (13 in totale) ed era sull'agenda della riunione comunale della città di Herentals.
Il borgomastro della città Jan Peeters che, come Victor Vervloesem, fa parte della direzione del Partito Socialista d'Herentals (Victor Vervloesem era membro della direzione di Geelse Bouwmaatschappij) diceva, che lui trovava le proposte della petizione molto sensate perchè erano di grande importanza per l'immagine della città e dintorni'.

Tutto questo prova di nuovo che tutto questo caso che metteva in prigione Marcel Vervloesem nel 2008 ( immediatamente dopo la pausa della corte d'appello di Anversa dove 7 cd- pedopornografici sono stati rubati - caso Zandvoort ), era già concretizzato dopo il caso politico dei poliziotti corrotti di cui un certo numero erano nominati nei crimini contro il costume (soprattutto con bambini e minorenni).

Salutati,

Jan Boeykens
Président du Werkgroep Morkhoven

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Il 20 luglio 2009 à 17:54 Gert Verreyt, l'avvocato di Marcel Vervloesem nel caso Geelse Bouwmaatschappij mi scriveva:

Caro Signore,

Forse la vostra asbl resta d'accordo di fare un pagamento d'affitto limitato a circa +/- 540 euro ?

Io vi ringrazio prima della vostra risposta.

Voi mi potete confermare la ricevuta di questa e-mail (eventualmente con altre lettere ?

Io vi ringrazio.

Sinceramente.

Gert VERREYT
Advocaat
Vaartstraat 72
2440 GEEL (Belgium)

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08/07/2009

Unione europea: La lotta contro il traffico di minori...


elisabeth van rysselberghe'Più sforzi nella lotta contro il traffico di minori'

L'Unione europea deve prendere per tempo misure efficaci per risolvere il problema della tratta di minori, stima l'Agenzia dei diritti fondamentali (FRA) dell'Unione Europea che ha presentato martedì a Bruxelles un rapporto su questo tema.

L'Agenzia domanda prima di tutto che gli stati membri dell UE adottino una definizione comune e chiara sul concetto di tratta.

"La definizione della tratta degli esseri umani come è fornita dalla definizione decisa e quadro del Consiglio relativo alla lotta contro la tratta degli esseri umani del 2002, non copre che la tratta dei minori ai fini di sfruttamento sessuale o di lavoro, ma non fa cenno agli altri tipi di sfruttamento, come lo sfruttamento per traffico di organi o ancora certe forme illegittime di pseudoadozione per fini di sfruttamento di ogni genere."

Tutto il rapporto verte principalmente su questi concetti e, l'Agenzia fa appello ad una legislazione più ottimale per combattere la tratta dei minori.

La Libre Belgique, 7/07/2009
http://www.lalibre.be//actu/international/article/514577/plus-d-efforts-dans-la-lutte-contre-la-traite-des-enfants.html.


clintondeguchtFONTE:

- Gruppo Morkhoven
- Droit Fondamental (I, F, A)
- Le reti pedocriminali: Zandvoort
- Website - http://www.morkhoven.droitfondamental.eu/ (I, A, F, H)
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video 1 Marcel Vervloesem BFM-TV - http://www.youtube.com/watch?v=-eFnm5Eov8g (F, H)
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video 2 Marcel Vervloesem BFM-TV - http://www.youtube.com/watch?v=r3nzjJj9GGo (F,H)
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- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video 2 Marcel Vervloesem BFM-TV - You Tube (I)
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video Marcel Vervloesem BFM-TV - Blog Claudia Vinck
- Video 1-2 La scandalosa detenzione di Marcel Vervloesem: Il Caso Zandvoort
- Video 2-2 La scandalosa detenzione di Marcel Vervloesem: Il Caso Zandvoort
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Indymedia (A)
- Hillary Clinton - De Gucht - Guantanamo (I)
- Consiglio dei diritti umani dell' Onu: Belgio (I)
- Belgio prigione tortura

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CONTATTI:

Gevangenis (Prigione)Turnhout
tav Marcel Vervloesem
4e sectie - Cel 78
Wezenstraat 1
2300 Turnhout (Belgio)

Werkgroep Morkhoven vzw-asbl
Faiderstraat 10
1060 Sint-Gillis (Belgio)
Tel: 0032 (0)2 537 49 97
WerkgroepMorkhoven@gmail.com
postmaster@droitfondamental.eu
issakaba@skynet.be

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- Elisabeth van Rysselberghe
- Il Ministro degli Affar Esteri belga, Karel De Gucht, ha incontrato il Segretario di Stato Americano, Hillary Clinton, nel marzo 2009. Il Belgio siede attualmente insieme agli Stati Uniti al tavolo del Consiglio dei Diritti dell'Uomo - VN dopo che De Gucht ha dichiarato di essere disposto, assieme ai Paesi europei, a ‘prendere a bordo’ i detenuti di Guantanamo.


04/07/2009

Prigione Lantin (Belgio): detenuto trovato morto


Lantin.large_175784Prigione Lantin (Belgio): detenuto trovato morto impiccato nella sua cella- 'Il giovane si è impiccato nella sua cella con la maglietta'

3/07/2009

LIEGE - Un detenuto è stato trovato nella sua cella impiccato questo venerdì pomeriggio nella prigione di Lantin. Sono stati dei poliziotti, che assicurano sempre la sorveglianza aspettando la fine dello sciopero dei secondini, che hanno scoperto la vittima. Si tratta di un giovane di 27 anni soprannominato Steve, che era stato oggetto di una misura speciale di isolamento.

Secondo la direzione del carcere, lui non avrebbe dovuto trovarsi a Lantin, ma meglio nel centro polispecialistico di Paifve.
Il giovane, che non aveva dato segni di disagio in questi ultimi tempi, si è impiccato nella sua cella con la maglietta. La Procura di Liège era stata avvisata ed è in corso un'inchiesta.

© La Dernière Heure 2009

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Non esitate ad inviare a Marcel Vervloesem una cartolina, poiché gli darà sollevo sapere che la sua vita non è stata accorciata invano:

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03/07/2009

Prigione di Lantin (Belgio): tubercolosi


milan 013Lo sciopero alla prigione di Lantin proseguirà fino a venerdì

02.07.09

Il personale della prigione di Lantin ha deciso di proseguire lo sciopero fino a venerdì alle 15.00 ,il nuovo sciopero è iniziato lunedì pomeriggio. questo movimento di protesta è dovuto al ripresentarsi di un vecchio problema che ha già suscitato altri malumori nello stabilimento penitenziario e cioè il problema della tubercolosi.

Un comitato propositivo è stato tenuto martedì mattina tra i sindacati e la direzione. Un protocollo d'intesa si è trovato tra le due parti,ma il personale lo ha respinto al 68%. Qualche giorno fa un sorvegliante della prigione di Lantin ha subito un intervento chirurgico di asportazione di un lobo polmonare. Senza fare delle connessioni, i sorveglianti di Lantin suppongono che questa operazione ha un nesso con il problema della tubercolosi nella prigione.

Lo sciopero deve durare fino a venerdì alle 22.00, giorno in cui un comitato di base tra la direzione ed i sindacati si riaggiorna (CGSP, CSC Service public, SLFP).
Ma questo comitato ha avuto luogo martedì ed una base di intenti comuni ha avuto luogo martedì mattino ed una bozza di intesa è già stata stilata; la direzione si muoverà per difendere le domande sindacali dopo dell'amministrazione centrale per arrestare alcune modalità.
Ma dopo aver preso conoscenza di questo protocollo martedì pomeriggio, il personale non ha accettato per il 68%.

"Le proposte sono state corrette a livello locale", spiega Didier Breulheid, delegato CSC Servizio pubblico. "Ma i mezzi di azione del direttore della prigione di Lantin restano limitati. Delle lettere saranno inviate all'amministrazione centrale, ma tutto rischia di impiegare più mesi. Ora, il personale esige una risposta immediata."

Il personale dello stabilimento penitenziario di Lantin pproseguirà dunque nel suo movimento di sciopero fino a venerdì alle 1500, come previsto inizialmente, "e perchè tutto il mondo sappia molto bene che noi non abbiamo avuto una risposta decente fino a quell'epoca", sottolinea Didier Breulheid. Il delegato sindacale precisa ancora che la scelta sarà lasciata agli agenti, "noi non obbligheremo nessuno a lavorare".

Più polizia a Lantin ?
I poliziotti di zona della poliza municipale di Liège non assicureranno più i vuoti dei guardiani che scioperano della prigione di Lantin, che hanno incrociato le braccia lunedì pomeriggio per una questione di salute di uno dei membri del personale. Il borgomastro di Liegi , su istanza dei borgomastri e Collegi di Polizia delle comunità interessate, ha in effetti chiesto al Capo del corpo della Polizia di Liège di non più immettere il personale della Polizia di Liège all'interno della prigione a partire da venerdì 3 luglio 2009 alle 14.

Christian Beaupère, Capo di zona della Polizia di Liègi, ha fatto presente questo giovedì a Willy Demeyer le difficltà legate all'inserimento di 75 poliziotti al giorno per tre turni nello stabilimento penitenziario di Lantin.

Il borgomastro di Liège gli ha ricordato che è imperativo assicurare i servizi minimi alla popolazione ed inoltre garantire una forza ottimale sulle vie pubbliche. "D'altra parte", ha aggiunto, " si deve tener conto dei costi supplementari aggiunti per le prestazioni del personale di polizia in congedo richiamati, richiamati per rimpiazzare il personale penitenziario con uno stanziamento finanziario ridotto".

D'altronde, il commissario ripartimentale Jean-François Adam, capo della ZP Basse-Meuse, ha precisato che a seguito di una interpellanza di giovedì alla Camera, il Ministro della Giustizia avrebbe ammesso che bisognerebbe poter,in un futuro, richiamare d'ufficio gli agenti penitenziari per assicuare un servizio minimo.

Il proseguimento o no dello sciopero sarà deciso venerdì nel corso dell'assemblea generale che inizierà alle 14.

(Belga)

La grève à la prison de latin.


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02/07/2009

Commissario ai Diritti dell'Uome del Consiglio d'Europa è arrivato in Belgio

 

ontvangst-Hammerberg-mensenrechtencommissaris-webRapport Hammarberg

17/06/2009

M. Hammarberg, Commissario ai Diritti dell'Uome del Consiglio d'Europa, è arrivato in Belgio a dicembre del 2008.

Questa visita, nel corso della qualesi sarebbe intrattenuto con molti esperti, tra cui la Direzione del Centro, ha così dato luogo ad un rapporto pubblicato oggi all'attenzione deldel Comitato dei Ministri e dell’Assemblea Parlamentare. Il rapporto affronta alcuni temi in diretto rapportocon la competenza del Centro, quali la politica dell'asilo e dell'immigrazione, la difesa dei diritti fondamentali degli stranieri sul territorio belga, ed anche la lotta contro il razzismo e le discriminazioni.

La conclusione del rapporto cita quindi 38 raccomandazioni indirizzatealle autorità del belgio.
Molte di queste raccomandazioni erani già stateespresse precedentemente dal Centro medesimo che le conosceva bene. Queste concernevano, come noto, il rinchiuderegiudicato riprovevole di bambini e di persone ammalatenei centri chiusi e le condizioni deplorevoli nei Centri 127 et INAD (vedere anche per questo: Prima pietra del nuovo Centro di transito: reazioni del Centro stesso), la necessità di mettere in atto dei meccanismidi denuncia indipendenti ed efficaci per tutti gli stranieri messi in centri di incarcerazione, o ancora la necessità di formaremeglio i funzionari addetti alla legislatura antidiscriminazione.

Il Centro spera che le autorità belghe metteranno in attotutto quello che serve per portare soluzioni concretee durevoli ai problemi segnalati dal Commissario ai Diritti dell'Uomo.


- http://www.diversite.be/?action=artikel_detail&artikel=257>
- Website Morkhoven (English, French, Italian, Dutch)
- Werkgroep Morkhoven Skynet
- Droit Fondamental - (French, English, Italian)

18:32 Scritto da: Morkhoven in Actualité | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: diritti dell uome belgio |  Facebook |

il attivista Marcel Vervloesem alla prigione di Turnhout (Belgio)



July 1, 2009 9:18 PM

Cari Amici,

Marcel è andata in ambulanza alla prigione di Turnhout.
E' più vicino a casa sua,di sua figlia e dei suoi nipotini.

Il suo indirizzo ora è:

Gevangenis Turnhout
tav Marcel Vervloesem
4e sectie - Cel 78
Wezenstraat 1
2300 Turnhout (Belgio)

Le ore di visita non sono quelle di Bruges.
Più informazioni si trovano ora presso la figlia Wendy Vervloesem.
Le persone che avevano diritto alla visita a Bruges, automaticamente hanno il diritto a poter andare a trovarlo nella prigione di Turnhout.

Marcel è trattato bene. Tutti i giorni servizio medico e doccia.

IL servizio psicosociale di (PSD) di Bruges 'ha dimenticato' di dare il suo dossier al PSD di Turnhout.
Il PSD di Turnhout nono sapeva che il suo dossier era presso il Tribunale delle Pene che riesamina il caso tra dieci giorni.
IL ministro della giustizia De Clerck non apre ancora l'inchiesta sui trattamenti subiti da Marcel come aveva promesso tempo fa.
Il DIG (servizio dei casi individuali del ministro della giustizia) non risponde ancora alle domanda di Marcel per i suoi giorni di congedo che non ha mai avuto, domanda del 5.3.09.
Nessuna parola del rapporto che l'assistente sociale del ministero della giustizia riceveva in data 26 maggio 2009 perchè marcel potesse stare presso Jacqueline a Bruxelles per il congedo o la libertà parziale.


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19/06/2009

Diritti umani: attivista belga sta morendo in prigione



Il silenzio dell'Europa sulle violazioni dei diritti umani in Belgio...

Karl Zéro, famoso giornalista francese della BFM – TV, ha intervistato, il 10 giugno 2009, Serge Garde, reporter ed autore dell’opera 'Il Libro della vergogna – le reti pedocriminali', sulle circostanze della detenzione dell’attivista belga impegnato nella lotta alla pedopornografia Marcel Vervloesem nella prigione di Bruges. Il Belgio siede attualmente insieme agli Stati Uniti al tavolo del Consiglio dei Diritti dell'Uomo - VN...

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Bruxelles, 16 giugno 2009

L’attivista del Gruppo Morkhoven, Marcel Vervloesem, che si trova in uno stato quasi terminale, rifiuta i farmaci e la terapia medica da oltre un mese e continua a vomitare sangue. Il Professor Giorgio Gagliardi, medico, psicoterapeuta, già sindaco della propria città e perito presso i tribunali italiani, gli ha fatto visita il 15 giugno sorso, presso la prigione di Bruges, ed ha redatto una perizia medico-psicologica.

Il Ministro della Giustizia belga, Stefaan De Clerck, ha comunicato mesi fa per lettera al legale di Marcel Vervloesem che avrebbe ordinato un’indagine da parte della “Commissione Centrale di Supervisione fra i Carcerati’ sulle sue disumane condizioni detentive. Ma non si è sentito né visto più nulla dell’indagine del ministro. Per dirla semplicemente, non è stata eseguita.

Il Ministro De Clerck e vari membri del suo gabinetto hanno ricevuto diverse e-mail e lettere circa questa situazione, ma non hanno risposto. Il ministro non ha dato alcun cenno di reazione fin dalla sua prima e forse ultima 'risposta' del 30 aprile 2009, neppure ad una lettera aperta consegnata al suo gabinetto. Ha ricevuto una lettera raccomandata del presidente del Gruppo Morkhoven il 6 giugno 2009, nel quale gli si chiedeva di trovare una soluzione in via d’emergenza al caso Vervloesem.

Serge Garde, il quale ha scritto un libro sul caso di pedopornografia Zandvoort, “Il Libro della vergogna – le reti pedocriminali”, voleva intervistare il Ministro della Giustizia Belga per un reportage televisivo di 90 minuti sul caso. Uno dei portavoce del Ministro De Clerck, Lieselot Bleyenberg, ha risposto in gergo fiammingo: “Signore, non rilasciamo dichiarazioni sul Signor Vervloesem”.

Il Ministro De Clerck, che desidera acquistare una parte della prigione di Tilburg, in Olanda, per deportarvi centinaia di prigionieri belgi, ha addotto la giustificazione nei confronti del governo olandese che le prigioni belghe sono sovraffollate. Nondimeno trattiene una persona ammalata quanto Marcel Vervloesem, lasciandolo morire in prigione. Riempie il proprio sito web con declamazioni circa la “giustizia equa ed umana’ ed il 'Piano Strategico 2008-2012 per strutture penitenziarie e condizioni umane’, ma la sua reale ‘politica di riforma’ chiaramente non riflette le sue parole.

Per anni si è chiesto al Ministro della Giustizia di garantire a Marcel Vervloesem di essere giudicato sulla base di un dossier completo, ma invano. Il Ministro De Clerck continua la politica dei propri predecessori. Si rifiuta di rilasciare risposte sulla richiesta di indagine relativa al caso di pedopornografia Zandvoort smascherato da Marcel Vervloesem, sulla sparizione dei dossier processuali di Marcel Vervloesem ad eccezione di parti provenienti dall’ufficio del Pubblico Ministero di Turnhout o sulla sparizione di CD-ROM pedopornografici dal dossier di Zandvoort presso la Corte di Appello di Anversa.

Ci si chiede se il ministro sia sottoposto a pressioni da parte di magistrati Belgi, che sono perlopiù controllati dal partito Cristiano-Democratico. La stessa situazione si era verificata per il caso Fortis, nel quale i giudici si lamentarono di pressioni, in poche parole per celare la vendita di una primaria banca Belga per pochi spiccioli.

La realtà belga sembra irreale, specie per uno stato costituzionale Cristiano-Democratico, situato nel cuore dell’Europa.

I Cristiano-Democratici fiamminghi, che hanno dominato la scena politica per decenni, hanno continuato a dominare il potere politico anche quando non erano parte del governo. Conquistano il cuore degli elettori tramite discorsi sdolcinati e dichiarazioni ipocrite su valori Cristiani e democratici fin dalla creazione del Belgio, nel 1830, ma mantenere le promesse è l’ultima delle loro preoccupazioni. Il partito Cristiano-Democratico fiammingo è in realtà più una lobby economica e finanziaria a livello belga ed europeo, in cui la corruzione è ampiamente diffusa.


Pubblichiamo qui di seguito un elenco dei ricoveri e degli interventi di emergenza che hanno interessato Marcel Vervloesem

1) tumore maligno - St H. Hart Lier - 2 volte
2) reni - 5 volte - Sint Elisabeth Herentals
3) pancreas - 2 volte – 1 al H Hart Lier, e 1 al UIA Anversa
4) terapia intensiva per pancreatite 2 - H. Hart Lier - Sint Elisabeth Herentals
5) terapia intensiva per pancreatite 1 - UIA ziekenhuis Anversa
6) chirurgia intensiva, Ospedale Fabiola di Sambre Ville - St Elisabeth Herentals - 11 volte
7) blocco renale – Ospedale di Gasthuisberg a Leuven - 2 volte
8) disfunzioni cardiache, operazioni presso l’Ospedale AZ Imelda di Bonheiden - 3 volte
9) terapia intensiva per blocco diabetico - H. Hartziekenhuis Lier - 4 volte
10) blocco renale - H. Hartziekenhuis Lier - una volta
11) intervento al cuore - AZ Sint Jan Brugge - una volta
12) dialisi renale - AZ Sint Jan Brugge - 5 volte
13) emorragia interna - AZ Sint Jan Brugge - una volta
14) intervento - AZ Sint Jan Brugge - una volta
15) posizionamento chirurgico di tubi per dialisi renale - AZ Sint Jan Brugge - una volta
16) terapia intensiva per cardiografia - Sint Elisabeth Turnhout - una volta
17) terapia intensiva per leucemia - Sint Elisabeth Turnhout - una volta
18) terapia intensiva per coma insulinico - Sint Elisabeth Ziekenhuis Herentals - una volta
19) intervento al cuore - AZ Sint-Jan Brugge
20) Dal 14 maggio 2009 avrebbe dovuto essere ancora ricoverato urgentemente al AZ Sint Jan Brugge, a causa di nuovi problemi cardiaci dovuti alla mancanza di farmaci e ad una terapia inadeguata; tuttavia, esattamente un giorno prima del previsto ricovero, il direttore del carcere ha emesso un rapporto negativo, nel quale si dichiarava, tra le altre cose, che la sua richiesta era stata respinta …


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Visita a Marcel Vervloesem rinchiuso nella prigione di Bruges (Belgio)


milan 01314.6.09 - Visita a Marcel Vervloesem rinchiuso nella prigione di Bruges (Belgio)

Antefatto :

Marcel Vervloesem ha da molti anni fondato il Gruppo di Lavoro Morkoven, associazione Fiamminga che si occupa della difesa di emarginati; in particolare ha iniziato ad interessarsi di pedocriminalità quando all'ospedale di Anversa “Bons Angels”, Ganumede ecc. i bambini erano richiusi in celle insonorizzate e ne uscivano sempre con ossa spezzate, morti ingiustificate, poi viene a contatto con una grossa rete nel 1998 a Zandvoort dove incontra il leader Gerrit Ulrich (vedi anche segnalazione di Roberto Menotti, detenuto per truffe e ricettazione a Pisa, che sostiene di aver raccolto dalla viva voce di Robbie van der Plancken, 25 anni, belga, ex prostituto bambino, ex protagonista di pedopornografia, nome in codice Lupetto, suo ex compagno di cella nel carcere di Pisa e condannato per l'assassinio del suo amante Gerrit Ulrich (da La Repubblica 1999, diritti riservati) che poi verrà ucciso appunto dall'amico Robbie van der Plancken nelle vicinanze di Pisa - Italia.

Riesce ad avere 20 cd con le foto di circa 90 000 bambini tra cui molti scomparsi, pochissimi quelli riconosciuti. Qui ha origine la sua odissea: la polizia belga lo accusa di aver materiale pedopornografico che lui si era preoccupato di consegnare subito alla polizia belga, ma verrà processato lo stesso per questa accusa ed altre tra cui abusi sessuali su minori che erano stati pagati e minacciati per denunciarlo e che poi hanno ritrattato il tutto, ma di ciò nessuna autorità belga si è preoccupata.

Quest'ultima denuncia dopo dieci anni di processi otterrà la condanna di quattro anni di carcere senza badare alle sue condizioni fisiche preoccupanti e tali da ottenere una non incarcerazione.

Al processo mancheranno documenti in sua difesa, non due o tre, ma quarantadue, ma i giudici sorvolano su questi particolari. Poi dalla Corte di Cassazione di Anversa qualche anno fa scompaiono 7 cd, ma il Ministro della giustizia di allora, interrogato in parlamento, afferma che c'è tutto al tribunale di Turnhout (improvvisa rimaterializzazione). Gli altri cd dovrebbero essere già distrutti (dieci anni, poi le prove vengono distrutte) anche se non si è indagato sulla rete di Zandvoort e connessioni varie, ma archiviato il tutto, perché gli accusati erano persone sconosciute.

Lui trova altri pedocriminali che occupano alte cariche ed altre reti e le loro connessioni Madeira, Coral, Cries, Ganumede, ma nessun procedimento è verosimilmente avviato contro questi personaggi.

Lui è incarcerato ugualmente a Turnhout e poi a Bruges, nel frattempo è portato anche in ospedale per vari scioperi della fame e della sete e per sospensione di medicinali e per operazioni ad alto rischio. Nel carcere di Bruges subisce sanzioni particolari tanto che per mettere fine alle sofferenze chiede l'eutanasia e poi innesca un suicidio con sospensione totale di medicine salvavita.

Finalmente un giornalista, non belga ma francese, Serge Garde, con cui era stato in contatto anni prima va a trovarlo nella prigione che poi relaziona il tutto alla TV francese (circola il video su internet ) con Karl Zéro suscitando in Francia ed in paesi mondiali ampie ripercussioni, in Belgio la stampa sembra tacere tutto.Con l'associazione Morkoven e la Fondazione Principessa Jacqueline de Croÿ e Massimo Lancellotti si decide di andare a trovare Marcel onde valutare le sue attuali condizioni psicofisiche, messe a repentaglio dalla sua volontà di porre fine alla sua vita non prendendo più medicine salvavita, essenziali per lui; tale consiglio gli era stato dato da un medico della commissione dell'eutanasia che gli aveva detto esplicitamente che dopo dieci giorni di sospensione delle medicine e cure e continuando a mangiare sarebbe morto. In realtà sono trascorsi più di 30 giorni dalla sospensione delle cure e Marcel è ancora vivo ed abbastanza in salute, sebben precaria.

Quindi lunedì 15 06 2009 il sottoscritto va a Bruxelles: all' aeroporto ci sono ad attenderlo Jacqueline de Croÿ e Alain Fauvage che l'accompagneranno a Bruges. Si arriva a Brugges verso le 15.00, ma ci avvisano che bisognerà attendere il turno delle 18.30, quindi ci si reca in città per un breve tempo, dove ritrovo con meraviglia una statua della madonna col Bambino di Michelangelo: non lo sapevo, ma sono contento di averla trovata poiché Michelangelo è un grande che non ci fa vergognare all'estero, sebben non sia riuscito a vederla direttamente dov'è, ma ci si sia dovuti accontentare della cartolina ricordo.

In ritorno al carcere la solita routine di controlli, carte identità, pass, passaggi sotto detector e quindi in sala comune ad attendere l'accesso del turno.

Si entra nella sala comune di ricevimento ed entrano i prigionieri tra cui Marcel che si vede ci cerca con gli occhi senza vederci, poichè ultimamente ha problemi di vista, ci dirà poi che non riesce più a distinguere le persone oltre tre metri.Quando lo chiamiamo si dirige tutto contento verso di noi, gli sorridono proprio gli occhi non opachi ma scintillanti, sebbene il suo incedere sia un po' strascicato perché ha i piedi edematosi fino al ginocchio. Ci sediamo e lui comincia a chiederci come stiamo e soprattutto dicendoci di ringraziare tutte le persone che lo sostengono e che gli inviano della posta e che lo fanno ancora sentire vivo ed utile. Lui ci dice che anche se non ha più il suo computer, lui il computer ce l'ha nella testa, dice, con tutte le notizie sulle reti e loro connessioni ce l'ha nella sua memoria che dimostra lucida e vivida fin nei minimi particolari.

Non si insiste molto su questo, per non suscitare interesse nei secondini che girano per la stanza. Parla abbastanza bene francese ed a voce con tono normale, anche per farsi intendere da me ed Alain, ogni tanto chiede la traduzione di qualche parola a Jacqueline.

Si è meravigliati della sua vivacità di espressione, sebben limitata dalla traduzione che lui attua dal fiammingo al francese facendo ben capire senza fraintedimenti ciò che vuole dire.

Mi chiede quanto può resistere un corpo nelle sue condizioni senza medicine salvavita per il diabete ed il cuore, ma non si sa cosa dirgli per non deprimerlo, sebben lo si incoraggi a prendere quelle medicine.

Lui, per nulla risentito, ci dice che fa questo per forzare la mano alle autorità belghe che calpestano i suoi diritti di prigioniero in modo pesante e senza mezzi termini e ci dice che quando sarà morto, tutto questo si ritorcerà contro lo stesso governo belga che ben sa quello che succede e quello che dovrebbe fare e che non fa.

Gli brillano gli occhi quando sente parlare di Serge Garde che definisce grande giornalista e di Karl Zéro della Tv francese, ascolta da Jacqueline i vari indici d'ascolto ed è contento, sorride, non ha alcun risentimento rabbioso verso le autorità belghe poiché sembra convinto della sua morte, non dell'eutanasia alla quale sembra non pensarci più.

Non si sofferma sulla sua scelta, magnificandola od altro, nè facendosi apparire un martire, solo che vuole sottolineare i pessimi trattamenti a cui è stato soggetto in prigione od alla mercè delle bizze di qualche autorità che dava un ordine, ambulanza che arrivava e che ripartiva senza di lui, e poi subito un controordine e se questo non si chiama mobbing o tortura, non si sa con quale termine si possono definire questi trattamenti. Però lui alza le spalle, rassegnato, può darsi a subirne degli altri, quasi avesse fatto il callo a ciò, ma è sempre sorretto dall'idea che adesso questo è emerso ed in una televisione non belga e perciò le ripercussioni saranno come le onde di un laghetto dove si à gettato un sasso:
andranno lontano, sebben gli rimarco che in Italia i vari giornalisti interpellati hanno altro da scrivere e gli ricordo le sceneggiate, non certo edificanti, di alcuni nostri rappresentanti. I bambini non fanno notizia, specie quelli violentati scomparsi maltrattati, compare qualche notiziola, ma di concreto o di fattivo ben poco: ad esempio per il bullismo, gli dico, comparirà ora nei vari centri estivi come ad esempio un minore che alla fine della scuola ha messo la testa di un compagno più debole nel cestino dei rifiuti delle toilette od altro, ma non si sa nemmeno se ciò è giunto alle orecchie del direttore della scuola. Di certo altri minori, bulletti in erba ( si fa per dire) cercano altri minori di minor età per prenderli in giro pesantemente chiamandoli con nomi femminili od altro e ci si chiede se gli adulti che controllano questo centri sono stati messi sull'avviso di questi episodi di bullismo già nella prima adolescenza. Si sa però che Marcel ha l'occhio per fatti più orribili, scomparsi ben più gravi, ma le radici di ogni maltrattamento cominciano anche nella tenera età e proprio coi primi passi di bulletti che si reputano superiori agli altri, ma che hanno mitomania e protagonismo a go-go (disturbi mentali da catalogo vedi DSM IV TR )........

Marcel è contento ed il sottoscritto si meraviglia della sua mente ancora non offuscata dal tasso glicemico non controllato, dai reni che non si sa se funzionano bene o no e dal suo cuore che avrebbe dovuto fare una cardioversione, ma che l'ha rifiutata.

Per dirla in breve sembra un miracolo vivente: non ha segni diretti o indiretti di essere vicino alla fine, cui è rassegnato. Ne parla come se ciò riguardasse una terza persona e non lui direttamente, ma si comprende il suo meccanismo che sa di aver innescato un processo irreversibile, ma che vuole ancora essere di utilità ai minori, intrappolati o da intrappolare nelle reti pedoporno future cui certe liberalizzazioni mediatiche spingono irrimediabilmente.

Il discorso di Marcel non è né di rabbia, nè di aggressività, nè tantomeno di voler emergere, di protagonismo e non si capisce la diagnosi verosimile fatta dalle istituzioni carcerarie belghe di mitomania, esibizionismo, disturbo istrionico di personalità, quando invece il suo parlare non è controllato, ma libero, non usa terminologie ampollose o stravaganti, ma parole semplici e non inneggianti alla sua persona di ricercatore di reti pedoporno, ma del problema in generale: non ha mai fatto riferimenti in quel senso a lui come persona, perciò nessuna mitomania e nemmeno depressione per il suo stato attuale. Sembrerebbe aver il presentimento che, dopo Serge Garde, qualcosa stia cambiando ed è in attesa di quella speranza che si spera non cada un'ennesima volta.

Non ricorda più le sofferenze di essere stato ammanettato sul letto operatorio ed incatenato quasi potesse, in anestesia generale, scappare e compiere fuga da spettacolo.

Ci dice ancora di ringraziare proprio tutti e da ultimo ci lancia quasi una speranza di poter presto riprende ancora una volta un diario, non della sua vita carcerario, ma per il bene dei bambini.

Ci si chiede ma dov'è la mitomania e l'esibizionismo riscontrati dagli esperti del carcere belga? Forse volevano suggerirgli quei disturbi mentali per così da renderlo meno credibile e far cadere tutto quanto aveva diligentemente rivelato alle istituzioni belghe o internazionali, che quasi tutte laiche, religiose (meno il cappellano del carcere di Bruges), in difesa degli emarginati non si sono degnate di rispondere se non di demandare ad altri la cosidetta patata bollente o che scotta.

Suona la campanella della finevisita, saluta molto affettuosamente, Marcel si allontana col suo passo un po' strascicato ed all'uscita dobbiamo mettere una sola mano sotto uno scatolotto a luce celeste, non si sa con quale scopo e poi si ritorna a Bruxelles.

Giorgio Gagliardi
1662009


clintondeguchtFONTE:

- Gruppo Morkhoven
- Droit Fondamental (I, F, A)
- Le reti pedocriminali: Zandvoort
- Website - http://www.morkhoven.droitfondamental.eu/ (I, A, F, H)
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video 1 Marcel Vervloesem BFM-TV - http://www.youtube.com/watch?v=-eFnm5Eov8g (F, H)
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video 2 Marcel Vervloesem BFM-TV - http://www.youtube.com/watch?v=r3nzjJj9GGo (F,H)
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video Marcel Vervloesem BFM-TV - Dailymotion (F)
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Video Marcel Vervloesem BFM-TV - Blog Claudia Vinck
- Video 1-2 La scandalosa detenzione di Marcel Vervloesem: Il Caso Zandvoort
- Video 2-2 La scandalosa detenzione di Marcel Vervloesem: Il Caso Zandvoort
- Le reti pedocriminali - Zandvoort: Indymedia (A)
- Hillary Clinton - De Gucht - Guantanamo (I)
- Diritti umani Onu: Belgio (I)
- Belgio prigione tortura

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CONTATTI:

Non esitate ad inviare a Marcel Vervloesem una cartolina, poiché gli darà sollevo sapere che la sua vita non è stata accorciata invano:

Gevangenis (Prigione) Brugge
Sectie 35 - K 62
t.a.v. Marcel Vervloesem
Legeweg 200
8200 Sint-Andries - Brugge (Belgio)

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1060 Sint-Gillis (Belgio)
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- Il Ministro degli Affar Esteri belga, Karel De Gucht, ha incontrato il Segretario di Stato Americano, Hillary Clinton, nel marzo 2009. Il Belgio siede attualmente insieme agli Stati Uniti al tavolo del Consiglio dei Diritti dell'Uomo - VN dopo che De Gucht ha dichiarato di essere disposto, assieme ai Paesi europei, a ‘prendere a bordo’ i detenuti di Guantanamo.


Prigione di Bruges - Tortura: Il silenzio dell'Europa


declerck.286380Il silenzio dell'Europa sulle violazioni dei diritti umani in Belgio...

Bruxelles, 18.6.2009

Caro Giorgio, Serge et Homayra,

Marcel mi diceva ieri che non ha più visto un medico dopo la trasmissione su BFM-TV.
Lui non ha più visto il medico della sua sezione, nè un medico del policlinico dell'ospedale.
Dr. Proot, medico capo della prigione e che lavora anche all'ospedale l'hôpital Sint Jan à Bruges dove Marcel è stato operato ed ammanettato, non si fa più vedere da settimane.

Ieri Marcel ha anche ricevuto una lettera del Procuratore che parlava in modo negativo per la libertà con condizionale (completa o parziale) di lui a causa del suo stato di salute,e per il braccialetto elettronico ecc.

Nella lettera di questo procuratore, non si parlava (come nei rapporti del Servizio Psico Sociale della prigione e della direzione di Bruges, come qualche mese fa nel rapporto falsificato del Servizio della Salute Penitenziaria del ministero della giustizia) nessun accenno alla salute di Marcel.

Il Ministro della giustizia Stefaan De Clerck, cui ho spiegato di nuovo la situazione di Marcel nella mia lettera raccomandata del 5.6.09 (con una copia di tutte le operazioni ed ospedalizzazioni d'urgenza di Marcel) ed al quale io ho domandato perchè non c'è un'inchiesta della Commissione d'Ispezione che concerne la detenzione di Marcel come il ministro aveva promesso, circa due mesi fa, non mi ha dato, come sempre, alcuna risposta.
La sua prima ed ultima lettera senza continuità, data il 30.4.2009 !

Ieri, io ho di nuovo scritto al ministro ed ai membri del suo gabinetto. Io ho posto le mie domande di nuovo ed io ho di nuovo rispiegato la situazione di Marcel ( i medici che lui non aveva più visto dopo la trasmissione su BFM-TV etc..). Io ho di nuovo domandato al Ministro perchè non c'è stata un'inchiesta sulla detenzione di Marcel. Io ho di nuovo domandato un intervento di urgenza...
Ma come al solito nessuna risposta di alcun genere, silenzio di tomba e menefreghismo.
Le sole cose che ricevo sono le risposte automatiche di ricezione.

Jacqueline ha avuto giustamente lo stesso problema. Lei ha anche scritto al Ministro unicamente per mail ed ella riceve solo la risposta automatica e un altra dove un membro del suo gabinetto dice sempre che è assente.

Il caso di Marcel sarà discusso martedì 23.6.09 davanti alla corte delle Pene ed io mi ricordo che l'avvocato di Marcel (io mi domando ogni tanto per chi lavora, per il ministero della giustizia, perchè Marcel mi diceva che lui doveva informare il Servizio della Salute Penitenziaria del ministero) ha dichiarato in un servizio di intervista su un giornale del 4.11.2008, che per tribunale delle Pene sarebbe stata una questione di qualche giorno o di qualche settimana.
Invece sono passati 8 mesi !

Io ho continuamente domandato a questo avvocato di cominciare una procedura d'urgenza, ma questo avvocato che scrive delle belle lettere con le sue proteste contro ogni sorta di servizio ed al ministro stesso (che nella maggior parte dei casi non hanno mai avuto risposta) non sta prendendo nessuna iniziativa.

Solamente nel momento in cui Marcel aveva delle pesanti sanzioni prese dal Consiglio delle Sanzioni della prigione, l'avvocato ha contattato il Consiglio di Stato che ha terminato immediatamente queste sanzioni.
Io non lo capisco proprio. Perchè questo avvocato, che è membro della Lega fiamminga dei Diritti dell'Uomo e che è un buon amico del presidente della Lega stessa,non prende delle inziative ?

Qunate volte ha promesso a Marcel di iniziare una procedura d'urgenza !
Ma dopo ogni promessa,non c'era più nulla, giustamente il silenzio e le ingiustizie permanenti dei servizi giudiziari e della direzione della prigione contro Marcel.
E' per questo non far nulla dell'avvocato sul piano giudiziario che il Ministro ed i membri del suo gabinetto, ed anche tutti i servizi giudiziari della prigione e del ministero, che la direzione della prigione, possono continuare a giocare il loro gioco infernale che terminerà sicuramente con la morte di Marcel che è il testimone principale del caso Zandvoort che è stato completamente soffocato dalle autorità del belgio..

Qualche mese fa io domandavo a Maître Jespers di contattare il suo amico della Lega dei diritti dell'uomo. Lui mi rispondeva che l'aveva fatto due volte. Io telefonavo alla Lega che non ne sapeva nulla. Io contattavo allora di nuovo Raf Jespers che mi cominciava a criticare e dirmi che io non potevo far nulla in questo caso e che non mi voleva più rispondere.

Io ho contattato più volte la Lega stessa che non mi ha mai risposto personalmente e che mi faceva sapere da altre persone per mezzo di una persona che mi diceva che loro non potevano intervenire nei 'dossier individuali'.
Io rispondevo alla Lega perchè il presidente della Lega ed il suo amico Raf Jespers erano intevenuti in due casi con urgenza con due attivisti curdi qualche anno fa che avevano iniziato uno sciopero della fame perchè erano maltrattati e torturati come dei terroristi alla prigione di Bruges.

D'accordo, il presidente della Lega dei diritti dell'Uomo era (come Raf Jespers lo è attualmente) membro del partito comunista e gli attivisti curdi erano dei membri di un'associazione comunista.
Amici politici aiutano altri amici della stessa politica.
Ma non è una ragione per lasciar cadere un uomo come Marcel che è costantemente maltrattato e torturato psicologicamente e fisicamente alla prigione di Bruges, e che non si è legato ad alcun partito politico,come una cozza.

Io non comprendo perchè la Lega dei Diritti dell'Uomo belga (fiammingo e francofono) che hanno avuto dei processi concernenti il razzismo contro membri dell'estrema destra che erano molto mediatizzati, erano poi d'accordo per la liberazione dei 2 membri del partito d'estrema destra (con braccialetti elettronici dopo un solo giorno di prigione) quando al tempo stesso loro sono stati d'accordo che un uomo come Marcel che è stato operato più di venti volte, resti fino alla morte in prigione.

Anche Michel Nihoul, il compagno di Marc Dutroux, non aveva forse dopo qualche mese di prigione il permesso di visitare la sua amichetta? ! Marcel che è gravemente ammalato, aspetta già da nove mesi il permesso di congedo penitenziario e come altri prigionieri non hanno nessun permesso !
Dunque si deve essere membri del partito di estrema destra o bisogna avevre buone protezioni con il mondo criminale per essere trattati da esseri umani nelle prigioni belghe ?

Io ho di nuovo scritto al Ministro de Clerck per quanto riguarda queste discriminazioni gravi nella sua politica penitenziaria, ma come al solito, lui non ha il minimo pudore nel non rispondere come sempre e come se non fosse al servizio del suo popolo.

Io ho domandato al Ministro perchè i prigionieri molto ammalati, sono esclusi dal sistema dei braccialetti elettronici.
Silenzio assoluto e ridicolo.

Io stesso ho inviato al Ministro una copia della legislazione (la legge Dupont che è del 2004) concernente l'istallazione delle Commissioni d'inchiesta per controllare che i diritti dei prigionieri fossero rispettati (perchè è possibile che il Ministro non sia al corrente della legge). Nessuna risposta. Silenzio,silenzio. Lo stesso silenzio come nel caso della rete pedocriminale di Zandvoort e la scomparsa dei testimoni a discarica nei dossier penali di Marcel ed i 7 cd di Zandvoort scomparsi nelle Corti di Turnhout e di Anversa (confermati dal Consiglio Superiore della Giustizia).

La Lega dei Diritti dell'Uomo ha fatto rapporti,durante anni e anni, con partiti politici che si fanno chiamare democratici per il 'Cordone Sanitario' contro i partiti di estrema destra. Io però comincio a credere che loro si sono fatti una campagna giustamente per rinforzarsi, controllare la stampa, distruggere ogni forma di opposizione e di rinchiudere o lasciar morire attivisti e sindacalisti nelle prigioni.

Si è installata in silenzio una dittatura del potere cosiddetto democratico come ai vecchi tempi in cui la classe aristocratica,subdolamente, aveva ogni potere.
E non si è ancora vista la fine di questo episodio che si continua in Europa e che si sviluppa durante gli anni già su un piano mondiale !

Ciò che io trovo incredibile e che all'inizio della nostra azione per liberare, la Lega dei Diritti dell'Uomo faceva uscire con la Commissione contro la Tortura dell'ONU, un rapporto dove si parlava di torture 'sofisticate' nelle prigioni belghe.

Come al solito ( i processi contro il razzismo), questo fatto era enormemente mediatizzato ed il governo belga diceva che avrebbe tenuto conto delle mancanze, scritte nel rapporto.

La Lega ed il governo belga parlavano in modo ridicolo di una 'Commissione d'Osservazione Nazionale'.

Io rispondevo alla Lega ed a certi politici che nella stesura della legge Dupont ('diritti dei prigionieri') del 2004, si parlava già delle commissioni di ispezione che non erano mai state progettate ed io mi riferivo alla situazione attuale di Marcel ed ai maltrattamenti nei prigioni di Turnhout e Bruges.

Perchè istallare un nuovo organo 'Nazionale' se le commissioni dell'ispezione nelle leggi non sono nemmeno ancora progettate sulla carta ?
Io non ho ancora oggi ricevuto una risposta.

Non è da meravigliarsi dai capi della Lega dei Diritti dell' Uomo perchè durante questi anni è diventata una istituzione politicizzata ( con dei politici ai vertici) al servizio non dei cittadini, ma delle autorità che l'utilizzano per costruire una immagine di un belgio che rispetterebbe i diritti dell'Uomo. La Lega è anche finanziariamente sostenuta dalle autorità.
Ed è grazie a quelle istituzioni come La Lega dei Diritti dell'Uomo ed il solito Child Focus che il Belgio resta conosciuto come un paese meraviglioso nel mondo intero. Un paese dove non ci sarebbe nessun criminale nemmeno a pagarlo, nessunissima traccia di reti pedocriminali e dove i diritti dell'uomo sarebbero strenuamente rispettati e non calpestati come è stato dimostrato invece in questa lettera.

Jan


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08/06/2009

La morta di attivista Marcel vervloesem: Serge Garde - Karl Zéro


marcelFrom: Jan Boeykens werkgroepmorkhoven@gmail.com
Date: 2009/6/7
Subject: Karl Zéro
To: serge gardebled sgardebled@yahoo.fr

Caro Serge,

Le elezioni sino ora finite in Belgio.
Karl Zéro non avrebbe quindi nessun rischio.

Voi sapete ora in quale giorno ci sarà la trasmissione?
Marcel era troppo demoralizzato per il fatto che non c'è stata la trasmissione.
Il suo stato di salute è diventato sempre più scaduto.
Lui non ci vede più da un occhio.
Io sono ormai certo che lui si lascierà morire in prigione.
Ma siate sicuro, se lui muore si può consolare col vostro, hé !

Jan